sabato, 29 agosto 2009
Apparirà all'improvviso dal giaciglio del firmamento
Un venerando irritato che griderà ad una folla gremita:
"Oh ignari titubanti tra certezza e incertezza
Il vostro cammino non deve seguire questa né quella."
Omar Khayyam
Tutto ciò che rimane.... disse
Quando non sembra esserci più nulla.
Al fondo, al fondo dei pensieri, nel lato più nascosto del reale. In quel cono d'ombra dove scorrono inascoltate vite.
Tutto ciò che c'era e che il Tempo ha solo ricoperto di pesanti strati di polvere e sedimenti.
Al fondo, al fondo dei sentimenti, in quel pozzo ora creduto arido, delle sensazioni ora pensate come ricordi di grandi fuochi spenti.
Tutto quell'evanescente esserci nel sogno o quella imbarazzante presenza nel quotidiano, creduta fuori tempo, fuori luogo....
Ciò che nega e rifiuta l'impossibilità e l'evidenza.
Tutto ciò vorrei donarti e so bene che è nulla.
dal mio taccuino di viaggio (Un piccolo quaderno nero e tascabile che porto sempre con me)
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martedì, 25 agosto 2009
Il Ragno tiene un Gomitolo d'Argento
In Mani impercettibili -
E danzando delicatamente mentre tesse
Il suo Rotolo di Perla - dispiega -
Si affretta da nulla a nulla -
In incorporeo Traffico -
Soppiantando i nostri Arazzi con i Suoi -
In metà tempo -
Un'Ora per innalzare supreme
Le Sue Teorie di Luce -
Per poi penzolare dalla Scopa della Massaia -
Le Sue Sofisticherie - dimenticate
(E.Dickinson)
Tutto era perduto. Perché, perché il tempo era passato così invano?
Aveva cercato la strada, prima aveva ascoltato chi gliela indicava con tracotante sicurezza, poi aveva dubitato e cercato persone più qualificate..... Non erano sicure.... ma superbe e dicevano tutte cose già sentite e da lui vissute, solo le dicevano con più parole e strampalate teorie correlate.....
Pensava... Mi portasse il vento dove devo andare .... Ma si chiedeva devo poi andare in qualche luogo?
Girare in tondo in una terra limitata, trovare mari terre e deserti..... e perdersi, perdersi sempre dietro un viso, una voce, un sorriso.....
E poi, d'improvviso, quando ogni giorno svanisce tutto e viene la notte, non riuscire,no, non riuscire nel sogno a ricostruire tutto, sentire odori, profumi, suoni, cogliere sfumature.....
Ogni giorno qualcosa che riappare da chissà quale luogo, tempo..., e la vita che continua con le sue barbarie..... si sdoppia nella mente che immagina altre possibilità. Attraversare città popolose di fantasmi, sentire sempre le stesse cose presentate come nuove e vedere il prepotente e l'ignorante compiacersi dei suoi nuovi sudditi..... e nella mente parlare con le ombre, dialogare con gli Antichi inquieti Spiriti, sempre più confinati nell'Ombra.
Sì tutto era veramente perduto, nella vita continuavano violenze e ingiustizie, e si avviava verso il deserto, anche sapendo che ognuno questi sentimenti li porta prima di tutto nel cuore. In fondo, lontana vedeva però una montagna. Certo poteva essere un miraggio...ma cosa non lo era stato nella sua vita?
Solo il dolore era rimasto, il pensiero e il ricordo che ripercorrevano i suoi passi e si faceva sentire a tratti con il caldo.....
Sfuggivano intanto tutte le cose e le costruzioni mentali su di esse e le parole..... Su cosa altro che parole si costruiscono gli edifici chiamati "propositi"..... e dire che tutti hanno davanti agli il loro inizio e la loro fine nella polvere.....
Aveva compreso che gli esseri si aggrappano comunque a qualcosa.... Un mito, un'idea, un sogno, un luogo, persino a delle persone..... ben sapendo di come sia sfuggente tutto ciò e come ogni giorno nella sua uguaglianza appaia diverso, incomprensibile, incomunicabile.....
Andava e perdeva se stesso..... Lentamente.... non era più una perdita, come la musica di un grande organo che si diffonde dalle navate ad un'anima, come il soffio vivente di un essere venuto alla vita, come il fremito di un'ombra amica , (questo era stato il breve soffio dell'amore) nella notte .....
Non aveva nulla, non casa, non più pensieri..... si alzò un leggero vento, come le ultime note che vibrano, trattenute per liberarsi attraverso l'aria....
E non era aria, non era più vento né cielo, né acqua né terra..... Solo un qualcosa che svaniva.... per restare (e non importava quanto, dove e perché e neppure con chi.....)
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postato da: artemidoro alle ore agosto 25, 2009 19:13 |
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martedì, 18 agosto 2009
Stai lì
davanti a me
nella luce dell’amore
Ed io
sto qui
davanti a te
nella musica della felicità
Ma la tua ombra
sulla parete
spia ogni attimo
dei miei giorni
e la mia ombra
fa lo stesso
e spia la tua libertà
......................
(da "Le Ombre" di J.Prévert)
Le Ombre volevano entrare nel mondo che chiamiamo reale..... Solo in pochi momenti dell'esistenza cosmica si aprono le porte del sogno... Avevano trovato un piccolo spiraglio attraverso E. una sognatrice.(Le Ombre hanno bisogno di un "veicolo" per divenire, lentamente consistenti e materializzarsi nella realtà.)
Ce n'erano tante, alcune di bambini altre meno distinte, una di un feroce Guerriero.....
Naturalmente il Guerriero sopravanzò tutti e fu il primo ad apparire nella stanza. Non era affatto grande e grosso come si potrebbe immaginare ma piccolo e compatto. Tutto in lui emanava velocità e azione.....
Non era privo di sentimenti ma si percepiva che, nel momento in cui agiva venivano immediatamente sostituiti da una specie di "ragione efficiente" che mirava solo a vincere il nemico, presunto o no.... Una sorta di Golem che non si sarebbe fermato mai...forse neppure se fosse stato neutralizzato perchè sarebbe restato in attesa di ritornare e compiere il suo compito.
Ma anche due bambini riuscirono a passare attraverso il sogno di E., una fanciulla (lo si vedeva dall'Ombra delicata) e un ragazzino molto magro.... Si vedeva sullo sfondo ancora una strana forma di Ombra non si sa come passata proprio nel momento di chiusura della "Porta delle Ombre" era una figura con una specie di bastone in mano.
E. tremava dal terrore, voleva svegliarsi perché aveva capito che non si trattava più di un sogno, che stava succedendo qualcosa di diverso e che Lei era la protagonista. Sentiva anche che ogni personaggio era come un messaggio preciso, aveva un compito da eseguire o forse da suggerire.....
Aveva paura soprattutto del Guerriero perché immediatamente vedendolo,(sembrava ormai materializzandosi quasi una sagoma di cartone spesso che si ingrossava) aveva pensato a tutta la sua vita, visto tanti errori..... la Fanciulla invece un po' la rasserenava perché Le ricordava il suo animo ancora giovane, nonostante gli anni..... Il Bambino magro le fece pensare al Suo Bambino non avuto, non nato e così fragile anche nel mondo delle ombre.Piangeva, non aveva più paura, quasi desiderava divenire Ombra, non essere anzi più nulla..... Provando questi sentimenti era quasi sospesa tra il risveglio e il sonno..... si avvicinava intanto a Lei la figura maschile con il bastone.....(sembrava uno di quelli usati dai pastori)......
Fu la Luce dell'Alba o forse una interiore che in un solo istante di Grazia Le fece comprendere cosa avrebbe dovuto fare della Sua vita e tutte le scelte future.
Allora sentì le Ombre non più come ostili, ma come presenze amiche che consolavano la sua immensa solitudine.
L'Ombra con il Bastone, richiamò allora le altre Ombre e puntando la finestra le indirizzo dolcemente (proprio come fosse un pastore)...... Svanirono lentamente, prima perdendo consistenza poi come mutando forma, poi scivolando via nella oscurità che stava scomparendo e infine quasi con un guizzo di Luce, come fosse entrato il Sole nella stanza. E così era avvenuto.
E.visse la sua prima vera Alba.
Arturo Ferrara
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mercoledì, 12 agosto 2009
Il suo "Maestro" il suo "Spirito guida" lo aveva avvertito. Poche cose avrebbe dovuto rispettare per arrivare al Castello e trovare l'Anima....
Una era quella di non avere mai maestri ma di considerare chiunque incontrasse nel cammino come tale per poi a rapidi passi allontanarsi, l'altra di non guardare mai in basso, sotto il palcoscenico della vita a quello che credeva il suo pubblico.
La vita diceva è apparizione, le scene sono labili, ma finché si sta sopra il palco e il pubblico è al buio si comunica con gli Spiriti ed essi provvedono a tutto.... Entrano nella coscienza, parlano con la Tua bocca, ti suggeriscono sempre al momento opportuno pensieri, parole, atteggiamenti.
Tu potrai vivere ossia recitare e non ti accorgerai della differenza. Quello sfondo di carta azzurra lo potrai chiamare "cielo" e ci metterai ogni essere alato, e la donna che ti sarà a fianco (cambiano sempre i volti) sarà certamente una Fanciulla angelicata.... che ti guiderà alla saggezza, ti proteggerà con amore....
Ma non guardare laggiù, nel buio, non leggere tra le righe.... Questo diceva, ma lo faceva ridendo largamente come per dire
-"Non prendermi sul serio...."
Così passarono gli anni e lui sognò e nel sogno visse amori fantastici, popolò il cielo di Angeli e anche i Demoni (chissà perchè li collocava solo in Terra) si esprimevano con logica ferrea..... e in un certo senso addestravano alla parte.....
Ma un giorno (di solito era assorto nei suoi pensieri e non guardava in nessun luogo se non in sé ) volse gli occhi in basso.
Un istante ma non li distaccò più..... e allora con tutta la pseudo saggezza accumulata, con la vicinanza dei compagni Spiriti..... vide.
Cominciò a balbettare.... Osservò il "suo pubblico, per la prima volta si senti disumanamente solo e folle..... Straparlava, (diceva le stesse cose di sempre ma gli sembravano assurde vuote,irreali).
Non poteva più vivere nel palco e non poteva scendere, sprofondare in quegli abissi....
Una crudele risata chiuse per sempre la sua rappresentazione.....
Dove sia ora non si sa, non c'è, non c'è..... pur avendo la piena consapevolezza di esserci.
Qualche notte i suoi antichi compagni Spiriti lo vanno a trovare compatendolo.... "Perchè non sei stato con noi....?"
Cercava il Suo maestro....un maestro.... (ve n'erano inconsistenti Legioni)o almeno la Fanciulla sognata.....(era un via vai seriale di corpi.... diversi ma assurdamente uguali)
Ma si ricordò, che stava contravvenendo alla prima regola mai avere maestri..... se non ovunque .
Confuso, sbandato per le strade del mondo,senza metà vagando, spinto dal tempo, trovò un vagabondo che gli chiese del vino..... Neppure quello aveva..... Ma fu tenero il viandante vedendolo più triste di lui..... cercò di insegnargli a mendicare.
Lui, il superbo, l'orgoglioso chinò gli occhi...ma nessuno a lui dava nulla..... Il compagno invece rimediò un fiaschetto di vino e gli riempì un bicchiere......
Non sapeva cosa stesse dicendo quando rispose:
-Maestro perchè mi fai bere questo calice?
Riconobbe il Suo sorriso, un largo sorriso....
(chissà se continua, forse....)
Arturo Ferrara
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giovedì, 06 agosto 2009
Ma Solitude
Pour avoir si souvent dormi avec ma solitude,
Je m'en suis fait presque une amie, une douce habitude.
Elle ne me quitte pas d'un pas, fidele comme une ombre.
Elle m'a suivi ca et la , aux quatres coins du monde.
Non, je ne suis jamais seul avec ma solitude.
Quand elle est au creux de mon lit, elle prend toute la place,
Et nous passons de longues nuits, tous les deux face a face.
Je ne sais vraiment pas jusqu' oui ra cette complice,
Faudra-t-il que j' y prenne gout ou que je reagisse?
Non, je ne suis jamais seul avec ma solitude.
Par elle, j'ai autant appris que j'ai verse de larmes.
Si parfois je la repudie, jamais elle ne desarme.
Et, si je prefere l'amour d'une autre courtisane,
Elle sera a mon dernier jour, ma derniere compagne.
Non, je ne suis jamais seul avec ma solitude.
Non, je ne suis jamais seul avec ma solitude.
Georges Moustaki
Per aver tanto dormito con la mia solitudine
è divenuta quasi un 'amica, un dolce abitudine
Non mi lascia di un passo, fedele come un'ombra
Mi ha seguito qua e là in ogni parte del mondo
No, non sono mai solo con la mia solitudine
Quando è nel mio letto lo occupa pienamente
E passiamo lunghe notti, tutte e due viso a viso.
Veramente non so fino a che punto
arriverà questa complice
Ci devo prendere gusto o occorre reagisca?
no, io non sono mai solo con la mia solitudine
Ho capito di aver versato tante lacrime per Lei
Se a volte la ripudio essa non disarma
E se io preferisco l'amore di un'altra cortigiana
Sarà nel mio ultimo giorno la mia ultima compagna
No io non sono mai solo con la mia solitudine
no mai solo, con la mia solitudine......
libera traduzione di Arturo Ferrara
artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino