Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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venerdì, 28 settembre 2007
Vieni vieni al mio Castello
non esiste, non è bello....
Ti presenterò il  fido scudiero
(non è fidato per davvero)
ti faro conoscere Sancio Panza
pesta i piedi vedrai la danza
Là seduto sulla panchina
mentre il mondo va in rovina
non cavalca il "caballero"
manca sella e il destriero....
guarda bene il fondo al viale
(una scende l'altra  sale)
Lui attende Dulcinea del Toboso
già, ma Lei ha un'altro sposo
l'altro pare acchiappi tutto
ma è troppo, tanto brutto....
Passa il sogno e la realtà,
un po' tra i monti e in città.....
Non rimane là nel prato
che un sorriso già usato
è una scritta contro il muro
chi l'ha scritta, forse Arturo?
"Se non vivo pur non m'annoio...
l'ultima abbassi il ponte levatoio...."


voce fantasma dal Castello   (la ribellione del sintetizzatore vocale da me sviluppato)

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postato da: artemidoro alle ore settembre 28, 2007 10:05 | Link | commenti (32)
categoria:poesia, amore, letteratura, oltre, maschere, scelto progetto
lunedì, 24 settembre 2007
Perché aveva aperto la prima porta del suo Castello?
Guardava dalla torre galleggiare (erano caduti già dal ponte levatoio?) quelle anime curiose che incautamente pensavano di varcare la riva di Acheronte.(Nuotavano per guadagnare una sponda e andavano intanto alla deriva)
E, chi aspettava il Nocchiero, ancora era nei prati intorno al castello.... perché chi cerca una guida non potrà essere guidato. E' la guida che trova i passeggeri, quelli che pensano a restare e non ad andare.
Perché allora una lacrima gli scendeva dal viso di pietra.... Avrebbe potuto sciogliere una delle sue innumerevoli maschere di carne e ciò comportava rughe, a volte dolorose cicatrici.
Qualcuno era entrato e aveva imboccato la via delle segrete, laggiù, verso la camera delle torture, dove l'anima si fa forte o s'annulla.... dove il desiderio di fuga incontra terribili grate, aria viziata, fango, anelli roventi che lasciano il segno....
C'erano forse altre vie.... La torre non aveva porte, non c'erano scale. Intorno svolazzavano pipistrelli (riconosci nei loro volti l'umana pena?)
Ma quell'apparente camera (riservata certo ai prigionieri di se stessi) offre speranza solo se non ci si punisce e si pensa che nella dimora delle Illusioni non esistono prigioni.
Quegli strepiti, quelle antiche sceneggiate di urla, rimostranze e grida, quei silenzi angosciati, quelle recriminazioni..... una eco, un contorno al silenzio del Castello.
Trovare la strada! Che assurda preoccupazione. Spiegare il cammino, che follia! E' costruito quel castello su di una palude, sabbia che sprofonda ad ogni volgere del Sole..... solo la Torre rimane, in quella desolata campagna dove magri uccelli notturni stridono la loro inquietudine.
Lui guardava...mutevoli fotografie, di un mondo paesaggio dove un tempo aveva vissuto, ascoltava una musica strana, suonata dal vento fra le fessure.... Dipingeva volti di donna che erano solo scie di luce e labili mutavano continuamente di forma, colore e spessore.... Sarebbe tutto svanito.Sentiva dei passi. Come si può salire se non esistono scale.... Eppure erano rintocchi leggeri che portavano un fruscio di sensazioni. Nella palude erano nati fiori, sentiva un profumo intenso.
Può la Rosa essere senza spine pensava?
Perchè aveva aperto le porte del Castello che, chissà perchè qualcuno considerava "Nobile". (ricordo che era eretto su una palude o forse su un vulcano, in mezzo ad un oceano, in un isola spuntata all'improvviso).
Non siamo padroni di noi,questo pensava....
ma qualcuno non è neppure schiavo di sé,
 si rispose.....
Così, nella notte dolorosa e inquieta guardava ancora la Luna...e le voci lontane si disperdevano nei labirinti delle sale da pranzo, dove larve vestite a festa celebravano i riti del mondo....

Arturo Ferrara  (scritto preparatorio) dal  QDA
un occasione per leggere o ri-leggere la Torre del Ragno
per artemidoro blog fnfpvcbmpsvec  lab artfer 2007 diritti riservati
postato da: artemidoro alle ore settembre 24, 2007 21:47 | Link | commenti (21)
categoria:amore, riflessioni, oltre, sognando, maschere, scelto progetto
domenica, 23 settembre 2007
Il mio argenteo guardare stilla nel vuoto,
Mai presagii che la vita fosse cava.
Sul mio raggio più leggero
Scivolo come su trame d’aria
Il tempo in cerchio, a palla,
Instancabile la danza mai danzò.
Freddo serpente scatta il fiato dei venti,
Colonne di pallidi anelli salgono
E crollano di nuovo.
Che cos’è la silenziosa voglia d’aria,
Questa oscillazione sotto di me,
Quando io mi giro sopra i fianchi del tempo.
Un lieve colore è il mio movimento
Ma mai baciò il fresco albeggiare,
Mai l’esultante fiorire di un mattino me.
Si avvicina il settimo giorno –
E la fine non è ancora creata.
Gocce su gocce finiscono
E si sfregano di nuovo,
Nelle profondità barcollano le acque
E si accalcano là e cadono a terra.
Selvagge, scintillanti ebbre-braccia
Schiumano e si perdono
E come tutto si accalca e si stringe
Nell’ultimo movimento.
Più breve respira il tempo
Nel grembo dei Senzatempo.
Arie vuote strisciano
E non raggiungono la fine,
E un punto diventa la mia danza
Nella cecità.
(L'ultima stella - di Else Lasker-Schüler)

E' già difficile, già così difficile tenere in piedi questo universo-corpo basato sulle apparenze e sulle parole. Scivolano forme dietro lo specchio, nella parte opaca dove è assente la vita, persino quella delle ombre. E' già così difficile, portare a spasso questa trasparenza vestita di carne....
T'interroghi.Le domande sono zampe di ragno che scivolano su superfici troppo lucidate. Non ci sono carezze, non ci sono gesti ma immense distese gelate, dove bianca, tanto bianca la neve cerca di proteggersi dalla polvere che incessantemente cade.
I miei passi affondano nelle bianche distese e trovano il fango, i sogni vagano ai confini dove tornano le azioni mancate, i volti solo intravisti, le possibilità.....
Vagano, sì vagano i concetti, così vaghi e fragili che qualsiasi istante di lucidità li demolisce con un sorriso e Tu che attingi da quella fonte pensando di bere acqua nuova e non vedendo che è la stessa che non hai bevuto ieri..... solo nell'oscurità trovi un istante di quiete.
E' così difficile passare in questa tormenta di volti, voci, suoni...dove ,tutti si fanno riconoscere, reclamano un'identità e non sono ancora neppure ombre.
Dovrei preoccuparmi di sapere, di potere.... ogni mio sforzo è dedicato a restare in equilibrio su un filo che forse non c'è più..... oltre la terra, cadendo al centro.... oltre ancora, il vuoto, altri, pianeti.....una discesa gravitazionale (Tu mi chiedi se è l'infinito o il nulla).
E' già così difficile capovolgere tutto per scoprire una solidità utopica, una sacralità di intenti......
Giocare con le maschere... attendere il vento, vedere la Luna cambiare ogni giorno e ritornare....aspettare il Sole al capolino, sia che scenda, sia che salga (nella finestra chiusa ci sono tante tacche quanti i giorni vissuti). Il bambino è un po' stanco. Così difficile per lui accettare ciò che vede, ciò che gli viene detto..... tutti quei suoni cosa vogliono dire, quelle mani che vogliono fare.....
Questa sera si ritroverà a guardare le stelle ...sapendo la bellezza della Luna..... Ma è così difficile staccarsi, da ogni cosa e attraversare quei cieli, finalmente senza una meta.....


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postato da: artemidoro alle ore settembre 23, 2007 21:05 | Link | commenti (15)
categoria:poesia, riflessioni, filosofeggiando, oltre, maschere, io
giovedì, 20 settembre 2007
Un tavolino è sospeso sull'Universo, al mio solito bar. Là c'è quel che appare di me, sul grande corso.Sto scrivendo queste righe (ma non sono io).
Certo non sono io. Mi posso guardare da qualsiasi prospettiva per vedere la mia Solitudine, che mi è vicina e compagnia come sempre. Passano donne enormi, giovani e procaci..... Esuberanze corporee e femminee che spostano la barriera dello spazio tempo. Non son io che guardo. Non vedo neppure me stesso e la mia trasparenza, ma un tavolino vuoto, con due mani su una piccola tastiera che digitano.
Il tempo dei sogni, quello degli Aborigeni Australiani.... il tempo dei giovani sogni adolescenti.....Solo il tempo... solo i sogni.....
La ragione scompone le cose ed i concetti per farsene una ragione. In verità viviamo, al di là di noi. Ma non son io. Immagino di vederti comparire e da quell'istante essere con me..... passano veloci passanti un po' stupiti....(sono forse sagome umbratili ritagliate per popolare il teatrino?) poi sento  il soffio di gonne leggere e fruscianti, sono come vele ai sorrisi inconsapevoli...Sono voci che vengono dall'interno del bar..... forse, oppure dall'adolescenza.... Ricordi.....(Ma sono i miei?) S'avvicina l'ora del confine..... Un piccola Luna luminosa già rivendica i suoi domini e il Sole è stanco. Ieri una donna mi ha riconosciuto come suo compagno (non nella stessa classe) delle medie....e naturalmente io non sapevo chi fosse...mi ha poi detto sei meglio ora.....(Da certi gesti ho compreso come un tempo mi pensasse con amorevole leggerezza di cuore)....
La guardavo aggraziata muoversi consapevole nella singolarità dell'evento, nel calcolo probabilistico degli eventi e nello spazio tempo....Riusciva a farmi sapere (in maniera assai leggera in verità, di un rapporto andato a male e che era sola) Erano fiamme quelle che vedevo negli occhi o è il mio tramonto che con le sue rughe dipinge un volto simpatico?
Non son io.... Ricordi ..il giorno è già passato....sulla moto cercherò il vento di ieri e un altro ieri per incontrarlo.....
Vorrei urlare tutto il mio amore (sorride un po' pensierosa la Solitudine al mio fianco)...Ma non sono io e parlerò a me stesso.... anzi tacerò ancora e lascerò le dita leggere ma forti (da quanto non dipingono più?) digitare queste follie, in una piccola tastiera, laggiù, dimenticato, nel bar del grande corso...al tramonto.


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postato da: artemidoro alle ore settembre 20, 2007 18:22 | Link | commenti (15)
categoria:amore, riflessioni, oltre, vivendo, sognando, maschere, io
martedì, 18 settembre 2007
Che dire? Parlare del vento di oggi.... ero ad Aosta e non mi piacevano gli umani (o meglio anche odori di umano) che faceva uscire dai tombini. Ormai tutto sembra solo un grande parcheggio per auto.Auto ferme, in movimento.... veloci, arrabbiate, rassegnate. Dove vanno, possibile che tutti lavorino in auto?
Tuttavia i monti di sfondo avevano una luce incantata, la pietrà così brillante, l'atmosfera quasi sospesa ...inquieta nella sua immobilità.
Le persone sembrano inconsistenti, anonime...come quei grandi magazzini che vendono tutti le stesse cose, seriali, uguali, tutte in offerta speciale (Avete notato nei grandi magazzini che le cose a prezzo "normale" non esistono più?)
Si svende tutto e per  via passano dei sederi molto bassi e dei tatuaggi animati....
che è successo alla popolazione femminile  che vedo passare oggi...
Non esistono più piccoli seni, piccole mani,piedini, aggraziate forme... Tutto grosso, pesante, ipernutrito..seminudo.... Di certo non sposterà il vento questi carri armati.
Il vento non alzerà gonne ma passerà fra jeans stracciati allora.
Sono tornato a Torino e, come vedete mi sono seduto al solito bar.... eppure anche  qui vedo le stesse cose..auto..auto in ogni luogo, code....umani frettolosi, però regolari, ognuno alla sua ora a passare, prendere magari il solito caffè, dire le stesse medesime cose, dopo un'occhiata annoiata e poi andarsene.
Eppure in queste cose c'è qualcosa che rassicura.... perchè se chiudo un istante gli occhi mi assalgono pensieri inquieti, dal passato ritornano immagini, situazioni ...Il vento ha portato la nostalgia...il dolore. Come fuggire al vento così veloce, mutevole.... E allora mi sono fermato e ho pensato a Te e alla vita dura che tutti conduciamo, ai sogni...alle grandi aspettative e attese che rimangono tali....
Tra poco, solo tra qualche minuto chiederò un passaggio al vento che mi riporti ai mie monti, dove non ci sarà nessuno se non la Notte, e tutti gli abitanti del Bosco (da un po' mi stanno studiando) che forse, almeno loro, mi diranno qualcosa di vero e nuovo.

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postato da: artemidoro alle ore settembre 18, 2007 21:02 | Link | commenti (25)
categoria:riflessioni, ricordi, letteratura, editoriali, vivendo, pensieronotte, io
giovedì, 13 settembre 2007
Quei papaveri rossi fra l'erba, ritornano a volte nei momenti più strani e le lucciole, l'odore di erba tagliata, i grilli, gli uccelli notturni.Il simpatico pipistrello che sembra andare alla cieca, i rondinini allineati sul filo tra i pali della luce per l'imbeccata e, quello più furbo che una volta mangiato si rimetteva davanti per mangiare un'altra volta...la madre che fingeva di non vedere poi, però dopo un po' lo saltava.....
Immagini, colori, odori..... il volto di una donna con me illuminato, le sue parole vuote e leggere con acqua spumeggiante di una fontana.... Quel leggero frusciare di gonna, le calze colorate di lei (indossava solo quelle). Sentire la commozione nella tua voce  e quella tua parola detta al momento giusto, quando si stavano per spalancare abissi di vuoto e indifferenza . Sì la mano, quella carezza così leggera, timida, veloce dove il pudore era il dono più bello dell'insieme dei tuoi gesti.
I movimenti aggraziati di un gatto, la corsa circolare di un cane..... e la mia di corsa, nel prato, scalzo...dietro a qualcosa....
L'attendere le ombre della notte e solo dietro la finestra sentire un altro mondo....meno ostile, più amico, nonostante tutti lo temano....
La mia immagine, riflessa su un vetro, in un corso d'acqua, la mia ombra che si protende verso te, che si solo al di là del fiume, del monte, del cielo.....
Non saprò mai esprimere tutto ciò.... Confondere le parole con le sensazioni, sostituirle non è buona cosa.... 
Guardavo il cielo, di notte.... vedevo quell'albero enorme dall'ombra di lupo....quel lupo che ogni tanto mi porta nel Bosco, .... vedevo una stella, lassù, una sola che spuntava tra tutte le nubi nascoste.... Mi piaceva, mi scopro ingenuamente a pensare, che la veda anche Tu.... sorrido con un punta di dolore a ciò...
Ma in realtà.... per gli altri, sto ululando alla Luna invisibile e so che ancora nessuno tradurrà, il mio canto d'amore.

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postato da: artemidoro alle ore settembre 13, 2007 12:12 | Link | commenti (24)
categoria:amore, ricordi, letteratura, oltre, sognando
sabato, 08 settembre 2007
Chi ha smarrito quel sorriso che, solitario come un ubriacone cammina barcollando per strada?
Ci sono un po' di lacrime più in là, alla luce fioca del lampione esprimono un dolore che nessuno conosce.
Chi ascolta, chi, il vento che per la via porta voci, lontane nel tempo, nello spazio....
Una bambina dagli occhi azzurri conosce i segreti del mondo, i suoi lunghi capelli biondi, nella notte, sembrano un faro....
La strada per il bosco è stretta e buia....la costeggiano animaletti notturni...Puoi ripetere grillo ciò che mi hai appena detto.....
Che dici
-Paganini non ripete
-Ma tu non sei Paganini.....
un uccello notturno invece dice:
-Ne sei sicuro? Andate più in là a fare baccano, ubriaconi dello spirito, voi e le vostre parole, inutili.
Chi ha smarrito una carezza? L'ho cercata, seduto su una pietra ma deve aver girato da un'altra parte, non cercava lei probabilmente me....
Lontano, lontano i clamori, vicini gli odori della notte. Tutti si parte cercando qualcosa e poi non ci si ricorda più cosa e poi, ancora ci si smarrisce.....e poi...e poi?
Pensa a me.Nella tua passeggiata, nel tuo sonno, quando guardi le stelle, quando prepari il tuo thè o tisana.... Nello stesso istante io seguiro un pensiero che mi racconterà qualcosa della Tua vita.....
Chi fugge nel bosco....chi s'avvicina? Molte strade portano a me ma hanno sempre un'imprevedibile deviazione. La mia invisibilità è nota.Ci vuole molta energia per colorare i mie sogni e darmi un minimo di corporeità, ce ne vuole ancora di più per mantenerla e....se ci si distrae un istante il Fuoco si spegne.
Nel bosco rimane un piccolo fiore che si è chiuso nell'oscurità e, forse, si riaprirà al mattino se c'è il Tuo Sole.

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postato da: artemidoro alle ore settembre 08, 2007 23:17 | Link | commenti (16)
categoria:oltre, sognando, pensieronotte, maschere
mercoledì, 05 settembre 2007

Volersi bene. Voler bene. Cominciare da se stessi, con molta cura al corpo alle cose belle ed essenziali, quali l’acqua, il cibo, il sonno. Non giocare con l’amore e non trasformarlo e piccole lotte di possesso e conquista. Non crearsi dipendenze e schiavitù di ogni tipo.
Proteggere e difendere tutto ciò che vive, intorno a noi e  tutto ciò che permette la sopravvivenza.
Non ci penserà un altro se non t’interesserai tu. La caccia ,ad esempio, quell’ignobile cosa,ad esempio, avallata, garantita dallo stato, da associazioni, partiti. Il grande grido di dolore degli innocenti, la Natura ferita si riverserà su tutti.
La follia, si sta diffondendo intorno a noi, la nevrosi più folle, alimentata da miriadi di farmaci, droghe che creano debolezza,”possessione” e dipendenze, così come spesso ideologie, sette, filosofie importate per riempire i vuoti nella mente e nella coscienza.

Non chiedere cosa fare….piuttosto se almeno ti interessi delle cose, delle devastazioni fatte per una strada, una ferrovia che porta nel nulla e alla nulla….gli incendi che per meschini interessi personali  distruggono per anni gli interessi di tutti.
Non ti arrabbiare, non soffrire…non serve..alimenti il gioco delle nevrosi….non piangerti addosso, puoi sempre e comunque recuperare…… non sentirti incapace, lo siamo tutti….prova a vedere il lato buono delle cose, cercalo dove sembra impensabile, coltivale… quando occorre non temere il giudizio, la scelta personale, chiariscila a te stesso e agli altri.
Io so che su questi terreni ci troveremo, sul semplice, il naturale e anche sulla ragione che riflette su stessa, sulla sensibilità non considerata più una debolezza, allora se occorre si lotterà, senza violenza.
E poi non siamo soli perché l’affetto che portiamo tra noi,(lo sai che ci riconosciamo comunque) a volte lontani, invisibili è una grande forza che aspetta solo di essere coltivata, da noi e in noi stessi. Volersi bene

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postato da: artemidoro alle ore settembre 05, 2007 00:08 | Link | commenti (22)
categoria:riflessioni, editoriali, vivendo
sabato, 01 settembre 2007
In alto la giostra girava.Guardava dal basso. Vi sono certi momenti nel quale il tempo e lo spazio sembrano incontrarsi e tutto si ferma, nella memoria, nella coscienza.Allora una specie di occulto significato, una continuità sembrano volersi disvelare. Ti trovi in quei punti di confine tra corpo e pensiero dove, pur presente e concreto fisicamente, ti senti leggero, ti sembra di svanire.
Oltre la giostra il Cielo.... ma c'era continuità, come se il movimento rotatorio fosse solo una proiezione di qualche pianeta, un orbita eccentrica.
La giostra sembrava vuota e già  si chiedeva il perchè di quel movimento, lo scopo di quel giro. Ma, guardando meglio vide una figura.... Era femminile, molto colorata, allungata....strana, tridimensionale eppure, nello stesso tempo bidimensionale, fantasmatica....Una visione, un sogno? No, si trovava in una grande piazza,  tra tante giostre, era un pomeriggio di domenica.....c'era gente intorno (anche se, a dir la verità, sembrava come proiettata da un'invisibile cinepresa, estranea ad ogni cosa).
Guardò meglio e vide la donna...era in quel confine fra fanciullezza e adolescenza dove i tratti dolci e delicati cominciano ad assumere contorni più rilevanti.... quasi ombre di ciò che si diventerà. Pensò subito ad una dama di altri tempi. Era vestita in maniera estremamente elegante.Una gonna lunga, calze colorate.... una camicetta con delicati fiori. Il suo volto allungato era bianco, signorile , gli occhi azzurri non troppo chiari (forse un riflesso del Cielo). Era..e non era ....appariva al suo sguardo sempre diversa....come se la sua aura dominasse sull'esile e aggraziata figura. Cambiavano persino le sue dimensioni, l'estensione nello spazio..... e con stupore anche quelle temporali..... immaginava (che dico percepiva, vedeva) in Lei tante passate vite. Istanti percettivi nel quali scorrevano millenni di storia.....
La giostra girava, sembrava più lentamente...soffiava il vento....ma i suoi lunghi capelli chiari non si scomponevano.... Nulla di Lei dava l'idea del movimento, mentre tutto intorno girava. Giravano i pianeti, la giostra, i passanti a terra, piccole larve scure, anonime.....il turbinio dei suoi pensieri da osservatore era inquietante.Stava per perdere coscienza di tutto intorno a se, del suo stesso io. Solo la ragazza era davanti a Lui, immobile. Sì lo guardava, lo aveva sempre guardato anche se (ma come è possibile ciò, logicamente?) era in alto, rivolta al cielo.
Ma Lui, Lui dov'era si domandò...non sentiva più terra sotto i piedi...volava, sognava, dormiva, era svenuto..... o forse era questa la sua Fine...se era così non poteva immaginare nulla di più dolce....in quanto gli occhi della ragazza li sentiva caldi nel suo cuore.
Sono passati tanti anni....tanti.... ha vissuto tante stazioni della vita, ha conosciuto il vuoto e il nulla, ha tenuto gli occhi bassi, è caduto, si è alzato, si è abbandonato..... ha camminato tanto dimenticando persino cosa cercava..... Eppure non ha mai dimenticato quella figura, nella grande piazza, sulla giostra che non c'è più....
Ancora qualche giro...... e la rivedrà, quel cielo grigio e scuro che ora lo circonda diventerà come i suoi occhi e  si aprirà alla luce del suo amore.

di Arturo Ferrara in QDA (diritti Riservati)per
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postato da: artemidoro alle ore settembre 01, 2007 22:22 | Link | commenti (20)
categoria:amore, ricordi, letteratura, antropologia, oltre, sognando, maschere, scelto progetto