Da quella finestra ti affacciavi ogni tanto e io immaginavo la tua vita.
Quando ti vedevo pensavo alla tua stanza e immaginavo la tua vita segreta. Non so se potevi essere definita "bella", forse non avevi doti particolari per i più, ma, vicino a te il mondo pareva diverso. Camminavamo e, a ogni istante, ogni parola, si aprivano dimensioni parallele.Scoprivamo i nostri sogni e pensieri riconoscendoli appartenere a un tempo passato. Ti rivedevo, a lavorare in un antico castello, (chi eri, chi sei?) forse un monastero e tu, in qualche modo mi riconoscevi.
E parlando del sogno ricordavi vagamente delle mie arcane ricerche (avevi pulito, o condiviso forse , i miei libri o alambicchi?). Mi rivedevi tutto composto nella mia barba e nel mio abito lungo. Sì, ti avevo guardato anche in quel tempo. Avevo visto nei tuoi occhi scuri e nei tuo capelli neri ma con venature di rosso forze potenti della natura o forse avevo combattuto i primi brividi sessuali che la mia condizione, allora, imponeva non riconoscere.
Non c'eravamo amati, forse non ne avevamo avuto il tempo, (chi e cosa ci ha rapiti?) ma la nostra intesa era profonda, (ma ci siamo amati poi, in quale vita? E cos'è poi l'amore?) e la storia ci ha dispersi nei terreni territori dello spazio e del tempo.
E' strano ma ancora è rimasta quell'intesa, nonostante la lontananza, nonostante il fiume abbia preso altri corsi, nonostante tutto.
Ora, guardando ancora quella finestra dove non ci sei più, (ricordo un giorno che ti asciugavi i capelli)penso alle nostre passeggiate ormai lontane nel tempo, alle nostre parole. Noi avevamo creato un mondo solo per noi, una piccola grande magia dove insieme potevamo scivolare nella realtà. Questa dimensione continua.... nell'assenza pure.
Non eravamo neppure amici, mai amanti carnali..... ma non ci curavamo di sapere come poteva definirsi il nostro incontro.
Anche ora, che tutto appare così lontano e diverso, credo non si possa scordare, nulla.... Perché i fiumi scorrono,l'acqua è sempre la stessa, arriva al mare e ritorna.
E oggi,qui, in questa sottile rugiada sull'erba è come fossi vicino a me. So, lo sento, che stai soffrendo. Ti sia vicino il mio pensiero.(che probabilmente non leggerai mai)
artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino 2007