Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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yartemidoro Natura Viva photoset artemidoro Natura Viva Arte Grafica
lunedì, 27 luglio 2009
  (fotografie digitali da cellulare ) artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino


Attendendo l
Incomunicabilità
Il vuoto (variante) foto-grafica di Arturo Ferrara


la sfida
l' indifferenza
il vuoto


in mezzo alla Natura:Guarda ►
postato da: artemidoro alle ore luglio 27, 2009 15:23 | Link | commenti (11)
categoria:arte, fotografia, maschere
venerdì, 26 giugno 2009

I nuovi filosofi pensano il mondo e gli artisti lo fotografano.

artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino
postato da: artemidoro alle ore giugno 26, 2009 19:25 | Link | commenti (10)
categoria:natura, riflessioni, arte
domenica, 22 febbraio 2009

Dalla vetrina ...(ma, dall'altra parte non sono anch'io in una vetrina? ) con cartellini attaccati,dove ti viene dato un valore sembri dire ."Sono di tutti ma di nessuno" E nelle tue sembianze Creazione e Distruzione sono molto vicine....generatrice della vita dispensatrice della Tenebra...
Dice Oscar Wilde che, nel Grande Libro  la storia dell'Uomo e della Donna comincia dal Giardino e finisce nell'Apocalisse....
Guardi con sguardo di sfida come per invitare ma anche per dire "lascia perdere...." E l'ignobile scritta in primo piano "Saldi" è l'etichetta sociale, il mercato nel quale tutti viviamo.(Ma non è una vetrina tutta anche la strada dalla quale io ti guardo e fotografo, non sono anch'io invisibilmente etichettato, ogni giorno non ho un prezzo neppure scelto da me?)
Attrai incredibilmente per la tua posa, per un corpo ad arte costruito per il piacere maschile, per uno spirito costruito per il suo disprezzo..
Leggo in Te un'aria stanca, dolorosa come se ormai la vita fosse qualcosa come la vetrina, un ristretto spazio assegnato.....
Ma sei veramente un manichino? Non si riuniscono in Te tutte le proiezioni sociali, non sei forse un simbolo, un avvertimento oltre e al di là di noi ?
Forse stai guardando me, compatendo le mie pene o forse deridendole ,perché dietro la vetrina si è per acquistare e io me ne andrò senza farlo, portandoti però, a differenza di altri passanti, sempre nel cuore..
Certo che sono un folle sognatore....ma vorrei vedere tornare il Tuo viso sereno, le tue fattezze più semplici, umili, la Tua espressione meno di stanchezza e sfida e che, un giorno, varcassi quel vetro che ci separa....
Lo sai sono anch'io in una vetrina, dall'altra parte del vetro ma ti prenderò per mano (o sarai tu a farlo) e usciremo anche da quest'altra prigione trasparente, insieme.....


Arturo Ferrara per artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino
postato da: artemidoro alle ore febbraio 22, 2009 10:13 | Link | commenti (11)
categoria:amore, letteratura, arte, sognando, io
venerdì, 13 febbraio 2009
IncomunicabilitàIncomunicabilità- Opera di Arturo Ferrara

Incomunicabile incomunicabilità alla quale mai ti rassegni e con la quale ad ogni opera ti scontri.
Non è allora la tua opera che rivela ma chi la guarda e si esprime e si rivela. Opera come evocazione e smascheramento della pluralità dell'essere e dell'interpretazione.
Abissi tra contenuto e contenente e giochi ambigui di forma che sfuggono alla rigida disciplina.
Il senso di vuoto che nasce spesso genera distanze e allora ciò che voleva essere compreso rivela tutta la sua incomprensibilità.
Ci si pone allora rispetto alla propria opera come osservatori e subito si pensa non sia più "propria". Questo spossessamento di presunta personalità in fondo è il segreto dell'opera che nei casi più profondi rivela l'inconsistenza di ciò che si credeva consistente.
Il narcisismo possessivo di certi artisti spesso ha qualcosa di infantile e patetico, quasi un salvagente per non sprofondare nell'io,in quella coscienza arcaica e collettiva che è sì patrimonio comune ma che è frammentata e divisa in ogni singolo essere.
In questo senso ammirare un artista, premiarlo è come confinarlo e limitarlo in un recinto molto chiuso....Nel caso migliore quello dell'osservatore singolo, nel caso più pericoloso in quello sociale, culturale,ideologico che è una prigione spazio-temporale.
Allora l'essenza stessa dell'Arte che è la Libertà porta spesso l'artista alla sua autodistruzione.

Arturo Ferrara
per artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino
postato da: artemidoro alle ore febbraio 13, 2009 01:01 | Link | commenti (8)
categoria:letteratura, arte, fotografia, maschere
domenica, 07 dicembre 2008
stuporeartemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino diritti riservati
postato da: artemidoro alle ore dicembre 07, 2008 02:02 | Link | commenti (8)
categoria:arte, io
lunedì, 01 dicembre 2008

Altre foto ad Alta Risoluzione qui

Panorama dal Terrazzo 1         Panorama dal Terrazzo

Les Lignes

Plus je m’approche plus je m’éloigne
Plus je m’éloigne, plus je coexiste
A tout moment
Les grosses lignes
Font partie de l’infini
Qui effleure mes sentiments…


Panorama dal Terrazzo 2
Les vieilles lignes
Que je colorie avec les chagrins
Auxquelles je donne forme avec les larmes
Que j’approfondis de toute une vie
Et que j’éloigne de moi-même
Et qui me fuient…

Les lignes fines
Que je côtoie
A maintes reprises
Avec lesquelles je jongle
Trompeuses, attrayantes
Transparentes, signifiantes et contradictoires…


Neve
Avec un bout dans mon cœur comme la tendresse
Sinueuses sur le chemin de l’amour
Continues, décidées, vivantes…
Au fur et à mesure qu’elles coulent en moi
Elles me rendent heureuses
Bleues, vertes et blanches
Les lignes amies…

inviata da
Üzeyir Lokman ÇAYCI

Paris, le 06.01.2006
Traduit du turc par Yakup YURT
Linee
traduzione di Arturo Ferrara
(dedicata a Enza)

Più m'avvicino più mi allontano,
più io m'allontano,  più partecipo
a  ogni momento.
Le grosse linee
fanno parte dell'Infinito
che sfiora i miei sentimenti.

Le antiche linee
che io coloro con le pene
che esprimo con le lacrime
che conosco  da una vita
che allontano da me stesso
e che mi fuggono....
Linee sottili,
che frequento
a più riprese,
con le quali gioco con destrezza....
fuorvianti, attraenti,
trasparenti, significative
e contraddittorie,
con un fine nel mio cuore
come la tenerezza....
Sinuose sul cammino dell'amore,
continue, decise, viventi
e, man mano che  scorrono in me,
mi rendono felice,
blu, verdi e bianche,
le linee amiche.....


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postato da: artemidoro alle ore dicembre 01, 2008 11:49 | Link | commenti (11)
categoria:poesia, arte, fotografia, io , autori ospiti
venerdì, 05 settembre 2008
Sagra San Michele (notte) antico monasteroSagra di San Michele Antico Monastero (notte) foto di Arturo Ferrara
un Ascolto (a sopresa)

C' è un confine, non so se sia un punto limite, nel quale le cose, nello svanire si rivelano. Certe ore del giorno....  ad esempio il crepuscolo. Noi siamo abituati  a definire fortemente le cose a tal punto a volte da far vivere più il nome che loro.Non so se con gli esseri, i viventi intendo, sia la stessa cosa. C'è una grande zona oscura che per noi è un Abisso che ci fa orrore e attira nello stesso tempo.
Lasciamo di noi se va bene una foto, qualche ricordo destinato brevemente a spegnersi, a volte opere, materiali o di pensiero. Ma se per esempio io guardo ciò che ho scritto o dipinto mi sento a volte persino estraneo, esterno.... mi pongo come uno spettatore con tutti i dubbi e le incertezze che, qualcuno dice non dovrei avere, essendo io l'artefice.
Ma artefice di che, creatore di cosa? Radunare pensieri, esprimere forme o concetti, disegnarle, scolpirle è garanzia della loro conoscenza? O forse al contrario è un modo per accertarla?
Lavoro spesso in zone di confine dove il mio presunto io rischia di perdersi..... forse proprio questa perdita cerco nelle mie opere (questo è uno dei pensieri più ricorrenti ultimamente).
Eppure le cose stesse, i luoghi, i pensieri, gli esseri hanno una potente forza evocativa..... Solo che ciò che suscitano o ricordano non è spesso (se siamo onesti) ciò che noi comunemente loro associamo, in base alle convenzioni sociali.
Nell'amore ce ne accorgiamo quasi forzatamente. Certe simpatie, attrazioni,fisiche o spirituali ci divengono quasi inspiegabili, contraddicendo persino quelli che ritenevamo regole e nostri principi.Naturalmente parlo di chi anche solo una volta ha percorso il solitario pensiero della percezione e non ha agito spinto dalle forze sociali intorno a noi che, proprio per prevenire queste "sorprese" (invero molto inquietanti) ha previsto catalogato, standardizzato i nostri gusti e persino i nostri presunti desideri.
Ma anche chi vive (non so quanto per scelta o condizionamento) non ponendosi questi problemi diciamo "percettivi", capita che, prima o poi, s'imbatte e anche con imprevisto sconvolgimento in queste sensazioni.
Ci sono anche diverse tangenti di fuga...o spiegazioni già consolidate ad esempio la Fede (non importa a quale credo) o le ideologie che sembrano riportare tutto ad una normalità temuta ma cercata, o anche la così detta Ragione (che poi è un dogma anche quello) che riporta tutto ad una presunta concretezza e praticità.
Che fare? Abbandonarsi (quanto terrore si ha di perdere ogni riferimento, di restare soli a giudicare a scegliere?) oppure dire che sono follie della mente e ritornare all'abitudine, alla forzata compagnia, agli stereotipi culturali che certo non disinteressatamente abbondano intorno a noi, in classifiche, scuole, correnti, categorie?Spero che tutto ciò che ho scritto ora Ti sia oscuro ed estraneo.... o forse no, al contrario mi auguro che sia soltanto un momento per far partire le Tue riflessioni, intuendo però che quel "Tuo" e "Mio" così ben difesi a volte da noi, non sono altro che un inganno, nello Spazio, nel Tempo.

Arturo Ferrara QDA Torino ©
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postato da: artemidoro alle ore settembre 05, 2008 14:53 | Link | commenti (16)
categoria:amore, riflessioni, letteratura, arte, antropologia, filosofeggiando, oltre, maschere
martedì, 19 febbraio 2008
dchlpltpm0
"Donne che perdono la testa ..." Opera di Arturo Ferrara (Aosta 2008)   diritti riservati

Un tempo il suo rapporto con le donne era talmente particolare che sarebbe stato difficile da spiegare, anche a se stesso. Ogni donna gli portava il suo richiamo intimo, segreto. E, nella segretezza era il fascino. Quando guardava una donna, quando parlava con loro, con ognuna, pareva che il tempo si fermasse.Non c’era più tempo in lui, attorno a lui. I suoi passi non dividevano il cammino che scandiva lo scorrere della vita verso il declino.Con le donne, sembrava che nulla fosse condizionato dalle leggi della natura. Tutto diventava remoto e sfuggente, tornando dimensioni affascinanti del mistero, dove l’esistente si confondeva con ciò che non è. E non c’era più differenza. Ore, giorni, minuti, ruotavano sospesi, nel calmo flusso della vita. Non vi era né cammino, né sosta. La vita non si divideva, non aveva misure. Niente era fermo, niente si muoveva, in un abbandono tranquillo. Solo un lasciarsi andare senza problemi. Sollevato in una leggerezza infinita.
Questo chiedeva alle donne. Una ricerca continua, dove non esisteva diversità fra il viaggio e la sosta.

Non c’era una meta, uno scopo, perché non c’era né principio, né fine.
Tutto era perduto, tutto ritrovato, nella dimensione in cui l’illusione si colmava di un significato sereno. Come l’ approdo ad un luogo dove potevano essere annullati i confini tra le cose, salire tra  invisibili pareti di lievità. Giungere al Sogno, dargli un volto, al di là di reale e irreale, dove dimenticare era un dono.

Sapeva bene che questo era vano. Come un’impossibile lotta contro la morte.

Ma, importante era l’abbandono, verso un’inconsapevole innocenza, dove poter dire tranquillamente: “ NON SO.”

Senza domande, risposte, timori, complessi. In un’astratta dimensione, al di là dei dubbi, delle certezze.

Tutto questo offrivano le donne, meravigliosamente ignare del loro dono. E Lui andava incontro a loro, perché ognuna gli offriva qualcosa del suo profumo, del suo incanto. Bionde, ridenti entro le chiome, il viso abbagliato nel desiderio del sole…. Brune, con il capo scintillante di stelle, cui la notte lasciava ai capelli i suoi riflessi di viola. Donne dalle movenze sinuose come mitiche Scheherazade , le labbra schiuse a inanellare parole di un’esotica fiaba orientale.

Fanciulle dai passi dolcissimi, le gambe agili e sciolte che univano nelle forme la sensualità alla purezza. Donne con le mani congiunte, in muta preghiera, quasi a trattenere tra le palme, la trasparenza del vento. Simili ad angeli in lenta processione, nella melodiosa malinconia della sera, sospese nella chiarità crepuscolare. O Maddalene, dagli occhi rapiti, a chiudere nel segreto del cuore l’immagine dell’eterno amante.
Questo pensava, mentre si sentiva trasportato verso di loro, al palpito meraviglioso, inspiegabile, del cuore.
Per cogliere, alla luce dei volti, dei sorrisi, limpida e luminosa, tutta la semplicità dell’amore.

di Arato Leonardo "Il tempo delle donne" in esclusiva concessione a

artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer tutti i diritti riservati all'Autore

postato da: artemidoro alle ore febbraio 19, 2008 20:54 | Link | commenti (16)
categoria:ricordi, letteratura, arte, autori ospiti
venerdì, 25 gennaio 2008
Mandala opera di Arturo Ferrara diritti riservati

Proteggi noi dal rancore
e da ogni volgarità.
La vita ti sia leggera, viandante
che disseti il tuo sguardo,
volgendolo dall'infinito alla terra
e dalla terra alla tua ombra.

Proteggi noi dall'indifferenza
e da ogni forma vuota, ogni struttura
che arbitrariamente nominiamo
a nostra immagine e somiglianza
e sia, viandante, d'acqua e di vento
la tua sottile trasparenza,
la mano  che lavora e accarezza
e l'occhio che comprende,
incontrando all'infinito
ogni altra vita e solitudine

(Arturo Ferrara in QDA ©)
Questa poesia è dedicata a Te, se vuoi ascoltala 

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postato da: artemidoro alle ore gennaio 25, 2008 21:47 | Link | commenti (8)
categoria:fiori, poesia, amore, arte, fotografia, oltre
giovedì, 24 gennaio 2008
NostalgiaUn ringraziamento a tutti coloro che mi hanno scritto chiedendomi di riprendere al più presto le pubblicazioni, con parole molto belle. Anche il loro omaggio per un po', prima di riprendere con gli scritti, inserirò qualche mia opera grafica o fotografica, dall'archivio di diapositive che sto digitalizzando.
Vivo un momento di nostalgia, per questo motivo ho dato questo titolo.... Un saluto e grazie, ancora. Chi lo desidera, nello spazio fotografico (Flickr)  link anche nella  colonna a destra, potrà visionare altre foto che verranno di volta in volta aggiornate con nuovi arrivi.

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postato da: artemidoro alle ore gennaio 24, 2008 23:56 | Link | commenti (13)
categoria:fiori, amore, arte, fotografia