Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

commenti recenti

archivio
categorie
links
* ART Lab Fotografia e Grafica
**** ARTEMIDORO HOME
**** S C R I V I M I ° new e-mail ___________
*AUDIOLETTURE "Canzone"
*AUDIOLETTURE Da Straniera a se stessa
*AUDIOLETTURE Giochi di Luna nella notte
*AUDIOLETTURE Il Corvo di E.A.Poe
*AUDIOLETTURE Il Lampo
*AUDIOLETTURE Il silenzio delle cose
*AUDIOLETTURE il volto di Lei
*AUDIOLETTURE l'Albero Magico
*AUDIOLETTURE L'Amore Mancato
*AUDIOLETTURE La morte di Tantalo
*AUDIOLETTURE Nebbia e Silenzio
*AUDIOLETTURE Pensandoti
*AUDIOLETTURE Spesso il male di vivere
*AUDIOLETTURE-Cenere
*AUDIOLETTURE-Notte Magica (Nuovo!)
*AUDIOLETTURE: Il Viandante
*AUDIOLETTURE: La Chimera
A I U O L A
ABARTHUR
ABATON (da Abarthur)
AliceyDulcinea
Antologia Il Nostro Cielo
Art in English
Art. in MSN
Art. perché?
ARTE E LETTERATURA
ARTE MEDIABLOG
ARTEMIDORO Alias
ARTEMIDORO in Opera
ARTHUR ALIAS (sonoro)
balsamo di carta scritta
Biblioteca di Babele
bohemien
Bosco parlante
briciole notturne
Brugnols
canzonipoesie
Caos Hypnos & Oneiros
casa sulle nuvole
Chat ed MSN Messenger
Chissà
dalla Stazione di Milano
Diritti Umani per tutti (appello di Marina Cometto)
Domani è Natale
Fantasia
Fanteria d'Arresto
Festa della Luna
Fiato Corto
fine della Verità (alla)
flaviablog
Fogliadivite
foto di Montagna
Fotografia
Gail
Gattanerabo
Giuseppe Merico
gli orti della mente
igoogle
il totano riflessivo
in un' altra vita
Iperspazio Poesia
Iperspazio Racconti
Italia Medievale
L'Acchiappasogni
L'Angelo e Tobia
L'Isola che c'è
La Torre del Ragno
lachambrequimanque
Lettere a nessuno
Locanda dei Girasoli
Medioevo
miskin
mrsmollymou
Mucchio Selvaggio
nonna abelarda
Opera al nero
Oriella
pearl55
Persona intorno (una)
persona intorno (upi) striscia
realevanescence
Simpmlymum
sono uno sblilf
spherikamente
Splinder Nuovo
Splinder Utenti on-line
Splinder, problemi e soluzioni
VIDEO di ARTEMIDORO (You Tube)
Video You Tube L'infinito Di Leopardi
Video You Tube Parole per sognare l'Amore
Video You Tube Spesso il male di vivere
Video You Tube:Notte Magica
Skype Me™!
opere di Arturo Ferrara
foto, opere e testi sono dell'Autore, hanno diritti riservati e non possono esseri riportati o riprodotti in nessuna forma

creazioni recenti
bottoni
Firefox 2
contatore
è stato visitato *loading* volte
Testi e opere del blog sono coperti da diritti d'Autore, non è consentito nessun uso e per nessun fine, senza autorizzazione. Il blog non è aggiornato periodicamente e, ai fini delle vigenti leggi, non vuole essere ne è testata giornalistica. I commenti a fini pubblicitari, non pertinenti o offensivi nei confronti di chiunque verranno cancellati.Il blog è sottoposto a sindacazione, e rilevamento statistico delle visite.Ognuno si assume la responsabilità dei propri commenti, quelli anonimi verranno cancellati se non riconosciuti.Il blog non ha carattere commerciale,né informativo, esclusivamente culturale, ogni citazione o riferimento può essere rimosso a richiesta degli interessati.Per informazioni o approfondimenti o ogni altro chiarimento, scrivere alla casella postale artfer@tiscali.it Artemidoro è anche in Msn messenger e in Skype con possibilità di collegamento audiovisivo.
Page copy protected against web site content infringement by Copyscape
www.flickr.com
yartemidoro Natura Viva photoset artemidoro Natura Viva Arte Grafica
giovedì, 29 gennaio 2009
CavallinoAosta (Foto da vetrina)

Dietro la vetrina (dei sogni) un cavallino magico. Questa sera un momento diverso.Vorrei che chi passa da qui scrivesse qualcosa, di bello, fantasioso per se stesso, per me.
Userò lo spazio del post per riportare ciò che nei commenti stimolerà il mio pensiero, i sogni e la fantasia.

dietro la vetrina:
Barbara
.....
ti lascio un ricordo che è legato al primo "romanzo", per ragazzi, che ho letto quando avevo circa 10 anni...
si chiamava Lenka il nome della protagonista e il suo cavallo Prim...
il cavallino dei sogni è Prim che mi ha portato sulla sua groppa tra le praterie sconfinate e bellissime delle parole..


Marina

... a me vengono in mente i versi di Pascoli che imparai in quinta elementare, in particolare questi, che sempre ritornano ogni volta che vedo un cavallo vero o finto che sia:

"Stava attenta la lunga testa fiera.
Mia madre l’abbracciò su la criniera
“O cavallina, cavallina storna,
portavi a casa sua chi non ritorna!"


Mary

Un desiderio mai realizzato: imparare a cavalcare. Forse riprende l'altro desiderio mai realizzato: la voglia di libertà totale, da sempre. Come salire su un cavallo alato e volare via. Guardare la vita dall'alto, senza doveri, senza necessità, senza imposizioni. Solo un animale da accarezzare e il vento sul viso.

Eleonora

Ricordo Angelino come fosse ieri…
Nero. La lunga e folta criniera gli faceva da mantello.
Un Frisone. Irrascibile. Piccolo. Impertinente. Ma splendido.
Un rapporto d'amore – odio ci legava.
Lui non ne voleva sapere di me.
Era vecchio e non aveva avuto vita felice. Soffriva di cuore.
Avevo dodici anni… montavo i pony da sei.
Me lo regalò mia nonna, che ai suoi tempi era stata un’amazzone.
Era il primo cavallo grande. Un cavallo vero.
Disse:”E’ vecchio e malconcio … così non ti farai male”
Ma Lui di voglia di vivere ne aveva da vendere .
E cocciuto quanto me, non ne voleva sapere di tenermi in sella.
Caddi tante volte e l’ultima non volli più salire.
Poi un giorno mentre seduta sull’erba fresca di rugiada, lo guardavo brucare.
Mi venne vicino ed immobile mi osservò.
Percepivo la sua voce …“Ti Arrendi?”
Non ne voleva proprio sapere di me.
Ma da quel giorno fummo inseparabili fino alla morte.
Condividemmo la cosa più preziosa. L’amore per la vita.

iopiccolaluce

Il primo cavallino l'avuto a circa 5 o 6 anni, lo davano o in omaggio Sull''acquisto di 2 fustini di detersivo.

Flavia

Io ho molto amato il mio cavallo a dondolo, di legno, che ho cavalcato con impeto e cuore. Tra i giocattoli, forse quello che più ho amato. Non so da dove provenisse, si chiamava Fulmine ed era di seconda mano, ma io lo chiamai Zingaro, che per me non doveva essere proprietà di nessuno e lo immaginavo poco addomesticato, fedele a me più per simpatia che perché domato.
Finì in soffitta, così come ci finisce l'infanzia, ma quando mi si disse ( chiese) di darlo al cuginetto, che aveva quattro anni meno di me, mi opposi. Preferii regalarlo ai tarli, con la gelosia cattiva di chi non vuole cedere neppure un amore finito. Zingaro fu derubato della sua libertà di piacere, servire, amare, dalla mia furia affettiva. Non fu Zingaro neppure per un giorno, tranne quando lo cavalcavo forsennata per fuggire senz'andare da nessuna parte, in un angolo di cucina, tra l'attaccapanni, la macchina da cucire di mamma e la porta della camera da letto. E' rimasto lì nel ricordo, ma divenne polvere di legno al buio e nell'umidità. Nello sporco della polvere in cui cresce l'egoismo.

Grazia

Pure io ho avuto un cavallino di legno:dalla linea semplice,essenziale,di legno chiaro.
Prezioso perchè realizzato con amore da mio nonno.
Su questo cavallino ho sognato ad occhi aperti terre mai viste,ho sentito il vento fresco sul viso,ho esplorato il cielo sulle note della vecchia ninna nanna
"Lungo i pascoli del ciel,
cavallino va
tutto d'oro
è il suo mantel
nell' azzurrità;
bianca luna di lassù
mostragli il cammin,
stelle d' oro
fate un coro
per le vie del ciel".


Cavallino in legno su strada

artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino

postato da: artemidoro alle ore gennaio 29, 2009 21:02 | Link | commenti (12)
categoria:amore, letteratura
martedì, 27 gennaio 2009
io e lOmbraIo e l'Ombra ci aggiriamo nella Notte, cercando un po' di calore, anche solo un bar aperto. Ci circonda la neve, nascosta nel piccolo borgo per la festa che verrà.
Due cagnolini portano a spasso una ragazza smarrita, già incapace di un sorriso.
Un uomo barcolla, sembra ad ogni passo cadere. E' malato, ubriaco, stanco o la sua esistenza, come tante è sempre in bilico, a un passo dalla caduta finale?
Vetrine luminose, artifici e artificiali luci di Notte dove si presenta a prezzo di saldo tutto ciò che non serve....Vestigia antiche, mura romane....
Un po' di calore, qualcosa, qualcuno di non estraneo o congelato.....Non importa se oscuro e non facilmente definibile.
L'atmosfera sembra sospesa, cammino come in un mondo di sogni che porta solo piccoli segni dei viventi..... Forse sarà così il futuro, fantasmi che s'aggirano tra belle vie, vestigia..... oppure tra rottami, devastati dal tempo, sepolti dalla storia, il fango,l'acqua, la neve, il ghiaccio.....
Non ho bisogno di pensieri ma di qualcosa di concreto, vitale..... Non ho bisogno di tutta questa bella e algida perfezione ma non potrei vivere nel caos e nella confusione. Sono anch'io un fantasma e occorre tenga le distanze, patisco gli spazi chiusi, le folle.
Ma questo silenzio innaturale è così algido, queste artificiali costruzioni umane cosi innaturali.
Gli antichi spiriti del luogo si sono messi in disparte, fosse guardano da lassù, dai bianchi  monti, forse solo quelle luci lontane che non sono stelle. Tu sei sempre lontana.
Bevo a una fontana, dove un leone di pietra, lui solo mi sorride e l'obelisco ricorda che quello è un luogo magico.
Una voce interiore mi dice: " Torna indietro..... a casa. "Ma quale casa, io sono in albergo e ancora mi chiedo se ci sia, per me, una casa nell'Universo.

in Aosta
artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer
postato da: artemidoro alle ore gennaio 27, 2009 23:50 | Link | commenti (11)
categoria:letteratura, notte, vivendo, pensieronotte
domenica, 25 gennaio 2009
Si era staccata la mia ombra, approfittando del fatto che ero a riposare.Era rimasto solo il mio corpo sdraiato, così solo e desolato, in un universo di oscurità e di vuoto.
La mia ombra voleva venire da Te anche sapendo che era legata a me dall'invisibile corda d'argento, il cui confine estremo è la vita.
Non del tutto ignaro del pericolo il corpo dormiva un sonno inquieto dove già piccoli antichi demoni lo tormentavano e tentando di svegliarlo (Il risveglio senza Ombra sarebbe stato fatale!).
Resisteva in quell'oscurità, senza il conforto dell'Ombra, la cara Ombra che era partita in viaggio verso Lei.
Ma si forse occorreva svegliarsi, abbandonare la realtà e lasciare solo un corpo nel letto..... liberare l'Ombra che già troppo s'era piegata a questa terrestre vita....
Ma no, ogni compito andava portato a termine, occorreva restare, soffrire, attendere il ritorno dell'Ombra...forse avrebbe portato con sé Lei e i vuoti sarebbero stati colmati, ogni germoglio fiorito.
Già la vita, la vita, la vita..... alla fine di questa lunga inconsapevole Notte, la finestra dove si sarebbe visto qualcosa in quel terribile Nulla di incubi.....
La vita...che l'Ombra andava a cercare, lontano, vicino....chissà se la corda sarebbe bastata, se ancora il corpo avrebbe visto il Sole.
Ruotava la Terra e ogni pianeta, si inseguivano vuote chimere in percorsi di ore,giorni e anni, molte forme e illusioni avevano popolato il sogno di immagini....
 L'orologio sospeso, come la vita, in bilico sul comodino segnava un tempo astratto, digitale, giungevano a tratti voci dalla notte.....
Stava tornando l'Ombra , aveva qualcosa con se, qualcuno..... Forse.
Barcollando si alzò, ancora in compagnia dell'Ombra e con Lei nella mente per un nuovo giorno.
Ma si era veramente svegliato o era precipitato nel buio, nel vuoto, nel nulla e stava solo sognando un sogno?
Avrebbe forse ancora impiegato l'intero giorno per chiarire questa cosa.


racconto breve di Arturo Ferrara
per  artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino
postato da: artemidoro alle ore gennaio 25, 2009 22:06 | Link | commenti (11)
categoria:amore, letteratura, oltre, notte, vivendo, sognando
venerdì, 23 gennaio 2009
Sintomo della vecchiaia,forse, o della troppa gioventù.... è commuoversi, non sono facile a farlo ma in questo caso.... (Anche l'Autore mi sembra. cantandola, abbia provato un lungo brivido, negli occhi, nel cuore). Dedicata a chi la sente sua.

IL N'Y A PAS D'AMOUR HEUREUX

Rien n'est jamais acquis
a l'homme ni sa force
Ni sa faiblesse ni son coeur
Et quand il croit ouvrir ses bras
Son ombre est celle d'une croix
Et quand il veut serrer
Son bonheur il le broie
Sa vie est un etrange
Et douloureux divorce
Il n'y a pas d'amour heureux.

Sa vie elle ressemble
a ces soldats sans armes
Qu'on avait habilles
Pour un autre destin
a quoi peut leur servir
De se lever matin
Eux qu'on retrouve au soir
Desarmes, incertains
Dites ces mots : "ma vie"
Et retenez vos larmes
Il n'y a pas d'amour heureux.

Mon bel amour, mon cher amour,
Ma dechirure
Je te porte dans moi
Comme un oiseau blesse
Et ceux-la sans savoir
Nous regardent passer
Repetant apres moi
Ces mots que j'ai tresses
Et qui pour tes grands yeux
Tout aussitot moururent
Il n'y a pas d'amour heureux.

Le temps d'apprendre a vivre
Il est deja trop tard
Que pleurent dans la nuit
Nos coeurs a l'unisson
Ce qu'il faut de regrets
Pour payer un frisson
Ce qu'il faut de malheurs
Pour la moindre chanson
Ce qu'il faut de sanglots
Pour un air de guitare
Il n'y a pas d'amour heureux.

Georges Brassens


NON CI SONO' AMORI FELICI

Niente e' mai scontato
per l'uomo, ne la sua forza
né la sua debolezza né il suo cuore
e quando crede di aprire le sue braccia
la sua ombra e' quella di una croce
e quando vuole stringere
la sua felicita', egli la brucia
E' la sua vita ' uno strano
e doloroso divorzio
non ci sono amori felici

la sua vita somiglia
a quei soldati senza armi
che sono stati vestiti
per un altro destino
a cosa gli puo' servire
svegliarsi la mattina?
si ritrovano alla sera
disarmati, incerti
dite queste parole: "la mia vita"
e trattenete le vostre lacrime:
non ci sono ' amori felici

mio bell'amore, mio caro amore
mia lacerazione
 ti porto in me
come un uccello ferito
e gli altri, senza sapere
ci guardano passare
ripetano dopo di me
queste parole che io ho composto
e che per i tuoi grandi occhi
molto presto moriranno:
non ci sono amori felici

il tempo di imparare a vivere...
e' gia' troppo tardi
piangono nella notte
i nostri cuori all'unisono
c'e' bisogno di rimorsi
per pagare un brivido
si sta male'
per la più semplice canzone
ci sono singhiozzi
per un'aria di chitarra:
non ci sono amori felici

libera traduzione di Arturo Ferrara
postato da: artemidoro alle ore gennaio 23, 2009 11:15 | Link | commenti (16)
categoria:poesia, amore, letteratura
sabato, 17 gennaio 2009

farfalla blu

A volte cammina sospeso tra le cose e attraversa gli invisibili esistenze come  un soffio di vento che alza una gonna, scompiglia dei lunghi capelli.
Altre volte è il suono leggero (ma lo sentono solo gli affini) di una campanella che lo chiama a qualcosa, qualcosa che non ricorda più perché era troppo impegnato a correre, a giocare.
Quella nota che individua una vita un essere, quel colore che è caratteristico di ognuno, come un onda di sua armonia nell'esistenza.
Ci insegnano presto il peso dei pensieri e ci dipingono, dietro l'angolo, incubi presenti e futuri.Non piace a loro chi gioca, chi è libero chi guarda le cose così, semplicemente e non distingue la il sonno dalla veglia, il lavoro dalla vacanza....
Chi ascolta il suono dell'anima e ne vede il variare luminoso nel tempo.
Non piace loro neppure chi va, senza una meta, uno scopo perché ce l'ha in sé, nella sua stessa attitudine e natura, non cerca guide, capi, scuole, regole,non diviene ciò che gli altri si aspettano....
A volte cammina invisibile nella società, altre sorride ai tuoi pensieri e in un istante ti fa sentire più che vedere la loro inconsistenza, s'aggira tra le ombre ma vede bene nella notte.... Inafferrabile eppure così concreto, inconsistente eppure così presente e reale, tanto da visitare i tuoi sogni.
Se tenterai di dargli un nome un' identità, un ruolo, un compito....ancora sorriderà con tristezza di Te, ma sembrerà comprendere il Tuo imbarazzo con un carezza....
Se gli attribuirai  i tuoi desideri e le tue passioni (lui conosce bene quanto sono effimere) farà un po di ironia e tu, nei suoi gesti e anche nel suo silenzio quasi gli sentirai dire:
"Non son io, quell'io....".
Ma potrai anche trovarlo triste e pensieroso, su una panchina, a un tavolino del bar, come a guardare qualcosa oltre la parete...ma attento alla gente che vive e passa....
Le cose migliori, pensa, non le ha scritte su carta, né le ha dipinte, lette, suonate, raccontate...quelle cose sono in lui e ogni tanto le ascolta nella sua mente.
Trame tante storie, volti, tanti esseri e vite e tempi che si sovrappongono, incontrano.... Se resiste all'umana tentazione di trovare spiegazione esse convivono con lui, colmando la sua spaventosa ignoranza sul tutto.
A volte anche nella vita quotidiana (come giocando con lui) le trame e le esistenze prendono le forme di viventi che incontra e suscitano interesse e passione in lui.....
Se tutto rientrerà nel buio della sua mente, nel focolare dei suoi sogni, ancora un po' soffrirà e per lenire la pena scriverà, racconterà, creerà almeno un'ombra di ciò che ha visto.....
Solo lo è già, pensa, e quindi non può dire di "tornare" solo.
Camminerà ancora sospeso tra le cose..... e poi nel bosco rientrerà in sé, in compagnia degli alberi e il vento.

artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino
postato da: artemidoro alle ore gennaio 17, 2009 22:52 | Link | commenti (23)
categoria:letteratura, oltre, pensieronotte, io
giovedì, 15 gennaio 2009
Una storiella(quasi) ironica
Certo.... Tutto ciò che ora dico non è vero, è solo un sogno nel sogno.(Perché mi sono addormentato per la stanchezza davanti al computer)....

Trovai il coraggio di telefonarle. E alzando la cornetta del telefono tutto d'un fiato dissi:
-"Son io l'uomo che ami?"-
Sentii :
-"tu tu tu tu ..... "-
Manco a poco svenni e poi il telefono mi cadde sul piedone e, gridando cose irreferibili   sulla sua appartenenza alla razza suina...e sull'onore di Lei....Pensai tra me :
-"E'  sempre occupato questo telefono"-
Sì, ma poi, quando la ragione prese il sopravvento, mi convinsi, quasi subito, (diciamo una trentina  d'anni) che Lei è sempre occupata, con altro, con altri, indubbiamente.....
Non avrei mai più telefonato a Lei.

Ora nelle notti, qualche squillo al mio telefono disturba il vicino, non me. che e ne vado....
Ricordo qualcosa..... come un'ombra, ma neppure, neppure il suo nome e le sue parvenze, qualcosa di indistinto come un'insana fantasia dovuta alla solitudine.
E' proprio vero che tutto passa e va.
Seduto in riva al fiume della mia vita che è già più corto verso l'oceano, nel quale finirà, che verso  la fonte, guardo i miei nemici giorni passare, ad uno ad uno.....
E quel viso un po' stanco ed estraneo  che ora osservo son io, che scorro in quell'acqua ,ormai non più così pulita, del "mio"Tempo...


uno scherzo di Arturo Ferrara
per artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino
postato da: artemidoro alle ore gennaio 15, 2009 00:12 | Link | commenti (5)
categoria:amore, letteratura, pensieronotte, maschere, io
martedì, 13 gennaio 2009
In me, intanto e intorno.....

se vuoi visita l'Antologia il Nostro Cielo On Line 

Non faccio domande perché allora risponde un inesorabile silenzio?
Vorrei solo attraversare questa notte, ora che è svanita la nebbia. Salgo,cielo scuro, e poi guardando meglio, cielo azzurro. Arrivato in alto vedo finalmente la Luna piena e la valle con riflessi azzurri sulla neve.
I paesini di fronte hanno evanescenti luci arancio...sfumano generando aloni che sono come ombre di vita in una notte che vorrebbe essere più scura.Oscura per inghiottire uomini e cose e ricordi, sogni, pensieri. Tra poco, solo tra poco sarò tra quelle ombre a guardare con altri occhi queste pallide forme che chiamiamo materia, esseri. Tra poco. Le stelle in cielo paiono indifferenti, come costrette , collocate in una loro posizione per creare l'incanto.
Sono sopra al monte e, davanti a me e una brilla di più....  ogni sera la guardo.
Risponde un inesorabile silenzio e io vorrei chiamare, dire, fare.... cercare un segno, un sogno, ancora.....
Sfumano le case, le cose.... sono assenti gli esseri e gli alberi carichi di neve si piegano.
Ieri ho liberato un ramo, imprigionato a terra dal ghiaccio e, liberandosi mi ha mandato a gambe all'aria, incastrandomi nel ghiaccio e nella neve..... Bella gratitudine! Ma in me sorridevo e anche l'albero.... pare che così dicesse di essere immobile, ma vivo.
Non riuscivo a sollevarmi....sorridevo e un po' mi preoccupavo perché ero solo.
Ma vedevo nuove stelle, da un'altra posizione guardando il cielo.....
Si volerti con me... Ma cosa ho da dividere da donarti..... un tempo che corre.... molto rimpianti, sfuggevoli pensieri e stelle messe così, come in un presepe della quali non so il nome, la provenienza e neppure sono certo della loro esistenza....
E poi quello scuro di sfondo, quel vuoto tra pianeti e cose..... Sì pensarti, ma poi.... Sapremo colmare gli abissi e tutte le piccole ferite che sono divenute cicatrici, rughe....
Risponde un inesorabile silenzio. Perché ora tutte queste domande, che avevo cercato di bandire? Quando non ci sei, sempre non ci sei,perché non ci sei..... da quando in qua il pensiero può generare le forme? Riuscirà comunque a raggiungerti, dirti ciò che provo?
Non potrei chiederti nulla mentre certo vorrei tutto. Sfumano i contorni delle case... la luce arancione tremola un poco, un brivido pervade l'universo. Era partito da me o mi ha raggiunto?
Chi può raccontare o vivere l'amore ?E' lenta, lenta la Luce se no saresti qui in  a comprendere tutto con uno sguardo, a dire quella parola che aprirebbe le porte del cielo a fare quel gesto che riscatterebbe anni e anni di assenza.....
In me,intanto e intorno.....un inesorabile silenzio.

artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino
postato da: artemidoro alle ore gennaio 13, 2009 21:08 | Link | commenti (8)
categoria:natura, amore, letteratura, oltre, notte, io
venerdì, 09 gennaio 2009
Un giorno è finito
Nuovo! La mia lettura di "Un posto dove stare"


DAY IS DONE
When the day is done
Down to earth then sinks the sun
Along with everything that was lost and won
When the day is done.
When the day is done
Hope so much your race
will be all run
Then you find you
jumped the gun
Have to go back where you began
When the day is done.
When the night is cold
Some get by but some get old
Just to show life's not
made of gold
When the night is cold.
When the bird has flown
Got no-one to call your own
Got no place to call your home
When the bird has flown.
When the game's been fought
You speed the ball across the court
Lost much sooner than you would
have thought
Now the game's been fought.
When the party's through
Seems so very sad for you
Didn't do the things you meant to do
Now there's no time to start anew
Now the party's through.
When the day is done
Down to earth then sinks the sun
Along with everything that was lost and won
When the day is done.               

 Nick Drake

UN GIORNO E' FINITO

Quando il giorno è trascorso
Giù nella terra allora tramonta il sole
Insieme a tutto ciò che era stato perso e vinto
Quando il giorno è finito
Quando il giorno è passato
Speri tanto che la tua corsa sia
giunta al termine
Poi scopri che si trattava di una
falsa partenza
E devi tornare al punto in cui sei partito
Quando il giorno è passato
Quando la notte è fredda
Alcuni ce la fanno, ma altri diventano vecchi
Proprio per dimostrare che la vita
non è fatta d'oro
Quando la notte è fredda
Quando l'uccello è volato via
Non hai nessuno da poter chiamare "tuo"
Nessun posto da poter chiamare "casa tua"
Quando l'uccello è volato via
Quando il gioco è stato giocato
Hai calciato la palla attraverso il cortile
Hai perso molto più in fretta di quanto
avresti pensato
Adesso che il gioco è stato giocato
Quando la festa è finita
Ti sembra così triste
Non hai fatto le cose che avresti voluto fare
Adesso non c'è più tempo per ricominciare
Ora che la festa è finita
Quando il giorno è trascorso
Giù nella terra allora tramonta il sole
Insieme a tutto ciò che era stato perso e vinto

Quando il giorno è finito

 

postato da: artemidoro alle ore gennaio 09, 2009 21:51 | Link | commenti (10)
categoria:poesia, letteratura, vivendo
martedì, 06 gennaio 2009
Che strano
Lampione salice e neve

Che strano cercare di sciogliere il ghiaccio nel cuore spalando neve, tanta neve......
E poi, poi ascoltare Bach e lasciare fluire i pensieri.
Abbi cura di Te, ovunque Tu sia, non Ti lasciare andare. Come la neve ....l con piccole azioni a contrastare la nostalgia, l'angoscia....Sai che il manto crescerà , come sai che verrà forse ancora il ghiaccio e poi seguirà il Sole a sciogliere tutto.Non dimenticare che sotto la neve c'è l'erba.
Rientrare nei  cicli dell' Io, non sciupare il Tempo nell'Attesa, cercare il buono ,il bello in ogni cosa.
Sono passati i merli e i pettirossi, svolazzando hanno lanciato il segnale. Neve o no, ogni giorno bisogna mangiare.
Che strano, sentire il Tempo che scorre e poi guardare la valle che sembra immobile, fissata in un istante di eternità.
PensarTi, ancora, in quest'atmosfera così bianca, silenziosa.
Abbi cura di Te, sempre, tra tutto ciò che succede intorno, la gente, i compiti, le cose da fare, sempre tante, troppe. Non posso fermare il Tempo, e neppure lo Spazio e forme che mutano....Posso, con loro cercare la piccola strada di passaggio, ascoltare, riflettere e, se occorre, spalare ancora, la neve, evitare il ghiaccio, il fango.
Sì evitare e osservare, portando il pensiero di Te, immaginare che ci sia un bivio, un percorso dove semplicemente ci incontreremo e resteremo in noi.
Come restano gli alberi nel loro angolo di mondo, ognuno con le sue radici e i suoi rami che diventeranno germogli.
Come il vento che dopo aver percorso il mondo,torna su se stesso ,come l'onda alla spiaggia.....
Abbi cura di Te e pensa a me, come sto facendo io, ora.... che strano.

artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino
postato da: artemidoro alle ore gennaio 06, 2009 12:12 | Link | commenti (15)
categoria:natura, amore, letteratura, oltre
venerdì, 02 gennaio 2009
Ancora e per Te l'Infinito
PENSIERI DI MARY JANE
Who can know
The thoughts of Mary jane
Why she flies
Or goes out in the rain
Where she's been
And who she's seen
In her journey to the stars.
Who can know
The reasons for her smile
What are her dreams
When they've journeyed for a mile
The way she sings
And her brightly coloured rings
Make her the princess of the sky.
Who can know
What happens in her mind
Did she come from a strange world
And leave her mind behind
Her long lost sighs
And her brightly coloured eyes
Tell her story to the wind.
Who can know
The thoughts of Mary Jane
Why she flies
Or goes out in the rain
Where she's been
And who she's seen
In her journey to the stars.

Nick Drake
Chi può conoscere
I pensieri di Mary Jane?
Perché vola
O esce nella pioggia?
Dov'è stata
E chi ha visto
Nel suo viaggio verso le stelle
Chi può sapere
Il motivo del suo sorriso?
Quali sono i suoi sogni
Quando hanno viaggiato per un miglio?
Il modo in cui canta
E i suoi anelli lucidi e colorati
La fanno diventare la principessa del cielo
Chi può sapere
Cosa succede nella sua mente?
E' venuta da uno strano mondo
E ha lasciato la sua mente dietro di sé
I suoi sospiri a lungo perduti
E i suoi occhi lucidi e colorati
Raccontano al vento la sua storia
Chi può conoscere
I pensieri di Mary Jane?
Perché vola
O esce nella pioggia?
Dov'è stata
E chi ha visto
Nel suo viaggio verso le stelle

Quell'Infinito che troviamo dentro di noi, dove ci perdiamo e troviamo insieme, dove i nostri dubbi sono nuvole e le Notti a volte sono la pace che cerchiamo, a volte sono la negazione della Luce che ci guida.
Quell'Infinito da dove veniamo, dove siamo e saremo, del quale vediamo ombre dappertutto che al nostro abbraccio si rivelano inconsistenti.Quell'anelito, quel soffio che ci spinge lontani anche restando nello stesso luogo.
Inesprimibile vastità, immensa piccolezza che ci fa trovare in un particolare o confondere nel Tutto.
Ombra, mia ombra se mi darai la mano avremo un istante di consistenza e sorrideremo delle nostre forme, a volte persino estranei a noi stessi.
Quel "Noi" che è l'Infinito.

artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino
(la musica di sottofondo è stata da me composta ed eseguita)
postato da: artemidoro alle ore gennaio 02, 2009 15:44 | Link | commenti (13)
categoria:amore, letteratura, oltre, maschere