Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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giovedì, 30 novembre 2006
Quei silenzi
Che la vita impone,

quei silenzi
proposti dall’anima
e che nell’anima
aprono voragini;

quei silenzi fatti di
sorrisi, di amorevoli gesti,
che non,
dimenticherai mai;

quei silenzi che appoggiano
un dolore così acuto,
da annullare ogni
segnale ,
che il corpo invia;

il silenzio dell’eterno
alberi ........
senza foglie.

(da  "Silenzi"di Sabina Trambaioli)

 Le poesie di Sabina sono scritte su foglietti, in bella grafia...qualcuna ricopiata con macchina da scrivere, quelle portatile o antiche dai caratteri romanticamente disuguali, con le o e la a piene che, in gioventù ho usato in infinite ricopiature e cancellature di quadernetti dalle quali cercavo di salvare il meglio di me, che quasi sempre mi appariva il peggio.
Vive ancora tutto l'entusiasmo di chi si accosta alla poesia subendone il suo fascino e lo stupore, fra l'incantato e l'assorto  di chi comincia a scavare nella parola e nel suo io.  Il fatto che Lei venga da studi visivi e grafici l'ha in parte resa immune da quel contagio intellettual letterario che le scuole umanistiche presto trasformano in retorica di maniera e poi in narcisistica esibizione competitiva e salottiera. Tra le consuete difficoltà che s'incontra ad ascoltare il proprio animo risuonare e vibrare in suoni, spazi, forme e parole...Lei sceglie la strada dello scarno,  la ricerca dell'essenziale. Non importa ,in fondo, sapere fino a che punto ci riesce, quale sia la sua "vera"ingenuità e il confine tra ricerca e sentimentalismo.... conta per me il suo interiore, raccolto, vitale e doloroso impegno....
Nel senso (e non si sa mai quanto duri questa condizione) che è sincero e vivo,  lo "stupore" di chi s'accorge (anche con inquietudine) di non essere Lei a scrivere poesia, ma la poesia che comincia a "scrivere" nella sua vita.... mostrando che,quel mondo parallelo di sogni e sentimenti, è meno confinato e ristretto di quanto si dice. Insomma poesia che diviene vita e vita che si fa poesia.....Certo un "gioco" affascinante e molto pericoloso anche per le delusioni e i contraccolpi che si possono avere nel confronto con la vita sociale e quotidiana, ma certo meno limitante e passivo dell'assenza, dello stordimento, del conformismo esistenziale e affettivo.
Tutti i commenti sulla poesia saranno molto graditi dall'Autrice (che non usa il computer) io provvederò a stamparli e a trasmetterglieli..... 

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postato da: artemidoro alle ore novembre 30, 2006 23:51 | Link | commenti (11)
categoria:poesia, riflessioni, letteratura, esercizi
martedì, 28 novembre 2006
Sottili turbamenti nascondono le strade del giorno. Povere vite miserabili nella ripetizione costante di piccole furberie, astuzie credute utili per la l'esistenza, in verità manciate di fango per l'io. Maniacali e seriali gesti esorcizzanti e nullificanti si inseguono fra cappuccini e brioches alla marmellata
Tutto si sta popolando di ignobili burocrati, parassiti capaci di guardare dal buco della serratura per rapinarti centesimi di esistenza, non avendo una vita propria.... Capetti, ducetti del nulla e dell'apparenza e infiniti mercenari e mercenarie neppure capaci di essere "peripatetiche" e più propense al patetico che per un attimo di apparenza o di immagine baratterebbero i pochi grammi di intelletto rimasti.
Non è un circo perchè non v'è neppure allegria. Anche le fanfare stonate e autocelebrative (come premi in un salotto bene o fiction televisive) sono tristi e malandate nella loro ricca sgangheratezza di intenti e nella povertà dei risultati.
C'è chi alleva un popolo di vili e miserabili per vivere alle loro spalle e  sfruttarli come pecore da tosare senza ritegno in qualunque stagione, c'è chi alleva eunuchi per mascherare la sua impotenza e coltivare un harem di illusioni....
Trucchetti, bassezza, pubblicità invasioni unilaterali che non si preoccupano neppure più di mascherarsi, politici che incalzano da ogni lato e nudo ovunque e in ogni sgraziata  posa, insinuatosi, sotto forma di calendario, pure nel tempo.
Allevamenti di povertà di ogni tipo...per coltivare l'ignobile ricatto della sopravvivenza, per comprare o vendere a basso costo ciò che neppure si utilizzera e finirà nella discarica del nulla.
Prendere, accumulare, corrompere, guastare.... per far vedere a se stessi che il tempo non passa e se passa rende tutto e tutti uguali.... Tutti miserabilmente e perdutamente uguali.
C'è chi condisce tutto di sentimento usato come miele per le formiche....(ne rimangono di solito invischiate).... C'è chi dalla sua torre, più che d'avorio, di cartapesta, pontifica la sua ignoranza e la erge a sistema, quando riesce anche a legge.
Oh non c'è neppure utilità in ciò......... magari, però nella nebbia.....domani mattina ....svanire,svanire, svanire svanire........

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postato da: artemidoro alle ore novembre 28, 2006 21:19 | Link | commenti (9)
categoria:editoriali, vivendo, pensieronotte, maschere
sabato, 25 novembre 2006
elaborazioe grafica da fotogramma di Arturo Ferrara
 
Il Silenzio dipinge un orizzonte scuro e spuntano le stelle come ciocchi crepitanti nel focolaio del cielo.

Dove abbiamo costruito la nostra casa.
Non sulla terra solida, non sul mare, non in cima alla montagna e neppure sul ghiaccio...non in una prateria ma in un deserto.
Ruotano intorno a noi costellazioni e pianeti....Passano dolori e sorrisi e tutti i nostri silenzi sono il vuoto che esiste tra gli atomi.
Guarda... immagini evanescenti..... volti che mutano, forme....ci indicano il cammino mentre la nebbia e la notte intorno allungano le distanze, confondono i confini.
Dove abbiamo costruito la nostra casa.
Non sulle intenzioni, sulle passioni e i desideri, non sugli amari pensieri né sui ricordi ma in una piccola caverna, nelle profondità della terra dove il Grande Filosofo pescando dal mondo delle idee, assegnava delle parti.
L'abbiamo fatta bene la nostra parte....abbiamo saputo?
Il giorno
volge al termine, la notte tutto assorbe... e ora non ha più importanza sapere, siamo tornati, insieme da dove siamo venuti...il deserto..la caverna...le idee...il buio...ricordi?
SIlenzio.


note  postuma 26 novembre, ore 23.54 e 27 novembre (variazioni)

La prospettiva non è finita...è cambiata. Inascoltata è passata, no...nessuno ricorda e il buio da "fuori" s'è trasportato "dentro". La caverna può essere di vetro o avere l'ascensore e il riscaldamento, può essere estesa in verticale ma è ancora un po' sprofondata . Rendersi conto, "rendere conto"? Di cosa e di che...l'arcana ignoranza non è più innocente (ma lo è mai stata?)
Ti guardi intorno qualche volta?
Dove abbiamo costruito, non è la nostra casa.
Cosa abbiamo costruito?
Forse si ricomincia per questo.  Tra poco, anzi adesso è già domani.
Un volto nuovo? No, cambierà ancora, rimanendo uguale.


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postato da: artemidoro alle ore novembre 25, 2006 21:09 | Link | commenti (6)
categoria:fiori, amore, letteratura, arte
venerdì, 24 novembre 2006
Partire, andare...ma dove.... Non lo sai che la terra è sferica e nelle carte rotonda? Girerai a lungo e ritornerai nello stesso luogo.Per uscire per la tangente bisogna superare la forza di gravità....e se vuoi perderti (davvero lo vuoi?) nello spazio infinito....dovrai raggiungere una certa velocità.... Potresti essere catturato da un altro pianeta e precipitare o in un orbita (più o meno eccentrica)   ricominciare lo stesso inutile giro.
Non ti interessa forse la meta, ma il percorso? Quelle strade (perchè non ricordi?) le hai già fatte..... Hai confuso le forme e le modalità con il contenuto.... Non ti accorgi che ripeti le stesse cose solo con varianti formali ma non sostanziali?
Non hai letto che il sogno è la pattumiera dell'io? Vuoi veramente contare su di lui.... E i tuoi pensieri, cosa te ne fai dei tuoi pensieri se li tradisci per un sorriso, se venderesti tutto per una carezza? Lascia che il topo in cantina divori i tuoi scritti, sfamerai un essere vivente che almeno si riprodurrà, fino ad invadere la terra.
Nella terra tutti mangiano e continuano fino a divorarsi l'un l'altro.... A pancia piena poi inventano altre forme di potere per perpetuare la stessa cosa, un dominio e un impossessamento di tutto. (al di là a volte di ogni bisogno o necessità).
E poi, poi (perchè anche se tutti lo sanno fanno finta di non saperlo) tutto ritorna polvere e si sparge sulle macerie delle intenzioni.

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postato da: artemidoro alle ore novembre 24, 2006 15:00 | Link | commenti (8)
categoria:riflessioni, oltre, vivendo
mercoledì, 22 novembre 2006

La biblioteca dove mi trovo è ampia e accogliente, il mio destino si è sempre consumato nei libri, sin dall'infanzia. Non importa se in questo momento non sto leggendo, con il tempo, più che del loro contenuto, (quante umane follie) mi piace la loro presenza fisica. Mi hanno già praticamente espulso da due case estendendosi dalla biblioteca alle scrivanie e poi ai tavoli e tavolini e poi nei comodini,abbandonati sulle poltrone,nel letto,sotto le coperte.
Si  autoriproducono? Spuntano dappertutto.
Al lavoro mi circondano da ogni lato. Di cosa parlo? Di loro. Di cosa scrivo o rifletto, di loro, sono inclusivi ed esclusivi.... Li ho portati a spasso nei parchi e giardini della mia città, in collina ad esempio a Parco Europa a Cavoretto, dove, da studente passavo i pomeriggi, osservando dall'alto la città vivere, quella vita che io leggevo. In un fiume di montagna ho dimenticato un' antica edizione del "Fedone" e in qualche sedia di treni e autobus molti altri libri sono rimasti.
Anche in bicicletta ne ho sempre uno a farmi compagnia, nello zaino....
In parte hanno ricambiato il mio amore diventando anche il mio lavoro, facendomi incontrare tanti loro amici ma hanno preteso tanto. Ve lo dico in un orecchio: i più audaci si fanno trovare, VOGLIONO essere letti Ecco, qualcuno li cita, o spuntano da uno scaffale o addirittura qualcuno li scrive, sembra, per me, solo per me (conosco bene quest'illusione, simile a quella dell'Amore, ma cosa importa, finchè i fatti, la realtà non la rivela....) Allora "sento" per alcuni il desiderio di incontrarli.... portarli con me, rileggerli dopo lungo tempo, anche solo rivederli, sentire il loro profumo, vedere quanto sono cambiati(faccio finta di non sapere di essere cambiato io), ingenuamente, di entrare nei loro improbabili e folli mondi...e la punizione ricomincia....
Ascolta .... invitami a fare una passeggiata....non mi parlar di loro,non mi chiedere giudizi o pareri. Non so nulla, perché mi vuoi costringere a recitare la parte del saccente. Non ho imparato...forse ho dimenticato, forse è stato l'entusiasmo.... il sentimento (nemico assai della ragione). Però lo confesso, ogni libro, anche il più strampalato, lo vedo ancora con gli occhi ingenui del bambino.... Se non mi affascina e stupisce....se ne andrà lui da me, proprio come gli esseri e le cose, come Te,ora,  che hai capito che oggi non tira buona aria e che alle tue finzioni (delle quali ti sei quasi convinta) non sono disposto a credere. Meglio un buon libro, in fondo.Sì molto in fondo.

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postato da: artemidoro alle ore novembre 22, 2006 14:11 | Link | commenti (8)
categoria:amore, riflessioni, ricordi, letteratura, oltre
domenica, 19 novembre 2006
Elisabetta opera grafica-fotografica di Arturo Ferrara tutti i diritti riservati

Da oscure profondità della memoria. Riflessa nel pozzo dove la Luna ha gettato lo sguardo. In una serata come le altre.
Da dove è straripato il fiume dell'angoscia, quali ruscelli lo hanno alimentato?
Il topo lavora nella cantina.... La superficie delle cose, leggermente opaca, non nasconde però l'inquietante ombra del pipistrello.
Quel tempio ha ormai poche colonne.
Vuoi parlarmi ancora degli inquietanti contorni? Narrami amica invisibile di tutte le sfumature....amica assente, anima intensa, fanciulla in fiore allontanata dalla vita...  io non potrò mai darti ciò che sognavi ma vivrai ancora attraverso le tue parole che io tacerò al mondo e farò risuonare nella mia anima.
Con il liuto le accompagnerò e la mia melodia sarà così silenziosa da non turbare la notte e la tua voce così assente da non turbare la vita o quello che rimane.
 Ecco le acque del dolore hanno tracimato nella coscienza, un pianto inespresso mi sconvolge.Vorrei urlare..dire, fare, reagire....non cadono lacrime, sono congelati nel ghiaccio i movimenti. Vedo tutti gli orrori dell'esilio sulla terra e non posso sfuggire alla lunga catena che ha portato a oggi. E' questo il tuo dono? Amica assente, tu fai scorrere gli oceani su di me..... sicuro che io resista alle tempeste e al vento, sei certa che possa sopportare il rabbuiarsi dei cieli e degli universi, le meteore cadenti, i terremoti?
Come riuscirò ad esprimere tutto questo dolore, perché..... Non far passare il Tempo, dal mio Giardino.....

Il grande brivido è passato vicino, dolce fanciulla rimane il tuo fruscio disteso sull'eternità, e non c'è guerra, non c'è pace.... ora non c'è nulla.
Svanite le ombre inquietanti, passate le acque furiose, spenti gli incendi e le tempeste..non buio ma neppure luce..una tenue luce lunare mi va vedere il tuo viso nel pozzo.
E poi svanisce lentamente e rimane il freddo e il profumo di una notte d'autunno.

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postato da: artemidoro alle ore novembre 19, 2006 20:53 | Link | commenti (7)
categoria:letteratura, arte, oltre, sognando, maschere
venerdì, 17 novembre 2006
Frammenti di Autunno opera di Arturo Ferrara tutti i diritti riservati

L'autunno avanza e l'inverno s'insinua lentamente nei tuoi pantoloni o sotto la gonna dove residui di sogni scaldano i luoghi dove non batte (quasi mai) il sole. La morbida linea curva, tanto amata dagli artisti assume contorni scivolosi e le prominenze, dove ci sono, tendono a trovare posti strani (e mai desiderati) per emergere o per sparire....

Un'altra modella è morta per anoressia in un mondo dove troppi, non hanno la possibilità di mangiare. "Taglia 38", un nome che suona quasi da lager. A me le donne son sempre piaciute un po' abbondanti, anche di intelligenza (quando capita) e non solo di straripanti sentimenti che si dileguano spesso come nebbia al sole o cambiano direzione come vento di montagna.

E Loro, passeggiano nel viale cercando qualcosa da bruciare.... corpi così scuri da confondersi nella notte della coscienza, eppure amabili forme alle quali, forse, solo un sorriso avrebbe potuto far deviare strada,... (potrà,ancora?)
I suoi occhi scuri guardano con rancore tutto e tutti...cercando un varco per prendere, arraffare.....catturare quel presunto benessere che gli sembra negato, per "avere" almeno, se non "potere"....
Molti sono in agguato per prendere, rapinare..colpire..fuggire e poi precipitare in fretta nei loro orrori tra tappeti di preservativi e siringhe. Non hanno identità o l'hanno mutevole, i loro legami con l'umanità si allentano durante la caduta.... (Chi e come la può fermare?)

Ieri, come un gatto bianco sornione, ti ascoltavo leggere le tue poesie, in poltrona con una stereotipata aria intellettuale (tu volevi facessi quella parte ) e come tutti mi chiedevi un giudizio....la mia mente cullata dai ritmi non badava neppure ai contenuti , s'addormentava lentamente e pensava al tuo sensuale corpo  e alla tua anima cosi' sottile e delicata, alla tua vitale esuberanza di parole e fatti , alla tua ritrosa leggerezza nello scrivere.
Pisolavo nei miei atteggiamenti sorridendo di me stesso fra me e me.... ma anche godendomi il tuo imbarazzo, in contrasto con la tua prorompente (e un po' accentuata) femminilità.....  (timidezza interiore, sfacciataggine esteriore, quale il confine?)

Frammenti d'Autunno...nel corso del tempo...nella labilità delle foglie che cadono e dei viali del tramonto che fanno da sfondo .... eppure ancora questo sole è caldo e, anche se mi sfugge come tutto fra le dita.... mi racconta ancora dell'Amore.
Per me è ormai una fiaba, una di quelle con streghe e maghi, di tanti anni fa....
Ma che importa ora se  il gatto sornione s'addormenterà..... e rivivrà la giornata con tutte le sue improbabili varianti, della solita partita a scacchi con il tempo?

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postato da: artemidoro alle ore novembre 17, 2006 16:47 | Link | commenti (1)
categoria:amore, ricordi, letteratura, sognando, maschere
martedì, 14 novembre 2006
In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre labbra facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose
P. S. E così dimenticammo le rose
Dino Campana


..... Dicevo.... delle rose che non colsi mi hanno punto le spine. Perchè bagnando i fiori ti dimentichi delle spine che si rivelano alle prime carezze.
Innesti variopinti ed improvvise fioriture e qualche petalo che cade....
Ad ogni stagione, cosa nuova, la speranza che il sole ha generato. Ma l'acqua quotidiana, versata con amore è il fondamento che quasi subito si scorda, inseguendo la bellezza. Perché bellezza e fatica non sono molto amiche.
C'era un fanciullo che girava biondo nel parco con un piccolo arco in mano. Non è primavera, perchè prepari le frecce?
Erano alberi autunnali e le foglie avevano il sorriso di chi cade, di chi saluta questo mondo.
I tuoi ramati capelli incontrano il cielo... ma io vedo più cielo nella tua mente che intorno a te.
E' stato solo un riflesso della Luce?
I giorni e le rose.
Ma non indossero mai i guanti per le spine.


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postato da: artemidoro alle ore novembre 14, 2006 22:28 | Link | commenti (10)
categoria:fiori, poesia, amore, ricordi, letteratura, oltre
domenica, 12 novembre 2006
Voici le soir charmant, ami du criminel;
Il vient comme un complice, à pas de loup: le ciel
Se ferme lentement comme une grande alcôve,
Et l'homme impatient se change en bête fauve.
O soir, aimable soir, désiré par celui
Dont les bras, sans mentir, peuvent dire: Aujourd'hui
Nous avons travaillé! - C'est le soir qui soulage
Les esprits que dévore une douleur sauvage,
Le savant obstiné dont le front s'alourdit,
Et l'ouvrier courbé qui regagne son lit. ....

da le Crépuscule du soir di C.Baudelaire

Ecco l'affascinante sera, amica del criminale;
viene come una complice, a passo di lupa : il cielo
si ferma lentamente come una grande alcova,
e l'uomo, impaziente, si trasforma in bestia feroce.
O sera, amabile sera, desiderata dall'uomo
le cui braccia, senza mentire, possono dire:Oggi
noi abbiamo lavorato! E' la sera che alleggerisce gli spiriti,
il sapiente ostinato dalla fronte appesantita
e l'operaio curvo che riguadagna il suo letto....
(originale traduzione di Arturo Ferrara  Torino 2006)

Il passaggio dalla sera alla notte fonda è sempre indefinibile. Impercettibile e ambiguo, come il momento nel quale la coscienza si oscura e una parte ancestrale di noi, nel bene o nel male emerge.
La forza e la violenza di questa parte (da tutti temuta e amata) è proporzionale al grado di repressione sociale e all'autocontrollo esercitato su di noi. La paura che si ha è proporzionale al grado di ipocrisia abitudinariamente esercitata per i motivi più vari (il mio in questo momento non è un discorso critico).
Da molti poi, questo punto di confine è visto come il momento opportuno per far svanire il mondo della luce, l'apparenza, la chiarezza, la logica, la ragione.... per far vivere i loro opposti.... E' possibile ciò, è un 'illusione, un pericoloso gioco che alimenta in fondo solo la convenzione e l'abitudine?
Sospetto di sì. La divisioni in momenti della pienezza dell'essere, la catalogazione e l'assegnazione di ore determinate è già sintomo dia-bolico, di personalità spezzate, nevrotiche, sofferenti.
Il bisogno di tra-sgressione, il patetico e tautologico bisogno di e-vasione sono la conseguenza di un tale atteggiamento, che sfocia quasi sempre nell'autodistruzione. Ne hanno bisogno le persone più
mediocri, coloro che hanno sempre sottovalutato in sè la parte naturale e interiore e hanno vissuto all'insegna dell'apparenza, della convenzione. Un tale atteggiamento che non è affatto liberatorio ma imprigionante e tendente a creare alla maniacalità seriale, la noia insoddisfatta che si traduce nel desiderio insano di acquisti, potere, nuove esperienze, viaggi.... è forse la base e il fondamento del nuovo caos che a sua volta esprime il concetto di Entropia, legge fondamentale della fisica e di ogni società....
Il problema è molto complesso e mi rendo conto di aver solo sfiorato alcuni spunti, ma che volete..la notte è così vicina, quel punto di passaggio è appunto "passato" e io sono qui nell'oscurità, rischiarato solo da una piccola lampada a digitare....


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postato da: artemidoro alle ore novembre 12, 2006 21:37 | Link | commenti (5)
categoria:letteratura, oltre, pensieronotte, maschere
sabato, 11 novembre 2006
fotografia di Arturo Ferrara diritti riservati

Lettere d'amore mai scritte. Foglietti che il tempo ha già consumato, smarriti in qualche casetto della mente.
Volti troppo cambiati e usciti da una fotografia o da un sogno ancora giovani e innocenti.
Per Te, per Te, per Te, per Te.... non so il Tuo nome nè chi tu sia (la tua terrena forma muta ad ogni stagione). Non so perché..forse perché qualche foglia ha già i segni dell'Autunno e qualcosa di luminoso può rasserenare il suo distacco dal ramo....
Parole mai dette, intenzioni rimaste sospese e ora, quando il sogno è finito pronte a rivendicare il loro diritto all'esistenza.
Ah se avessi fatto, detto.... se non fosse successo.... solo un po' di tempo in più.... Se Tu fossi passata da quel luogo.... se avessi parlato, se non fosse stato... Oggi il vento porta strane eco che non sono pensieri, né ricordi.... solo, forse, possibilità, ricombinazioni del corso del tempo...nello spazio dell'esistenza.
Ricordo una voce gentile, un gesto, un gesto che riscatta anni di assenza..un sorriso.... un pensiero, anche uno solo, aggraziato e intelligente a ricoprire il deserto e il vuoto di minuti, ore, giorni senza perché... Ricordo..ma non ricordo nulla..è il sogno che si è sostituito alla realtà e spesso la realtà al sogno..fino a non farmi distinguere più nulla.
Nell'indistinto, nell'orrore...dove ogni identità si confonde e viene sconvolta dal procedere della storia, dal superarsi delle cose.... ora, qualcosa di luminoso e  vivo.....
Ma per chi , quando, come, per cosa tutto questo? Non ricordo, è presto, è tardi? Non son più io, "un io"....



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postato da: artemidoro alle ore novembre 11, 2006 02:33 | Link | commenti (7)
categoria:fiori, amore, ricordi, sognando