Artemidoro

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Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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lunedì, 01 dicembre 2008

Altre foto ad Alta Risoluzione qui

Panorama dal Terrazzo 1         Panorama dal Terrazzo

Les Lignes

Plus je m’approche plus je m’éloigne
Plus je m’éloigne, plus je coexiste
A tout moment
Les grosses lignes
Font partie de l’infini
Qui effleure mes sentiments…


Panorama dal Terrazzo 2
Les vieilles lignes
Que je colorie avec les chagrins
Auxquelles je donne forme avec les larmes
Que j’approfondis de toute une vie
Et que j’éloigne de moi-même
Et qui me fuient…

Les lignes fines
Que je côtoie
A maintes reprises
Avec lesquelles je jongle
Trompeuses, attrayantes
Transparentes, signifiantes et contradictoires…


Neve
Avec un bout dans mon cœur comme la tendresse
Sinueuses sur le chemin de l’amour
Continues, décidées, vivantes…
Au fur et à mesure qu’elles coulent en moi
Elles me rendent heureuses
Bleues, vertes et blanches
Les lignes amies…

inviata da
Üzeyir Lokman ÇAYCI

Paris, le 06.01.2006
Traduit du turc par Yakup YURT
Linee
traduzione di Arturo Ferrara
(dedicata a Enza)

Più m'avvicino più mi allontano,
più io m'allontano,  più partecipo
a  ogni momento.
Le grosse linee
fanno parte dell'Infinito
che sfiora i miei sentimenti.

Le antiche linee
che io coloro con le pene
che esprimo con le lacrime
che conosco  da una vita
che allontano da me stesso
e che mi fuggono....
Linee sottili,
che frequento
a più riprese,
con le quali gioco con destrezza....
fuorvianti, attraenti,
trasparenti, significative
e contraddittorie,
con un fine nel mio cuore
come la tenerezza....
Sinuose sul cammino dell'amore,
continue, decise, viventi
e, man mano che  scorrono in me,
mi rendono felice,
blu, verdi e bianche,
le linee amiche.....


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postato da: artemidoro alle ore dicembre 01, 2008 11:49 | Link | commenti (10)
categoria:poesia, arte, fotografia, io , autori ospiti
venerdì, 05 settembre 2008
Sagra San Michele (notte) antico monasteroSagra di San Michele Antico Monastero (notte) foto di Arturo Ferrara
un Ascolto (a sopresa)

C' è un confine, non so se sia un punto limite, nel quale le cose, nello svanire si rivelano. Certe ore del giorno....  ad esempio il crepuscolo. Noi siamo abituati  a definire fortemente le cose a tal punto a volte da far vivere più il nome che loro.Non so se con gli esseri, i viventi intendo, sia la stessa cosa. C'è una grande zona oscura che per noi è un Abisso che ci fa orrore e attira nello stesso tempo.
Lasciamo di noi se va bene una foto, qualche ricordo destinato brevemente a spegnersi, a volte opere, materiali o di pensiero. Ma se per esempio io guardo ciò che ho scritto o dipinto mi sento a volte persino estraneo, esterno.... mi pongo come uno spettatore con tutti i dubbi e le incertezze che, qualcuno dice non dovrei avere, essendo io l'artefice.
Ma artefice di che, creatore di cosa? Radunare pensieri, esprimere forme o concetti, disegnarle, scolpirle è garanzia della loro conoscenza? O forse al contrario è un modo per accertarla?
Lavoro spesso in zone di confine dove il mio presunto io rischia di perdersi..... forse proprio questa perdita cerco nelle mie opere (questo è uno dei pensieri più ricorrenti ultimamente).
Eppure le cose stesse, i luoghi, i pensieri, gli esseri hanno una potente forza evocativa..... Solo che ciò che suscitano o ricordano non è spesso (se siamo onesti) ciò che noi comunemente loro associamo, in base alle convenzioni sociali.
Nell'amore ce ne accorgiamo quasi forzatamente. Certe simpatie, attrazioni,fisiche o spirituali ci divengono quasi inspiegabili, contraddicendo persino quelli che ritenevamo regole e nostri principi.Naturalmente parlo di chi anche solo una volta ha percorso il solitario pensiero della percezione e non ha agito spinto dalle forze sociali intorno a noi che, proprio per prevenire queste "sorprese" (invero molto inquietanti) ha previsto catalogato, standardizzato i nostri gusti e persino i nostri presunti desideri.
Ma anche chi vive (non so quanto per scelta o condizionamento) non ponendosi questi problemi diciamo "percettivi", capita che, prima o poi, s'imbatte e anche con imprevisto sconvolgimento in queste sensazioni.
Ci sono anche diverse tangenti di fuga...o spiegazioni già consolidate ad esempio la Fede (non importa a quale credo) o le ideologie che sembrano riportare tutto ad una normalità temuta ma cercata, o anche la così detta Ragione (che poi è un dogma anche quello) che riporta tutto ad una presunta concretezza e praticità.
Che fare? Abbandonarsi (quanto terrore si ha di perdere ogni riferimento, di restare soli a giudicare a scegliere?) oppure dire che sono follie della mente e ritornare all'abitudine, alla forzata compagnia, agli stereotipi culturali che certo non disinteressatamente abbondano intorno a noi, in classifiche, scuole, correnti, categorie?Spero che tutto ciò che ho scritto ora Ti sia oscuro ed estraneo.... o forse no, al contrario mi auguro che sia soltanto un momento per far partire le Tue riflessioni, intuendo però che quel "Tuo" e "Mio" così ben difesi a volte da noi, non sono altro che un inganno, nello Spazio, nel Tempo.

Arturo Ferrara QDA Torino ©
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postato da: artemidoro alle ore settembre 05, 2008 14:53 | Link | commenti (16)
categoria:amore, riflessioni, letteratura, arte, antropologia, filosofeggiando, oltre, maschere
martedì, 19 febbraio 2008
dchlpltpm0
"Donne che perdono la testa ..." Opera di Arturo Ferrara (Aosta 2008)   diritti riservati

Un tempo il suo rapporto con le donne era talmente particolare che sarebbe stato difficile da spiegare, anche a se stesso. Ogni donna gli portava il suo richiamo intimo, segreto. E, nella segretezza era il fascino. Quando guardava una donna, quando parlava con loro, con ognuna, pareva che il tempo si fermasse.Non c’era più tempo in lui, attorno a lui. I suoi passi non dividevano il cammino che scandiva lo scorrere della vita verso il declino.Con le donne, sembrava che nulla fosse condizionato dalle leggi della natura. Tutto diventava remoto e sfuggente, tornando dimensioni affascinanti del mistero, dove l’esistente si confondeva con ciò che non è. E non c’era più differenza. Ore, giorni, minuti, ruotavano sospesi, nel calmo flusso della vita. Non vi era né cammino, né sosta. La vita non si divideva, non aveva misure. Niente era fermo, niente si muoveva, in un abbandono tranquillo. Solo un lasciarsi andare senza problemi. Sollevato in una leggerezza infinita.
Questo chiedeva alle donne. Una ricerca continua, dove non esisteva diversità fra il viaggio e la sosta.

Non c’era una meta, uno scopo, perché non c’era né principio, né fine.
Tutto era perduto, tutto ritrovato, nella dimensione in cui l’illusione si colmava di un significato sereno. Come l’ approdo ad un luogo dove potevano essere annullati i confini tra le cose, salire tra  invisibili pareti di lievità. Giungere al Sogno, dargli un volto, al di là di reale e irreale, dove dimenticare era un dono.

Sapeva bene che questo era vano. Come un’impossibile lotta contro la morte.

Ma, importante era l’abbandono, verso un’inconsapevole innocenza, dove poter dire tranquillamente: “ NON SO.”

Senza domande, risposte, timori, complessi. In un’astratta dimensione, al di là dei dubbi, delle certezze.

Tutto questo offrivano le donne, meravigliosamente ignare del loro dono. E Lui andava incontro a loro, perché ognuna gli offriva qualcosa del suo profumo, del suo incanto. Bionde, ridenti entro le chiome, il viso abbagliato nel desiderio del sole…. Brune, con il capo scintillante di stelle, cui la notte lasciava ai capelli i suoi riflessi di viola. Donne dalle movenze sinuose come mitiche Scheherazade , le labbra schiuse a inanellare parole di un’esotica fiaba orientale.

Fanciulle dai passi dolcissimi, le gambe agili e sciolte che univano nelle forme la sensualità alla purezza. Donne con le mani congiunte, in muta preghiera, quasi a trattenere tra le palme, la trasparenza del vento. Simili ad angeli in lenta processione, nella melodiosa malinconia della sera, sospese nella chiarità crepuscolare. O Maddalene, dagli occhi rapiti, a chiudere nel segreto del cuore l’immagine dell’eterno amante.
Questo pensava, mentre si sentiva trasportato verso di loro, al palpito meraviglioso, inspiegabile, del cuore.
Per cogliere, alla luce dei volti, dei sorrisi, limpida e luminosa, tutta la semplicità dell’amore.

di Arato Leonardo "Il tempo delle donne" in esclusiva concessione a

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postato da: artemidoro alle ore febbraio 19, 2008 20:54 | Link | commenti (16)
categoria:ricordi, letteratura, arte, autori ospiti
venerdì, 25 gennaio 2008
Mandala opera di Arturo Ferrara diritti riservati

Proteggi noi dal rancore
e da ogni volgarità.
La vita ti sia leggera, viandante
che disseti il tuo sguardo,
volgendolo dall'infinito alla terra
e dalla terra alla tua ombra.

Proteggi noi dall'indifferenza
e da ogni forma vuota, ogni struttura
che arbitrariamente nominiamo
a nostra immagine e somiglianza
e sia, viandante, d'acqua e di vento
la tua sottile trasparenza,
la mano  che lavora e accarezza
e l'occhio che comprende,
incontrando all'infinito
ogni altra vita e solitudine

(Arturo Ferrara in QDA ©)
Questa poesia è dedicata a Te, se vuoi ascoltala 

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postato da: artemidoro alle ore gennaio 25, 2008 21:47 | Link | commenti (8)
categoria:fiori, poesia, amore, arte, fotografia, oltre
giovedì, 24 gennaio 2008
NostalgiaUn ringraziamento a tutti coloro che mi hanno scritto chiedendomi di riprendere al più presto le pubblicazioni, con parole molto belle. Anche il loro omaggio per un po', prima di riprendere con gli scritti, inserirò qualche mia opera grafica o fotografica, dall'archivio di diapositive che sto digitalizzando.
Vivo un momento di nostalgia, per questo motivo ho dato questo titolo.... Un saluto e grazie, ancora. Chi lo desidera, nello spazio fotografico (Flickr)  link anche nella  colonna a destra, potrà visionare altre foto che verranno di volta in volta aggiornate con nuovi arrivi.

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postato da: artemidoro alle ore gennaio 24, 2008 23:56 | Link | commenti (13)
categoria:fiori, amore, arte, fotografia
lunedì, 21 gennaio 2008
 Leggerò sempre con attenzione gli eventuali commenti soprattutto a post non recenti in quanto per me,spesso, sono importanti quanto i presenti i possibili "futuri", non ritenendo mai esauriti gli argomenti trattati e sempre possibili di nuove riletture ed "evocazioni". Nella certezza che tutto sarà presto "passato", come me, nella vita e in queste pagine..... Risponderò come sempre a tutti in quanto ognuno di voi, credetemi è "restato" e resta nella mia mente, nel mio cuore.

Più del pensier poté il sonno.... con l'animo teso e...il corpo disteso, quasi quasi, anch' io.
Ragioniere dorme in piedima la troverò una... "bacinella" piena di coperte morbide?"
Clarissa a cucciaOgni post precedente aspetta commenti di chi, ancora, non "dorme"...Buona Notte anche da "Ragioniere" e "Clarissa"

Parco Senza Bambini

Parco senza Bambini (visione onirica) opera grafica elaborata oggi foto lab artfer



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postato da: artemidoro alle ore gennaio 21, 2008 22:39 | Link | commenti (18)
categoria:riflessioni, arte, fotografia, editoriali
domenica, 20 gennaio 2008
Quando cerchi di afferrarli, concretizzarli, tradurli, molti sogni sfuggono. Accade anche, appena ti alzi, che tu senta che qualcosa di importante è avvenuto, la notte nel sogno e non riesca a ricordare nulla.Eppure ti accorgi che qualcosa è cambiato nel tuo modo di percepire, vedere, sentire.
Avviene così nell'incontro con persone, parole, libri, opere d'arte, musiche..... Il mondo delle idee....Platone, così utopico, lontano, poco scientifico, improbabile eppure così vicino, sensibile, persino logico nelle sue  richieste.

Una delle frasi che mi sento speso dire di fronte ad un opera è
"- Che vuol dire?       
 e poi.... persino
"-A che serve?"-
Guardo in faccio l'interlocutore e se gli vedo occhi opachi sorrido e  rispondo :
"Vuol dire esattamente ciò che vedi
"
E quando Lui sconcertato dice
"-Ma io non vedo nulla"-
Sorrido gli stringo la mano e gli dico, andandomene:
"Ecco, appunto, bravo!"
Alla risposta ."A cosa serve"...Non posso rispondere agli stessi occhi opachi con ciò che vorrei dire e che entra nella sua mentalità....
"-Serve a far soldi"-
perché ahimè (le mie cose) non sono molto commerciali (e non lo dico come se fosse un merito, si accettano consigli al riguardo,) e, dato, che ne faccio pochissime a ritmi lentissimi, neppure commerciabili.....
Ecco occhi opachi, mani pesanti, orecchie che ascoltano solo se stessi o sono sordi...fretta,un desiderio di giustificare tutto, una smania di capire, spiegare che non è riservata alle profondità ma all'apparenza impedisce purtroppo, a volte qualsiasi dialogo che non sia ironico (per fortuna spesso neppure l'ironia viene capita.)
Ma c'è ben di peggio....(per questo preferisco sempre l'ignorante completo e inconsapevole) a chi ad esempio, tanto per darsi un tono comincia a collezionare e a dire citazioni e frasi "appiccicate" (nel senso che sono prese da quel patrimonio minimo di retorica e luoghi comuni che la scuola riesce sempre a inculcare)...cose generiche...del tipo sembra un quadro di...... è sicuramente un opera della scuola....... Ascoltando se stesso e, quel che è peggio, pretendendo, imponendo di essere ascoltato....perde di vista non solo l'opera...ma anche la ragione che striscia subito come goccia di pioggia in un tombino oppure si rende fioca come  la lampadina di un avaro che conosco che non supera i cinque watt.
Qualunque cosa, idea, così, inquadrata, catalogata, anatomizzata, anche se neppure sfiorata è diventata rassicurante.... appartiene a un qualcosa di già fatto, già visto.... nulla che possa accendere per un minuto un pensiero.
Sono persino meglio coloro che, di fronte ad un mostra.... un esposizione libraria girano da un altra parte, verso la pasticceria ad esempio...che comunque è sempre la metà finale insieme al caffè di ogni manifestazione chiamiamola "artistica" e culturale.
Se vuoi invitare un para intellettuale ricorda sempre di offrire pasti abbondanti e feste correlate e ti parlerà di tutto anche di angeli e donne angelicate o della storia del meretricio dalla prima pubblicazione in poi, fino alla cintura dei tuoi pantaloni.
E così ho risposto a chi mi chiede perché non faccio più mostre, e svicolo sempre nel radunare qualche scritto.... ma a tante cose che ognuno se vuole può vedere tra le righe, ma soprattutto in quel fantastico mondo del non detto e mai alluso,dove tanto ognuno può capire (ma c'è qualcosa da capire?) quello che vuole
Si sa...mi si dice spesso che sono poco chiaro... E allora :confermato!
Ma siccome ho qualche "rimorso" al riguardo, aggiungo:
I colori, i suoni non sono le parole...le parole non sono i sentimenti...la rappresentazione vive solo se nella tua mente viene ricostruita per empatia e "assonanza"(il veicolo è lo Spirito.... minimo comun denominatore e ponte fra ogni cosa ed essere). La partecipazione ad un opere la rende viva...l'autore stesso perde la paternità della creazione e il fruitore si associa.... l'opera evoca... e se non va oltre, se si compiace di stessa, può divenire, nei casi migliori, una brutta imitazione (anche quando non imita nulla) nei peggiori  il collettore, quasi la "discarica" dei luoghi comuni. E, in questo momento è meglio non sprecarle le discariche...E' dalla inizio dell'umanità che ognuno vuole impadronirsi, disporre, usare, consumare le cose degli altri e dopo, farle smaltire, anche da lui...

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postato da: artemidoro alle ore gennaio 20, 2008 11:43 | Link | commenti (7)
categoria:riflessioni, esercizi, arte, editoriali
giovedì, 10 gennaio 2008
Al centro del Sole di Arturo Ferrara  diritti riservati lab artfer Torino
(la foto è stata da me scattata moltissimi anni fa, quando vagavo tra parchi e giardini botanici e passavo pomeriggi ad osservare e fotografare, all' "interno" della vita e di me stesso)

Al centro del Sole, nel cuore del Fiore cerchiamo insieme il succo della vita. Noi cercando .... porteremo per il mondo i semi di ciò che lavorando incessantemente a volte neppure ri-conosciamo.
Il nostro amore sarà la piccola luce gli occhi multiformi con i quali noi soli vedremo la nostra specifica e piccola prospettiva di mondo.
Ascoltami..... io sono lontano e silenzioso, percepiscimi.Non ti far assordare dai tuoi ricordi, le tue paure, le troppe  attese deluse e le passioni che ancora inespresse ti rendono irrequieta.
Quell' intenso odore di Natura che vive si trasforma e diffonde,si confonde con l' immondizie dell'umano che tutto accumula e degrada e lascia stagnante all'angolo del proprio io, della  sognata esistenza, pesanti tracce di corruzione.
Chiusi nella propria auto, sospinti dal ricatto della paura della miseria, sfruttati, intimiditi, sorvegliati, presi in giro da caste sociali domani tutti  in fila a lavorare per mantenere i parassiti che da una qualsiasi televisione ti prendono in giro, ti angosciano con tendenziose catastrofiche prospettive, offrendo il miserabile spettacolo ripetuto di se stessi, neppure più comico e cercano di controllare ogni tua idea, istinto, passione, sentimento.... di renderlo commerciale o commerciabile ....
Ti raggiungeranno messaggi pubblicitari ovunque, di gente disperata che non ha più neppure se stessa da vendere e che è strumento di persecuzione  per raschiare il fondo di barile del tuo portafoglio.
Ogni giorno ti verrà creato un desiderio, un complesso in più.... che sono un qualsiasi oggetto potrà temporaneamente occultare, un acquisto, una pseudo conquista in più.... una nuova e più pervertita immagine erotica.
Al centro del Fiore.. io e Te questa sera,lontani ma uniti da ciò che neppure accettiamo, senza abbracci e carezze, con pochi sogni mascherati e qualche simbolo in più per sorreggersi a vicenda nel continuare domani e una parola gentile.... Al centro del Fiore, il tuo cuore, il mio  il tuo Sole.

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postato da: artemidoro alle ore gennaio 10, 2008 03:11 | Link | commenti (8)
categoria:fiori, amore, riflessioni, letteratura, arte, editoriali, oltre, pensieronotte, io
venerdì, 04 gennaio 2008
Il Rosso

Occhi che guardano il mondo, la vita e se stessi riflessi negli altrui sguardi.Occhi  nei fiumi,nel cielo, in specchi.....
 Stupisce tanta cecità che c'è in giro.
 Occhi, nella nebbia, nella notte... immagini e volti che passano,sempre osservati (ma quanto e come sono viste?).
 Guardare occhi e come passare ad un altra dimensione. Come si può non amare la vita intorno a noi anche solo dagli occhi? Gli occhi di una farfalla, una mosca, un uccello, un mammifero. Come può esistere la lotta,la guerra, la distruzione, la caccia.... come può un occhio spegnere un altro occhio, compagno, creatura bilaterale dell'Universo?
Stupisce la cecità folle dei vedenti che non comprendono il linguaggio degli occhi.Si diceva: "Gli occhi lo specchio dell'anima..... ma perché non l'anima lo specchio degli occhi?
Intanto sempre nuovi occhi elettronici, senz'anima ci spiano, ci controllano, ci multano ci rendono sempre più schiavi, vili..... Occhi televisivi, cinematografici, di carta, occhi virtuali fatti a immagine e somiglianza di un riflesso del riflesso..... Occhi truccati, artefatti... sotto occhiali scuri e colorati, dei quali la "montatura" è l'anima della lente.
Tante forme di occhi, colori....persino invisibili nella Natura, tanti sguardi silenziosi,sofferenti,pieni di speranza,di orgoglio, di Luce....Tanti occhi arrabbiati, avviliti, vuoti, intossicati.....
Fermati un attimo guarda, guardati in un occhio qualsiasi, ci sei tu, la tua storia,il presente, il futuro.....
Ama gli sguardi come non ami te stesso, se non vuoi che la vita sfugga via, da te,dalla tua specie, dal tuo mondo,dai tuoi occhi e da quelli che ti osservano con amore.

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postato da: artemidoro alle ore gennaio 04, 2008 01:06 | Link | commenti (15)
categoria:amore, riflessioni, arte, fotografia, editoriali, oltre
domenica, 23 dicembre 2007
Autoritratto in BluAutoritratto in Blu lab artfer 2007

postato da: artemidoro alle ore dicembre 23, 2007 22:55 | Link | commenti (11)
categoria:arte, colori