Un uomo solo cammina nella strada. Il peso del tempo passato lo opprime.Sono pesanti i sogni non realizzati. I movimenti, i pensieri, sono dolorosi perchè ormai pensa siano inutili. Dare ordine al mondo, a se stessi? A che scopo quando l'entropia, la trasformazione (ah quanto è irreversibile) sono davanti ai suoi occhi.Ha riempito la sua mente di libri, teorie, progetti.... a forza ci ha fatto entrare alcuni credo, che si sono ribellati, provocando interiori disordini....
Laggiù, nel viale dove sono già cadute le prime foglie.....una donna.Lei ai suo "credo" si è imposta di crederci, riuscendoci meglio. Sola guarda un cielo che volge al tramonto. Per l'ennesima volta fa il conteggio dei suoi amori, come le pecorelle la notte, ma non per addormentarsi ...ma per provare ancora un po' di desideri.... Recuperarne uno? Ma sono lontani e son divenuti esseri orribili e mostruosi...Pance alle all'aria, menti ristrette.... Per un attimo pensa al suo corpo ma riesce quasi subito a distogliere il pensiero guardando il merlo in cima all'albero che le canta una canzone.... .Cosa è stata la sua vita...Un susseguirsi e un inseguirsi di niente. Abiti, viaggi,parole, tante.... apparenze, neppure illusioni, finzioni, neppure sogni e trucchi, tanti, sul corpo, nella mente, in società.....
Le due figure si avvicinano...Lui la guarda distrattamente.....Lei quasi con fastidio, perchè ha interrotto il suo conteggio (i suoi pensieri ora erano più erotici)
Lui non la saluta e la guarda con ironia e compassione, come sapesse tutto....
Tutto ciò che lei da anni sa e che anche ora si vuole negare.....
Ora è Lei che guarda Lui con quello sguardo femminile che vorrebbe essere compassione e diviene disprezzo.(quante cose sfuggono al dominio di una donna nel passaggio dai pensieri al corpo!)
Sono soli....non si salutano eppure uno si dirige verso l'altro.
Solo tra poco, questa sera...saranno in un ristorante economico...dove lei lo sommergerà di chiacchiere e Lui cercherà di trovare le sue perdute bellezze e avendo paura dei suoi occhi divenuti palude....
Se non si sopportano perchè stanno insieme, se restano più soli che mai perchè si incontrano? Per abitudine, per disperazione..... per noia....per legge del destino.... chi potrebbe saperlo?
Io, intanto, non lo saprò mai...e rientro a casa un po' saltellando, farò la strada del bosco..... mi riconosceranno i soliti cani dei vicini con scondinzolii e borbottii, più avanti i gatti verranno, con accorti strusciamenti a guidarmi verso la scodella della pappa... Potrei desiderare di meglio che l'odore dell'erba, quel lontano gracidio e le voci di qualche strano uccello notturno che difende il suo territorio dai mie passi, senza farsi vedere? Il ruscello scorre...poco lontano, invisibile nella notte...porta via la mia vita è vero...ma anche se l'acqua è poca, è in compenso pulita, (s'abbevera ogni tanto un airone cinerino o è un Araba Fenice?)i miei giorni camminano al centro e giungeranno in qualche modo al mare o a qualche nuvola. Ma se non così fosse, se finissero nella terra ci sarebbe da arrabbiarsi? Qualche pianticella, solitaria ai bordi ,ne trarrebbe giovamento.
Detto tra noi, in fondo, chi mi aspetta a me, al fondo del viale?
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postato da: artemidoro alle ore giugno 30, 2007 13:03 | Link | commenti (26)
categoria:riflessioni, ricordi, letteratura, oltre, maschere
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Tu non ci crederai. Si è innamorata di me. Non ti dirò quale manichino. Ma da piccoli segni l'ho capito.
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Arturo Ferrara ©"Folla Anonima delle 18,30 "(Pastelli a cera, matita china raschiata su foglio)
-Eccomi