Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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venerdì, 31 marzo 2006
Ecco cosa succede ad andare sempre di fretta:
ad andar troppo di fretta ti scivola la braghetta
postato da: artemidoro alle ore marzo 31, 2006 01:31 | Link | commenti (5)
categoria:
mercoledì, 29 marzo 2006
Fare andare indietro nel tempo la memoria e vagare con l'animo per tutte le terre, per tutti i secoli, incontrarsi qua e là e parlare con tutti coloro che furono uomini illustri e dimenticare così i presenti artefici di tutti i nostri mali, e talvolta anche Te stesso, e spingere l'animo, innalzandolo sopra se stesso, fra le cose celesti, meditare su ciò che accade lassù, e rendere più caldo in seguito a tale meditazione, il desiderio del cielo....
Francesco Petrarca (da "Vita Solitaria- libro I)

Fluttuare fra le cose celesti..... in quella vastità di vuoto dove la materia si rarefà e i nostri sogni, meno compressi, fluttuando  perdono il  concetto di spazio tempo.....
Vagare finché la Forza di Gravità (o la forza attrattiva di un Pianeta più grande) ti cattura... Non scendi dolcemente, ma precipiti.....
Se ti cattura il vento ti porterà forse lontano... se scivolerai nell'acqua prenderà la tua forma..... se la velocità sarà eccessiva diverrai solo fuoco, ma se arrivi a destinazione, la terra (sempre troppo dura) ti accoglierà.

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postato da: artemidoro alle ore marzo 29, 2006 22:15 | Link | commenti
categoria:riflessioni, oltre, sognando, pensieronotte
martedì, 28 marzo 2006
Vengono
uguali e diverse
con ciascuna è uguale ed è diverso
con ciascuna la mancanza d'amore è uguale
con ciascuna la mancanza d'amore è diversa.....

Samuel Beckett ((Einaudi Editore)

sono stanco, molto stanco.... è tutto così lontano ed io sono così assente, estraneo un robot al quale ogni giorno vien sottratto un pezzo della propria anima.
Ma quale anima? Forse solo un vecchio programma che ne permette la fisiologica e mentale vita.


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.    .     .     .    .      .       .  
silenzio tutto ciò che fu
prima mai sarà più
lacerato dal bisbiglio
di una parola senza passato
per aver detto troppo non potendone più
giurando di non tacere più.....

(Samuel Beckett)
postato da: artemidoro alle ore marzo 28, 2006 21:05 | Link | commenti (3)
categoria:poesia, riflessioni, oltre, maschere
domenica, 26 marzo 2006
Dall' 'opera  intitolata "Folla Anonima delle 18.30 , di Arturo Ferrara (diritti riservati, concessa per l'esposizione parziale nel blog) realizzata con pastelli a cera e china a raschiamento .

Diverse figure e forme si formano dall'intersezione del fondo oscuro a china che ha ricoperto il primitivo disegno a cera e che è stato successivamente raschiato con lametta, e i contorni.
Come frutto di pensieri, quasi personificati in un simbolico-umano contenitore, emerge  un profilo-ombra, anch'esso abbozzato. Ruotando l'opera i profili sono diversi simboleggianti, forse,come in altre opere dell'autore, forme primigenie della Natura ...
 La folla disegnata volutamente in tratti e ghirigori elementari (diversità sono i colori delle teste) è sommersa dal colore nero di china che l'ha ricoperta ed è stata solo vagamente riportata "alla luce" dal raschiamento a lametta.
L'opera è stata realizzata in inverno, nel momento di transizione dalla luce del giorno a quella artificiale  e in "movimento" della città. Le figure sembrano imprigionate nella forma che le contiene che rappresenta, forse, un istante nello spazio tempo, un anonimo momento-buco nero nel quale precipita la giornata, l'uomo e tutte le sue vane attività.... Nel contempo il contenitore è anche un profilo, una testa pensante forse  tutto è ricondotto (e riconduce) al pensiero, all' Io che rivede la giornata, alla fine, che cerca di  ricostrure, trovare, ri-conoscere persone ed eventi, per non lasciare il giorno, popolare la notte che verrà con i suoi ancestrali terrori, ancora di viventi (forse simili)  esseri.
Ma forse il tutto è solo una macchia di colore caduta in un foglio bianco....
Per problemi tecnici (inerenti la collocazione dell'opera) la fotografia è pessima e poco evidenzia importanti sfumature coloristiche

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postato da: artemidoro alle ore marzo 26, 2006 16:40 | Link | commenti (2)
categoria:arte
sabato, 25 marzo 2006
I molti orologi di casa mia continueranno asincronici la loro corsa. Nonostante l'ora legale. Perchè li aggiornerò a caso.... o non li aggiornerò. Ci sarà sempre quello precisino e giusto, quello che lascerò qualche minuto avanti.... o indietro. Qualcuno è fermo da tempo... rotto o scarica la pila.... Un altro, il più tecnologico si aggiorna dal satellite..... Nessuno (o quasi) segnerà la stessa pratca ora.....
Da tempo (e stranamente) mi alzo sempre all'ora che mi serve senza orologi....  ma...se non succedesse vuol dire che sono gli orologi che vanno tarati sulla mia vita e non purtroppo l'opposto (come comunemente accade)... ma poi nel computo del tempo assegnato che conta?
Però, se vuoi (ma è lo stesso se non lo fai) ricordati questa notte dell'ora legale..... mi sa che è una delle poche cose "legali" rimaste....


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postato da: artemidoro alle ore marzo 25, 2006 21:45 | Link | commenti (2)
categoria:oltre, vivendo
mercoledì, 22 marzo 2006
Non c'era, non era segnato nella lista. Se non sei segnato non esisti, non sei nessuno, non lavori,non vivi....
Camminava il pugno chiuso nelle tasche, per una qualunque delle città ostili nelle quali era passato.
Un feroce odio per tutti, i passanti e anche per quelli che immaginava chiusi e tranquilli nelle loro case. Eppure nel suo cuore sapeva che non c'e nessuno tranquillo, che tutti sono in lotta con qualcuno, la società, se stessi.... Conosceva l'inesorabile tempo che avrebbe reso tutti ugualmente fragili,deboli,insignificanti... E sapeva anche la meta di tutto.....
Eppure voleva riempire quel grande vuoto della sua vita, tra l'inizio e la fine,con quel meritato stordimento di piaceri che dovrebbero spettare a tutti. Anche solo quel senso di potere,di successo, oppure di pancia piena, di facile compassione per tutti gli altri....
Ecco non era nella lista.
Qualcuno si era dimenticato di lui o, forse non ci aveva mai pensato.
Improvvisamente ( era stato forse un fruscio d'ali?) questo pensiero non gli sembrò più tanto angoscioso. Non si sentì più arrabbiato. Vide la prima rondine volare e s'accorse che gli alberi del viale erano pieni di germogli.... Il pugno in tasca si apri, la mano usci, all'aperto,all'aperto....come la sua vita e tutto il suo essere. Per fortuna, non era iscritto in nessuna lista.
Camminando ne vide una per terra. Era elettorale. Sentì un bisogno impellente di urinare...che dico un sottile, immaginario piacere..... lo fece proprio su quei nomi, su quel pezzo di carta che,finalmente,si ingialliva, prima del tempo..... molto prima di invecchiare ed essere sorpassato, assurdo. Pensò a tutti quei vuoti e ridicoli nomi...tutti numerati e in fila.... pensò alla proporzionalità dell'esistenza ...ai primi della fila ed agli ultimi, come fantocci di un'improbabile desidero di riconoscimento.
E fu fiero di non ricordarsi il suo nome, di aver perso anche la carta d'identità,la falsa certificazione di una falsa esistenza. Persa, con tutto il resto.

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postato da: artemidoro alle ore marzo 22, 2006 20:08 | Link | commenti
categoria:riflessioni, letteratura, oltre, vivendo, maschere
lunedì, 20 marzo 2006
"Il tempo
                  non attempa...."
Ecco che cosa stridono i grilli in risposta
alle nostre paure d' invecchiare
e fino all'estasi bevono rugiada,
pendendo dagli steli
con elitre imperlate
e ognuno
è un minuscolo verde poeta.
"Il tempo
                  non attempa...."
Ecco cosa tintinna,
quasi fosse un sacchetto di monete
nella tasca bucata del cosmo,
un pugno di pianeti.....
...............................................................................

Evtusenko E. (trad. E.Pascucci ) da "Arrivederci bandiera rossa" -poesie degli anni Novanta- Newton Editore1995 Roma


Eppure (e non so neppure se solo oggi) il tempo mi "attempa".... perchè sono aridi gli steli (e non ci sono neppure i campi)  il cosmo sembra un colabrodo che lascia passare solo pensieri inconsistenti e astratti trattenendo la sostanza della mia vita, io corro, corro, restando in verità fermo sulla mia vita....
Di bucate trovo solo le mie tasche(ormai piene di carta).....  Di ogni abito o pantalone buco le tasche...cadono i bottoni....  (E' inevitabile?) Tutto sembra sgretolarsi e cerco ago e filo per risistemare le cose..... Buchi perenni di vite e di memorie imperversano e qualcosa sempre si perde per strada.... Nessuno guarda il cielo, ma neppure per terra... Infatti nulla mai e da nessuno viene ritrovato....
Già perché, (spero solo oggi) il tempo mi attempa....
Oh viandante, tendimi la mano !(ma sai cucire?)
Sono in pericoloso equilibrio sull' oscuro ago con il quale tento di imbastire la mia vita....

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postato da: artemidoro alle ore marzo 20, 2006 20:27 | Link | commenti (8)
categoria:fiori, poesia, riflessioni, oltre
venerdì, 17 marzo 2006
Non siamo nulla di più che una sequenza in movimento,
giochi di ombre proiettati su uno sfondo;
la lanterna magica di un illusionista,
ci da vita a mezzanotte, per il suo spettacolo.

O.Khayam


Può essere ma vorrei sapere alcune cose . La prima chi o cosa (ma anche come e perché) ha fatto iniziare il "movimento"
La seconda come si possa distinguere l'ombra dallo sfondo essendo evidentemente due "cose" della stessa Natura. La terza in questo contesto, (di ombre) cosa di concreto e reale possa essere la "Lanterna".... senza parlare poi dell'Illusionista.... (Che non garantisce sull' Illusione che certifica la Sua esistenza).
La quarta mi chiedo cosa se ne faccia del nostro triste (e tristo) spettacolo....
Infine mi dico : "Ci mancava solo una "sequenza" pensante..  anche se il pensiero potrebbe essere un prodotto collaterale del movimento."


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postato da: artemidoro alle ore marzo 17, 2006 23:10 | Link | commenti (2)
categoria:pensieronotte
mercoledì, 15 marzo 2006
La donna bellissima era nuda, nel letto, che lo aspettava. Stupendi gli scacchi, nuovi,di magnifico legno e fattura,nell'altra stanza.
Doveva scegliere. Il tempo, inesorabile, avrebbe tolto la bellezza alla donna, avrebbe preso tutto: il desiderio, la speranza l'amore. Mentre gli scacchi sarebbero durati più a lungo, una spolverata e via. Anche l'avversario, avrebbe potuto aspettare in eterno, immobile, a studiare l'immaginaria e futura partita.
Ma lui, il giocatore, non poteva aspettare. Aveva provato cento volte la partita (immaginandola) del suo avversario (che non aveva mai battuto) credeva di aver compreso i punti critici, credeva.
Molti avevano inutilmente desiderato la donna che lo stava aspettando ma Lei (e non ne aveva mai capito perché) aveva scelto lui e anche lui spesso, nei suoi sogni aveva, immaginato quel momento.
L'avversario fece la prima mossa.... il pedone di donna.... proprio la partita, gli sviluppi, che conosceva di più.... credeva. 
Una vampata di calore giunse alla sua magnifica mente ed è come fosse sottratto questo calore ad altra parte un po' più in basso..... Si dimenticò completamente della donna e si precipitò al tavolino....

Quanto tempo è passato,? Ore, giorni, anni.... cosa importa...
Ha continuato a perdere partite su partite... ogni volta avendo la sensazione di aver capito perché, di poter rimediare.....
Ora la stanza, l'altra stanza, è povera e vuota e lo specchio rimanda una grigia immagine, orribile da vedersi.....
A pensarci non aveva mai alzato gli occhi sul suo avversario... troppo concentrato.. cieco all'amore, a tutto, per la partita della sua magnifica mente....
Toccava a lui muovere, ora, per una nuova partita..... mosse il pedone di donna, due piccoli passi nel vuoto.... alzò lo sguardo (a vedere finalmente il suo avversario) e vide ancora Lei,(possibile che il Tempo si fosse fermato?)com'era, vestita però di una grande tunica nera..... E rivisse tutto, l'amore ed il tempo passato, analizzando come mosse ad uno ad uno, rimpianti ed errori.... Nei grandi occhi di Lei, né pena o amore, né rancore o nostalgia, ma solo pensiero, puro pensiero che ora poteva pienamente percepire.....
Non volendo più giocare ,questa volta, vinse la sua partita, quella della sua vita. ...
Lo trovarono giorni dopo, (fu il terribile odore di cadavere a rivelarlo) con una strana espressione nel viso, abbracciato al cuscino, per terra ai piedi del letto la scacchiera rovesciata.....
Solo il Re tranquillo al suo posto....


(diritti riservati )per  concessione al blog di Arturo Ferrara
artemidoro
blog fnfpvcbmpsvec artfer Torino 2006

postato da: artemidoro alle ore marzo 15, 2006 20:26 | Link | commenti (1)
categoria:letteratura, scacchi, maschere
domenica, 12 marzo 2006
Uscire è nascere: entrare è morire.
Di seguaci della Vita ce ne sono tre su dieci, di seguaci della Morte ce ne sono tre su dieci; di uomini che, nella loro ansia di vivere, muovono verso il luogo di morte, anche di questi ce ne sono tre su dieci.
Ma per quale ragione? Per la prodigalità con cui vivono la vita.
Ora, ho sentito dire che chi ben si cura della vita, viaggiando, non incontra né tigri né rinoceronti; entrando nell'esercito, non porta nè corazza nè armi. Il rinoceronte non ha dove ficcare il suo corno, la tigre non ha dove mettere i suoi artigli, le armi non hanno dove affondare la loro lama.
Ma per quale ragione?
Perché egli non ha nessun luogo di morte.
(Lao-tzu Tao-teh-ching trad.G.Mancuso Newton Tascabili ed.1995)


Per l'ennesima volta, rileggendo questi pensieri , (quale luogo migliore del bagno, che insieme al letto è la mia speciale biblioteca) cerco nell'ambiguità dei significati (significato e significante sembrano prendermi in giro) ciò che non potrò mai trovare. La consapevolezza del fatto è il risultato ogni volta della mia riflessione. Quando la logica viene umiliata compare il sentimento, quando il sentimento viene umiliato ogni bisogno corporale si esaurisce nella sua meccanica automaticità (che tuttavia è un dono).
Ecco, la consapevolezza del dono delle cose semplici, dell'importanza della silenziosa fisiologia (quando si altera son proprio dolori) è spesso, ultimamente, suscitata da questi miei (un po' patetici tentativi) di andare "oltre".....
Solo un po' "al di là" della stanchezza, del sonno, del tempo che scorre e di tutto ciò che passa, apparentemente senza che ne venga raccolto il significato.
Quando la ragione viene umiliata, ritrovi il corpo e, quando il corpo viene umiliato, allora tutte le miserie dell'esistenza appaiono assurdamente ingiustificabili.
Però ci riproverai....

artemidoro blog fnfpvcbmpsvec artfer 2006 Torino
postato da: artemidoro alle ore marzo 12, 2006 00:17 | Link | commenti (2)
categoria:fiori, riflessioni, oltre, pensieronotte