Artemidoro

Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno:
io che dormivo nel divano,
solo stanco e sconfortato.....
E nel sogno qualcosa mi diceva:
questa è la realtà.
Sì ho sognato la realtà.
e ora che sogno
di essermi svegliato
dormo l'ingiusto sonno
dei mie sogni.....
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sabato, 26 settembre 2009
Credo che la meta del vero nomade sia "trovare un posto dove restare"(naturalmente è un mito) così come quella del sedentario "sognare un posto" per non andare.(naturalmente è un alibi)
Tutti gli altri (e sono la maggioranza) sono trascinati nell'esistenza (a volte si abbandonano altre puntano i piedi)da Forze per loro imperscrutabili, spesso alimentate da usi e costumi inculcati, spesso lontani dalla loro costituzione e natura, confondono le parole per i fatti e separano il sogno della realtà, credendo di poterlo ipotecare o distribuire a rate.
da un mio commento di oggi al post del blog "L'Angelo e Tobia"in Splinder
Passano così veloci quei volti che incontri per strada, così segnati, dove, a volte si leggono storie. Così veloce e Tu che sembri invisibile e sospeso, hai un istante per fissarli , prima che la vita se li porti via, il pensiero ti riporti al vuoto.
Che segno lasceranno....saranno sostituiti, in fretta, cambieranno i colori forse della pelle i linguaggi, ma rimarranno quelle pieghe del viso che segnano i giorni, le delusioni, le speranze, le passioni.
Il fiume del tempo scorre, apparentemente lento a volte, altre burrascoso e lascia detriti ai bordi del Tuo cuore, le acque ora sembrano limpide altre scure e minacciose. Vi sono terribili secche e anche piene che fanno pensare che il diluvio universale sia vicino.
Passano così veloci quei volti del mercato dove passeggi, cercando qualcosa, qualcuno che ti riporta alla realtà, un gesto, un sorriso, una parola.(Ma sai che da tanto porti il silenzio con Te).
Vanno avanti con indicibile frenesia, con il volto carico di passioni e dolori. Toccano tutto, in ogni banco ci potrebbe essere l'oggetto che dona un istante di pace.... Dall'altra parte li chiamano, vendono e svendono, regalano.... con battute e recite rendono l'atmosfera un po' meno imbarazzante. Perché in tutti c'è qualcosa di solitario e disperato, in chi vende, in chi compra le, tutto pare forzato, eccessivo, forse per nascondere preoccupazioni per il presente e per il futuro e forse nostalgia per il passato.
Una diffusa volgarità di parole, gesti e comportamenti, di abiti, di arredi non ferisce perché è patetica, ha in sé qualcosa di compassionevole e impotente, come un'ultima barriera per fermate il tempo, la povertà, il dolore...
Compro anch'io qualcosa, tanto per partecipare, nella bancarella delle povere cose dove il venditore sembra, con la barba da fare, l'aria disperata, uno di loro....
E poi cammino, cammino, per andare lontano, tornare nel sogno, soffrire meno dei miei pensieri.
Si smonta già tutto al mio ritorno, i banchi ad uno ad uno scompaiono, i volti.
Rimangono immondizie e detriti che saranno presto lavati, non così velocemente nella mia mente svaniranno queste sensazioni.
Tornerò, forse, per conoscerle meglio o anche solo per sentirmi, invisibile parte anch'io di quell'umanità.
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sabato, 12 settembre 2009
Oggi un furibondo temporale, mentre ero in viaggio, mi toglieva completamente la visuale. Una marea di acqua, vetri appannati, oscurità improvvisa..... Davanti altre auto ferme per il panico e alcune rotonde inondate di acqua.
Fermarsi, continuare.... Se ci si ferma o rallenta di colpo è ancora più pericoloso per chi ci segue, se si continua si va quasi alla cieca....
Spesso succede così anche nella vita.... decisioni improvvise, cercando di mettere insieme istinto, sentimenti e ragione, di guardare le proprie paure negli occhi.
Certi momenti diresti che la Tua vita è in un terribile temporale, si sommano oscurità, pioggia, tuoni, lampi e fulmini e le antiche paure che dalla caverna l'uomo si porta emergono ad una ad una..... Così in montagna, o nel mare, quando le Forze della Natura si manifestano in tutta la loro potenza.
Confesso che ho sempre provato un grande fascino per le Forze della Natura scatenate.... Un terribile vento, la tempesta, la neve improvvisa, il freddo in montagna, il tuono i fulmini, l'onda gigantesca che raggiunge i luoghi creduti sicuri, persino il Terremoto, la Grandine...... E in me forze contrastanti s'interrogano tra loro, quella culturale che invita alla fuga incondizionata, quella istintiva che al contrario invita ad una sorta di integrazione con gli eventi.
Lo so è difficile da spiegare e forse non ne sono capace, ma come nella vita, si trovano in certi momenti forze,energie, possibilità in noi che non conoscevamo se non ci si abbandona al terrore così avviene in quelle occasioni.
Quando è notte diresti se ti abbandoni che sarà eterna....che non vedrai la luce, se sei in un tunnel e lo percorri ti sembrerà che sia infinito, contribuiranno a questa sensazione spesso una serie di eventi sfavorevoli che (e ti sembrerà un segno) si presenteranno insieme.
Avviene spesso così nella vita. Chi ha fatto sport agonistico sa che per ogni atleta, soprattutto nelle prove di resistenza c'è un momento di disperazione assoluto nel quale si lascerebbe andare, cadere, si ritirerebbe da tutto, sentendosi incapace, finito.... ma sa anche, se è uno sportivo vero nel cuore che dovrà stringere i denti, concentrarsi, fuggire i cattivi pensieri, per ascoltare il corpo, trovare le ultime energie, fisiche e mentali e spesso succede (sembra quasi un miracolo) che dopo un po (ma in questi casi occorre quasi perdere la nozione del tempo) pian piano le cose migliorino, la crisi passi e si va avanti. In questi casi (al di là del risultato) ci sente un pochino nuovi, non dico più forti ma più pronti a restare, migliorare.
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martedì, 28 luglio 2009
La mia immagine è sospesa
ai bordi dello specchio
sconfina a volte nella sua dimensione
e evanescente si disperde
in composite aure
altre vite altri sogni
svanire completamente
in quel pallido riflesso
e fare in modo che viva
solo l'ombra in questo mondo
che la luce genera
entrando dalla finestra
La mia immagine è sospesa
ai bordi della coscienza
dove un io non sono io
e svapora lentamente
come sottile nuvola
spinta dal vento
prendo varie forme
( e l'immagine diviene
immaginario)
In un angolo di mondo
dove si consuma l'eternità
la mia immagine è sospesa
come l'incantesimo di una fiaba
un Tuo sorriso mai manifestato
ed un pensiero sfuggito
nel sogno comune....
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martedì, 05 maggio 2009
Perchè fumi quell'orribile e pestilenziale sigaro, tu che odi il fumo?
Perchè e amaro e fa schifo come la mia vita e mi isola ancor di più e mi preserva da chi si avvicina, rispose.
E poi mi lascia lo stesso disgusto che provo spesso, così mi ricorda che me lo procuro e lo provo.
Ma non ti sembra di essere incoerente ?
Si mi sembra e non ho giustificazioni di nessun tipo come per le azioni e i pensieri che faccio, anche questo mi ricorda la nube pestilenziale, nonchè la società che mi circonda, così rinfresco la memoria.
Ma non sei un po' pessimista e poi cosa credi di dimostrare?
Pessimista? E perchè...se sopravvivo al sigaro io che amo le cose belle, pure e profumate potrei reggere anche al resto come avviene quasi ogni giorno. Relativamente al dimostrare dimostro che non c'è nulla da dimostrare e che volerlo fare è la peggior debolezza perchè oltre all'errore che si pratica e si perpetua ci si aggiunge anche la giustificazione che spesso è ignobile, più dell'errore.....
Comunque hai ragione Tu
Smetterò.....
Ora allontanati, per piacere..... perchè in verità non sei mai con me, se non a parole .
E poi... se non l'hai capito,io faccio più schifo del sigaro.
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mercoledì, 24 dicembre 2008
Se guardi quei volti
che scorrono e vanno
in molte direzioni,
a volte agitandosi, altre
aggrappandosi alle rive,
pensi al fiume della vita.
Il fluire veloce
a volte appare lento,
le acqua a tratti sono torbide
e non vedi a fondo,
non ne vedi il fondo....
Ma capita anche che,
in qualche occhio
di cucciolo o fanciulla,
ti appaia l'ombra dell'ombra
che mostra il cammino percorso
e nell'acqua il Tutto e Uno
e ognuno è Tutto
Poi nel grande fiume,
Tu che sei rivolto
a vedere la Sorgente,
pensi che il tempo passato
e il futuro e la meta
partano e arrivino
da quel punto tangente
incontro del cuore con la mente,
costruisci, con la carta ancora,
un piccola barchetta
per guardare te stesso
navigare, navigare.....
Arturo Ferrara QDA Torino
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martedì, 30 settembre 2008
"Noi Torneremo"
"Lo credo", diss'io,
e mi pare che di codesta risposta ebbe pace.
Ma l'altro spirito tornò al suo ritornello
con:
"poco minor d'un toro"...
(che è verso dell'Eccerinus
tradotto dal latino).
Egli non pose fine al verso.
Perché tutta l'aria tremò, e tutta l'ombra
con sconquasso
e come tuono che la pioggia ingombra
saettava frasi senza senso.
Ezra Pound "Cantos" frammento LXXII
Tutto è perduto fuorché l'onore disse..... E Lei rispose tutto è conservato fuorchè l'onore.....
Onorabile onorabilità, venerabile confine che fu valicato impudentemente, imprudentemente.
Per l'uomo giusto non c'è legge disse Giovanni della Croce, ma sembra che ognuno ne porti sulle spalle il peso delle croci da altri posate.
Non far fumare le meningi, non agitare i poveri neuroni intossicati....Non c'è nulla da comprendere e mai comprenderesti comunque.... Una folata di Tempo ti porterà via, come foglia e sarai passata, incompresa anche Tu, derelitta.
Tutto è perduto fuorchè l'orgoglio disse.... E lei rispose tutto è conservato fuorché l'orgoglio.
Ma schiavi, in varie circostanze lo sono gli umili e gli orgogliosi.... Una folata di tempo, porterà tutto via e ricominceranno nuove storie, a volte un po' più squallide. Altri le racconteranno con la loro parziale visione, qualcuno crederà di essere il depositario della Verità e chi potra obbligherà qualcuno a crederci.
Sì tutto è perduto....fuorchè.....
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venerdì, 05 settembre 2008
C' è un confine, non so se sia un punto limite, nel quale le cose, nello svanire si rivelano. Certe ore del giorno.... ad esempio il crepuscolo. Noi siamo abituati a definire fortemente le cose a tal punto a volte da far vivere più il nome che loro.Non so se con gli esseri, i viventi intendo, sia la stessa cosa. C'è una grande zona oscura che per noi è un Abisso che ci fa orrore e attira nello stesso tempo.
Lasciamo di noi se va bene una foto, qualche ricordo destinato brevemente a spegnersi, a volte opere, materiali o di pensiero. Ma se per esempio io guardo ciò che ho scritto o dipinto mi sento a volte persino estraneo, esterno.... mi pongo come uno spettatore con tutti i dubbi e le incertezze che, qualcuno dice non dovrei avere, essendo io l'artefice.
Ma artefice di che, creatore di cosa? Radunare pensieri, esprimere forme o concetti, disegnarle, scolpirle è garanzia della loro conoscenza? O forse al contrario è un modo per accertarla?
Lavoro spesso in zone di confine dove il mio presunto io rischia di perdersi..... forse proprio questa perdita cerco nelle mie opere (questo è uno dei pensieri più ricorrenti ultimamente).
Eppure le cose stesse, i luoghi, i pensieri, gli esseri hanno una potente forza evocativa..... Solo che ciò che suscitano o ricordano non è spesso (se siamo onesti) ciò che noi comunemente loro associamo, in base alle convenzioni sociali.
Nell'amore ce ne accorgiamo quasi forzatamente. Certe simpatie, attrazioni,fisiche o spirituali ci divengono quasi inspiegabili, contraddicendo persino quelli che ritenevamo regole e nostri principi.Naturalmente parlo di chi anche solo una volta ha percorso il solitario pensiero della percezione e non ha agito spinto dalle forze sociali intorno a noi che, proprio per prevenire queste "sorprese" (invero molto inquietanti) ha previsto catalogato, standardizzato i nostri gusti e persino i nostri presunti desideri.
Ma anche chi vive (non so quanto per scelta o condizionamento) non ponendosi questi problemi diciamo "percettivi", capita che, prima o poi, s'imbatte e anche con imprevisto sconvolgimento in queste sensazioni.
Ci sono anche diverse tangenti di fuga...o spiegazioni già consolidate ad esempio la Fede (non importa a quale credo) o le ideologie che sembrano riportare tutto ad una normalità temuta ma cercata, o anche la così detta Ragione (che poi è un dogma anche quello) che riporta tutto ad una presunta concretezza e praticità.
Che fare? Abbandonarsi (quanto terrore si ha di perdere ogni riferimento, di restare soli a giudicare a scegliere?) oppure dire che sono follie della mente e ritornare all'abitudine, alla forzata compagnia, agli stereotipi culturali che certo non disinteressatamente abbondano intorno a noi, in classifiche, scuole, correnti, categorie?Spero che tutto ciò che ho scritto ora Ti sia oscuro ed estraneo.... o forse no, al contrario mi auguro che sia soltanto un momento per far partire le Tue riflessioni, intuendo però che quel "Tuo" e "Mio" così ben difesi a volte da noi, non sono altro che un inganno, nello Spazio, nel Tempo.
Arturo Ferrara QDA Torino ©
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mercoledì, 27 agosto 2008
Ci fu una porta della quale non trovai chiave,
un velo attraverso il quale non potei vedere;
alcune piccole parole fra me e te,
dopo non fummo, tu ed io... mai più.
Omar Khayam
Il contorno delle cose e quell'aura che Ti circonda e porti a spasso con noncuranza. (Forse non sai e non vuoi sapere) e l'ombra la Tua ombra che il Sole muove nello spazio e il tuo movimento nel Tempo.
La terra, i campi e, sotto tutte le civiltà scomparse, coperte dalla polvere, disintegrate lentamente dal trasformarsi delle cose. I prodotti dell'uomo se va bene durano una stagione, fino alla mietitura.
In ogni luogo occhi di fanciulla, verdi, marrone,azzurri, grigi....e capelli, brune chiome e bionde, rosse, castane, guerrieri imponenti e pensatori che teorizzavano all'immortalità. "Sono stati", puoi dire, o immaginare, dai pochi segni che hanno lasciato, materiali o immateriali, e sono polvere, terra, erba, piante. C'era anche allora chi pensava ciò e osservava, altri sono passati, come un soffio di vento, come cenere sono caduti.... altri travolti da catene (cause ed effetti) chi vedeva, percepiva la trasformazione dolorosa, perché la condizione umana è tra la più terribile, non appena la consapevolezza si fa strada (e che lo voglia o no se la apre tra gli arbusti dell'incoscienza, distruttivamente da molti cercata).
Principi, poveri, saggi e libertini, umili e superbi, prepotenti e deboli, coraggiosi e vili , tutti cercavano di fermare il tempo nella carne o nel pensiero di stordirsi in qualcosa, un'attività un vizio, forse per non pensare.... in ogni luogo della terra dimorano.
C'è chi pensa che le anime non complete, ancora cariche di desideri s'aggirino in una dimensione di mezzo, c'è chi descrive minutamente un oltre, un aldilà, con le sue mappe e riti e premi e punizioni..... C' è chi cerca nelle nuove generazioni le i segni delle antiche e nelle vestigia vuol far rivivere, per se o per tutti, ciò che è stato.
Ma chi conosce le vite parallele, i sentimenti, chi va veramente oltre la storia e la sua retorica, chi può veramente verificare ciò che è stato? (Neppure quando avviene qualcosa ne siamo pienamente consapevoli).
Il collezionista di sogni dovrebbe completare un quaderno almeno, ma scrive con un inchiostro simpatico, scrive in fogli che si disintegrano, nell'etere, in files che si cancellano...Scrive e cerca di vivere nella eco di chi lo ascolta, quasi pensando che questa si un segno di vita, continuità.
Ma questa sera non c'è nessuno, nessuno....
Va alla deriva in una pagina bianca.... in una distesa di neve, in una notte, la più oscura del mondo, i suoi punti di riferimento svaniscono ad uno ad uno..... il suo io, non più riflesso si rivela illusorio.....
Ancora brilla la sua aura.....che Lui non può vedere, forse porterà nel Silenzio qualcuno per la sua strada, forse...oppure no, scivolerà anche lui, senza troppo rimpianto, lentamente amando lo svanire, nel nulla....
Arturo Ferrara QDA Torino diritti riservati per
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mercoledì, 13 agosto 2008
Molto tempo fa, da giovane,
mi sentivo prigioniero in un corpo
e, con terrore, pensavo
che non avrei potuto uscirne....
ma anche l' angoscia di uscirne
prima dell'assegnato umano tempo
pian piano come a tutti e lentamente
invecchiando cominciava a farsi sentire
Perché amiamo la libertà e la temiamo
invochiamo il nulla e ci fa orrore
coltiviamo il Dubbio e ci terrorizza.
Molto tempo fa, quando ero giovane
(ma ora ho dei dubbi che questa frase
significhi qualcosa)
non riconoscevo il tempo in cui vivevo
è così anche ora
e ciò che non muta a volte,
chissà se erroneamente, lo erigiamo
a colonna e fondamento
delle nostre strampalate vite.
Vedevo ,a volte, molto tempo fa,
quando apparivo giovane,
la possibilità di uscirne
con un atto di volontà
ora so che questa volontà
quando non è fatta solo di parole
o intenzioni labili, con la ragione
è sempre difficile da praticare....
ora so o presumo di sapere
che basta attendere
e tutto finisce, comunque
e questa mi fa orrore come il fatto
di essere ancora in un corpo prigioniero
Nella Terra di Nessuno
dove non sei nella Società
e non sei Oltre.... a volte avviene
la foto è dell'opera "la Folla delle 18.30" a pastelli e china di Arturo Ferrara (Torino- Proprietà Privata)
il testo è dello stesso Autore (QDA Torino diritti riservati)
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martedì, 17 giugno 2008
Ci fu una porta della quale non trovai chiave,
un velo attraverso il quale non potei vedere;
alcune piccole parole fra me e te,
dopo non fummo, tu ed io... mai più.
Omar Khayam
Inviare messaggi in una bottiglia è sempre stata una mia vocazione.
In un primo tempo mi concentravo sul messaggio, cercando di scriverlo bene, pieno di belle parole. Poi, in seguito non m'interessava più e mi concentrai sulla bottiglia.Le sceglievo sempre belle, colorate, persino di vetro di Murano. Inseguito anche questa cosa perse di interesse e allora mi dedicai a guardare l'oceano notturno nel quale la gettavo.Sentii come delle onde spazio temporali ed in particolare il rumore della bottiglia appena gettata, in quel silenzio come un respiro nell'universo.
Nel tempo mi ero anche quasi scordato per chi avevo fatto tutto ciò, feci del mio meglio in seguito anche per dimenticare per cosa.
Infine mi piaceva pensare allo svanire della bottiglia.Importava cosa ci fosse scritto, come fosse e persino dove fosse lanciata? Forse si sarebbe franta su degli scogli, forse avrebbe vagato chiusa per sempre. E anche chi, eventualmente ,l'avesse trovata svaniva.... Pensai un giorno di trovarmi io in quell'Oceano di Spazio tempo, con il messaggio in me, nella mia forma molto chiaro. Era scritto: "Vedi che era meglio se non ti conoscevi"
Vagavo in mondi possibili e probabili con una specie di sorriso, già trasparente il viso.
Arturo Ferrara in QDA lab artfer Torino per
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