Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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mercoledì, 27 agosto 2008


Ci fu una porta della quale non trovai chiave,
un velo attraverso il quale non potei vedere;
alcune piccole parole fra me e te,
dopo non fummo, tu ed io... mai più.
Omar Khayam

I
l contorno delle cose e quell'aura che Ti circonda e porti a spasso con noncuranza. (Forse non sai e non vuoi sapere) e l'ombra la Tua ombra che il Sole muove nello spazio e il tuo movimento nel Tempo.
La terra, i campi e, sotto tutte le civiltà scomparse, coperte dalla polvere, disintegrate lentamente dal trasformarsi delle cose. I prodotti dell'uomo se va bene durano una stagione, fino alla mietitura.
In ogni luogo occhi di fanciulla, verdi, marrone,azzurri, grigi....e capelli, brune chiome e bionde, rosse, castane, guerrieri imponenti e pensatori che teorizzavano all'immortalità. "Sono stati", puoi dire, o immaginare, dai pochi segni che hanno lasciato, materiali o immateriali, e sono polvere, terra, erba, piante. C'era anche allora chi pensava ciò e osservava, altri sono passati, come un soffio di vento, come cenere sono caduti.... altri travolti da catene (cause ed effetti)  chi vedeva, percepiva la trasformazione dolorosa, perché la condizione umana è tra la più terribile, non appena la consapevolezza si fa strada (e che lo voglia o no se la apre tra gli arbusti dell'incoscienza, distruttivamente da molti cercata).
Principi, poveri, saggi e libertini, umili e superbi, prepotenti e deboli, coraggiosi e vili , tutti cercavano di fermare il tempo nella carne o nel pensiero di stordirsi in qualcosa, un'attività un vizio, forse per non pensare.... in ogni luogo della terra dimorano.
C'è chi pensa che le anime non complete, ancora cariche di desideri s'aggirino in una dimensione di mezzo, c'è chi descrive minutamente un oltre, un aldilà, con le sue mappe e riti e premi e punizioni..... C' è chi cerca nelle nuove generazioni le i segni delle antiche e nelle vestigia vuol far rivivere, per se o per tutti, ciò che è stato.
Ma chi conosce le vite parallele, i sentimenti, chi va veramente oltre la storia e la sua retorica, chi può veramente verificare ciò che è stato? (Neppure quando avviene qualcosa ne siamo pienamente consapevoli).
Il collezionista di sogni dovrebbe completare un quaderno almeno, ma scrive con un inchiostro simpatico, scrive in fogli che si disintegrano, nell'etere, in files che si cancellano...Scrive e cerca di vivere nella eco di chi lo ascolta, quasi pensando che questa si un segno di vita, continuità.
Ma questa sera non c'è nessuno, nessuno....
Va alla deriva in una pagina bianca.... in una distesa di neve, in una notte, la più oscura del mondo, i suoi punti di riferimento svaniscono ad uno ad uno..... il suo io, non più riflesso si rivela illusorio.....
Ancora brilla la sua aura.....che Lui non può vedere, forse porterà nel Silenzio qualcuno per la sua strada, forse...oppure no, scivolerà anche lui, senza troppo rimpianto, lentamente amando lo svanire, nel nulla....

Arturo Ferrara QDA Torino diritti riservati per
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postato da: artemidoro alle ore agosto 27, 2008 22:19 | Link | commenti (21)
categoria:riflessioni, letteratura, antropologia, filosofeggiando, oltre, notte, maschere, io
martedì, 19 agosto 2008
Visione
E' sempre difficile continuare ciò che si inizia, intanto perché il tempo passa, è passato ed i nostri instabili equilibri sembrano diversi come desideri, sentimenti....motivazioni. E' come se, accanto a forze creative, nascessero forze distruttive o , perlomeno miranti a non sviluppare più, a lasciare tutto com'è, non ricercare..... Ogni movimento della memoria rischia di sollevare nel mare dei ricordi onde pericolose per il rimpianto, la nostalgia.... Ma ancora lotto, forse con me stesso,continuo....
Sono in un piccolo parco di montagna dove madri fanno giocare i loro, in verità un po' tristi, bambini. In una panchina cerco nella mia mente il collegamento fra diversi mondi, forse per trovare, in un momento difficile per me, un po' di pace o, forse, nuove-antiche energie.


C'era nella stanza della grande finestra un vecchio magico armadio. La Magna Menca misurava con un tacca la mia crescita fisica (in verità molto lenta)su un anta e mi faceva vedere la differenze. Ero sempre più concentrato sui giochi della polvere che cadeva e ricadeva sempre diversa e sempre attraversata dalla luce. Mi chiedevo anche da dove venisse, dove finisse e se fosse sempre la stessa. Il pomeriggio lo passavo in un'altra, freschissima stanza, sempre in penombra. Era riservata al mio pisolino . V'era un bel soffitto di travi antiche, un odore particolarissimo che sapeva di quiete e mobili di legno. Davanti a un comodo divano e, su una parete laterale un vecchio calendario, mai usato, di quelli che restano anche quando gli anni sono passati, forse per la bellezza delle immagini o forse per fermare il tempo, almeno nella memoria. Dal Calendario l'immagine di Flora dalla Primavera del Botticelli (allora ovviamente non sapevo tale appartenenza) mi rapiva.Un ideale di bellezza forse quando ero solo un Fanciullo o, forse un primo ponte fra la Terra e il Cielo. Trovavo sempre cose nuove guardandolo e anche ora avviene così, cose che non riesco a spiegare  anche se  mezzi culturali e verbali non mancherebbero.

Forse era parte dei miei sogni.... il soffitto, le travi... Il senso di protezione, lo Spirito di Teresina (era intorno?) e io mi addormentavo sognando cose semplici, un pallone, un prato, una corsa cosa che pensavo si realizzassero o potessero farlo, proprio per il mio sogno.

A volte avviene ancora così ma la mia storia, il dubbio, la vita sociale il tempo forse hanno tolto energia al sogno. Nel corso del tempo scivoliamo e cerchiamo spesso nella vita ciò che io allora avevo ...una stanza, il senso di protezione, la casa,un calendario con il tempo bloccato e la Primavera, quella dell'animo che chissà quanto si nutre di inconsapevolezza.
Anche il balcone di legno, di quelli di una volta, era importantissimo, dava su un piccolo Giardino coltivato con una magia senza pari. Non c'era quasi confine tra il balcone e il Giardino, una bellissima vite lo costeggiava e fiori, pianticelle di ogni tipo..... ricordo le "bocche di leone" e ogni volta la sorpresa di un odore, una nuova fioritura.
Erano i fiori come contenitori viventi nei quali si era riversato l'Amore mancato dela Magna, era ancora la vita della sua Teresina che manifestava la Sua presenza attraverso la Natura, ero io che vivevo in una dimensione ai confini, sospeso ancora fra la Polvere (il mio corpo che si turbava cresceva)e lo Spirito.Il mio impeto e la mia vitalità trovavano un po' di pace, è come se vita attiva e contemplativa in quel luogo si trovassero in armonia, non fossero come spesso accade,in conflitto.
Ricordo ancora della discesa nel Giardino.... il ribes con il limone, i profumi e persino la bellezza del suo piccolo orto, un grande tesoro dove, nel lavoro e nella cura, la mente e le mani s'incontravano e, attraverso me che le apprezzavo, diventavano fonte di amore che è anche comunicazione, godimento di ciò che si crea e produce.
Un angolo inquietante della casa era il solaio, raggiungibile solo da una pericolosa scala esterna, a me sempre nascosta (conoscendo la mia sete di avventura e curiosità). Ebbene, anche ora quell'angolo oscuro della Casa che mi veniva descritto per spaventarmi come abitato da pericolosi Spiriti mi attrae e mi attirano come allora, ancora quei luoghi.(ma sono più spirituali e onirici che "materiali") Perché anche quelle forze oscure sentivo già allora.... se la polvere ricade al suolo lo Spirito vi sale e dopo aver toccato le terribili cose terrene, anche i sentimenti di dolore,odio,invidia....
Quelle forze, confinate, per modo di dire, nel solaio, anch'esse volevano, quasi chiedevano, di manifestarsi, vivere.... Solo la scala a me nascosta era il ponte e io pensavo come, in che maniera, arrivarci ugualmente.
Non sapevo allora che vi sono altre scale, altri ponti in noi e forse lo avrei scoperto più avanti, scrivendo e, ancora più tardi dipingendo, creando, componendo.
Non so se sia giusto così, tutto ha dei gradi e incontrare troppo presto le forze del "Solaio" ma anche delle oscure "Cantine" non è bene.
Ma dove e perché la vita ci porta, in quale tempo e spazio agli incontri? Nei luoghi oscuri di noi, in alto, in basso, forse dove i termini,al confine si confondono o si incontrano ci sono Polvere e Spirito.

Arturo Ferrara in QDA Torino, diritti riservati per

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postato da: artemidoro alle ore agosto 19, 2008 17:14 | Link | commenti (39)
categoria:amore, ricordi, letteratura, oltre, io
mercoledì, 13 agosto 2008

Molto tempo fa, da giovane,
mi sentivo prigioniero in un corpo
e, con terrore, pensavo
che non avrei potuto uscirne....
ma anche l' angoscia di uscirne
prima dell'assegnato umano tempo
pian piano come a tutti e lentamente
invecchiando cominciava a farsi sentire
Perché amiamo la libertà e la temiamo
invochiamo il nulla e ci fa orrore
coltiviamo il Dubbio e ci terrorizza.

folla Molto tempo fa, quando ero giovane
(ma ora ho dei dubbi che questa frase
significhi qualcosa)
non riconoscevo il tempo in cui vivevo
è così anche ora
e ciò che non muta a volte,
chissà se erroneamente, lo erigiamo
a colonna e fondamento
delle nostre strampalate vite.
Vedevo ,a volte, molto tempo fa,
quando apparivo giovane,
la possibilità di uscirne
con un atto di volontà
ora so che questa volontà
quando non è fatta solo di parole
o intenzioni labili, con la ragione
è sempre difficile da praticare....
ora so o presumo di sapere
che basta attendere
e tutto finisce, comunque
e questa mi fa orrore come il fatto
di essere ancora in un corpo prigioniero
Nella Terra di Nessuno
dove non sei nella Società
e non sei Oltre.... a volte avviene

 la foto è dell'opera "la Folla delle 18.30" a pastelli e china  di Arturo Ferrara (Torino- Proprietà Privata)
il testo è dello stesso Autore (QDA Torino diritti riservati)

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postato da: artemidoro alle ore agosto 13, 2008 20:28 | Link | commenti (22)
categoria:poesia, letteratura, antropologia, oltre, io
sabato, 09 agosto 2008

  autoritratto da web camMi sfidi, mi fronteggi
come nello
specchio d'acqua zampillo ed immagine.

Come potrò trovare la via eterna
ch'offre lo specchio all'anima degli occhi
se vieni tu dal fondo della via
con la forza di quest'ansia che a un tratto
nasce da me, non so di dove, come tu da te stesso?

Intorno, tutto è luce......

J.R.Jimenez "Io e Me" (parziale)


C'è un qualcosa di fragile e puerile nell'ostentazione di grandezza, nel ripescare antichi miti, nei piccoli dispetti tra grandi paesi. Le Olimpiadi rivelano tutto l'infantilismo della natura umana e anche la sua debolezza e fragilità, proprio quando “devono” dimostrare qualcosa di più.....la forza, il benessere, proprio quando, facendo ciò, ci si dimentica dei più elementari diritti umani. Lo sport diviene l'alibi degli sponsor, una competizione cattiva, spesso drogata, truccata.


I problemi pratici, reali, quotidiani, di burocrazie che, per mantenere se stesse riducono in schiavitù e non solo morale, in miseria, paesaggi ed esseri. La filosofia del vincente a tutti i costi,del dover apparire migliori, forti, manifestano solo, in fondo, la fragilità dell'esistere, in grandi società ma senza identità, o con una falsa, artefatta, ipocrita,preda del tempo e degli eventi,sempre più debole e soggetta a sovrastrutture a strutture politiche, interne ed esterne, per poter anche solo sopravvivere, alla ricerca di un' infanzia sempre più accorciata, violata, negata.

Una corsa all'attimo, allo spremere, al presunto godimento che presto sfuggirà, al possesso, al dominio, anche ciò manifesta tutta la disperazione che attanaglia la condizione umana. Lo stesso stordimento,perpetuato ritualmente al sabato sera, pilotato ad arte, indotto e prodotto non è altro un mostro che si alimenta di sè, come ogni abuso e perversione. Perdere,perdersi, in fondo la segreta ambizione di chi ha troppo oltre l'indispensabile.Così avviene persino nel pensiero e nei sentimenti, nel susseguirsi di amori e amorazzi,nella sessualità staccata dal sentimento, nel correre ciecamente e follemente sempre verso nuove presunte mete e sperimentazioni, in verità arrotolandosi su se stessi, perdendo quel poco di naturalità ,semplicità e umanità che in fondo è il principale dono che la vita dona ad ogni essere.

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(è in preparazione il seguito di Polvere e Spiriti, la seconda parte che seguirà a questo post ) sono in corso di registrazione e presto verranno inserite su You Tube nuove letture di poesie di Giacomo Leopardi)
postato da: artemidoro alle ore agosto 09, 2008 14:57 | Link | commenti (13)
categoria:riflessioni, editoriali, vivendo, pensieronotte
sabato, 02 agosto 2008
In queste tenebrose camere, dove vivo
giorni grevi, di qua di là m'aggiro
per trovare finestre (sarà
scampo se una finestra s'apre). Ma
finestre non si trovano, o non so
trovarle. Meglio non trovarle forse.
Forse sarà la luce altra tortura.
Chi sa che cose nuove mostrerà.
C.Kavafis Le Finestre

Ieri per sbaglio si è cancellato un testo appena scritto. Parole che ricordavano momenti importanti della mia infanzia .

Penso. Non a caso forse si sono cancellate le parole, anche semplicemente per pudore o forse perché, in alcuni casi ,il silenzio rafforza l'intensità dei sentimenti e dei ricordi.

Tuttavia provo ora a ricostruire a memoria, non sapendo se riuscirò a raggiungere la magica leggerezza che mi sembrava ieri di aver sfiorato, lo farò in più parti per non annoiare o appesantire la lettura.

In quell'antica casa dove generazioni avevano visto la luce, in quel cortile chiuso, una specie di angolo di mondo,un universo, una dimensione particolare dell'esistere c'era una stanza che aveva una finestra rettangolare che la illuminava tutta. Passavo la maggior parte delle mie ore nel cortile e, in una fresca stanza di una lontana parente che chiamavo Magna (prozia)Menca (Domenica). Era una donna ormai non più giovane che la tragedia della perdita dell'unica figlia di sedici anni per tifo e forse per un errore del medico aveva fatto rinchiudere in sé. Rimasta vedova non amava il mondo e soprattutto non voleva vedere bambini. Per quelle strani combinazioni della vita si affezionò a me, tanto quanto io a lei e, con me, iniziò forse un nuovo rapporto con la vita e se stessa.

Chiudo gli occhi e rivedo i giochi di luce del sole dalla finestra e in particolare sulla polvere che mi divertivo a sollevare. Allora mi sembrava che la luce avesse una forma, un corpo, non consistente come il nostro ma ugualmente materiale. Quelle forme che la luce creava erano spiriti che ritornavano alla vita, mutevoli, instabili, diversi e io quasi dialogavo con loro.

Ho cominciato a leggere e scrivere ben prima degli altri sui quaderni della figlia che si chiamava Teresina e per me era divenuta una vera e propria presenza che non aveva neppure bisogno di un corpo per esistere. Era parte della casa, un segreto tra noi e diceva che la vita continua.Nei suoi ordinati quaderni, in quell'inchiostro marrone chiaro in quelle lettere inclinate c'era Lei, la sua dolcezza i suoi sogni d'adolescente.
Una fanciulla straordinaria anche per sensibilità e percezione ....pare avesse previsto e preparata la sua dipartita ben prima della malattia, consolando la madre.....

continua..... leggi la seconda parte


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postato da: artemidoro alle ore agosto 02, 2008 10:34 | Link | commenti (18)
categoria:amore, ricordi, letteratura, oltre, io