Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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domenica, 29 marzo 2009
Fiorire
Tutto è fiorito, così, quasi all'improvviso. Attende la fioritura in sé, di una primavera non legata all'età.Qualcosa di magico si è interrotto. Non sono finiti i sogni, forse non finiranno. Sono passati per orbite strane pianeti vicini,onde si sono incontrate, pensieri, sentimenti hanno generato forme e correnti, ma poi tutto è ritornato nell'oceano dello spazio-tempo.
Resto a guardare il grande mare nero della notte, cercando segnali di terre lontane e immaginando, a volte dipingendolo, il confine con il cielo.
C'è un Faro,vicino, lontano che in qualche modo mostri il cammino?
Ho popolato il mio deserto di volti e suoni,poi è passato il vento ed ha spianato le costruzioni di sabbia.
Si costruiscono tante cose con la sabbia solo per poi, quando si credono finite ,con un gesto della mano farle tornare all'indistinto, alla materia primordiale. Così lo Spirito, con gli esseri e le cose.
Il vecchio bambino ha camminato nella spiaggia e ha scalato piccoli monti (anche lì a volte ci sono Fari.)Ha guardato senza poterle fermare scorrere fra le dita illusioni.Finchè illusioni, sogni fatti, pensieri ed eventi si sono quasi confusi in un ricordo .Giocando con una matita ha unito le stelle e ha disegnato figure, volti, paesaggi.
Ora cerca il Silenzio (ma forse è Lui a trovarlo) per vedere (con quali occhi?) nella Notte....ora sente il vento e cerca di ascoltare, antiche voci per ritrovare e vivere ancora forse ciò che ha solo sognato.
Intanto è salito al Faro, ha chiuso la porta e spento la Luce, ogni luce.Penserà a Lei e se non si materializzerà nella stanza, almeno sentirà un segno, un segnale, sempre che stia anche Lei pensando, nella Notte a Lui e non dormendo alla vita.

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postato da: artemidoro alle ore marzo 29, 2009 00:21 | Link | commenti (12)
categoria:letteratura, oltre, notte
martedì, 24 marzo 2009
La Sua caratteristica Ombra, in fondo alla Strada. D'improvviso si spense la Luce dell'unico lampione.
Un segno, un segnale, un sogno?
Il cielo era coperto, non si vedevano né Luna né Stelle e la Notte era così oscura da ricordare qualcosa di terribile e antico nella memoria, come una caverna fredda dove ci si rifugiava colmi di terrore.
Con l'unica Luce spenta, logicamente avrebbe dovuto anche svanire l'Ombra. Chi e cosa poteva proiettare un'ombra nella Tenebra?
Una quasi consistente forma oscura, Lei, la Sua caratteristica Ombra al fondo della Strada invitava, era come un riassunto di molte storie, tante vite....
Non si vedeva più nulla, neanche la strada...incredibilmente solo l'Ombra il resto lo si immaginava.
Cosa dava diritto a credere che con il buio fosse cambiato il paesaggio, gli esseri, lui stesso?
Eppure sapeva, sentiva che nulla era come prima, neppure la dimensione nella quale pensava di trovarsi.
L'Ombra sembrò interessarsi ai suoi smarrimenti, La Sua caratteristica Ombra che sempre avrebbe conosciuto in qualsiasi tempo e spazio, sembrò sorridere (Ma come può sorridere un'ombra, non è forse terribile e inquietante il Suo tentativo?).
Si trovo vicino a Lei e trovo la Sua mano nella Sua.... Era come avere tra le mani la tenebre è un sogno....tutto così inconsistente ma così reale....
Ora aveva ancora senso qualcosa per Lui che era entrato nel regno delle Ombre, che si era riunito a Lei?
Si riaccese il Lampione. (Gli umani amano pensare sia un Faro) La strada era la stessa, triste come prima,
Sarebbe stata popolata, solo tra poco, da volti sconosciuti, cose in movimento. Nel cielo non stelle né Luna, si sarebbero ancora alternate storie ed oggetti, forme.
Non Lui che guardava.... (Quali invisibili osservatori ora descrivono la scena?)
Il Vento, il Silenzio.....Nessuno.
In fondo alla strada né Lui ne l'ombra, la caratteristica Ombra di Lei.

di Arturo Ferrara
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postato da: artemidoro alle ore marzo 24, 2009 23:55 | Link | commenti (7)
categoria:amore, letteratura, notte, sognando
domenica, 22 marzo 2009
I poli della scienza e della saggezza,
coloro che fra i saggi brillavano come fari;
non hanno potuto illuminare la notte,
hanno rischiarato un istante il buio e poi si sono spenti.

Null'altro siamo che non parte del gioco,
muoviamo su una scacchiera di giorni e notti;
ad ogni mossa un pezzo cade preso,
la partita continua mentre noi veniamo riposti.

Omar Khayam



Il flusso dell'eternità che giunge ai cuori una qualsiasi sera, magari guardando le stelle e cercando ancora oltre la loro Luce un raggio che mostri il cammino in un universo di vuoto e tenebre dove si incontrano atomi, si aggregano dove nascono e s'alternano esseri e vite.

Vorrei condividere tutto ciò con Te, non posso dire "ora" ma neppure "sempre" perchè questa parola a noi umani ci sembra essere negata, rimane un bel simbolo, una meta alla quale sempre tendiamo e ogni giorno magari poi ci allontaniamo in nuove banali deviazioni e cadute.
Vorrei e non vorrei volere, forse, abbandonare le passioni e diventare una sola cosa con questa Notte, così femminile, oggi, come Te.
Oh la mia immagine, la mia forma che nulla in questo momento mi rimanda e che sembra smarrirsi, essere persino curiosa per me che la penso.E la Tua figura che neppure conosco se non come riproduzione di una riproduzione, una sorta di icona che dovrebbe raccontarmi di Te e che il mio pensiero attraversa....
Attraversa e va lassù oltre le stelle che forse anche Tu guardavi.
Esiste un luogo terreno dove troveranno pace i sogni ed i pensieri, dove la Materia e l'Antimateria anzichè annichilirsi si prenderanno a braccetto come vecchi amici per camminare dall'Alba al Tramonto e parlare dei giorni e dei giorni che insieme ancora verranno?
Lo so il mondo intorno non  è quello che vorremmo e forse neppure noi siamo ciò che ci immaginiamo uno dell'altro. Le nostre ombre si stanno incontrando nella Notte, confondendosi con il buio e magari ammirando quella lampeggiante stella che ci è comune.
Trema già la fiammella della candela profumata che ho accesa, tremula come quel "io so".... In verità non credo neppure di sapere, e neppure di "sentire", forse sono un pianeta freddo, una stella spenta che cerca nel riflesso un po' di calore....Ecco non so chi sia Tu, ma perché dovrei vergognarmi di dire:" Donami la Vita e l'Amore che non ho...."

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postato da: artemidoro alle ore marzo 22, 2009 21:14 | Link | commenti (10)
categoria:amore, letteratura, oltre, notte, io
venerdì, 20 marzo 2009
dalla I Elegia:

Se pur gridassi, chi mi udrebbe dalle gerarchie
degli Angeli ? E se uno mi stringesse d’improvviso
al cuore, soccomberei per la sua troppo forte presenza.
Perché nulla è il bello, se non l’emergenza
del tremendo: forse possiamo reggerlo ancora,
ed ammirarlo anche , perché indifferente
non degna distruggerci. Ognuno degli Angeli è tremendo.
E mi trattengo così, e inghiotto l’appello d’oscuri
singulti. Ah ! chi possiamo allora chiamare in aiuto ?
Gli Angeli no, gli uomini no, e i sagaci
animali lo notano già quanto noi inadeguati
siamo qui di casa nel mondo già interpretato.

Ci resta forse un albero là sul pendio, che ogni giorno
possiamo rivedere; ci resta la strada di ieri e anche
l’adusata fedeltà ad una abitudine, che in noi
si è rintanata, è rimasta, e non se ne andò.
Oh, e la notte, la notte, quando il vento colmo
di cosmici spazi ci corrode il volto- a chi mai
potrebbe mancare l’agognata , che sì dolcemente disillude,
essa, che di fronte al cuore solitario penosamente
si leva ? E’ forse più lieve agli amanti ?
Il destino lo nascondono soltanto l’un l’altro.
Non lo sai ancora ? Getta dalle tue braccia il vuoto
fin dentro gli spazi che respiriamo; forse gli uccelli
con volo più intimo sentono l’aria così dilatata.
....
da
Prima Elegia“Elegie Duinesi” di Rainer Maria Rilke

postato da: artemidoro alle ore marzo 20, 2009 23:59 | Link | commenti (6)
categoria:poesia, oltre, notte, quaderni
domenica, 15 marzo 2009
Andante con manichini.....
Non troverai altro luogo, non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando
per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
farai capo a questa città. Altrove non sperare,
non c’è nave, non c’è strada per te.
Perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto
tu l’hai sciupata su tutta la terra.
Kavafis


Tutto ciò che è perduto, che non si trova, che è svanito all'improvviso o lentamente è scivolato in quella zona di invisibilità dove la coscienza cancella il ricordo. La Tua vita, la Tua vita..... tutto ciò che non ritrovi più e che, un giorno qualsiasi, senza un particolare motivo in un pensiero ricerchi.
Il correre di un cucciolo, il pelo morbido di una gatta, tu seduto nel balcone che un agosto lontano (ma cosa è mai lontano e vicino?) leggi sotto un cielo stellato "Le Elegie Duinesi di Rilke" e, consultando un libro non più edito, in una bella traduzione, ricopi nel tuo quaderno ogni verso....
Tutto ciò che è perduto. La Tua speranza nel vedere Lei, il battere del Tuo cuore, il mancarti della parola....Il Tuo girovagare sotto la sua casa non sapendo neppure cosa aspettare, immaginando di vedere dietro le mura la sua vita, di condividere una Sua abitudine, amare un suo oggetto caro.....
La Tua vita, la Tua vita..... quelle piccole cose che non ci sono più e non hanno fatto rumore nell'andarsene. quegli esseri dolci e amabili che mel mondo erano indifesi e non urlavano e lottavano come gli altri, quei piccoli oggetti artigianali, non alla moda, non costosi che ti ricordavano che l'intelligenza dell'uomo è anche nelle sue mani.

Questa notte sono uscito dal corpo, lentamente..... Mi distaccavo da me in una cupa oscurità dove solo ogni tanto emergeva qualcosa..... Un piccolo luogo che cercavo di  ricordare....Non so dove andassi uscendo di me, incontrollabile il percorso dell' anima....
Chissà forse volevo venire da Te e una certa angoscia fermava il volo....Paura di vedere troppo, forse, oltre l'oscurità......
Ai margini le cose perdute e il dolore che potrebbe divenire insopportabile e spezzare la corda d'argento che mi tiene ancora sospeso alla vita.

Uscendo dal corpoartemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer
postato da: artemidoro alle ore marzo 15, 2009 10:24 | Link | commenti (11)
categoria:ricordi, letteratura, oltre, notte, sognando
martedì, 10 marzo 2009
Attendendo l
"Cerchi una di  noi?"Aosta foto notturna "dietro la vetrina" di Arturo Ferrara

Siamo qui, dietro la vetrina anche se tu pensi così.... Noi pensiamo sia Tu dietro la nostra vetrina e ti guardiamo vivere e passare.... tornerai.
Ridicolo pensi che la Tua vita sia forse più "mobile" della nostra.... Probabilmente andremo via di qui prima noi  e ciò che indossiamo che Tu dalla Tua vita....
Vedi il Tempo ci ha ugualmente segnato, così come il voler apparire, attirare, conquistare....
Attendendo la donna che ci compri noi in verità aspettiamo l'Uomo, uno nuovo, naturalmente, l'ultimo che paghi le colpe dei precedenti e riscatti quelli che verranno.
Così vanno le cose e Tu, nella gabbia di criceto nella quali ti affanni a vivere e a lottare è inutile voglia vivere nel sogno, andare oltre...
Oltre la vetrina c'è il negozio, oltre ..anche dalla Tua parte c'è il negozio. Anche se oggi mancano i mezzi molti ancora lotteranno per valicare il Mistero che ci divide dalla vita.
non ci chiamare però "manichini" solo perché siamo la rappresentazione  (cosa importa quanto sia imposta o di convenienza) di ciò che ognuno vorrebbe essere e mai riuscirà.
Soltanto questo desiderio inappagato tiene accese le luci del nostro mondo, del Tuo.
Passioni, desideri e follie....sono spesso soltanto delle fughe in vicoli ciechi.
Tornerai..... Ma noi non ci saremo ma se anche non ci fossi Tu ci sarà un altro.... tutti sono utili (ma è ancora da dimostrare) e nessuno indispensabile....
Noi come Tu fai coi sogni cercheremo di fermare il Tempo rivestendoci ad ogni stagione...rendendo preziosa la cartapesta della quale siamo fatti o la plastica... Tu modellerai i Tuoi sogni come potrai e penserai di ritrovarci per strada...Ma noi siamo le imitazioni delle imitazioni e la realtà una proiezione del sogno e il sogno condizionato dalla realtà.
Così vanno le cose.... Torna a casa, o meglio in albergo,pensaci più giovani e diverse, ma non toglierci i vestiti se non vorrai ancora una volta avere il Nulla al Tuo fianco....
Arturo Ferrara

per artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino 2007
postato da: artemidoro alle ore marzo 10, 2009 21:13 | Link | commenti (13)
categoria:amore, ricordi, letteratura, oltre, notte, vivendo, sognando, maschere
venerdì, 06 marzo 2009

Chi vuole la mimosa
chi s'aspetta la rosa
chi ben altra cosa
chi con sdegno la contesta
delle donne la festa
ma tutto ciò che resta
è spesso solo ipocrisia
le stesse ingiustizie per la via
e qualche illusione pia
parità e non porsi il problema
e non discutere sul tema
anche se qualche uomo trema
perché la realtà è più veloce
anche del pensiero precoce
chi pianta i chiodi e chi porta la croce

Tutto il mio amore. Quando il Sole sorge,  quando tramonta e lunghe ombre scure calano sulla vita e svaniscono nella notte e alimentano striscianti fantasmi di rimorsi, possibilità inespresse.....
Se sulla parete della Tua solitaria casa scivolano antichi dolori e ricordi, se le coperte del tuo letto sono fredde ed il secondo cuscino è prigioniero nell'armadio e vedi avvizzire la pianticella sul davanzale (perché ora ti dimentichi spesso di bagnarla?) pensa.... Tutto il mio amore. Non dovrai fare nulla per averlo, né essere diversa, non lottare né conquistare, non essere né possedere....
Fuori il mondo è costruito su premi e punizioni, progetti e obiettivi, mete e traguardi.... Tutto è un mascherato ricatto, una minaccia sottile. Se ti viene detto qualcosa (è un richiamo, un invito un'adulazione?) suona stonato (ricordi invece com'era intonato l'uccellino sull'albero di fronte?).
Ricordi la piccola farfalla intorno alla candela che hai acceso una notte, che non riuscivi a dormire ? Un giorno le dissi va da Lei e raccontale..... Tutto il mio amore.... Non importa se non hai compreso, se mi sono espresso male, con altro codice, e se non ho detto nulla di conosciuto e consueto, forse  credendo di farlo ed essendo incapace forse di vivere nel reale, no, non importa.
Tutto il mio amore è nel piccolo insetto che annuncia la Primavera, è nel tranquillo, fragile ragno-zampe lunghe- che si è guadagnato l'angolo migliore della tua casa e che la notte scorrazza sotto il letto.
Non aver paura, vuole solo parlarti ancora della Vita, che è possibile, nonostante tutto e tutti.... Innaffia la piantina, parlale ancora.... e ascoltala, come la Luna là fuori che è uscita dalle nuvole come un segnale vuole solo dirti .... Tutto il mio amore.

artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino
postato da: artemidoro alle ore marzo 06, 2009 21:11 | Link | commenti (10)
categoria:natura, amore, oltre, io , audioletture
domenica, 01 marzo 2009
Quando tutto come ora si fa difficile e si vive in un costante ricatto psicologico del tipo "O ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra" e non solo si spera poco di migliorare ma si è più impegnati a non perdere a non cadere.... Quando attraverso un mondo di precariato si cerca di tenere tutti in uno stato di paura e di bisogno non ricordando che la crisi (che naturalmente ogni giornale o media ricorda ogni giorno in toni apocalittici) è stata causata dalle ingiustizie sociali, dall'avidità e dal menefreghismo di chi ha, in passato considerato gli uomini "merce da cannone" e ora li considera e valuta merce da consumo e anche dall'indifferenza di chi ha permesso tutto ciò pensando bastasse occuparsi del porpio "particolare".

Quando ogni libertà diminuisce con la scusa di "proteggerti", protezione da quelle stesse cose che sono state fatte precipitare per incuria o ad arte e la cultura in generale vacilla in meandri di cieca burocrazia o codicilli estemporanei, pessime imitazioni di brutte copie importate....( tutto improntato ad un risparmio che è un'altra forma di spreco...)

Allora dovremmo scoprire l'Umanità, trovare nel valori e nelle cose essenziali il motivo e il mezzo per re-sistere..... Il "si salvi chi può" porta tutto e tutti alla rovina, come l'idea  che ci si può salvare competendo "facendo fuori gli altri" scavalcandoli, mettendoli da parte, isolandoli....

I valori essenziali sono inerenti alla salute, al lavoro alla realizzazione di se stesso attraverso gli altri, non pressati da angosce e paure economiche, il cercare il modo di essere utile alla società e al mondo....

La serenità è questo la consapevolezza della propria utilità, il sentirsi partecipi, diversi ma uniti nei percorsi della vita.

Ogni cosa invece a cominciare dai programmi televisivi, sembra costruita per separare, dividere, mettere contro,in contrasto. Spettacoli da circo massimo che sembrano dire "tu sei superiore a tutti i miserabili che ci sono prima di te" e varrai qualcosa se sarai, ti farai e resterai "inferiore" ai potenti che ti sono davanti, se ubbidirai ai loro dettami, soddisferai i loro bisogni e ti farai "usare" da loro. "Usa e getta" (e inquina) diviene l'imperativo, anche in amore.

Il creare sempre nuovi bisogni, se, da una parte, sembra funzionale all'ottica dei consumi, dall'altra genera sprechi e abusi delle risorse materiali e spirituali e alla fine esaurisce tutti ma soprattutto crea "esaurimento" a chi è partecipe del ciclo non importa se come soggetto attivo o passivo, produttore o consumatore.

Chi pensa che il denaro salvi qualcuno si sbaglia perché se si abbassa il livello spiritale della società è solo impiegato per la degradazione in ogni forma, la prepotenza e non basterà mai per recuperare tutto ciò che si è perso o distrutto.



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postato da: artemidoro alle ore marzo 01, 2009 16:44 | Link | commenti (5)
categoria:audoletture