C'era una donna che sola ho amata
come nei sogni si ama se stessi
e di bene e di male l'ho colmata
come gli uomini fanno con se stessi.
Essa era quella che avevo voluta
per esser chiamato col mio nome:
e lo diceva quando l'ho perduta
ma forse quello non era il mio nome.
per esser chiamato col mio nome:
e lo diceva quando l'ho perduta
ma forse quello non era il mio nome.
E vo per altre stagioni e pensieri
altro cercando al di là del suo viso
ma piu' mi stanco per nuovi sentieri
sempre piu' chiaro conosco il suo viso.
Forse è vero e i più savi l'hanno scritto:
oltre l'amore c'è ancora l'amore.
Si perde il fiore e poi si vede il frutto:
noi ci perdiamo e si vede l'amore.
Franco Fortini (da "Una volta per sempre")oltre l'amore c'è ancora l'amore.
Si perde il fiore e poi si vede il frutto:
noi ci perdiamo e si vede l'amore.
Cosa cercava al fondo della strada, Chi... nel fondo più fondo dei suoi giorni? Non era un gatto che rovistava nei rifiuti, non era un topo di fogna uscito al sole, non era un cane fedele alla ricerca del padrone né un uccellino volato dalla gabbia.
Tutti questi "non è" gli ricordavano che non sapeva nulla, neanche di non sapere.
Era una questione di memoria antica? Quella memoria di un volto, una voce perduta, che tutta la vita si cerca di ritrovare?
Chiuse gli occhi per rivedere il Sogno, sentire quella canzone, ancora seguire le sue mani sulla corda di liuto e il Suo cuore colmo, la Sua mente innamorata .
Lei, ancora lontana, al di là del Bosco, oltre il Castello, "al di là".
Nel suo Giardino c'era un posto vuoto così come nella sua mente, in quell'angolo fiorivano fiori impossibili e impassibili e rigorosi volti a mostrare la strada.
Forse erano Avi o Spiriti Guerrieri, forse piccoli abitanti del Bosco affascinati dalla musica della sua mente, o Amazzoni stanche di combattere.
Con la Coscienza sospesa, camminava sul bordo di abissi.... Serpenti ,con stupore, guardavano il suo infantile ardore, quasi commossi da una Sua forma leggera di avanzare.
Cosa cercava al fondo della strada...Chi... nel buio più oscuro dei suoi giorni?
Non era l'oblio, non la Notte che già conosceva, non il vuoto in cui da tempo gravitava, non il silenzio che già portava in se..... .
Cercava Te, una Tua carezza, un Tuo sorriso, un cenno e la Tua amabile presenza al suo fianco, e nel Tempo del Sogno, pensava di trovarTi.... se Tu Lo avessi trovato.....
E poi , lontana una voce:
-"Sognavi Amore mio per farmi esistere.... Io esistevo per farTi sognare"-
Arturo Ferrara ©
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