Poiché ciò che spetta a un uomo, in questa palude,
Non è che patire dolore e agonia di morte
E’ cuore felice chi da questo mondo andò presto
E beato chi al mondo non venne.
Quartina 139 O.Khayam
Coloro che sono passati in questa palude e se ne sono andati, chissà verso quali territori, guardino verso noi con com-passione, non la stessa che non abbiamo noi , l'indifferenza nostra non li ferisca ma dimostri che l'umana natura è debole,incerta.Ascoltino tutte le nostre pene come non abbiamo fatto con loro, e non dimentichino l'amore che siamo riusciti, nonostante tutto a coltivare,anche solo come speranza.
Quando,per un istante solo, le porte dei diversi mondi si apriranno, non impazzisca la nostra coscienza dal rimorso nè dalla percezione della Realtà Universali che ogni giorno nascondiamo dietro le nostre meschinità. Il nostro occhio sia rispettoso e non veda il degradarsi delle forme ma l'illuminarsi dello Spirito, la nostra bocca conosca il Silenzio che mai dovrà coltivare la Mente e che ci sia Pace per tutti e non ci turbino gli stolti con il loro patetico e disperato clamore.
Loro,passino, nel Cielo e rimangano nei nostri cuori.La notte li proteggerà e protegga noi la Luce che ci rimane, che presto arriverà con la nascita del Sole.
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Abbiamo visitato la nostra palude.C'è in ognuno di noi una palude: Per anni si è temuta e si evitato di parlarne.
Urla urlando
A Sara