Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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yartemidoro Natura Viva photoset artemidoro Natura Viva Arte Grafica
domenica, 30 aprile 2006

Ma chi sono,dimmi, i viandanti, questi ancora
un po' più fuggiaschi di noi, che fin dal mattino
urge e torce una volontà mai sazia
d'amore, di chi, di chi mai? Ma li torce,
li piega,li libra e li agita,
li scaglia in alto e li riprende; come da un'aria
oliata, più liscia, essi precipitano
sopra il tappeto cunsunto, assottigliato
del loro eterno saltare, su questo sperduto
tappeto dell'universo.....

da Elegia Quinta
Elegie Duinesi Rainer Maria Rilke
trad.Romano Guardini Morcelliana Brescia


Le Elegie Duinesi nella traduzione citata (in verità è inserita all'interno di un saggio ) sono da considerare una delle letture più intense da me fatte.Sono passati un po' di anni (tanti) mi trovavo in Alta Valle di Susa in una casa in mezzo a un bosco e,da un lato una montagna incredibilmente ripida. Erano nitidi giorni di agosto e io, nel balcone  passavo le notti leggendo e guardando il panorama (si vedeva distintamente la Sagra di San Michele e, in lontananza Torino, mio luogo di residenza):
Non so se era quel particolare periodo della mia vita o la lettura di Rilke..... ero in una specie di atmosfera sospesa, nello stesso tempo estraniato e e partecipe di ogni cosa.... Osservatore vigile ma anche etereo essere della vita notturna ....Così leggevo e nel mio giardino aspettavo la famiglia di ricci che veniva a mangiare il "pappone" da me lasciato.... i vari gatti del vicinato e a volte qualche famelico cane sperduto che aveva trovato il sistema di passare sotto la precaria recinzione. Non mancavano le stelle cadenti.... E le Elegie Duinesi lasciavano nel mio cuore e nella mente indescrivibili sensazioni che,anche ora non riuscirei neppure a accennare.
Qualcosa di quella magia (un equilibrio tra Natura e Cultura) c'è anche ora, anzi ogni volta che riprendo in mano il quaderno dove ho ricopiato Rilke (il libro non era mio e non sono mai riuscito ad acquistarlo).


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postato da: artemidoro alle ore aprile 30, 2006 00:17 | Link | commenti (5)
categoria:poesia, riflessioni, vivendo, pensieronotte
sabato, 29 aprile 2006

Stanno i giorni futuri
come una fila di candele accese
dorate,calde,vivide

Restano indietro i giorni del passato,
paurosa riga di candele spente,
le più vicine danno fumo ancora....
fredde, disfatte e storte.

Non le voglio vedere m'accora il loro aspetto,
la memoria mi accora del loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese

Non mi voglio voltare ch'io non scorga in un brivido
come s'allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente

Costantino Kavafis

Una  inquietante visione-metafora dello scorrere del tempo e del rapporto tra sogni, speranze  e loro realizzazione (candele accese dorate,calde,vivide) . Le "candele" possono divenire simbolo degli amori passati ad esempio ma anche del ambiguo legame tra Amore e Morte nella vita e nella memoria stessa (la memoria mi accora dl loro antico lume):
Anche "visivamente" le immagini evocate della poesia hanno qualcosa di onirico ( paurosa riga di candele spente/....tenebrosa riga). La trasformazione delle candele diviene allora la nostra trasformazione , il processo dell'invecchiamento accelerato, visto in tutta la sua degradazione estetica (fredde,disfatte, storte). Un senso di inarrestabilità..di corsa verso il nulla che neanche un patetico tentativo di fermare il pensiero, la visione (non mi voglio voltare) e nel contempo quasi un perverso piacere di annullamento, denso di "erotismo" nell'ultima parte della poesia, forniscono ulteriori spunti sensitivi e di riflessione.

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postato da: artemidoro alle ore aprile 29, 2006 03:24 | Link | commenti (1)
categoria:poesia
venerdì, 28 aprile 2006

Sunt lacrimae rerum....
(ci sono lacrime per le vicende umane)
(Virgilio Eneide 1.462)

.    .    .     .      .      .     .      .

  In una strana maniera
il mio volo superò mille voli;
perché speranza di cielo
tanto ottiene quanto spera;
ho sperato solo nel furore
e in speranza non fui manco
se salii così in alto, così in alto
che raggiunsi la preda.

(da Coplaz al divino) Juan de la Cruz

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postato da: artemidoro alle ore aprile 28, 2006 01:19 | Link | commenti (1)
categoria:poesia, oltre, pensieronotte, maschere
lunedì, 24 aprile 2006
 
Due Filosofi opera di Arturo Ferrara - pastelli a cera e china su carta

Quest'opera di Arturo Ferrara, per ragioni tecniche mai esposta e fotografata fino ad ora, ha un titolo solamente per motivi di catalogazione. E' nato(ma non piace all'Autore) da un nostro animato  incontro, dove si parlava dell'energia mentale che scaturisce da un dialogo, un confronto fra due persone.(in particolare di sesso diverso) Come in molte sue opere A.F. sviluppa l'incontro e l'intersezione delle linee e dei colori, le trasformazioni che si generano dal dinamismo di un'azione. Le sue azioni sono sempre correlate al pensiero e agli incontri-scontri fra esseri ed esseri,esseri e cose,esseri e Natura, oppure fra confronti con se stessi, "lo specchio" il doppio che è un tema  di suo interesse.
La "forma" spaziale tende a divenire di sola luce...le figure assumono colori e trasparenze dallo spazio che le circonda che a sua volta viene "deformato" temporalmente in prospettive e linee che avvolgono l'osservatore, lo coinvolgono, come se il contributo del suo pensiero, il frutto delle sue sensazioni venisse "inglobato" nel disegno.
Per questo non si tratta,come delle altre sue realizzazioni di una struttura neutra, fissa....
L'osservarla non è solo un fatto di visione è un qualcosa che rimanda in un altrove (parlano spesso i simboli sullo sfondo, come in altre opere) dove non si è passivi, dove svaniscono personaggi e figure. Un "non spazio", un "non tempo" di transizione (sempre di transizione) dove si entra nel proprio io e , nello stesso tra la precarietà della forma, dell'immagine e della stessa percezione, inquieti per il coinvolgimento.
Il disegno è realizzato su carta con pastelli a cera ,china e raschiamento, una tecnica che A.F. ha utilizzato e impega  per molte opere, permettendogli di lavorare a più strati sul disegno originale ,sviluppando linee e figure generate dall'incontro e dalla fusione dei colori.
 
per artemidoro blog fnfpvcbmpsvec artfer 2006 Torino
postato da: artemidoro alle ore aprile 24, 2006 21:36 | Link | commenti (1)
categoria:arte
lunedì, 24 aprile 2006
Due Filosofi (particolare) di Arturo Ferrara -pastelli a cera e china-(diritti riservati)

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postato da: artemidoro alle ore aprile 24, 2006 15:02 | Link | commenti
categoria:arte
domenica, 23 aprile 2006


Il fiore più bello  sei Tu, che sei nascosta, invisibile  a tutti dietro i  rami, nelle foglie, all'interno dei fiori... Sei nella linfa della pianta.Eri nel seme che è divenuto radice e sei nel rosso frutto che tra poco nascerà, sei nella mano di chi lo coglie e  nel legno che con il fuoco diverrà cenere. Sei nel vento che ti disperderà e nell'acqua che ti porterà a spasso per il mondo Il fiore più bello sei Tu, che Ti stai specchiando.Capelli biondi, neri, rossi..ricciolini e sguardi da cucciolo che dureranno neanche un istante di una stagione. Tu sei la farfalla che si posa e l'insetto laborioso che scava...sei nell'essere che nell'acqua guizza, nella Terra striscia..... in quel passero che si posa sul Tuo ramo.
Sei e non sei perchè la Tua esistenza è un passaggio di pensiero che si trasforma e rimane (per noi inspiegabilmente) in sé stesso e ancora in noi.
Quel lungo brivido che mi percorre è il passaggio del tempo..... Una figura enorme oscura, un' ombra che ha oscurato i riflessi della luce sul verde.... Quella breve inquietudine è la mia vita, il passaggio del Sole che compie il suo ciclo.....
Ma tutto è apparenza...Per questo Tu non hai bisogno di apparire, essendo di altra Natura.


artemidoro fnfpvcbmpsvec artfer 2006 Torino (la foto è di Arturo Ferrara)



postato da: artemidoro alle ore aprile 23, 2006 13:44 | Link | commenti (2)
categoria:fiori, letteratura, oltre, sognando
venerdì, 21 aprile 2006
Niente è più drammatico  che la Vita Interiore di un Grande Spirito nella sua lotta con l'educazione, coi maestri, con gli studi, col tempo, coi pregiudizi, nelle sue imitazioni, fluttuazioni e resistenze.
La Sua grandezza è appunto in quella lotta, cioè  fare in modo che in mezzo a quelle fluttuazioni si stacchino con maggior forza ed evidenza le sue tendenze predilette che gli danno un carattere ed una fisionomia.

Francesco De Sanctis
postato da: artemidoro alle ore aprile 21, 2006 00:20 | Link | commenti (2)
categoria:esercizi, pensieronotte
martedì, 18 aprile 2006


Alla fine della giornata, camminando nei prati vicino a casa mia, cercando negli alberi fioriti e nella Primavera in ogni parte sbocciata, un po' di pace e serenità, soffermandosi su un piccolo fiore di campo da tutti ignorato perché comune, ma diverso da tutto e da tutti visto con gli occhi del cuore.
Attendendo la notte, stanco, triste per la vanità della giornata che è passata e le piccole miserabili angosce della vita quotidiana....cercando identità nel silenzio in un piccolo angolo di mondo vissuto come casa, cercato come rifugio.
Durano così poco le fioriture... dura tutto così poco e poco lo godiamo in tutte altre cose affaccendati... Ecco cerco di radunare il mio essere, allontanarlo dalla città, dal lavoro, dagli esseri..... dimenticato, anch'io come il fiore........cercando la mia gattina per la pappa quotidiana e, lentamente perdendomi nella Notte....

Questa foto (me ne sono accorto dopo, pubblicandola) ha una "cosa " inquietante  e magica.....chi riuscirà a vederla?
Credo coloro che sono ora in sintonia con me. (Nessuno?)

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postato da: artemidoro alle ore aprile 18, 2006 22:17 | Link | commenti (10)
categoria:oltre, vivendo, pensieronotte
martedì, 18 aprile 2006
O piccoli giardini addormentati
in un sonno di pace e di dolcezze,
o piccoli custodi rassegnati
di sussurri, di baci e di carezze;

o ritrovi di sogni immacolati,
di desideri puri e di tristezze
infinite, o giardini ove gli alati
cantori sanno di notturne ebbrezze,

o quanto v'amo! I sogni che rinserra
il mio core, fioriscono, o giardini,
lungo i viali, ne le vostre aiuole.

Io v'amo, io v'amo, o fecondati al sole
di primavera in languidi mattini,
o giardini, sorrisi de la terra

Sergio Corazzini
Da L'amaro calice (1905)
Roma, tipografia cooperativa operaia romana.

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postato da: artemidoro alle ore aprile 18, 2006 00:32 | Link | commenti (1)
categoria:poesia, riflessioni, letteratura, sognando
lunedì, 17 aprile 2006
Invito e, riguarda soprattutto chi passa occasionalmente di qui (chi lo ha fatto ben lo sa) a non usare lo spazio per i commenti del blog per veicolare qualunque forma di messaggio ., non inerente 'argomento del post. Come già detto altre volte io ritengo queste cose forme infantili di pubblicità, trucchi mediatici, meno giustificabili persino  di quelli commerciali perché vengono  mascherati, ritenendo  chi li veda non se ne accorga. Tutto ciò che non è inerente l'argomento che tratto nel post , come ho fatto finora, verrà cancellato.

Detto questo rispondo A Matteo e Luca che hanno sollevato la questione della querela che hanno ricevuto per il loro blog, (nel commento cancellato e qui integralmente riportato) perché è comunque una questione importante e non intendo né censurarla né far finta che non esista.
il loro commento:
Un capo-struttura e conduttore televisivo di Rai 2 (per ora preferiamo non fare il nome) ci ha querelato e ora siamo in attesa di ulteriori sviluppi. Nulla da dire o scrivere, pensiamo che la sostanza stia nei fatti. Ognuno è libero di agire nel modo che crede più opportuno. Noi pensiamo solo una cosa: che la libertà di pensiero e di espressione sia la base del nostro modello democratico. Luca è già stato chiamato dalla Polizia Postale (molto gentili e attenti, conoscono la comunità dei bloggers e si sono mostrati comprensivi) Matteo e ancora in attesa. Questo blog per noi è solo un passatempo, uno strumento per comunicare e conoscere altre persone e niente di più. Non cerchiamo e non vogliamo "rogne". Con questo non sappiamo quando e se torneremo a scrivere come in un diario per pochi amici ciò che ci piace e che pensiamo.
Cari saluti da parte di Matteo e Luca

La mia risposta:
Chi scrive un articolo,un post, in qualunque luogo e per qualunque motivo si deve assumere la responsabilità di ciò che scrive, considerando che il limite della propria libertà finisce quando lede o offende quella di un altro.(Libertà è anche per un individuo querelarne un altro dal quale ritenga di essere ingiustamente coinvolto o offeso). La libertà si applica sempre in molte direzioni... La scrittura non è un gioco. Chi anche solo minimamente ha letto qualcosa di me, conosce qualche mia opera, sa che non sosterrò mai censure e querele, (sarò sempre contro a priori, anche sbagliando) ritenendo che si può rispondere con intelligenza e con la ragione. Tuttavia, per essere onesto, non credo che le motivazioni del vostro blog (che ho visitato e letto e che non cito per i motivi detti nelle prime righe)siano quelle che enunciate ora....e..quando si lancia la pietra è poco corretto tirare indietro la mano e fare la parte di chi non sa, o sapeva o voleva solo cercare quattro amici.... o peggio ancora, assumere il ruolo  della vittima.
Per questo motivo vi invito (se per voi era una cosa sentita e seria) a continuare a dire, sostenere, ciò che credete, ma anche a non tirarvi indietro, ad assumervene ogni implicazione e conseguenza e andare sempre fino in fondo. (Considerando anche la legge come una garanzia della democrazia non la sua condanna). In questo caso al di là che le vostre idee siano o no condivisibili non sarete soli. O si crede in ciò che si scrive e allora "le rogne" devono essere considerate nel preventivo, oppure si fa un facile e comodo qualunquismo una retorica dell'insulto fine a se stessa, dove si può dire qualunque cosa sotto la falsa impunità della democrazia.
Spero di non apparire insensibile e "duro" ma penso che il pensiero più che "libero" (mi sembra lo sia in misura, mai adeguata, ma tollerabile) debba essere "liberato"dalla sua paura di esserlo.  Libertà per me è anche responsabilità, scelta e,se occorre sacrificio.
Saluti

artemidoro blog fnfpvcbmpsvec artfer torino 2006
postato da: artemidoro alle ore aprile 17, 2006 02:49 | Link | commenti (1)
categoria:editoriali