Il mio argenteo guardare stilla nel vuoto,
Mai presagii che la vita fosse cava.
Sul mio raggio più leggero
Scivolo come su trame d’aria
Il tempo in cerchio, a palla,
Instancabile la danza mai danzò.
Freddo serpente scatta il fiato dei venti,
Colonne di pallidi anelli salgono
E crollano di nuovo.
Che cos’è la silenziosa voglia d’aria,
Questa oscillazione sotto di me,
Quando io mi giro sopra i fianchi del tempo.
Un lieve colore è il mio movimento
Ma mai baciò il fresco albeggiare,
Mai l’esultante fiorire di un mattino me.
Si avvicina il settimo giorno –
E la fine non è ancora creata.
Gocce su gocce finiscono
E si sfregano di nuovo,
Nelle profondità barcollano le acque
E si accalcano là e cadono a terra.
Selvagge, scintillanti ebbre-braccia
Schiumano e si perdono
E come tutto si accalca e si stringe
Nell’ultimo movimento.
Più breve respira il tempo
Nel grembo dei Senzatempo.
Arie vuote strisciano
E non raggiungono la fine,
E un punto diventa la mia danza
Nella cecità.
(L'ultima stella - di Else Lasker-Schüler)
E' già difficile, già così difficile tenere in piedi questo universo-corpo basato sulle apparenze e sulle parole. Scivolano forme dietro lo specchio, nella parte opaca dove è assente la vita, persino quella delle ombre. E' già così difficile, portare a spasso questa trasparenza vestita di carne....
T'interroghi.Le domande sono zampe di ragno che scivolano su superfici troppo lucidate. Non ci sono carezze, non ci sono gesti ma immense distese gelate, dove bianca, tanto bianca la neve cerca di proteggersi dalla polvere che incessantemente cade.
I miei passi affondano nelle bianche distese e trovano il fango, i sogni vagano ai confini dove tornano le azioni mancate, i volti solo intravisti, le possibilità.....
Vagano, sì vagano i concetti, così vaghi e fragili che qualsiasi istante di lucidità li demolisce con un sorriso e Tu che attingi da quella fonte pensando di bere acqua nuova e non vedendo che è la stessa che non hai bevuto ieri..... solo nell'oscurità trovi un istante di quiete.
E' così difficile passare in questa tormenta di volti, voci, suoni...dove ,tutti si fanno riconoscere, reclamano un'identità e non sono ancora neppure ombre.
Dovrei preoccuparmi di sapere, di potere.... ogni mio sforzo è dedicato a restare in equilibrio su un filo che forse non c'è più..... oltre la terra, cadendo al centro.... oltre ancora, il vuoto, altri, pianeti.....una discesa gravitazionale (Tu mi chiedi se è l'infinito o il nulla).
E' già così difficile capovolgere tutto per scoprire una solidità utopica, una sacralità di intenti......
Giocare con le maschere... attendere il vento, vedere la Luna cambiare ogni giorno e ritornare....aspettare il Sole al capolino, sia che scenda, sia che salga (nella finestra chiusa ci sono tante tacche quanti i giorni vissuti). Il bambino è un po' stanco. Così difficile per lui accettare ciò che vede, ciò che gli viene detto..... tutti quei suoni cosa vogliono dire, quelle mani che vogliono fare.....
Questa sera si ritroverà a guardare le stelle ...sapendo la bellezza della Luna..... Ma è così difficile staccarsi, da ogni cosa e attraversare quei cieli, finalmente senza una meta.....
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