Artemidoro

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Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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lunedì, 31 dicembre 2007
Ascolta (dedicata a tutti i lettori)
Nel corso del Tempo
dove si ritrovano le perdute cose
e nulla è mai stato vano
dove io e te
sempre siamo e saremo
In quella strada
che porta a noi
che è noi

Ci riconosceremo
è questo i mio dono il tuo
nel corso del tempo
dove vivono i piccoli gesti
le importanti ignorate cose
dove ritornano al nido
gli alati navigatori del sogno
Dove l'io non è un io
e il Tu è una carezza
uno sguardo d'intesa

Mari di occhi intorno a noi
e forme che mutano
nel corso del tempo
ai confini del Bosco
dove i nostri pensieri
diventano carne
capelli e mani
e tutto continua nell'Amore
tra quelle stelle
che percorrono la loro storia
illusione della Luce
nei nostri visi e pensieri
che unisce e attraversa.

Arturo Ferrara

I miei Auguri di salute, pace, serenità e amore per l'Anno Nuovo.

postato da: artemidoro alle ore dicembre 31, 2007 19:04 | Link | commenti (10)
categoria:fiori, poesia, amore, oltre
domenica, 30 dicembre 2007

La mia Finestra sul GiardinoUsciva nella notte dalla finestra.Era un sogno? Partiva lentamente e cercava di alzarsi in volo.All'inizio solo oscurità, silenzio. Sentiva subito il vento e quella sensazione del fluttuare che può conoscere solo chi l'ha provata.
Si esce come spinti da un'energia interna,senza spazio, senza tempo.... Poi si cerca di comprendere, magari immaginare che ci sia una meta, che si cerchi qualcosa...magari qualcuno. La volontà vorrebbe agire e dirigere il volo. Ma è già difficile restare in aria, nella notte..... nel sogno, con una antica paura di cadere. E se non fosse un sogno, una fantasia, si pensa anche.... E se fosse quella che si chiama "realtà" la fantasia, sognata, l'incubo a volte di una mente che si riflette o pensa?
Arrivare dopo tanti tentativi ad andare un po' più lontano. Sembrano sempre mancare le energie, le forze, il volo spegnersi lentamente .E' forse l'attrazione della terra, del concreto, del solido che fa ritornare bipedi?
Eppure si attende di poter ripartire.... perché ogni volta si vede qualche particolare in più, si usa qualche accorgimento per restare in aria...forse si ha un po' meno paura.
A volte l'uscita dal corpo è fortissima, altre una lenta rotazione...E' sempre terribilmente affascinante vedere se stessi nel letto.....una strana ebbrezza e, nello stesso tempo ci si rende conto di quanto si sia vicini a non tornare.
Ricordo quella volta che ero andato vicino...La avevo quasi raggiunta, passando tra i monti, in valli e ruscelli,che non avevo visto.Ero giunto vicino alla Sua casa ma, per pochi metri il volo era finito e mi ero risvegliato.Avevo percepito già la sua presenza....
Mai più sono arrivato così vicino.Non ho trovato forse la strada.O forse Lei non era più nella disposizione giusta o forse era assente, in tentativi di voli anche lei.....
Una volta è venuta nitidamente nel mio sogno.Era in cima a una montagna, in una piccola baita solitaria.....Io ero sotto e la vedevo, ma sentivo che non avrei potuto salire fin lassù.
Ogni finestra può essere la porta dell'incomunicabilità, ma anche il ponte per arrivare al nostro Giardino.....
Ma cosa sarà al ritorno di noi se il nostro corpo non ci attendesse o se la sottile ombra scura di noi trovasse la finestra chiusa?
Tu lasciami un segnale di Luce dal Tuo cuore perché la notte a volte è molto, troppo profonda.

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postato da: artemidoro alle ore dicembre 30, 2007 02:59 | Link | commenti (6)
categoria:ricordi, letteratura, oltre, sognando, io
venerdì, 28 dicembre 2007

Da quella finestra ti affacciavi ogni tanto e io immaginavo la tua vita.
Quando ti vedevo pensavo alla tua stanza e immaginavo la tua vita segreta. Non so se potevi essere definita "bella", forse non  avevi doti particolari per i più, ma, vicino a te il mondo pareva diverso. Camminavamo e, a ogni istante, ogni parola, si aprivano dimensioni parallele.Scoprivamo i nostri sogni e pensieri riconoscendoli appartenere a un tempo passato. Ti rivedevo, a lavorare in un antico castello, (chi eri, chi sei?) forse un monastero e tu, in qualche modo mi riconoscevi.
E parlando del sogno ricordavi vagamente  delle mie arcane ricerche (avevi pulito, o condiviso forse , i miei libri o alambicchi?). Mi rivedevi tutto composto nella mia barba e nel mio abito lungo. Sì, ti avevo guardato anche in quel tempo. Avevo visto nei tuoi occhi scuri e nei tuo capelli neri ma con venature di rosso forze potenti della natura o forse avevo combattuto i primi brividi sessuali che la mia condizione, allora, imponeva non riconoscere.
Non c'eravamo amati, forse non ne avevamo avuto il tempo, (chi e cosa ci ha rapiti?) ma la nostra intesa era profonda, (ma ci siamo  amati poi, in quale vita? E  cos'è poi l'amore?) e la storia ci ha dispersi nei terreni territori dello spazio e del tempo.
E' strano ma ancora è rimasta quell'intesa, nonostante la lontananza, nonostante il fiume abbia preso altri corsi, nonostante tutto.
Ora, guardando ancora quella finestra dove non ci sei più, (ricordo un giorno che ti asciugavi i capelli)penso alle nostre passeggiate ormai lontane nel tempo, alle nostre parole. Noi avevamo creato un mondo solo per noi, una piccola grande magia dove insieme potevamo scivolare nella realtà. Questa dimensione continua.... nell'assenza pure.
Non eravamo neppure amici, mai amanti carnali..... ma non ci curavamo di sapere come poteva definirsi il nostro incontro.
Anche ora, che tutto appare così lontano e diverso, credo non si possa scordare, nulla.... Perché i fiumi scorrono,l'acqua è sempre la stessa, arriva al mare e ritorna.
E oggi,qui, in  questa sottile rugiada sull'erba è come fossi vicino a me. So, lo sento, che stai soffrendo. Ti sia vicino il mio pensiero.(che probabilmente non leggerai mai)

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postato da: artemidoro alle ore dicembre 28, 2007 10:13 | Link | commenti (9)
categoria:amore, ricordi, letteratura, oltre, vivendo, sognando
lunedì, 24 dicembre 2007
Nella nebbia, all'inizio, non vidi nulla
se non frammenti di campagna,
immaginando me stesso in viaggio.
C'era la Luna piena in alto
pallida, pallida e velata dalla nebbia....
Sospendendo i pensieri
per ascoltare la notte
proseguire il cammino
finalmente sperdendomi nel Bosco

Davanti a me si componeva
una figura di nebbia e Luna
aveva gentile aspetto di Donna
incedeva lentamente come non ci fossi
mi passò attraverso e andò oltre...
volevo dire qualcosa fermarla,
ma qualcosa aveva sospeso tutto....
bianca l'atmosfera, velata, eterea.

Passò oltre di me e avvenne come
se avessi attraversato una fonte luminosa
come se l'eco di un armonia
fosse entrato per sempre nella mia mente
Avrei riacquistato la parola
la cognizione di me?

Vedevo ogni cosa in un altra maniera
e ritornavano della mia vita
ad uno ad uno volti ed episodi
è come se anch'io come la figura
vi passassi attraverso
Sì pensai ....sono finito
mi ritroveranno domani mattina nel bosco
steso per terra, con una patina di ghiaccio

Questo pensavo e passavano gli anni
i secoli i millenni come un gioco di luci
una lucciola in mano ad un bambino....
Poi, ancora, nella nebbia,
mi venne incontro la mia figura
non un' ombra ma come
un'immagine di uno specchio
fatta tutta di goccioline di Luna
si unì a quello che chiamavo corpo

Ora cammino verso casa
ma quale Casa ....quando ora so
che anche l'Universo è nebbia?
Quando svanirà anche quest'illusione,
chissà forse domani o mai più....
troverai traccia di me
nella Luna, nella Notte o tra la neve
in quel sentiero che sembra andare
verso il vuoto ma conduce al fiume
dove l'Albero sorveglia il Tempo
ascoltando tintinnanti storie dall'acqua.


Arturo Ferrara Natale 2007
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postato da: artemidoro alle ore dicembre 24, 2007 22:36 | Link | commenti (15)
categoria:poesia, amore, sognando
domenica, 23 dicembre 2007
Autoritratto in BluAutoritratto in Blu lab artfer 2007

postato da: artemidoro alle ore dicembre 23, 2007 22:55 | Link | commenti (11)
categoria:arte, colori
sabato, 22 dicembre 2007

Un muro bianco dove puoi scrivere ciò che vuoi di me e, se vuoi, dipingermi in bianco e nero o a colori.
Metterai sul muro una delle possibili forme che sarà l'incontro tra ciò che pensi e tenti di esprimere.... Un muro bianco...la tua mente dove avrai registrato ogni nostro incontro, dal primo strano e misterioso a quelli combinati e prevedibili..... Potrai sempre cancellare tutto perché scrivi solo con la fantasia..... Usi  forse un gessetto bianco sul bianco.Non posso leggere nulla io?
I mattoni del dna tengono su l'impalcatura della vita, quelli di calce, il muro delle tue impressioni.....
Io cerco da tempo una porta, una finestra. Quel muro nel quale scrivi ci divide. Tu pensi di parlare di me..... Ma nulla accenna alla mia esistenza se non al luogo comune che ci fa umani.
Cerco anche solo uno spiraglio per vederti  in viso.Tu non sai cosa scrivi io non so chi scrive..... Le nostri voci al di là del muro sono troppo basse  o vinte dalla eco, dal rumore della folla.
Un muro bianco...una pagina...un foglio elettronico. Labili tracce che fuggiranno.Intorno a noi nevica.
Proverò a scrivere sulla neve.E' Natale, si usa così mi dici, fare gli Auguri e.... tutto il resto.... Ma nella neve bianca che cade sul terreno vedo uno spiraglio: è una pietra. Il fiume continua a scorrere, l'albero ha perso le foglie, la neve cade.....
Chi sono io.... cosa devo dire, scrivere..... mi perdo nel paesaggio....molto bianco laggiù...una bianca finestra sul Bosco..... Cammino come un fantasma, bianco, pur io bianco perché la vita ha già scritto su di me la sua storia.....



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postato da: artemidoro alle ore dicembre 22, 2007 00:05 | Link | commenti (11)
categoria:poesia, letteratura, antropologia, colori, oltre, maschere
martedì, 18 dicembre 2007
Vi sono tante possibili storie d'amore da raccontare. Vivono in un loro mondo che vorrebbe essere segreto ma nel quale qualcuno sbircia ogni tanto.
E' forse il mondo della Luna come cantavano poeti o l'armonia delle sfere? Qualcuno ha parlato di nobile castello, altri di torri d'avorio..... Ma le parole più profonde e belle, le trame più avvincenti forse sono per strada o lungo le vie dei fiumi, tra i sentieri del bosco, tra le rocce in montagna...navigano in mezzo a mari ed oceani.
C'è anche un vasto cielo per i sogni,  ma piove spesso e, sulla terra, ricadono a volte persino bianchi e sotto la forma di fiocchi.
Anche gli Spiriti in un certo senso "piovono" sulla terra. Nascono di carne, apparentemente uguali, ma sono invisibili ai più, si vedono solo tra loro e questa è una prima caratteristica. Ve ne sono altre ad esempio il loro codice di comunicazione che si potrebbe chiamare "struttura simbolica". Ma ciò che usano per comunicare, stranamente, colpisce di più le anime semplici che quelle che hanno fatto della manifestazione culturale la loro bandiera. Suscitatori di sentimenti, sviluppano e fanno uscire l'amore in te, che, incontrandosi con il loro che è il movente e l'essenza stessa della venuta. ti conferisce il potere di vederli e di scoprire ciò che in te è simile a loro. Cambia l'interpretazione e la visione degli esseri e delle cose, è come si scoprisse la materia prima, il colore fondamentale del pennello che te le fa apparire, essere divenire.
Tutto ciò che consideravi diverso e separato lentamente non si rivela tale..... Così in terra come in cielo.
Sì, vi sono molte storie da raccontare per ripercorrere il tuo cammino, la tua storia, per incontrarti. Ma ora le racconterai tu, le dirò....io, non sarà più così fondamentale ciò, perché basterà, forse, fra noi uno sguardo, una carezza.

*Nella foto scattata con il cellulare (lab artfer 2007) La mia ombra mi fotografa (o è l'opposto?)

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postato da: artemidoro alle ore dicembre 18, 2007 09:51 | Link | commenti (22)
categoria:amore, letteratura, filosofeggiando, maschere, io
giovedì, 13 dicembre 2007
Nella foresta delle voci s'aggirava Maja.  La rappresentazione da molti è creduta l'oggetto ma, nella nostra coscienza, avviene l'incontro tra il pensiero e la forma. Il tempo modifica la sensazione, lo spazio fornisce una dimensione.
Maja esisteva forse prima nei miei pensieri oppure esisteva al di fuori di essi, in quell'impensabile atmosfera dell'esplorazione, dei fatti, della società, della vita?
Maja forse apparteneva al mondo delle idee (hanno spesso voce le idee e non corpo). Mi chiedevo queste cose e da un lato osservavo, come fuori da me, me stesso ,immerso in queste follie....
Cercare un sogno, trovare un segno, un qualcosa che giustifichi la propria assurda esistenza.Un simbolo, solo una piccola metafora, non un allegoria, certo...ma qualcosa per poter pensare di essere  una "rappresentazione" di una mente superiore e non un oggetto, condannato ad invecchiare, svanire.....

Dovevo telefonare al 187 per informazioni telefoniche. Dopo i soliti squallidi messaggi registrati, le canoniche attese, mi ha risposto un'operatrice.... dicendo :"Sono Maja...."
La voce di Maja,  nella tarda serata, riempiva la cornetta del telefono e si faceva viva, calda... (Dalla voce si possono generare i corpi, almeno nella rappresentazione?) Giocava la mente su queste cose, "rappresentazioni" appunto, senza volerlo, quasi senza accorgersene, passammo dal Lei al Tu..... fino al ciao finale.
Ora che tutto è svanito (si può pretendere di più dall'illusione?) Ritornano i primitivi pensieri che dicono:" Risentirò Maja, la vedrò?"
Ma cosa significa vedere, sentire..ancora me lo chiedo....
Il tempo passa e le stagioni, percorri il tuo piccolo spazio vitale, l' intersezione e l'incontro sono una probabilità fra tante... Cambiano e si scambiano voci, volti, cercando una labile "unicità", perseguendo un'identità che è poi un avatar..... Ma Maja dalla calda voce...è vicina...avrà i capelli biondi o scuri, e  quanti anni....
Secoli....cicli...millenni..ere..... sì proprio come me.
Alzo in fretta il telefono, come preda di una forte passione......
Ma chi è in fondo Maja?
Tu, Tu, Tu, Tu.......

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postato da: artemidoro alle ore dicembre 13, 2007 00:42 | Link | commenti (34)
categoria:amore, letteratura, oltre, maschere, io
lunedì, 10 dicembre 2007
Quando si sta male ci si rinchiude in se stessi, concentrati sul proprio dolore.Non si pensa altro che a farlo passare, ogni altra cosa appare accessoria, a volte persino fastidiosa. Nessuno può comprendere il dolore degli altri, in verità forse neppure il suo, ma sentendolo è cosa viva, che chiede urgentemente soluzione, negli altri, ha sempre qualcosa di terribile, estraneo,immane. E' una spada di Damocle su di tutti e molti lo esorcizzano in varie maniere.... chi stordendosi, chi vivendo incoscientemente, chi addirittura rischiando, in una sfida continua con se stesso, oltre ogni misura.
C'è chi pensa serva non pensare (se ciò fosse possibile) c'è chi invece dice a se stesso che il pensiero è tutto e si rifugia in quello che chiamo l'atteggiamento del pensiero" che spesso si esprime in vane nozioni,citazioni, parole, o gesti. Perchè noi sostituiamo spesso le cose, i sentimenti con la loro rappresentazione. Quante gente per esempio ha bisogno di sentirsi dire continuamente "Ti amo", Ti voglio bene".... Tutto un vocabolario di parole, gesti, comportamenti...rose, cioccolatini, bacini.... che appare spesso tanto patetico quanto comico, soprattutto quando (basta solo saper osservare) sono quasi avulsi dalla persona, sembrano degli stereotipi che vivono oltre la sua esistenza, persino delle imposizioni, delle vie obbligate dove si passa, con una certa rassegnazione. Molti vivono tante cose così, anche la Fede ad esempio...continui proclami, esortazioni, grida, enunciazioni, si nomina Dio in ogni maniera, quasi dicendo a chi per pudore non ne parla..... "ecco io ne ho l'esclusiva, sei un povero miscredente..... "(in alcuni casi seguono anche gli avvertimenti e le minacce"(alla faccia dell'amore per gli altri!) Quante gente a parole ha salvato il mondo e vuole salvare anche Te,con ideologie di ogni tipo, partiti, sette..... in verità imponendo un suo ego dispotico e crudele,(frustrato in qualche maniera fisica o intellettuale) spesso indifferente a ogni dolore (se non con il solito bla bla e parata di atteggiamenti, tipo elemosine...).
Mi accorgo di aver abbastanza vagato in queste riflessioni, forse non troppo unite (sicuramente parziali e imprecise)  fra di loro.....Sono a casa, una strana influenza e la conseueta emicrania che ieri ha raggiunto livelli abbastanza inquietanti durante la notte, m'impediscono di cercare di fare meglio.
Ancora un pensiero a chi di lavoro prima muore per averlo e poi per praticarlo, sempre tra il cinismo di chi lo usa come strumento di ricatto sociale, separazione di classe per generare lotte fra poveri che portano soltanto ad ulteriore degrado personale, del paese e del mondo.
Oggi Torino si è fermata...ma domani occorre andare avanti.

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postato da: artemidoro alle ore dicembre 10, 2007 16:07 | Link | commenti (12)
categoria:riflessioni, antropologia, editoriali, vivendo
venerdì, 07 dicembre 2007
Il lavoro (diritto che parrebbe garantito dalla Costituzione) che dovrebbe essere un mezzo di realizzazione della persona, sta diventando sempre più uno strumento di potere,ricatto, sfruttamento, minaccia. Le morti sul lavoro aumentano, a Torino in una grande fabbrica s'è consumata una tragedia dell'incuria, a Cassino oggi e in altre zone d'Italia si continua a morire, semplicemente perché si tenta di esistere anche per mantenere parassiti e privilegiati che dai loro organi di potere, perpetuano la loro specie auto celebrandosi. alimentando burocrazie inumane che non pagano neppure loro stesse. Spero siano anche cosa nota episodi di cattiva e diffusa sanità a Vibo Valentia e in altri ospedali, dove la stessa incuria ha provocato disperazione e dolore.
Il ridicolo, ipocrita, minuto di silenzio alla Scala,oggi, (notizia riportata in testa ai Telegiornali!) è un esempio del degrado informativo al quale si è arrivati. Non voglio dire altro, ma se qualcuno pensa che l'arte e gli artisti siano silenziosi complici (masturbatori da salotto o da web) per mangiare le briciole alla greppia avvelenata si tolga quest' idea. Parlo di persone, non di mediocri arrivisti che per pubblicare un libro, esporre un'opera, entrare alla corte degli ignavi..... farebbero qualunque cosa.
Coltivare l'intelligenza e la sensibilità per i più è una cosa inutile se staccata dal contesto commerciale nel quale si è trascinato tutto, è persino considerato un gioco innocuo, da tollerare, per sorridere e divertirsi o magari commuoversi un po' (stile coccodrillo) ,anche se vi sono pericolosi riflussi di reazione, in un contesto in atto di privazione di VERE libertà individuali tramite ricatto economico, morale e di costume.
Quando deleghiamo ai Grillo e Celentano del momento. la teatrale (e profumatamente da noi pagata)rappresentazione delle nostre infelicità e dell'ovvietà , quando siamo preda di ideologie come fossero la squadra di calcio della nostra infanzia, pensiamo che tutti siamo uniti da visibili ed invisibili legami nella struttura sociale e, nel crollo, nessuno si illuda di restare in piedi. Ma non dirò si salvi chi può, solo chi lo vuole.
E' il momento di non delegare più nessuno a niente, ma di vigilare su tutto.Ma se non vuoi farlo, per piacere, non ti lamentare, che  mi hai scocciato.



artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino 2007
postato da: artemidoro alle ore dicembre 07, 2007 21:57 | Link | commenti (12)
categoria:letteratura, antropologia, vivendo