Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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mercoledì, 29 agosto 2007
Lo so che a volte ciò che scrivo a tanti può sembrare difficile, persino folle...molti dicono poco comprensibile.
Ma la comprensione è una categoria molto pericolosa, trasportata dal così detto linguaggio scientifico, pratico, commerciale, a volte spoglia completamente le parole dalla loro inquieta ambiguità per incanalarle in concetti, tesi, dimostrazioni.
Non che tutto ciò non vada bene, il sapere è anche avanzato per questo rigore... Tuttavia il pensiero letterario (e non voglio usare la parola "artistico" perchè è ormai piena di patetica e narcisistica retorica....) segue in genere altre vie, per coloro che ancora la vogliono far vivere.
Questa parola non è,come pensano molti, volta a provocare, suscitare, stupire, scatenare (a volte anche ma sempre si abusa di ciò) piuttosto ad "espandere"...concentrando.
Cerco di spiegarmi meglio...L'ambiguità di una parola, di una frase, di una composizione può essere una ricchezza.... perchè non vuole in fondo dirti nulla , non ti pone in una condizione di passivo lettore o fruitore, non ha la funzione "digestiva" o "rassicurante" di certo cinema o teatro o libri..... ma cerca (e forse a volte non lo sa neppure) di coinvolgerti. Sei tu che da un significato "ti sposti"..navighi ad un altro ..in una catena che a volte inquieta perchè va ben oltre le intenzioni dell'autore (i più bravi pilotano molto anche questa cosa) e ti porta in zone dell'io, della coscienza, dell'intuizione che tu "scopri" in te, in relazione al tuo grado di libertà, con l'entusiasmo a volte di un bambino.
Ti senti persino a tuo volta il desiderio di "provare", vivere anche tu quest'esperienza, non importa se scrivendo, disegnando, anche solo pensando.....perchè hai bisogno di libertà, di uscire a volte dalle rigorose associazioni che la vita sociale e culturale ha generato in te.....
Fin dove puoi andare? Chi lo sa. Alcuni impensabilmente molto lontano, tanto da averne paura..perchè nuove dimensioni, nuove conoscenze su di se (non convenzionali o stabilite) si fanno luce. Ciò a volte fa paura all'io ma anche e soprattutto a chi capisce a cosa porta ciò.....la consapevolezza, la libertà, la riflessione..... Tutte "cosette" che una vita commerciale, tenta immediatamente di incanalare, addomesticare e ogni tipo di dittatura, "strisciante" (come la maggior parte di quelle attuali) teme.
Teme perchè le cose che sono sempre state fatte vedere come buone e giuste a volte dimostrano la loro assurdità, concetti che hanno riempito bocche e libri di belle parole si rivelano.... ipocriti, lo stesso amore, che ormai tutti sbandierano a destra e manca (ognuno crede di dire la stessa cosa ma in verità esprime spesso luoghi comuni di seconda mano) si rivela come qualcosa di intenso, non così esprimibile, catalogabile, "direzionabile".
Si diceva un tempo che l'arte era immorale.....proprio perchè si temeva questo processo..i più intelligenti al potere (oggi ce ne sono pochi) capivano i pericoli della cosa...io lo capovolgerei.....l'arte è morale nella misura in cui non si definisce tale. Chi mi conosce sa che a ciò io pongo comunque dei paletti (molti di ciò mi rimproverano) ed è il concetto di Responsabilità....che quasi mai sono riuscito a chiarire bene, ma che in sintesi è un ulteriore sforzo di un Autore (che a volte paga consapevolmente abbassando il suo livello artistico) nel pensare alle conseguenze di ciò che scrive o dice.
Perchè per ogni serio artista, (persino al di là del suo valore) il pensiero è azione, non un gioco, una magia...che agisce.... soffrirà comunque perchè sa che spesso non potrà misurare (ecco il concetto sociale inculcato) vedere fino in fondo l'intero processo.
Probabilmente in queste poche, affrettate righe sono ricaduto....nel pensiero della prima frase.....Ma mi è sempre piaciuto, in fondo "scolasticamente" parlando, richiudere il cerchio, andando dove sono partito.....
Se ciò è incompreso... mi assumo tutte le responsabilità, ma se qualcuno all'interno del cerchio vede più punti di me.....(anche stazioni di "passione") ne sono soddisfatto, come di tanti commenti che mi hanno colpito e interessato per profondità e intuizione.

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postato da: artemidoro alle ore agosto 29, 2007 23:42 | Link | commenti (29)
categoria:poesia, riflessioni, letteratura, arte, editoriali, oltre, scelto progetto
martedì, 28 agosto 2007

Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida,rivolgendomi vedró compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andró zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

(Eugenio Montale, Ossi di Seppia)

La Luna alta e piena nel cielo. Entro nel corridoio al buio. (Da dove viene la Luce che proietta una lunga ombra sulla parete?). La porta della casa ora è un buco nero che attraversa molte dimensioni.

Non so se sono sveglio o sto dormendo. Sono nato, ho vissuto? Sono in alto, quasi in cima alla montagna (ma forse solo una collina). Ho sognato questa notte una piccola bambina dagli occhi azzurri e i capelli bianchissimi. Parlava con linguaggio da sapiente e quando ho chiesto il nome ha risposto Xenia. Trasformava mie interiori violenze in energia e dolcezza.

Da quale dimensione arriva la Luce che dopo il sogno mi ha fatto vedere tante cose in maniera diversa, cambiando di significato a molti miei pensieri, agendo persino sui miei sentimenti?
Conosce forse l’ombra il confine, nella parete, tra la stanza e la Terra?

Vivo giorni strani. Sono molto lontano da tutto, il fatto che lo sia anche fisicamente non è poi così rilevante.

Cerco di vivere una vita fisica, di aria, sole, lavoro di dialogare con il mio corpo e riportarlo ad una forma decente. Quotidiani chilometri in bicicletta e la salitona finale che mi riporta qui.
Ho cambiato già due stanze….cercando altra esposizione. (Come ci si orienta nella vita?)

Bambina dagli occhi azzurri e dai capelli bianchi Tu hai visto me e la mia ombra…..e stavano per scambiarsi le parti e mi hai detto (ma non con le pur dotte  parole) solo con altro, che non so dire (non è forse tutto una ricerca di questa espressione?) di non soffermarmi sulle mutevoli forme, di non essere troppo precipitoso nell’interpretazione di sentimenti, pensieri, atti, eventi….

Così il mio esistere ancora scivola….in bilico tra percezione e comprensione.

Tornerai come la luminosa Luna…. Tornerà la mia ombra a giocare con il mio corpo sulla parete?
La Terra è una parete, il cosmo intero, lo Spazio….. Il tempo lo sguardo intelligente di Xenia.

nota:
Xenia in (greco ξενία, xenía) è il concetto greco di ospitalità e dei rapporti tra ospite ed ospitante.


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postato da: artemidoro alle ore agosto 28, 2007 03:32 | Link | commenti (14)
categoria:riflessioni, ricordi, letteratura, oltre, sognando, maschere, scelto progetto
venerdì, 24 agosto 2007
Ho provato a parlare di Te,  il post, non so come, si è cancellato e non sono più riuscito a recuperarlo. Non riproverò, non nominerò il Tuo nome.
Lo sai che il Tuo mondo è deciso da una  drosophila melanogaster?
Hai mai pensato che la Tua vita è in sottile equilibrio tra i baffi del gatto che viene a trovarti.
La Tua sottile ombra si stagliava nella nebbia e sembrava più vera del tuo corpo visto nel corso del tempo. Sai Tu ancora riconoscere l'inconfondibile per Te suono, la vibrazione che mi distingue?
Molti pedoni sono avanzati nella scacchiera, "mangiati" dalla partita. Hai tentato di comprenderne uno,trasformarne qualcuno in altre Regine? Il Re guardava pallido, assente e indifeso....
Eppure la solida Torre aspettava il Suo tempo...non sfidava il cielo ma procedeva per logiche serrate, purchè le linee fossero state aperte. Quanti cavalli e cavalieri nella tua vita, dalle mosse imprevedibili a elle? Il sottile religioso Alfiere, per vie diagonali procede, limitato dal colore.
Ho provato a parlare di Te....E il mio pensiero-azione ti ha evocata.I Tuoi capelli sono una costellazione di luce e gli occhi le stelle più luminose.
A volte, quando la Tua ombra scivola nell'oscurità..tutto il mondo, tutta la materia si fanno inconsistenti e io precipito.....cado verso il centro della terra e vado oltre, superando l'orbita terrestre....Mi perderò nello spazio, tornerò su me stesso?
Tanti anni fa parlavo con Norberto (dalla grande vocazione matematica) sul concetto di finito e infinito, e tu con i numeri primi avevi cominciato uno strano gioco io con approssimato e intuitivo il calcolo probabilistico ad ogni tua rigorosa mossa.
Ho provato a parlare di Te...e sembro folle... (scivolano intanto nell'ombra esseri o cose) Guardare  e vederti ancora dalla finestra....immaginare la Tua vita dietro uno sguardo.
Così luminosa oggi la roccia..sentivo nella valle tornare la mia eco, la eco del suono che mi contraddistingue e che Tu ben conosci.Vedrai Tu la mia eterea forma, i colori che dicono sono ancora qui?
Corrono i pianeti in prescritte orbite,nascono e scompaiono soli..la luce manda immagini ormai stanche del passato e forse ciò che vedo e sento appartiene al suo lungo percorso.Ma se non è stato, non è e non sarà, cosa importa.... in fondo ora la scacchiera è vuota e un Re fragile, indifeso...aspetta ancora si dispongano i pezzi per una nuova partita.
Ma la mia mano per la prossima mossa non trema ma è colma d'affetto.

note:Drosophila Melanogaster =Moscerino della frutta, usato per esperimenti genetici 
 
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postato da: artemidoro alle ore agosto 24, 2007 02:35 | Link | commenti (15)
categoria:amore, letteratura, oltre, scacchi, sognando, maschere
martedì, 21 agosto 2007
Un' immagine diafana e trasparente, bianca, molto bianca: son' io. Se la notte   s'aggira fra le molte stanze una solitaria ombra scura, sospinta solo da una piccola luce accesa che l'ha proiettata qua e là nelle pareti della stanza-mondo: son io.
Non si riconosce e non trova un punto di riferimento né la parola per la definizione....disegnare l'evoluzione? E' possibile? Rappresentare in una forma, una maschera un'intera storia? Son io.
S'aggirano nella notte, verso quelle cime, degli spiriti inquieti. Li sentono alcuni uccelli notturni e il loro grido solo qualcuno lo ascolta:son io.
Veglio nella notte perché il sogno promette incubi e oggi i confini tra i mondi sono molto labili.
Chi è posto ai margini, tra le fessure, nei vasti spazi di vuoto che preludono ai buchi neri? Son io.
Non ti curerai della mia vita se non per rappresentazione o forse no, hai trovato i neri sentieri tra le nubi, dove le stelle sono lampioncini di un tempo che fu, dove lo spazio è una dimensione parallela delle nostre esistenze.
Mi affaccio e provo a chiedere: Sei Tu?
Non rispondono gli uccelli notturni, non il cielo nuvoloso, non il prato che attende l'acqua e neppure la montagna che lascia scivolare le speranze.
Una strana presenza invisibile non so come viene percepita...un fruscio, il vento, la notte....
Bianca terribilmente bianca la mia figura riflessa. Sei Tu?
No!
Son io?
No!


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postato da: artemidoro alle ore agosto 21, 2007 19:58 | Link | commenti (8)
categoria:amore, letteratura, oltre, sognando, maschere
domenica, 19 agosto 2007

La mente umana è come un piccolo ripostiglio vuoto, e sta a noi riempirlo con mobili di nostra scelta. Lo sciocco ci ammucchia l'energia di cose che si trova sottomano e le nozioni che gli sarebbero davvero utili finiscono, in tal modo, per restare fuori o, nel migliore dei casi, per confondersi con troppe altre inutili, e lui non riesce più a trovarle.

(da Uno studio in rosso di Arthur Conan Doyle)

 

Riflessioni contrastanti mi suscita questa frase . Non condivido la visione “quantitativa” “spaziale” della mente, intesa come recipiente. Tutti i moderni studi tendono a non considerarla sotto questo aspetto. Tuttavia, riflettendo si vede bene come gli esseri umani tendono ad “accumulare”, ingrandire, aggiungere e come le loro valutazioni e correlatamente quelle “sociali” facciano dell’aspetto quantitativo quasi un fondamento. Anche il concetto di “esperienza” che comunemente si intende è viziato da questa interpretazione…. Tante cose fatte e l’apprendimento avviene o per “scarto” o per certezza ,quasi seriale del risultato.
Vittime di una coazione a ripetere anche solo sentimentale (quanto si cerca di  far  rivivere nella vita attuale del lontano passato dell’infanzia?) procediamo per “accertamento” (conferma) o per “privazione”…. I nostri desideri si alimentano per questa via, proiettandoci sempre nell’attesa di un “qualcosa”, “qualcuno” che cambierà la nostra vita.
Quanta nevrosi nasce da questo tipo di impostazione. Essa genera la competizione (in quanto necessariamente ci si confronta con gli altri nella “misura” e anche la “frustrazione”…come si potrebbero raggiungere  obiettivi che sono sempre “oltre” di noi ?(solo così in questo sistema possono sopravvivere).
Allora la frase del mio omonimo “Arthur” acquista un diverso e nuovo significato dove l’individuo con le sue scelte determina in un certo senso le sue attitudini e con la “concentrazione” le coltiva e sviluppa, anziché disperderle.
Il concetto di utilità diviene in un certo senso meno “conforme” e sociale ma più pertinente a noi..
Resta il problema….come si fa a sfuggire i condizionamenti che, subiamo dalla nascita in poi e persino, forse, ereditiamo come patrimonio genetico che fanno del “possesso”, della lotta per la sopravvivenza  una teoria evoluzionista?

 
Ma dopo questi un po’ confusi (assai ambigui) pensieri mi sono abbandonato al silenzio, qui, sui monti. Ho sentito solo il verso di una strano animale notturno e ho pensato, quasi contemporaneamente a molte persone, anche conosciute attraverso queste pagine.
Comunicare qui e ora con loro…oltre queste parole, essere vicino, sentirle vicino perché (sembra strano) fa freddo, qualche brivido di solitudine e angoscia striscia nella notte.
Silenzio. Tornano immagini dal passato, veloci volti e cose, anche dolore…. La vanità delle cose, la fragilità di tutto….

Abbiate compassione di ogni vivente, è talmente labile, precaria la sua condizione, la stessa della formica che attraversa il prato e che a volte neppure vedi quando cammini. Ha in bocca qualcosa, porta con fatica, accumula e il tuo e altri piedi, inconsciamente passano vicini…..
Qualche predatore le ha già viste con occhio acuto, spinto dalla fame o dallo stesso istinto.....


Immerso nelle letture per un attimo mi è sembrato di svanire e di non riconoscere quell’ombra solitaria che la lampada proiettava….. Poi è piovuto un po’ e il rumore della pioggia mi ha riportato alla realtà del luogo, se non del tempo dove mi trovavo…..
Tra poco nel sonno svanirà di nuovo tutto e dovrò, domani, reinventarmi un io.


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postato da: artemidoro alle ore agosto 19, 2007 01:52 | Link | commenti (14)
categoria:riflessioni, antropologia, filosofeggiando, vivendo, pensieronotte
lunedì, 13 agosto 2007
Non ho realizzato nulla di ciò che volevo realizzare. Anzi ho scoperto che non volevo realizzare nulla. Anzi per dirla meglio è il nulla che si è realizzato attraverso me. Dovrei abbandonarmi alla disperazione, o sorridere della mia incapacità?
Quando dovrò lasciare questi territori lo farò in maniera più leggera...ipotizzando che "forse" altrove (ed è comico che non saprei neanche pensare dove) potrei fare di più. (ovvio che so che una finzione, ma sotto il velo di Maja la finzione è magia, possibilità)
Io gioco a spostare tutto un po' più in là...per avere un progetto..... e poi anche a dimenticare le molte cose fatte e quasi a non ricordarmerle.
Per le persone care, le porto sempre nella mia mente, nel mio cuore, sarebbe bello fossero anche fisicamente con me...in un'ideale comunità di amore.
Perchè se qualcosa o qualcuno è finito è veramente finito, allora io lo faccio continuare oltre il tempo nei territori della mia mente, finchè posso. Amo tutto ciò che è in divenire.... Concepisco l'arte come una trasformazione. Lo è anche la vita. Ma non ho ancora trovato come si possa invertire la direzione.... no non parlo della mente, del pensiero....quello lo so fare e con discreta (e anche autoironica abilità, come ora) .... ma del tempo, del corpo...... insomma della materia.
Certo vi sono leggi che vanno meglio comprese. E bisognerebbe partire e arrivare forse ad un "oltre" che le umane capacità forse possono solo sfiorare. Forse ma chi ci può negare l'ebbrezza della vanità del tentativo e dell'empatia del farlo "insieme"?
Nel percorso del divenire ...coloro che restano sono la Grazia, la Rivelazione... le cose più importanti per le quali, affrontare questo pericoloso e doloroso cammino dell'esistere...vale la pena.
Perchè molto sono gli iniziati, quanti continuino non lo so.... ma di quelli che restano tengo il conto.....come con le pecorelle per addormentarmi alla vita.

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postato da: artemidoro alle ore agosto 13, 2007 17:30 | Link | commenti (20)
categoria:amore, riflessioni, oltre, maschere, io
domenica, 12 agosto 2007
Evocazioni studio dall

Evocazioni. Ritornano alla memoria ed esistono proprio in quest'atto, esseri, cose, eventi. Il sogno, il passato, il presente, il futuro si confondono generando nuove combinazioni di mondi possibili....
Non importa se sei seduto su una panchina o in cima ad una montagna o, al largo, a cavalcare un onda.
Ora è l'onda del tempo che ti attraversa e ti fa sembrare vicini tanti altri mondi, tanti esseri...molto di più di quando tu li hai di fronte.
Penserai presto che si tratti di un illusione, un colpo di caldo o... effetti della solitudine.Eppure forse, in quel breve istante di tempo terrestre avrai visto e conosciuto più di tanti anni d'esperienze.
L'immagine presentata è uno studio di oggi sull'opera Evocazioni...sono stati applicati effetti alla ricerca di un qualcosa (qualcuno?)che dalla primitivo disegno (a pastelli a cera e china con raschiamento a caldo) si intuiva....
Seguiranno altri studi, altre ricerche, forse..... Evocazioni.

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postato da: artemidoro alle ore agosto 12, 2007 23:24 | Link | commenti (7)
categoria:arte, oltre, maschere
venerdì, 10 agosto 2007
Non ho potuto fare a meno di pensare, qui di passaggio nella stazione principale dei miei computer, al blog.
Non essendo in grado di scrivere nulla di decente ho ritenuto opportuno lasciare un pensiero a chi passa di qui a chi sta per partire, a chi resta, ma soprattutto a chi c'è, intendendo con quella parola tante cose che la sensibilità di molte persone mi ha dimostrato comprendere, ma soprattutto sentire.
Si può essere lontani, vivere vite diverse..tuttavia percepire comuni cose, scambiarsele, soprattutto "partecipare"
Se tutto è un illusione ben venga e se non lo è, allora, questa cosa va protetta, sviluppata....
In questo senso leggo per chi passa di qui Viaggio a Montevideo....di Dino Campana un poeta (e penso si sia capito) che apprezzo da parecchio tempo ormai....
Ad un primo ascolto ho riscontrato alcune mie  imprecisioni ma ho dato per buona la  prima lettura perchè, precisa o no era "carica" dell'affetto che provo per molte persone conosciute attraverso il blog. Mi piace immaginare che (come han gia fatto) dei miei difetti ne facciano una virtù.

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postato da: artemidoro alle ore agosto 10, 2007 23:15 | Link | commenti (8)
categoria:poesia, letteratura, pensieronotte
giovedì, 09 agosto 2007
La stanchezza, la pioggia...una macchia d'olio...chissà...sono scivolato, con la moto. Andavo sicuramente più piano del solito e molto più prudente (e ciò suona persino comico).
Per fortuna non avevo nessuna auto dietro  perchè quando io e la moto siamo andati su direzioni diverse la scivolata è stata lunga. Sono caduto dall'altra parte del gard rail se no un po' di me ci sarebbe rimasto attaccato.
Tuttavia mi sono accorto, nonostante i miei numerosi voli pindarici, anche in questo blog, che il suolo è duro e l'asfalto lascia i segni.(altro che immortale mortalità come ho scritto nel precedente post, qui si tratta di mortalissima mortalità).
Cosa si pensa quando succede....a nulla, un istante...si rivede soltanto le azioni precedenti chiedendosi dove si è sbagliato, perchè.....
Qualcosa rompe il precario equilibrio anche nella vita e si cade.... L'istinto porta a rialzarsi eppure, passato...ci si sente per terra anche se si è in piedi.... Succede, anche in tante altre cose....Finchè la frenesia, il fare,l'andare..ti prendono, ti coinvolgono, ti stravolgono (forse per questo lo fai) non ci pensi...ma il pensiero pensato è sempre in agguato....
A parte un po' di escoriazioni le mie costole fanno male, qualsiasi movimento faccia.... 

Grazie a tutte le persone stupende che, anche ultimamente sia nei commenti che in chat hanno arricchito i miei pensieri e spero con incisività anche intaccato qualche mio pregiudizio, e tutti quegli orpelli di retorica ed ipocrisia che insieme a delusioni, gli anni(e non ne ho pochi) dispensano.
Sospendo temporaneamente la scrittura nel blog, per riflettere  un po' e anche  per controllare se i miei pezzi sono ancora tutti al loro posto e anche perchè in fondo mi sono accorto che qualcosa non va. Una tristezza persistente, una mancanza di ispirazione e motivazione..tanti altri piccoli segni che forse in questo caso è meglio che ascolti.
Avevo programmato alcuni viaggi anche per conoscere persone care, conosciute qui in queste pagine, non so se potrò farli e questo mi spiace (al momento è molto doloroso anche guidare l'auto che riesco a fare per non molti chilometri).Viaggiare in treno oggi è diventato un'impresa
Volevo però dire che penso spesso a molti dei lettori con i quali ho avuto anche interessanti dialoghi in chat,(sospendo  temporaneamente anche quelle) tanto immaginando la loro vita, vedendo tante miei imprecisioni, pensando a  cose che forse di loro non ho sentito, capito....anche ripensando ai miei comportamenti, ai miei scritti.. ... Ho trascurato, preso alla leggera cose importanti, ho sbagliato i modi i tempi? spero solo in parte . Ho cercato il più possibile di essere sincero, di non occultare anche mie asprezze di pensiero e di carattere.... però al di là di tutto qualche volta ci ho provato ad uscire dalla retorica e dal cinismo....
Forse lo so, lo sospetto, cos'è che non va la mia vita..... il senso di estraneità , di inadeguatezza,che cresce in me e non posso far nulla per contenere che a volte persino offende persone a me molto care .(ma non riuscirò mai a dire spiegare di cosa si tratta....sarà scambiato per fuga ogni mia frase o gesto e non ho le forze per contestare tale asserzione perchè in fondo non sono neppure sicuro non sia così.
Cercare una via di fuga.....per rimanere in piedi, anche quando l'equilibrio si rompe e una forza prepotente, come nel mio caso ti trascina dove non vuoi andare, per terra.
Succede a tutti invecchiando, nello spirito, nel corpo....Ma io ciò, ancor oggi non l'ho ancora accettato.
Ma so che voi..lo sento lo intuisco vedete ben oltre ed io mi affido al vostro affetto che in molti casi ho sentito forte, anche nella non coincidenza di pensieri e idee, nell'inevitabile mitizzazione che ognuno, soprattutto in rete, fa dell'altro.
Nel mio blog c'è molto materiale,( io stesso mi stupisco di cose che non ricordavo di aver messo) non è costruito "temporalmente"....non amo molto la forma diaristica...Invito chi a trovato qualcosa di buono a trovarlo, commentarlo, come l'avessi scritto ora... Io so solo una cosa non ho mai meritato il bene che molta gente a suo modo mi ha voluto.Un abbraccio.
Arturo

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postato da: artemidoro alle ore agosto 09, 2007 02:50 | Link | commenti (16)
categoria:editoriali, pensieronotte, io
lunedì, 06 agosto 2007
La statua di pietra resta nel Giardino, (o e la cima di una Montagna, una Palude?) che ci sia il sole, che piova.... ha visto il ghiaccio e la neve e intorno passare veloci e, come ombre viventi, animate figure.
Vicino passano i fiumi e non vede dalle prospettiva nella quale si trova il mare dove confluiscono.
Guarda avanti..nella direzione che il Creatore ha stabilito. Sente sopra di sè il Cielo.Vorrebbe, vorrebbe vederlo..... il suoi occhi puntano altrove,  è una pietra.Non è così fredda perchè il sole spesso la scalda, non è così opaca perchè spesso si riflette la Luna piena ed è uno specchio dei sospiri della vasta pianura....Ha dovuto imparare il linguaggio del vento per sentirsi meno sola (Anche perchè in effetti lo è, dove può andare una pietra?)
A volte pensa all'Artista, si chiede perchè gli abbia dato quella forma, quella figura e...a immagine di chi e cosa.... Non ha percezione di ciò che è, pure la sua anima forse è di pietra..... Eppure (sarà già qualche incrinatura?) non sa perchè sente il dolore.... Vede il verde intorno a sé, sente, percepisce la fragile vita.... cinguetta un uccellino, il gatto lo insegue....il cane fa un gran rumore...vanno su e giù le formiche, cosa portano....Ad ogni ora una voce, un ospite...il nero scarafaggio...nella sua corazza lucida sente la pesantezza della sua struttura....
Eppure non piove....scivola giù nella sua guancia un piccolo rivolo salato.....
Il fiume che è venuto a trovarlo.... lo porterà al mare...oltre, sempre oltre i suoi stabiliti confini?
Solo un sottile rivolo di acqua che scivolerà a terra, (è un uccello che ha lasciato la sua tangibile traccia?) è la rugiada che è salita verso di lui.....
E se qualcuno passasse ad asciugarla?
Chi può impedire ad una pietra di sognare, in fondo?

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postato da: artemidoro alle ore agosto 06, 2007 16:11 | Link | commenti (7)
categoria:letteratura, oltre, maschere, io