Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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giovedì, 27 marzo 2008
Lentamente la palla saltella e il bimbo gioca, gioca. Il suono armonico e ritmico è sorretto da agili braccini e da sorrisi, il moto non sarà perpetuo ma l'illusione che lo sia sostiene il gioco.
La fanciulla guarda da lontano e vorrebbe ancora essere lei a giocare ma altri umori la spingono lontano.Solo il vento dell'amore, nulla più, il trionfo dei sensi su un corpo che non è più di bimba.
Il vecchio guarda e una lacrima scende interiormente, fuori un sorriso dolce e uno sguardo vago.
E poi il tramonto sul viso infuocato della fanciulla, sull'ebbrezza felice del bimbo sul volto sempre più bianco del vecchio.
Per consapevoli ed inconsapevoli il nuovo giorno che verrà è pignorato da ombre lunghe e sottili che si allungano intorno alla piazza.....
Si ferma il gioco cala il silenzio, la notte. La palla scivola, lontano..... 

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postato da: artemidoro alle ore marzo 27, 2008 23:38 | Link | commenti (14)
categoria:amore, letteratura, oltre
venerdì, 21 marzo 2008
Vi sono esseri che sin dalla nascita, per condizione fisica o sociale vivono Stazioni di Passione nella vita dove quasi  subito il dolore li segna, altri vengono a contatto durante il corso della vita con dolorose piaghe fisiche, spirituali o di condizione esistenziale che cambieranno la loro visione di vita.... Altri esseri, ancora, più tardi o nella parte finale del percorso dell'esistenza, percorrono le angosciose e dolorose strade della Passione. portando ognuna la sua Croce....
Molti cercano conforto in se , negli altri, in una Fede che spesso normalmente ha viaggiato ai margini del pensiero, altri nella Ragione, in una filosofia della Natura o della Società basata sulla condivisione...altri ancora nella Solitudine e nel silenzio cercano le forze per continuare.
Le strade di ognuno sono diverse, le vie.... e a volte ciò che va bene per uno non va bene per altri.... Le strade della Passione hanno spesso in sé un qualcosa che attiene alla Purificazione.... Non nel senso che il dolore sia giusto e necessario, ciò io non potrò dirlo mai, ma, che a volte fa vedere cose che pur erano percepite, le fa considerare da altre prospettive, illumina angoli oscuri dove molte forze di noi risiedevano.... persino la reazione a volte può scatenare energie per continuare il cammino.
La Passione attiene tutti. Il nascere, l'invecchiare..... il vedere lentamente (a volte non così lentamente) il nostro mondo, le nostre piccole dimensioni esistenziali, cambiare, svanire.... il camminare su una strada a un solo senso già percorsa dall'umanità intera il disperarsi a volte, lo sperare altre.... il pensare, sognare... l'attendere, il deludersi, il realizzare.....
Vie umane, su percorsi in salita o troppo inclinati da scivolare....
Al di là di ogni convinzione o idea, acquisita o no, cari lettori, amici vi posso chiamare perché vi sento tali, sia con voi il pensiero che ognuno di voi in questo momento mi è presente, qualunque sia il percorso (mi auguro nella serenità e nella gioia), il luogo dove si trovi.
Trovi ognuno energie in sé e riesca se può a distribuirle agli altri, come può,  o sa, questa è una via che rende ogni passo meno disperso nel vuoto.
il mio augurio è che ogni giorno rinasca qualcosa i noi e per noi, per gli altri, che sia distribuibile, fruibile.... che diventi un ancora quando si sta per andare alla deriva, una corda per uscire dalle paludi dell'angoscia e, perché no, un palloncino per volare insieme, oltre le nubi...dove il Cielo è infinito e dove, a volte, pur come pallide ombre, i nostri sogni ondeggiano al vento.

Il blog rimane ancora per un po' sospeso.... ma non insensibile, assente.

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postato da: artemidoro alle ore marzo 21, 2008 16:08 | Link | commenti (10)
categoria:amore, editoriali, oltre, io
giovedì, 13 marzo 2008
Il Blog sospende le pubblicazioni per un tempo da determinarsi.
Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti e per i vari spunti e pensieri scambiati, augurandomi di aver, nel bene o nel male dato occasione di  riflettere sui vari temi.
Rimane aperto ciò che  è stato fatto sinora per consultazione.
Sospendo anche la mia partecipazione a varie forme di messaggeria e probabilmente non potrò rispondere a lettere e commenti . Non consideratelo una scortesia o una mancanza di attenzione.
Un saluto
Arturo

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postato da: artemidoro alle ore marzo 13, 2008 16:28 | Link | commenti (20)
categoria:editoriali
martedì, 11 marzo 2008
Forse tra gli alberi, laggiù... in quel punto del giorno nel quale il Tramonto si incontra con la Notte e gli Spiriti, in un lungo sospiro, rimpiangono la Vita. In quell'istante nel quale il Tempo sembra sospeso e i confini fra possibile e impossibile meno improbabili..
Vide quella femminile forma, sentì quella voce, come un soffio di vento fra le foglie.
Non ebbe il tempo il cervello di associare, riconoscere.Come  infatti qualcosa può essere "visto" "sentito" se non ha un corrispondente nel nostro pensiero?
Non sapeva se allontanarsi o andare verso quella direzione.
Le tenebre velocemente facevano scomparire tutto...il sentiero, il fiume..... Un intero mondo conosciuto, un vita, una storia individuale sembravano svanire, dissolversi.
Sottile nebbia si alzava dal terreno, intensi odori, il silenzio degli animali....
Allora, solo allora...tutta la sua vita sembro passargli davanti in un istante. Un po' di sofferenza ma poi quasi un distacco che era all'inizio mentale, poi corporeo.... Prima una stanchezza pesante, poi un lento, dolce addormentarsi.
Non avrebbe più sognato la vita, gli eventi, le cose, gli esseri, tutti quei movimenti nello spazio, quelle sequenze di immagini come film.... Non avrebbe più avuto fame, sete, desideri, paure....

Nessuno ora più sa che è esistito o dove sia e dove sia rimasto quel contenitore che aveva ospitato tali sensazioni e pensieri.Niente e nessuno...come lui, i suoi giorni, la sua vita.Solo il Bosco che si rinnova e difende dall'uomo ogni giorno, perdendo un poco di sé, come noi.

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postato da: artemidoro alle ore marzo 11, 2008 06:22 | Link | commenti (6)
categoria:letteratura, maschere
sabato, 08 marzo 2008
attesa (altra prospettiva)"Attesa" Elaborazione grafica da foto digitale (lab artfer © proprietà privata)
Audioletture: Ode al vento occidentale" di Shelley (parziale)

Correva nel vento

la polvere di me
il polline
era la mia forma
l' Idea
Ero bufera
brezza
calore
freddo nei capelli d'una fanciulla
sconvolta d'amore
ero luce pura

ma nel fondo del cuore
ancora umano
si spandeva
una macchia scura
era il diluvio
la frana
correva nel vento
insieme
e non potevo fermare
il dolore
e la violenza
che cresceva
Quando
meravigliosamente
il SOGNO
incontrai
il desiderio puro
di solo bene
correva nel vento
e fu un saluto
un sorriso
un insieme immenso
di mondi
che cancellò la macchia
arrestò la Caduta
Nel vento
ritornavo Nulla
e con infinita dolcezza
m'abbandonavo alla culla
delle Forze della Vita

Da "14 Soli di Cristallo"  Arturo Ferrara Ed.Pescarmona Torino 1981 (diritti riservati lab artfer )

per artemidoro blog fnfpvcbmpsvec
postato da: artemidoro alle ore marzo 08, 2008 11:07 | Link | commenti (15)
categoria:poesia, amore, letteratura, fotografia
mercoledì, 05 marzo 2008
Un vento gelido spazzava la strada, portava via le cose, prese anche il mio amato basco che salvai a stento con uno scatto. La gente si rinchiudeva nel suo abito, quella divisa che, come gli atteggiamenti dovrebbe essere l'abito per la parata sociale, il riconoscimento, la ricerca di ruolo e identità.
Il vento gelido diceva:
-Non c'è nulla, nulla alla radice delle cose, io sradicherò l'apparenza
E si portava via intanto il paesaggio piegava gli alberi. Luccicava la montagna, la roccia sembrava viva...ogni colore pareva trasfigurato, di una limpidezza trascendente.
Entrava in ogni fessura. Nulla serviva a proteggersi..... nei portici e nei cunicoli poi sentivi la sua voce, un boato..e diceva....
-Tu non hai nulla, tu non sei nulla...le cose alle quali ti aggrappi...sono senza basi come te, in un mondo senza sostegno, in un universo fluttuante, in una dimensione possibile, probabile....

Barcollando cercai la strada dell'albergo perché il vento, stranamente sembrava agire sul tempo.Tornavano in sequenza sparsa ricordi si mescolavano a sogni, pensieri, percezioni. Avevo un forte mal di testa.... sentivo pulsare le mie vene .
Difendevo calandomelo nella testa il mio basco dal vento ma non proteggevo me.
Ero come rapito, non più nel luogo, nel tempo... Pensai un istante a Lei, come per chiederle di trattenermi, di non lasciarmi portare via dal tornado.....Chissà cosa sarebbe arrivato....
-Nessuno mi comprende
dissi tra me
Sentii un gelido soffio dietro la schiena, veloce passare e dirmi
-Dici?
Il vento, arrabbiato o no dice molte cose.....
Ma un grande inquietudine, quasi un tornado interiore mi aveva catturato.... e poi il mal di testa.
-Desideravo chiudermi nella camera d'albergo..... guardare dal chiuso di me stesso il bel panorama la neve dalle montagna, sentire il vento come da una caverna, immaginandolo fuori.......
Volevo pensarti come se avessi potuto farti portare dal vento da me, come se tu esistessi, come se il mondo intorno avesse ancora un significato, il tempo non trascorresse inesorabile e veloce.
Da dove era arrivato lo spiffero che nonostante le barriere diceva....
-Il Tempo.... è lui che ritorna su se stesso e nel cerchio al centro ci sei tu che non sei mai partito, né andato, nè arrivato.... Vieni con me, vieni, lasciati andare la terra ti attende....

di Arturo Ferrara
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postato da: artemidoro alle ore marzo 05, 2008 22:41 | Link | commenti (11)
categoria:amore, riflessioni, letteratura, io
lunedì, 03 marzo 2008
Essere considerati Santi è difficile, in vita e anche dopo. Non Ti lasciano neppure degradare il corpo in pace.Lo esumano, lo analizzano, lo descrivono, lo collezionano, lo espongono.E' terribile, c'è qualcosa di gravemente morboso in ciò, un orrore per chi lo fa, chi se ne interessa.... Un qualcosa di anti naturale e anti umano, contro ogni pietà corporea o spirituale..... Un segno di degradazione e follia, di disperata miscredenza nella trascendenza...o più probabilmente un segno che gli affari e la questione economica (anche in campo spirituale) non hanno pietà,rispetto, pudore per nulla. Non si butta via nulla di nessuno.... persino un corpo in decomposizione può essere strumento e mezzo di commercio.....

Altri cinque morti.... chissà perché le chiamano morti bianche a me, sembrano nere, terribili frutto dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo portato a livelli estremi.Ognuno nel suo piccolo se ne può accorgere sulla sua pelle.Chiedere sempre di più, pagare sempre meno, offrire sempre meno sicurezza e protezione per tenere tutti in uno stato di ricattabile paura...
Tassare, aumentare, dominare su  tutto e tutti, vincolare con mutui, prestiti.... istupidire, bombardare di pubblicità.... corrompere, rendere complici.... questa è la moderna forma di schiavitù,(si trasmette persino nei rapporti di coppia. distruggendo la famiglia, si insegna a scuola) peggiore di quell'antica, perché  aveva una via di redenzione e fuga..... Si aveva un solo padrone e identificabile, poteva essere combattuto, poteva essere conquistato, persino poteva essere scoperta in lui umanità e benemerenza...
Oggi il padrone è .... una massa che per insipienza è anonima di ignoranti burocrati, senza nome,senza idee, senza volti (li rappresentano dei volti che sono il minimo comun denominatore della mediocrità e delle bassezze di ognuno) perché li hanno tutti...passando da un estremo all'altro dell'arco costituzionale, Intercambiabili, sostituibili fra loro, malleabili, rigenerabili, con ogni mezzo subdolo o no, con mille lacchè pronti a servirli.....


Confrontandomi con il mio sistema immunitario mi accorgo che più aumenta la nostra insoddisfazione, quel senso di impotenza che ci assale e ci trascina verso il nulla più ci si ammala. Un 'altra lunga influenza (non ne avevo mai avute) e tanti altri segnali di cedimenti corporei, psioriasi, allergie......
Di fronte a ciò che ho scritto prima che senso ha l'arte, la letteratura..... può persino essere considerata una consolazione, un trastullo un qualcosa per preparare all'oblio sociale..... che sfoci nel sentimentalismo più bieco, nell'auto compatimento o nel narcisistico sentirsi diversi, migliori.... peggio ancora auto referenzialmente  celebrarsi come ubriachi a vicenda per l'ultimo bicchiere ....poetico. per stordirsi, straparlare fingendosi saggi.
Ogni scritto, ogni opera ha senso se cambia qualcosa, se evoca,se smuove..... se compiace è pericoloso, è meglio scivoli nell'indifferenza.
Ho molti dubbi su di me, su queste righe... su tutto.... tuttavia qualche piccolissimo segnale intorno spesso mi ha dato la forza di continuare, nonostante il desiderio che sento sempre più forte di cancellare tutto, sparire, come ho già fatto per un gran numero di anni.
Chi sono, cosa cerco..... perché.....
Domande assurde che ho imparato io a non pormi. Mi sembrano tutti modi d'incontrarmi sbagliati, situazioni di alterità, a volte alibi di comodo....
Io non sono nulla, neppure uno strumento....
Però, se qualcosa in Te ti fa pensare altro, ecco, allora è un primo passo.
Se quest' "altro" non diventa merce di scambio e ricatto.... Se permette di riconoscersi.

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postato da: artemidoro alle ore marzo 03, 2008 20:50 | Link | commenti (10)
categoria:riflessioni, antropologia, editoriali, oltre
sabato, 01 marzo 2008
(da Arte e Letteratura- Arturo Ferrara
diritti riservati lab artfer QDA Torino)
pubblicata in "Quaderni di Poesia"  Torino


L'ombra mia cercavo
dalla sinistra parte

e nell'Ombra non vedevo
altro

Assonanze confuse
ritmi e Cieli
specchio dei miei confini
termini di paragone
umani destini
io

In una roccia cristallizzata
il mio Amore mi implora
chiama l'Anima mia pietrificata

INDRA

dicon labbra sigillate
INDRA mia sola vita

ritorna ritornate....

età senza tempo
volti amati
spazi sconfinati

poco ormai mi resta
Dov'è il mio Tempo
se non c'è
dalla destra parte
l ' ombra mia ?

In una roccia cristallizzata
il mio Amore mi implora
chiama l'Anima mia addormentata....

 

La nascita di questa poesia è strana. Molti, veramente tanti anni fa (25-30?) un pomeriggio di temporale riposavo su un divano in una casa in montagna, in Valle di Susa.
In una specie di sogno dormiveglia sentii come una presenza, come un'ombra gigantesca, con un che di forte e terribile (ma non in senso cattivo). Era un periodo abbastanza difficile della mia vita, di cambiamenti, ripensamenti e come al solito di poco mio adattamento alla realtà, alla società. Del sogno ricordo quasi nulla oltre quello che ho scritto solo che ad una mia muta domanda l'ombra rispose con una voce come di tuono, una eco
-"Sono INDRA.
"-
Non appena mi alzai, scosso da questa esperienza che, vi assicuro sensorialmente era talmente forte da essere presente anche ora, scrissi questa poesia.
Naturalmente non sapevo (o no ricordavo) chi fosse Indra. Cercai, come ho fatto ora per voi in Wikipedia:(il passo è citato integralmente)

Presso la religione induista, Indra è il signore della folgore e dio del temporale. Egli è il più grande dei Deva. Anche se è chiamato monarca universale, titolo in realtà più usato per Varuna, non dobbiamo pensare a una sovranità come quella di Zeus.

Trattandosi di una religione enoteista, nel pantheon vedico, a differenza di quello greco, ciascun Deva è celebrato come il più grande negli inni a lui dedicati. A decretare il primato di Indra sulle altre divinità sono soprattutto i numerosissimi inni a lui dedicati che si trovano nel Rig Veda, quasi un quarto, circa 250, e in altri 50 è citato.

Egli è il dio guerriero protettore della razza arya, che li guida nelle loro conquiste. La sua figura è gigantesca, ha barba e capelli fulvi e marcia in battaglia su un carro trainato da due cavalli sauri brandendo in mano la sua terribile arma, la folgore. Indra è un eccezionale bevitore di soma, la bevanda tipica del sacrificio vedico, bevendone prima dei combattimenti quantità enormi.

Sinceramente allora come ora non ho cercato altre spiegazioni ritenendo che spesso di fronte a queste esperienze oniriche i ragionamenti, ricucendo in trame, organizzando, aggiungendo, deviando, cercando interpretazioni culturali e nel conosciuto, possano più che aiutare distogliere. Posso dire però che da quell'evento ho tratto molta forza (in parte la conservo) e una sorta di nuova consapevolezza di me e anche della mia forza interiore che cerco nei momenti difficili e provo ad esprimere in varie forme artisticamente.
(Rimane intanto la poesia che mi auguro possa evocare qualcosa anche in voi, non solo se qualcuno vede più in là di me e sa aggiungere qualcosa che "sente" riceverà un abbraccio virtuale grande così, aprite il palmo della mano destra e immaginate che sia aperto anche il mio).

artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino

postato da: artemidoro alle ore marzo 01, 2008 18:27 | Link | commenti (9)
categoria:poesia, letteratura, oltre