un velo attraverso il quale non potei vedere;
alcune piccole parole fra me e te,
dopo non fummo, tu ed io... mai più.
Omar Khayam
Il contorno delle cose e quell'aura che Ti circonda e porti a spasso con noncuranza. (Forse non sai e non vuoi sapere) e l'ombra la Tua ombra che il Sole muove nello spazio e il tuo movimento nel Tempo.
La terra, i campi e, sotto tutte le civiltà scomparse, coperte dalla polvere, disintegrate lentamente dal trasformarsi delle cose. I prodotti dell'uomo se va bene durano una stagione, fino alla mietitura.
In ogni luogo occhi di fanciulla, verdi, marrone,azzurri, grigi....e capelli, brune chiome e bionde, rosse, castane, guerrieri imponenti e pensatori che teorizzavano all'immortalità. "Sono stati", puoi dire, o immaginare, dai pochi segni che hanno lasciato, materiali o immateriali, e sono polvere, terra, erba, piante. C'era anche allora chi pensava ciò e osservava, altri sono passati, come un soffio di vento, come cenere sono caduti.... altri travolti da catene (cause ed effetti) chi vedeva, percepiva la trasformazione dolorosa, perché la condizione umana è tra la più terribile, non appena la consapevolezza si fa strada (e che lo voglia o no se la apre tra gli arbusti dell'incoscienza, distruttivamente da molti cercata).
Principi, poveri, saggi e libertini, umili e superbi, prepotenti e deboli, coraggiosi e vili , tutti cercavano di fermare il tempo nella carne o nel pensiero di stordirsi in qualcosa, un'attività un vizio, forse per non pensare.... in ogni luogo della terra dimorano.
C'è chi pensa che le anime non complete, ancora cariche di desideri s'aggirino in una dimensione di mezzo, c'è chi descrive minutamente un oltre, un aldilà, con le sue mappe e riti e premi e punizioni..... C' è chi cerca nelle nuove generazioni le i segni delle antiche e nelle vestigia vuol far rivivere, per se o per tutti, ciò che è stato.
Ma chi conosce le vite parallele, i sentimenti, chi va veramente oltre la storia e la sua retorica, chi può veramente verificare ciò che è stato? (Neppure quando avviene qualcosa ne siamo pienamente consapevoli).
Il collezionista di sogni dovrebbe completare un quaderno almeno, ma scrive con un inchiostro simpatico, scrive in fogli che si disintegrano, nell'etere, in files che si cancellano...Scrive e cerca di vivere nella eco di chi lo ascolta, quasi pensando che questa si un segno di vita, continuità.
Ma questa sera non c'è nessuno, nessuno....
Va alla deriva in una pagina bianca.... in una distesa di neve, in una notte, la più oscura del mondo, i suoi punti di riferimento svaniscono ad uno ad uno..... il suo io, non più riflesso si rivela illusorio.....
Ancora brilla la sua aura.....che Lui non può vedere, forse porterà nel Silenzio qualcuno per la sua strada, forse...oppure no, scivolerà anche lui, senza troppo rimpianto, lentamente amando lo svanire, nel nulla....
Arturo Ferrara QDA Torino diritti riservati per
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categoria:riflessioni, letteratura, antropologia, filosofeggiando, oltre, notte, maschere, io











Molto tempo fa, quando ero giovane
Mi sfidi, mi fronteggi