Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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mercoledì, 04 novembre 2009
 
A qualcuno fa ancora paura la Croce, forse perché ricorda che, da quando nasciamo la portiamo a volte un po' tutti, forse perché c'è chi tenta di far portare la sua agli altri. Strano, perché se per qualcuno non significa nulla dovrebbe essere irrilevante e, se per altri invece vuol dire qualcosa, dovrebbe sempre tenerla presente. Ma siamo in un Europa (direi anche mondo) sempre più burocratico dove , seduti su una comoda poltrona, ben pagati e pieni di presunzione e orgoglio per il potere che si ha (e si pensa di avere ancor maggiore) si vuole pontificare, sentenziare, interferire su tutto e tutti parlando di modernità e progresso, quando  certi atteggiamenti dittatoriali sono proprio la manifestazione  contraria e rappresentano una sorta di "assolutismo" "para", "pseudo"  democratico.
Sempre più gente "parla per altri" e  si fa portavoce invece di sordidi interessi mercanteggiando armi, permettendo schiavitù di ogni tipo e favorendo ogni forma di degradazione e dissoluzione dell'umano..... Complice la comune indifferenza e l'abbrutimento derivato dai problemi lavorativi e sociali provocati ad arte.
Certo è fastidioso pensare che la Croce ricordi sempre e ovunque anche ciò....


Pensavo all'arcobaleno visto questa mattina e al colore degli alberi nelle montagne, a quel punto dove si incontrano ill Cielo e la Terra, ad antichi sogni che cercavo di recuperare dalla memoria, pensavo a Te.
Mi attendeva il solito viaggio.... in compagnia della radio, le varie notizie di un mondo che era ancora, per me, dietro le montagne.
L'arcobaleno restava, sembrava ormai parte del panorama e lo lasciavo a malincuore per andare verso la nebbia.
Mi muovevo nello spazio e nel tempo come un'ombra e tutto intorno sembrava irreale....
Chiusi nelle nostre auto cerchiamo di conciliare il nostro mondo interiore con quella che chiamiamo "realtà" e ogni incontro speriamo sia un arcobaleno che porti un po' di pace, serenità, ci faccia ritrovare e vivere un antico sogno che non ricordiamo bene ma che sentiamo, percepiamo ci possa salvare dal grigiore, dallo scivolare nel pendiio delle solite azioni alle quali corrispondono reazioni, quasi riflessi di comportamenti che ci allontanano da noi.
Ma poi in qualche modo si arriva, forse dove non si vorrebbe arrivare e le case, le cose, gli esseri nascondono l'Arcobaleno.

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postato da: artemidoro alle ore novembre 04, 2009 23:10 | Link | commenti (11)
categoria:natura, amore, oltre, vivendo
domenica, 01 novembre 2009
foto di Arturo Ferrara diritti riservati

La verità è sempre quella,
la cattiveria degli uomini
che ti abbassa
e ti costruisce un santuario di odio
dietro la porta socchiusa.
Ma l'amore della povera gente
brilla più di una qualsiasi filosofia.
Alda Merini
Un pensiero e un ricordo per Lei....

Attraverso il Bosco, tra le foglie.... passavano ieri notte, cercando ancora i colori, gli odori, i suoni, le voci.

Un uccello notturno Li salutava e un piccolo ruscello, sullo sfondo, intonava il benvenuto.
La nebbia nascondeva la valle, là, in basso, dove vivono gli uomini e gli Spiriti vogliono stare lontani.... Lontani ma non troppo, perché il ricordo della vita è ancora fresco.
"Lei" cercava un ragazzo bruno con gli occhi azzurri... questa notte sarebbe entrata nel suo sogno....la "Mamma" il Suo bimbo ormai cresciuto, visto con gli occhi che fermano il tempo, e "Lui" la donna amata da sempre, ancora i suoi capelli, il profumo della sua pelle, il suo profondissimo sguardo...chissà, forse, forse avrebbe potuto vederlo anche ora, che non ha un corpo..... "L'Anziano Contadino" contemplava ancora la sua piccola casa e i suoi terreni vedendo soddisfatto che non sono stati abbandonati.... e che molti bambini dormivano al caldo....
La notte ascoltava i sospiri e qualche lacrima, non grida forse ora l'uccello notturno?
"Voi venite a trovarci in quei luoghi dove avete messo una lapide, una foto ma noi siamo qui, non troppo lontano da voi, solo un po' più in alto perché il rivedere i nostri errori da vicino, sentire scorrere ancora violente le passioni, ci fa ora male.... Ma ancora pensiamo a voi e vorremmo che, ad uno ad uno,finalmente soli con voi stessi, con il cuore in mano, veniste qui  per stare con noi, attraverso il vento, la roccia lucida della montagna, e i rami, le foglie...in quest'Autunno tardivo che è stata la nostra breve esistenza...No, non è che vorremmo, non vogliamo più..... ora soltanto sospiriamo perché tra poco andrà via la Luna, calerà nuovamente la Notte profonda, le porte si chiuderanno come speso si sono chiusi a noi i vostri pensieri.
Soltanto nel cuore di ancora ama e crede all'Amore vivremo in quello che voi chiamate sogno ma che è, ora, la nostra vita."

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postato da: artemidoro alle ore novembre 01, 2009 11:08 | Link | commenti (6)
categoria:natura, amore, oltre, notte, sognando
lunedì, 26 ottobre 2009
In questi momenti in cui non sto bene e non ho le forze né l'energia per scrivere nuovi post, la priorità per me è sempre quella di rispondere ai commenti e leggere, quando possibile i post di coloro che passano di qua, consiglio, a chi ha ancora la voglia di leggere il mio blog di andare nel passato.
Il mio blog non è costruito in fondo con struttura di diario, anche se ovviamente le date dei post tendono a dare questa idea, tratto di solito argomenti generali, potrei averli scritti, scriverli ora o ancora scriverli in futuro.
Sotto questo aspetto quando leggo un commento a un mio "vecchio" post, o mi accorgo che qualcuno li legge ancora, come fa Enzas, ad esempio, apprezzo molto la cosa e trovo occasione per rileggerlo anche io, rifletterci alla luce di oggi (il tempo che lo vogliamo o no scorre, anche se certe "strutture" rimangono.)
A questo riguardo, anche in occasione delle ricorrenze che si stanno per avvicinare invito a ri leggere questo post:

"Tra poco anche noi...."
Che è appunto una riflessione appunto, un po' lirica, sui giorni a venire...

Sollecitato infine da Fantasia972 che in un commento al  post precedente "Languido Blog" dichiara di non capire (molti altri magari non lo dicono ma lo pensano...)provo (ed è un esperimento un po' nuovo) a fornire qualche traccia, una piccola analisi critica che vuol essere ovvio solo una via di lettura, non la "via" che come è sempre "libera" (il bello della letteratura rispetto allo scritto scientifico è proprio questo)

"Languido blog" nasce da una presa di coscienza della mia fragilità.... la condizione fisica e quella del blog, poche visite, pochi commenti, vista quasi in parallelo,ovviamente con la puntina di ironia che quasi sempre c'è nei mie scritti, ironia che è soprattutto auto-ironia.....
Poi, come in un esperimento linguistico nel quale mi abbandono ai suoni della parola "languido" gioco con essa con varie assonanze che cerco di collocare in un ambiguo (mai assurdo però contesto e significato) "inguine"..."langue" "linguine".... campo abbastanza di pertinenza della poesia dove il significante quasi musicalmente gioca con il significato per tentare di creare forme nuove di comunicazione, se non svincolate dalla logica, più intuitive, concise....."allontanare per unire"..."estraniare" per vedere meglio....
In questo caso lo scrittore si abbandona un po' cerca di uscire dalle strutture razionali, dalla fretta di comunicare, dire, dimostrare..... Questo non significa che una forma di filosofia dell'estraneazione, dello svanire..."languide ombre", ripercorra un tema che in questo blog è abbastanza trattato....quello della labilità dei confini fra sogno e realtà, ombra e reale, sogno e realtà.....Anche questo "tentativo" non vuole dimostrare nulla, è condotto abbastanza frammentariamente , per piccoli aforismi..... quasi a voler lasciare al lettore le sue eventuali suggestioni, ma anche se possibile "liberarlo" dal desiderio latente di interpretazione....traduzione.... Già in troppi ci dicono come siamo, come dovremmo essere, altrettanti profetizzano come saremo, "leggono" ciò che siamo stati....
Pur in questo piccolo spazio, con tutti i miei limiti.....libertà vo' cercando e invoco.... (e spero di evocare)... Anche solo non disprezzando il dubbio...né relativisticamente esaltarlo....
Ancora una cosa.... siete tutti, lettori occasionali o no. nella mia mente e nel mio cuore, anche se ciò può sembrare retorico, ci tengo a dirlo,  penso spesso a voi, a quello che percepisco dalle vostre vite, che leggo nei vostri scritti e la cosa spesso mi fa sentire vicino chi è lontano, fornisce anche quelle forze che ho trovato ad esempio per scrivere queste righe....

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postato da: artemidoro alle ore ottobre 26, 2009 20:04 | Link | commenti (9)
categoria:amore, letteratura, editoriali, oltre, pensieronotte
martedì, 13 ottobre 2009

ascolta la mia lettura del post

Quando il cielo è così scuro e le stelle così luminose e la luce della Luna entra anche nei posti più oscuri della stanza, mi sento come sospinto nel Giardino, esco di corsa fuori emozionato  e, guardando con timidezza, il Cielo vorrei uscire da me stesso, dal mio corpo, i passi che scivolano nell'erba umida,  per arrivare da Te, in quella stella più luminosa delle altre che so, io lo so, stai fissando.
Non ho ali, razzolo nel giardino cercando di spiccare il volo e poi, sopraffatto dal sentimento che mi unisce a Te, immagino allora che Le abbia Tu, che possa venire da me....
Sì, immagino che al fondo della via scura si stagli la Tua ombra e che la Luna poi la illumini da dietro, quasi guidandola con dolcezza  a me.
Come ho potuto vivere senza di Te accanto, come hai potuto Tu essere in altro luogo, in altro tempo che qui accanto  a me?
Sarà la Luce, lo Spazio, il Tempo che fanno di questi scherzi....Non  ci siamo mai visti ma ci conosciamo da sempre . Sarà stato Platone che si è sbagliato e nella caverna delle idee ci ha separati, mettendoci ai poli opposti dello spazio tempo.... Saranno prove che ci sono state assegnate che ci han fatto navigare in età, porti diversi...tra eventi che a volte abbiamo subito e altre ci hanno fatto sentire estranei a tutto.....
Sì ci siamo sentiti sperduti tante volte...abbandonati in un universo  di solitudine dove intorno a noi accadevano le cose più terribili, al di là di noi, "oltre" noi.... E tutti intorno ci volevano coinvolgere, farci sentire complici, legarci, imprigionarci per sempre, legarci, imbavagliarci, limitarci.
Ma noi conoscevamo la Libertà, pur vivendo umilmente nello stesso luogo, noi sentivamo, anche se non ci bastava il profumo delle praterie dei cieli e sapevamo che ogni nuvola che cambia è un essere diverso che viene al mondo, conoscevamo il segreto delle notti più oscure....ed era nelle stelle lassù che ora ci appaiono così luminose.
Ogni cucciolo che nasceva, ogni foglia ci diceva :
-"Io sono in Te e Tu sei in me"-
Abbiamo visto fiumi scorrere e andare al mare, un mare senza fine a volte di noia, altre di dolore, altre volte abbiamo bevuto a limpide sorgenti, altre ancora con la nostra barchetta di carta abbiamo navigato pieni di speranza per incontrarci.
Il mare, il cielo.....no non c'erano differenze per noi... le stelle erano a volte i piccoli segnali che antiche esistenze avevano lasciato per noi....
Abbiamo anche conosciuto la rassegnazione e l'angoscia e abbiamo lottato con ogni forza per non cadere nei loro gorghi di disperazione....
Noi eravamo il filo che unisce i puntini sparsi nella vita e creano magiche figure che il vento porterà con sé.... noi eravamo i nostri pensieri solitari scritti sulla sabbia che scorreva tra le dita con i nostri anni.....
Noi eravamo noi, soli tra quattro mura, quando il mondo intorno faceva chiasso e qualcuno, sempre qualcuno ci chiamava rimproverando la nostra assenza.
Si avremmo potuto, forse potremo vivere sempre separati..... ma nessuno potrà mai, neppure così, separarci.... Avremmo potuto, ma come si fa a stare lontani quando il freddo di un'antica notte di oblio e di terrore sta per calare intorno a noi, come si fa quando la mancanza d'amore intorno rende grigi persino i fiori ed i sorrisi?
Non si può, non si potrebbe.... non si deve, quando il cielo è così scuro e le stelle così vicine.

Arturo Ferrara
per artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino
postato da: artemidoro alle ore ottobre 13, 2009 20:49 | Link | commenti (8)
categoria:natura, amore, letteratura, oltre, notte, maschere, io
giovedì, 08 ottobre 2009
fotografia di Arturo Ferrara diritti riservati lab artfer Torino

fotografia di Arturo Ferrara (diritti riservati lab artfer Torino)


Echi della Memoria
(da me composta ed eseguita)
dedicata ai lettori e commentatori del blog

Sulla sabbia della spiaggia aveva scritto la sua prima lettera d'amore.... e, non ancora finita, fu cancellata da un'onda  curiosa che l'aveva letta...
Poi ne scrisse un'altra sull'acqua di un torrente di montagna che sembrava tranquilla, limpida, immobile ma, non ancora finita la portò via con sé. Le parole scivolavano via, ad una ad una, insinuandosi sotto i piccoli sassi, tra le rocce e nelle innocenti anse  del fiume.
Provò ancora a pensarne un' altra e, non appena la lettera fu definita e sviluppata, la disegnò nell'aria, in un pacifico pomeriggio di sole.... Venne, improvviso il vento e catturò la lettera portandola in alto, in alto come un palloncino e poi, lentamente scomparve all'orizzonte, dietro una nuvola.....
Forse occorreva essere più "materiali"...prese  un bel foglio di carta e cominciò a scrivere, parole leggere e splendenti che facevano cantare la penna che le scriveva.Era proprio bella la lettera e, per contemplarla meglio, usò una lente.... Belli i caratteri, le curve...persino i puntini sulle " i " aveva.... ma, a furia di mettere a fuoco.... la lettera s'incendiò rapidamente e del foglio rimase solo carta abbrustolita....
Tutto passa e va, pensò, senza arrabbiarsi.... tanto la lettera questa volta la ricordo.... la declamerò a voce alla prima fanciulla che passa.
Vide da lontano una bella ragazza che veniva nella sua direzione, con un ampio sorriso, capelli lunghi e castani...occhi verdi....
Non appena fu vicina  cominciò a declamare la sua lettera, si commosse anche, da solo....
non appena finito guardò la donna che disse qualcosa in una lingua incomprensibile e vedendo la sua strana espressione.... si allontanò rapidamente un po' impaurita.....
Forse per l'emozione o per la rabbia aveva dimenticato la lettera d'amore, doveva ripensarla, riscriverla, ridisegnarla, leggerla di nuovo.....
Ma tutto ciò che pensava gli sembrava inferiore alla lettera precedente che  come in una visione, poteva rivedere ma senza più poterla esprimere, tradurre, comprendere....
Così non scrisse più, non disegnò, non declamò...vagò per il mondo cercando di ricordare..... e così attento al ricordo non vide più le bellezze intorno a sé, i mari, i fiumi di montagna, il vento...le belle fanciulle....
In una pozza d'acqua vide il suo stanco viso e disperato s'accorse della vanità della sua esistenza e dei suoi sogni.....
Abbandonarsi, al nulla, cadere in un dirupo....gettarsi in un fiume.... lasciarsi spingere dal vento laggiù dove finisce la valle?
Mentre pensava queste cose sentì vicino come un fruscio.... un alito di vento, una carezza di un'onda, una timida goccia di pioggia, il calore di una fiammella dal facolare..... Poi una voce che era come il sussurrare del vento fra gli alberi del bosco, come il suono della risacca, o il cristallino zampillare di una fontana:

-La Tua lettera d'amore è bellissima ed è da tempo che Ti cerco per dirtelo, ma tu sei sempre così frettoloso, distratto...assente.....

In un istante sen
tii, comprese un nuovo senso e significato delle cose e degli eventi. Serviva dare un nome a chi aveva fianco, fare domande? Sapeva ( ma sentiva che era già in lui questa sensazione) che era  stato amato e lo sarebbe stato per sempre  e non avrebbe più dovuto fare sforzi per esprimere i suoi sentimenti"oltre" il tempo, il luogo e, senza dire una parola si lasciò condurre...non importa dove ..... quando finisce la realtà...comincia il sogno.

Arturo Ferrara
per artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino

postato da: artemidoro alle ore ottobre 08, 2009 22:03 | Link | commenti (15)
categoria:natura, amore, letteratura, oltre, io
giovedì, 01 ottobre 2009

fotografia di Arturo Ferrara diritti riservati

fotografia di Arturo Ferrara (diritti riservati lab artfer Torino)


Nel Xanadu alza Kubla Khan
dimora di delizie un duomo
dove Alf, il fiume sacro, scorre
per caverne vietate all'uomo
a un mare senza sole.
Dieci miglia di fertile campagna
con mura e torri furono recinte:
e c'era nel giardino un luccichio di rivi
e l'albero d'incenso era fiorito
e v'erano foreste antiche come i clivi
che abbracciavano il verde agro assolato....

da Kubla Khan di S.T.Coleridge

C'era soltanto il grande cuneo di vento che prendeva la moto da ogni lato.
Veloce, nella strada rettilinea, di notte, sentivo il mutare delle temperature a seconda dei luoghi.
Veloce. Così era stata la mia vita. Avevo scelto l'oscurità, le tenebre, la strada rettilinea e solitaria che però portava alla montagna.
Le compagne ombre si proiettavano con strani giochi della Luna nei monti che sentivo vigili e presenti al mio passaggio.
Il vento, il vento...che, come la Notte, ha portato via tutto di me, sussurrandomi solo di abbandonarmi, di non cercare l'impossibile equilibrio che ancora mi teneva quasi dritto sulla strada....
-"Vieni, vieni..... mi diceva... perché ancora ti attacchi e cammini su ciò che già più non è? Vai avanti eppure nel Tuo cuore porti sempre il passato, vivi nella realtà ma nella tua mente hai sempre il sogno..... l'Ombra."
Da ogni lato soffiava forte, sempre più forte...ora sembrava dietro la moto ad aumentare la velocità ora davanti a frenarla ..altre con forti folate a destra e a sinistra che, insieme alla velocità contribuivano quasi a farmi sentire in volo.
Sì in volo, verso la luna quell'unica grande nube bianca, dai mutevoli aspetti, come una vivente storia dell'umanità, con strani riflessi di luce.... Lassù verso quelle cime luminose anche al buio.... o forse laggiù in quei precipizi misteriosi a fianco della strada di montagna.
Nella memoria ritornavano piccoli episodi della mia vita che sembravano dimenticati...si mescolavano a sogni ricorrenti, luoghi in cui avevo vissuto rivissuti due volte, una nella mia storia e l'altra nel sogno.
C'erano solo i miei pensieri...non una qualsiasi Lei, uno di quei volti di donna per i quali sembrava dirigere la mia anima..
Neppure la loro voce,(l'avevo cercata nel vento) era distinguibile. Legioni di Spiriti e di ombre sentivo accanto, ma silenziosi e vigili, quasi stupiti li potessi percepire.
E in qualche modo sapevo di comunicare anche se non so con quali mezzi perché ero silenzioso,  rintanato nel mio giubbetto e casco.
Sentii il vento più amico e non lottai più per restare in equilibrio. Il motore si intonava con il concerto del vento e mi venne improvviso un desiderio di urlare.
-"Iemaleiiii, Iemaleiiii...."
con quanto fiato potevo, nella notte, in piena velocità.
E allora ve lo garantisco vidi il sorriso del vento, ancor prima del suo volto e pensai a Te, sapendo che ora il mio amico ti avrebbe portato in dono il mio pensiero, la mia stessa ,ventosa ormai. presenza.....
Ma forse ero già arrivato a casa, forse sognavo perché ora ero io vento, sopra la casa, tra i grandi alberi volavo..... verso di Te.

Arturo Ferrara in QDA per
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postato da: artemidoro alle ore ottobre 01, 2009 22:48 | Link | commenti (11)
categoria:natura, amore, letteratura, notte, vivendo, sognando, io
sabato, 19 settembre 2009
Il bambino a furia di giocare a nascondino nella stanza del Sogno-Realtà non sapeva quasi più distinguere.
Non poteva vivere nel sogno se no non avrebbe mai vissuto e non poteva vivere nella realtà, se no non avrebbe mai sognato, così passava dall'una all'altra con un piccolo salto....
Ai confini del Sogno un Angelo che aveva assunto parvenze femminili lo guardava silenzioso, alle soglie della Realtà, un piccolo abitante del Piccolo Grande Mondo della Natura lo guardava come se avesse qualcosa da comunicare.
Ma chi ferma l'animo dei bimbi e dei cuccioli? Non pensano ad altro che a fare... dimenticano il progetto, persino il desiderio, il passato...il presente perché hanno già un piede nel futuro.....
La stanza del sogno era luminosa, piena di luce che prendeva continuamente nuove e trasparenti forme, sempre mobili, diverse, evanescenti.. come nubi in un cielo colorato. ..quando il bambino voleva afferrarle, passava nel mondo della Realtà, fatto di tenebra.... La notte che nasconde le cose allora le forme sembravano divenire ombre, sempre inconsistenti e sfuggenti ma un pochino più solide, quasi vicine a divenire viventi.....Quando si avvicinava per afferrarle, tornava nel sogno...alla Luce e si sentiva come atteso, desiderato....
Ma, nel momento nel quale sembrava divenire lui stesso luce si ritrovava nella realtà, con un corpo come preso a prestito. Ci voleva un po' per riprendersi e ritornare alle cose consuete.
L'Angelo alla soglia ora guardava con qualcosa che sembrava un sorriso...la stessa espressione del Piccolo essere che lo guardava, alle soglie della Realtà....
E poi s'immaginò (ma non era fantasia) di sentire come una voce fatta dal canto di tanti uccelli o piccoli animali del Bosco.....Natura, fiori, vita..... amore .... allora, ancora nella Luce, vide le ramificazioni di una foglia, i molti piedini di un magnifico insetto e rimase stupito per i magnifici colori di un farfalla azzurra che prendeva il volo......

ispirato da.... e dedicato a Enza
Arturo Ferrara
(la foto, fatta nel Giardino, è del mio ultimo Amico che ora mi sta guardando dalla scrivania)
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postato da: artemidoro alle ore settembre 19, 2009 15:56 | Link | commenti (9)
categoria:amore, oltre, notte, vivendo, sognando
sabato, 29 agosto 2009
Apparirà all'improvviso dal giaciglio del firmamento
Un venerando irritato che griderà ad una folla gremita:
"Oh ignari titubanti tra certezza e incertezza
Il vostro cammino non deve seguire questa né quella."
Omar Khayyam
Tutto ciò che rimane.... disse
Quando non sembra esserci più nulla.
Al fondo, al fondo dei pensieri, nel lato più nascosto del reale. In quel cono d'ombra dove scorrono inascoltate vite.
Tutto ciò che c'era e che il Tempo ha solo ricoperto di pesanti strati di polvere e sedimenti.
Al fondo, al fondo dei sentimenti, in quel pozzo ora creduto arido, delle sensazioni ora pensate come ricordi di grandi fuochi spenti.
Tutto quell'evanescente esserci nel sogno o quella imbarazzante presenza nel quotidiano, creduta fuori tempo, fuori luogo....
Ciò che nega e rifiuta l'impossibilità e l'evidenza.

Tutto ciò vorrei donarti e so bene che è nulla.

dal mio taccuino di viaggio (Un piccolo quaderno nero e tascabile che porto sempre con me)
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postato da: artemidoro alle ore agosto 29, 2009 19:50 | Link | commenti (14)
categoria:amore, letteratura, oltre, quaderni, io
martedì, 18 agosto 2009

Stai lì
davanti a me
nella luce dell’amore
Ed io
sto qui
davanti a te
nella musica della felicità
Ma la tua ombra
sulla parete
spia ogni attimo
dei miei giorni
e la mia ombra
fa lo stesso
e spia la tua libertà
......................
(da "Le Ombre" di J.Prévert)

                 

Le Ombre volevano entrare nel mondo che chiamiamo reale..... Solo in pochi momenti dell'esistenza cosmica si aprono le porte del sogno... Avevano trovato un piccolo spiraglio attraverso E. una sognatrice.(Le Ombre hanno bisogno di un "veicolo" per divenire, lentamente consistenti e materializzarsi nella realtà.)
Ce n'erano tante, alcune di bambini altre meno distinte, una di un feroce Guerriero.....
Naturalmente il Guerriero sopravanzò tutti e fu il primo ad apparire nella stanza. Non era affatto grande e grosso come si potrebbe immaginare ma piccolo e compatto. Tutto in lui  emanava velocità e azione.....
Non era privo di sentimenti ma si percepiva che, nel momento in cui agiva venivano immediatamente sostituiti da una specie di "ragione efficiente" che mirava solo a vincere il nemico, presunto o no.... Una sorta di Golem che non si sarebbe fermato mai...forse neppure se fosse stato neutralizzato perchè sarebbe restato in attesa di ritornare e compiere il suo compito.
Ma anche due bambini riuscirono a passare attraverso il sogno di E., una fanciulla (lo si vedeva dall'Ombra delicata) e un ragazzino molto magro.... Si vedeva sullo sfondo ancora una strana forma di Ombra non si sa come passata proprio nel momento di chiusura della "Porta delle Ombre" era una figura con una specie di bastone in mano.
E. tremava dal terrore, voleva svegliarsi perché aveva capito che non si trattava più di un sogno, che stava succedendo qualcosa di diverso e che Lei era la protagonista. Sentiva anche che ogni personaggio era come un messaggio preciso, aveva un compito da eseguire o forse da suggerire.....
Aveva paura soprattutto del Guerriero perché immediatamente vedendolo,(sembrava ormai materializzandosi quasi una sagoma di cartone spesso che si ingrossava) aveva pensato a tutta la sua vita, visto tanti errori..... la Fanciulla invece un po' la rasserenava perché Le ricordava il suo animo ancora giovane, nonostante gli anni..... Il Bambino magro le fece pensare al Suo Bambino non avuto, non nato e così fragile anche nel mondo delle ombre.Piangeva, non aveva più paura, quasi desiderava divenire Ombra, non essere anzi più nulla..... Provando questi sentimenti era quasi sospesa tra il risveglio e il sonno..... si avvicinava intanto a Lei la figura maschile con il bastone.....(sembrava uno di quelli usati dai pastori)......
Fu la Luce dell'Alba o forse una interiore che in un solo istante di Grazia Le fece comprendere cosa avrebbe dovuto fare della Sua vita e tutte le scelte future.
Allora sentì le Ombre non più come ostili, ma come presenze amiche che consolavano la sua immensa solitudine.
L'Ombra con il Bastone, richiamò allora le altre Ombre e puntando la finestra le indirizzo dolcemente (proprio come fosse un pastore)...... Svanirono lentamente, prima perdendo consistenza poi come mutando forma, poi scivolando via nella oscurità che stava scomparendo e infine quasi con un guizzo di Luce, come fosse entrato il Sole nella stanza. E così era avvenuto.
 E.visse  la sua prima vera Alba.

Arturo Ferrara
per artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torin
o
postato da: artemidoro alle ore agosto 18, 2009 20:41 | Link | commenti (19)
categoria:amore, letteratura, oltre, notte, sognando, maschere
mercoledì, 12 agosto 2009
Il suo "Maestro" il suo "Spirito guida" lo aveva avvertito. Poche cose avrebbe dovuto rispettare per arrivare al Castello e trovare l'Anima....
Una era quella di non avere mai maestri ma di considerare chiunque incontrasse nel cammino come tale per poi a rapidi passi allontanarsi, l'altra di non guardare mai in basso, sotto il palcoscenico della vita a quello che credeva il suo pubblico.
La vita diceva è apparizione, le scene sono labili, ma finché si sta sopra il palco e il pubblico è al buio si comunica con gli Spiriti ed essi provvedono a tutto.... Entrano nella coscienza, parlano con la Tua bocca, ti suggeriscono sempre al momento opportuno pensieri, parole, atteggiamenti.
Tu potrai vivere ossia recitare e non ti accorgerai della differenza. Quello sfondo di carta azzurra lo potrai chiamare "cielo" e ci metterai ogni essere alato, e la donna che ti sarà a fianco (cambiano sempre i volti) sarà certamente una Fanciulla angelicata.... che ti guiderà alla saggezza, ti proteggerà con amore....
Ma non guardare laggiù, nel buio, non leggere tra le righe.... Questo diceva, ma lo faceva ridendo largamente come per dire
-"Non prendermi sul serio...."
Così passarono gli anni e lui sognò e nel sogno visse amori fantastici, popolò il cielo di Angeli e anche i Demoni (chissà perchè li collocava solo in Terra) si esprimevano con logica ferrea..... e in un certo senso addestravano alla parte.....
Ma un giorno (di solito era assorto nei suoi pensieri e non guardava in nessun luogo se non in sé ) volse gli occhi in basso.
Un istante ma non li distaccò più..... e allora con tutta la pseudo saggezza accumulata, con la vicinanza dei compagni Spiriti..... vide.
Cominciò a balbettare.... Osservò il "suo pubblico, per la prima volta si senti disumanamente solo e folle..... Straparlava, (diceva le stesse cose di sempre ma gli sembravano assurde vuote,irreali).
Non poteva più vivere nel palco e non poteva scendere, sprofondare in quegli abissi....
Una crudele risata chiuse per sempre la sua rappresentazione.....
Dove sia ora non si sa, non c'è, non c'è..... pur avendo la piena consapevolezza di esserci.
Qualche notte i suoi antichi compagni Spiriti lo vanno a trovare compatendolo.... "Perchè non sei stato con noi....?"
Cercava il Suo maestro....un maestro.... (ve n'erano inconsistenti Legioni)o almeno la Fanciulla sognata.....(era un via vai seriale di corpi.... diversi ma assurdamente uguali)
 Ma si ricordò, che stava contravvenendo alla prima regola mai avere maestri..... se non ovunque .
Confuso, sbandato per le strade del mondo,senza metà vagando, spinto dal tempo, trovò un vagabondo che gli chiese del vino..... Neppure quello aveva..... Ma fu  tenero il viandante vedendolo più triste di lui..... cercò di insegnargli a mendicare.
Lui, il superbo, l'orgoglioso chinò gli occhi...ma nessuno a lui dava nulla..... Il compagno invece rimediò un fiaschetto di vino e gli riempì un bicchiere......
Non sapeva cosa stesse dicendo quando rispose:
-Maestro perchè mi fai bere questo calice?
Riconobbe il Suo sorriso, un largo sorriso....

(chissà se continua, forse....)

Arturo Ferrara
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postato da: artemidoro alle ore agosto 12, 2009 21:55 | Link | commenti (19)
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