Artemidoro

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Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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sabato, 08 novembre 2008
I sintomi del tempo
le foglie perdute
i sorrisi e i giorni
il Tuo volto che appare
in ogni luogo dove l'ombra
dipinge l'illusione
Vorrei sussurrare il mio amore
anche gridarlo

qualunque cosa
magari agitare le braccia
fare un segnale
gettare uno sguardo
che giunga a Te
ci dividono costellazioni
e pianeti e luce che si piega
in uno spazio ricurvo
dove il tempo sono le foglie
le foglie che cadono
non posso fermarne nessuna
posso ammirare i colori
e le diversità di ognuna
posso radunarle
per collocarle in uno spazio
uno spazio-tempo Giardino
così faccio con i miei sogni
e ti vedo con me
ma sei anche Tu
una foglia caduta
un pianeta spento
e io ho perso la strada
del nostro Giardino
aspetto un quarto di Luna
che mi mostri il cammino
cadono le foglie nella Notte

Arturo Ferrara© in QDA novembre 2008 per
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postato da: artemidoro alle ore novembre 08, 2008 17:39 | Link | commenti (7)
categoria:poesia, ricordi, letteratura, notte, sognando
domenica, 21 settembre 2008
l terreno, grazie a te,
piacevole, diventò celeste.
Poi
il celeste, grazie a me,
piacevole, diventò umano.

"Amore" di Juan Ramon Jimenez


I miei video in You Tube

Ho sognato che mi sognavi, mentre mi accorgevo che era un sogno.
E tu che non sapevi di sognare mi pensavi come un sogno. Così tra i due ero quello che aveva più consapevolezza della realtà di sogno.
Solo nel luogo del sogno, sapevo ci saremmo potuti amare e quel luogo era diverso per ognuno.
Eravamo insieme nel Tempo dei Sogni uno a a braccetto con l'Ombra come guida, l'altra a fianco dell'Illusione come garante.
E poi....  all'Ombra piacque l'Illusione e se ne andarono insieme lasciandoci, ancora soli, alla Vita, al Risveglio.

Arturo Ferrara QDA  Torino
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postato da: artemidoro alle ore settembre 21, 2008 00:39 | Link | commenti (24)
categoria:amore, letteratura, oltre, notte, sognando, io
mercoledì, 17 settembre 2008
Viaggiamo come fantasmi
in un mondo trasparente
e restiamo immobili nel Tempo
ci attraversano pallide ombre i viventi
a turbare il nostro secolare incanto
di Angeli sperduti.

Non il Paradiso Terrestre
né la Terra promessa
ma un'anima che ci è affidata
che non ci vede non ci sente

La nostra antica voce si confonde
come un fruscio nel vento
uno sciabordio di un'onda
che torna e ritorna
come noi ai quali è stato affidato
un corpo materiale e penoso
così triste nel suo decadere...

A volte ci troviamo tra noi
solo con il pensiero
e ci sfiora la nostalgia
al nostro già lontano mondo
e ci raccontiamo antiche storie
di cadute ed elevazioni
e le ali che non vedi allora
noi dispieghiamo nel Tuo Cielo

Questa notte ci sognerai
e al risveglio avrai dimenticato....


Arturo Ferrara QDA Torino
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postato da: artemidoro alle ore settembre 17, 2008 22:33 | Link | commenti (11)
categoria:poesia, amore, letteratura, oltre, sognando
giovedì, 17 luglio 2008
Dove sono io
io io io io.....
forse dietro la Luna
sostenuta da quella nube lassù?

Dove sei tu
tu tu tu tu....
forse in quei grandi occhi
di Luce nella Notte?

Deserta è la strada
solitario il cammino
hai trovato forse le mie ali?
il sentiero della vita
s'inerpica nelle tenebre

Non c'è ancora risposta
solo la Luna
Luna Luna Luna Luna
nel cono d'ombra
dove riposano i nostri sogni


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postato da: artemidoro alle ore luglio 17, 2008 02:07 | Link | commenti (4)
categoria:poesia, oltre, notte, sognando, pensieronotte
giovedì, 15 maggio 2008
Non riuscirò a immaginarti o descriverti. Anche solo il pensarti è una cosa difficilissima da sostenere. Perdere lo spazio e il tempo per entrare nello Spazio-Tempo e scivolare dalla tangente della Realtà verso il limite infinito del Sogno....
Ci fosse qualcosa di certo, anche solo una Tua ombra proiettata su un muro.
Il Tuo profilo a volte sembra apparire in una nuvola nel cielo, altre nella corteccia di un albero. Il Vento porta la Tua voce, così forse solo immagino e sento anche nell'aria un indefinibile profumo di Te.
Non riuscirò a descriverti, anche solo folleggiando con la penna o i pennelli, né tanto meno a plasmare l'orma di Te con la creta.... sentirò nascere allora e ancora nostalgie che nessuno vedrà, cercherò il disperato Silenzio, la colpevole assenza. Cosa dovrei comunicare , quale il minimo comun  denominatore tra noi, il codice che permetterebbe anche solo un istante la percezione di ciò che sento in me?
Una goccia d'acqua scivola lenta dalla foglia e la radice la attende perché ha sete, così comunicano gli inferi e i cieli. Tu sei la pioggia che cade e il sole che l'asciuga, tu sei la quiete e l'impeto che permette il Compimento.


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postato da: artemidoro alle ore maggio 15, 2008 01:58 | Link | commenti (21)
categoria:amore, antropologia, oltre, sognando, maschere
martedì, 26 febbraio 2008
La Nature est un temple où de vivants piliers

Laissent parfois sortir de confuses paroles;
L'homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l'observent avec des regards familiars.
Comme de long échos qui de loin se confondent
Dans une ténébreuse et profonde unité,
Vaste comme la nuit et comme la clarté,
Les pafums, les couleurs et les sons se répondent.......

Baudelaire , Les Fleurs Du Mal, 1857
La Natura è un tempio dove viventi pilastri

lasciano a volte fuggire parole confuse
L'uomo l'attraversa fra foreste di simboli
Che lo guardano con familiari sguardi.
Come lunghi echi che si confondono da lontano
in una tenebrosa e profonda unità,
vasta come la Notte e il chiarore
i profumi i colori e i suoni si rispondono.......

traduzione di Arturo Ferrara


Tra me e te.....E negli occhi si rispecchia un ruscello, ascoltiamo la stessa canzone dal merlo sul ramo e vediamo lo stesso corvo che saltella nel prato. Ci separano molti chilometri e sono passati tanti anni da allora.... gli esseri umani hanno cambiato modi e abbigliamenti.
Ricordi del carro la ruota che girava e quel cavallo bianco? Tra me e te forse il cercarsi dei volti nella folla i pensieri che sono cambiati insieme a corpi e stagioni. Riprendiamo argomenti sospesi da più di cinquecento anni..... Eppure quella stella passa e ripassa nel cielo lanciandoci un saluto.
Dovrei riconoscere qualcosa, qualcuno chiamandolo con un nome? Corrispondenze, io e te che sappiamo di non sapere mentre continuiamo il gioco che ci fa bambini.
La sorgente e la montagna, il pozzo e la luna, la fanciulla e il guerriero. La Sua immensità la vedi dalle zampe di un millepiedi o dalle complesse trame di una ragnatela...l'arte ricombinatoria è un lancio di dadi troppo simile a volte a una carezza.
Tra noi quel pensiero, corrispondenze che ci inducono ancora a volte allo stupore e poi, nella realtà un incantato evento, un segno, un segnale....
Il tempo che scorre, gli incontri, le trame, la società la lontananza, il dubbio? Noi.
Ma è assenza? La sua angoscia fu sentita da Lei e avvenne anche che Lui sentì il suo smarrimento. Corrispondenze che la Luna amplifica il vento propaga. Chiarori e infinite tenebre coesistono in mondi paralleli e sguardi, voci, parole riconosciute....sogni.
Tra me e te qual è la distanza? E chi e cosa c'è di mezzo qui in questa vita?
Allungo la mano e barcolla nell'aria, lo fai tu da un'altra parte a scacciare un fantasma (o è una mosca che sembra fastidiosa ma ti riporta i miei pensieri?)
eppure le nostre ombre sono abbracciate in quella proiezione d'infinito che la notte intorno a noi ha generato.
Sono unite nel confondersi degli sfondi e nel propagarsi della luce, atomi la cui struttura porta all'amore.Corrispondenze. Tu indichi con l'indice lassù io mostro la terra, in basso...e poi giocando con la luce come ombre cinesi si proiettano i nostri corpi, le menti..... che non possono fare a meno di cercare, nel tempo e nello spazio, corrispondenze.

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postato da: artemidoro alle ore febbraio 26, 2008 23:04 | Link | commenti (18)
categoria:poesia, amore, letteratura, oltre, sognando, maschere
lunedì, 25 febbraio 2008
Se qualcosa, qualcuno non esiste puoi pensarlo? Può il nostro semplice pensiero creare l'inesistente, l'indefinibile?
Si possono è vero confondere le cose, fare strane unioni che so cavalli che volano se ci si mette le ali.... però i cavalli esistono e le ali pure...Allora in ciò che si pensa occorre trovare i fondamenti, le strutture e forse anche negli esseri,nelle cose...in tutto.
Accanto ad alcune cosi comuni, altre lo sembrano, altre ancora sono variazioni modulate, altre sono diverse.....

In un sogno di qualche giorno fa, nella parte finale...camminavo al mio fianco una figura che somigliava, tanto per risparmiarmi la descrizione a quei geni delle lampade che appaiono quando le si strofina.... Una specie di Mastrolindo intellettuale,con gli occhi brillanti grande ,dalle braccia muscolose, tutto pelato.
C'era in me tristezza e all'improvviso gli domandai:
-Sono morto vero?
Lui rispose semplicemente ma fermezza ,senza tradire emozioni ma con qualcosa di rassicurante:
-Sì
La mia angoscia cresceva nel sogno....
Gli dissi :
-Come, dove?-
Rispose tranquillo.
-Nel Bosco, mentre raccoglievi......
Non disse altro ma non pensai a cosa raccogliessi... invece  cercai di dirgli, di implorarlo che avevo tante cose da fare, cercai di chiedere di poter tornare.... ebbi ovviamente paura.....
Lui non rispondeva perché sapeva bene (e anche io)che le risposte le avevo in me
-Non so ora, ricordando, se mi rassegnai..... o se compresi subito che avevo cominciato un nuovo cammino.... però so che non insistetti, qualcosa mi stava facendo già abituare a quell'altra realtà, forse la sua presenza perché cominciavo a sentirlo come uno Spirito Guida, un tutore che so un maestro, una guida....un Saggio.
Camminava al mio fianco in un spazio deserto e vuoto .... in un tempo senza tempo .
Pensai alla mia vita ormai lontana, a tutte le ricerche mai compiute all'affetto mai trovato, forse lo penso solo ora e non allora, nel sogno, chissà, o ancora pensavo alla natura, agli odori, al Bosco...... (Che fosse stato il luogo della mia terrena fine mi piaceva molto) e all'improvviso come per reagire a nuova tristezza che m'assaliva gli chiesi
-Ma almeno Tu mi vuoi bene?
Lui rispose e, a pensarci ora, stranamente, solo questa parola:
-Todos
Non cercai spiegazione come faccio ora interrogandomi.
Non calava nel sogno la mia angoscia e mi svegliai, quasi cercando la vita.... temendo sfuggisse la mia ultima possibilità
Forse sentivo che troppo mi stavo abituando a quella dimensione che  avrei potuto non tornare....

Ma sono tornato, sono vivo? Sento intorno a me lo stesso spazio vuoto e inconsistente, un tempo senza tempo e ...la mia tristezza....
Percorro ancora questa strada che chiamo terrena ma non sono, non mi sento più io...  eppure quest'io che non è cerca quel Tu nel quale proietta possibilità di esistenza e continuità.
-E Tu, almeno Tu, mi vuoi bene ?

di Arturo Ferrara (QDA Torino)
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postato da: artemidoro alle ore febbraio 25, 2008 02:37 | Link | commenti (16)
categoria:amore, ricordi, letteratura, vivendo, sognando
sabato, 16 febbraio 2008

La mia Finestra sul GiardinoAscolta la mia lettura del post ®

Divergevano due strade in un bosco
Ingiallito, e spiacente di non poterle fare
Entrambe essendo un solo, a lungo mi fermai
Una di esse finché potevo scrutando
Là dove in mezzo agli arbusti svoltava.

Poi, presi l’altra, che era buona ugualmente
E aveva forse i titoli migliori
Perché era erbosa e poco segnata sembrava;
Benchè, in fondo, il passare della gente
Le avesse davvero segnate più o meno lo stesso,

Perché nessuna in quella mattina mostrava
Sui fili d’erba l’impronta nera d’un passo.
Oh, quell’altra lasciavo a un altro giorno !
Pure, sapendo bene che strada porta a strada,
Dubitavo se mai sarei tornato.

Questa storia racconterò con un sospiro
Chissà dove tra molto tempo:
Divergevano due strade in un bosco, e io…..
Io presi la meno battuta,
E di qui tutta la differenza è venuta.

Robert Frost
"La strada non presa"

Un pallido riflesso di Luna sull'acqua si muoveva delicatamente, lasciando intravedere il volto di una fanciulla.
Dalla finestra guardava l'acqua brillare e quegli occhi che sembravano fissarlo. Tese le orecchie. Avrebbe potuto sentire una voce, un richiamo? L'atmosfera pareva sospesa in uno di quei momenti del giorno nei quali il tempo sembra fermarsi, in quegli istanti nei quali ritornano immagini dal sogno.
Si chiedeva cosa fosse sogno e cosa realtà.... Trame sognate, forse vissute, cercavano compimento nel suo pensiero. Aveva vissuto, aveva pensato?
Tremava la bianca immagine e un sottile vapore saliva dall'acqua, una nebbiolina dalle delicate forme femminili.
Un po' cupo il pozzo era immobile, nella notte, un'oscurità antica una notte dei tempi dove il freddo e la paura erano ai margini.
Quali predatori notturni erano ai bordi della sua anima, quali pericoli in quel silenzio intorno..... in quei pensieri che veloci, quasi inafferrabili, passavano ?
Avrebbe voluto restare, contemplare soltanto il pallido riflesso.... la nebbiolina di vapore...Qualcosa gli diceva di chiudere gli occhi, andare a dormire...non restare  neppure più un istante.
Avanzò invece lentamente verso il pozzo e, arrivato vicino, vi si precipitò..... Cadde per un infinito tempo, sempre aspettando il fondo, l'abbraccio con il tremolante riflesso.
Cadde senza rumore o grida....e il precipitare era quasi simile al salire. Dopo poco.... al  terrore iniziale si sostituiva ad una strana sensazione, di vuoto, di nulla...
Perdersi, finalmente perdersi..abbandonarsi..lasciare il pensiero tornare acqua, onda, luce riflessa....
Nessuno lo trovò mai più.Nessuno si chiese dove fosse. Chi era stato si era tentato di scriverlo in qualche bugiarda riga....
Dicono che, ai margini del Bosco, vicino al vecchio pozzo, ormai da anni senz'acqua... si vedano, in  certe notti oscure due forme luminose abbracciate.....come fiammelle tremolanti e vive.Cambiano continuamente colore.... E qualcuno ha anche sentito, ma forse era solo un ubriacone che tentava di trovare la strada di casa.....due voci, insieme....
Abbiamo sete....dov'è la sorgente?
Poi si racconta, ma è sempre la stessa fonte....che il cielo si scurisca del tutto....si alzi il vento e  cada la pioggia, con strane sinfonie nel bosco.
Vuoi dirmi tu viandante dov'è la Sorgente?

Racconto breve di Arturo Ferrara   QDA Torino, diritti riservati
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postato da: artemidoro alle ore febbraio 16, 2008 00:17 | Link | commenti (15)
categoria:poesia, amore, letteratura, antropologia, oltre, sognando
giovedì, 14 febbraio 2008
LL'albero m'è penetrato nelle mani,

La sua linfa m'è ascesa nelle braccia,
L'albero m'è cresciuto nel seno -
Profondo,
I rami spuntano da me come braccia.
Sei albero,
Sei muschio,
Sei violette trascorse dal vento -
Creatura - alta tanto - tu sei,
E tutto questo è follia al mondo.

da L'Albero m'è penetrato nelle mani di Ezra Pound

Non c'è Albero che non mi commuova, soprattutto al tramonto, quando il suo profilo unisce la terra al cielo e tutto si confonde in pochi istanti.
Mi è piaciuto pensarti come un albero, non importa quale, il genere, la definizione, il nome....
Dove sono ora le tue foglie? Non sei un sempreverde.Neppure le tue radici vedo, solitaria resti in una desolata campagna di uomini che passano, sempre diretti ad un'altra meta, sempre di corsa. Le solite frasi, i soliti gesti.... Hanno in mano pacchetti di carta e nella mente vuoti antichi di abissi ed echi.
La notte verranno a trovarti gli abitanti del bosco, molti dei quali, invisibili agli uomini, spiriti, ti racconteranno della vita dei poeti. Sorriderai muovendo un poco i rami e dirai:
-Presto quello lo chiamerò a me-
In un limpido sogno il vento porterà la tua voce.... In volo, sopra di te passano coloro che si amano, ad occhi chiusi, volando in sogno verso l' amore e tu mostri la strada semplicemente restando come sei, centro dell'universo del pensiero, punto fermo, boa della campagna.... e faro della notte della coscienza.
Ti ho visto circondato di luce azzurra che diveniva lentamente rossa.... Ti ho visto brillare nel cielo...albero della vita molti cercatori dello spirito pensano di aver visto i tuoi frutti, il Serpente ne ha già parlato una volta....
No non erano mele, ma gli umani vedono ciò che vogliono vedere e in quanto al credere cercano la soluzione più comoda (in genere quella che rispecchia di più le proprie paure).
Dal tuo tronco s'arrampicherà al cielo la principessa?
O forse la gatta notturna, salirà a cercare l'altro mondo?
Oh Albero parlale questa notte di me e raccontale che sotto di Te ho riposato, pensando vagamente a un futuro condiviso, dille i poemi che ho recitato alla valle guardando laggiù quelle case piccole dicendo ..forse lei abita già lì....., forse ci abiteremo.  Sì non nasconderle le mie folli corse verso di te, per ritrovarti, vigile e attento, per pensarla.
Si spaventerà se gli narrerai che ai tuoi piedi le vipere nella stagione d'amore s'accoppiavano..... si commuoverà se gli dirai anche che alle mucche piacciono le mele verdi e acerbe, dalle mie mani donate?
Nasceranno nuove foglie....mi piace pensare che il tuo sorriso sarà il suo e la lunga chioma frusciante come le tue foglie al primaverile vento.
Immagino poi me, (ma forse è solo specchiarsi) senza radici, con i miei rami spogli mi rendo conto delle stagioni passate su di noi.... ogni solco una ruga, nella corteccia qualche ferita ma, ancora lassù, anche oggi c'è la Luna...domani mattina sorgerà il Sole...per noi e per tutti, coloro che insonni scrutano il proprio cuore.

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postato da: artemidoro alle ore febbraio 14, 2008 00:16 | Link | commenti (6)
categoria:poesia, amore, letteratura, editoriali, sognando, io
venerdì, 01 febbraio 2008
Il Suo  sorriso a volte, illumina la notte.... e riconosco il percorso delle stelle. I nomi che diamo alle cose non sono le cose.... così avviene anche per gli esseri.
Grandi simboli diventano conosciuti quando passa Lei e Ti guarda.  Allora la storia dell'umanità è un gioco.... Le ere, i secoli, gli anni.... tutti quegli occhi sulla vita che sono apparsi per un istante come fiammelle nel grande vuoto.

Immaginare un percorso, giocando con la matita ed i colori ad unire le stelle ai sogni, creare figure...inventare storie, colorare gli spazi e le distanze con fondali di speranze mentre la Terra ruota e ogni pianeta corre verso una meta conosciuta.
Giocare, sognare di essere  con lei,  sospendendo il tempo.
Vogliamo fermare qualcosa, qualcuno a volte..... ma tutto è in movimento, che uno se ne accorga o no. In bilico sui nostri piccoli mondi oscilliamo all'attrazione dell'Abisso, oppure spaventati ci aggrappiamo a qualcosa, qualcuno, o ripetiamo rituali rassicuranti, forse per pensare sia tutto uguale.
Perché disprezzare chi esprime in fondo le nostre paure,  se qualcosa ci ferisce o offende è perché spesso agisce sulla nostra cattiva coscienza, ci dice di noi qualcosa che non siamo stati capaci di ascoltare  da soli.
Il calore della febbre è pur sempre un calore.... e concentrarsi su qualche malessere fisico distoglie, per qualche istante da altri, più profondi.
Vorrei sentire la Sua voce e giocare con le sue mani, metterle davanti al viso e misurare la distanza dal cielo e vedere tra le dita quali stelle siano rimaste.... e poi ancora raccontarci, dipingersi nuove figure sulle sfondo, dove noi siamo trasparenti e  non apparteniamo a nulla se non al vento, al sole, all'acqua e alla terra....Vorrei... ma la Notte è molto più grande delle ore a Lei dedicate, così la distanza, il silenzio..... Chiudo gli occhi: non vedo nulla, resto nel silenzio:nulla.....
Ma dov'è la Luna questa sera.... Non vuoi portarla con Te venendo a trovarmi? Se tutto scorre..... tu sei fatta per restare e, perché, non ci sei, ora?

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postato da: artemidoro alle ore febbraio 01, 2008 21:42 | Link | commenti (23)
categoria:amore, riflessioni, letteratura, oltre, sognando, scelto progetto