"Non avere paura, non ti faremo niente di male. Ti uccidiamo solo per rimandarti al "Dio dei boschi" che ti vuol bene. Ti prepareremo un buon pasto,il migliore che tu abbia mai avuto.E piangeremo tutti insieme a te.L'Ainu che ti ucciderà è uno dei nostri migliori cacciatori.Vedi come piange e ti chiede perdono.Tu capisci che non ti possiamo tenere per sempre:abbiamo fatto abbastanza per te; ora sacrificati per noi.Noi ti vogliamo molto bene, e i nostri figli non ti dimenticheranno mai"
(formula di preghiera rivolta all'Orso Sacro in occasione del suo sacrificio Ainu antica popolazione aborigena giapponese)
-dall'Universale, enciclopedia tematica garzantine Garzanti Editore Milano-
Questa formula mi ha molto commosso e la riporto perchè mi ha suscitato sentimenti contrastanti.
Sul piano materiale da convinto animalista e rispettoso di ogni vita, m'indigna la barbarie del sacrificio rituale(e del suo concetto) praticato in qualunque religione.
Però sul piano spirituale la simbologia e la metafora (ma non si tratta forse di analogia?) supera il fatto contigente e si proietta in dimensioni dove le certezze vacillano..le cose non sono più quelle che appaiono e così gli esseri, gli atti,gli eventi.
In quella "dimensione" non siamo noi a proiettare le nostre ombre nel terreno della realtà ma sono loro lunghe,inquietanti (e non corrispondenti geometricamente alla nostra figura) a disegnare la nostra vita, a proiettarla nel tempo e nello spazio in cicli che a volte sembrano ricorsivi.
E chi è l'Orso? Una divinità, noi stessi,la divinità in noi...il nostro corpo..qualcosa che chiamiamo "spirito".
Il concetto di morte-rinascita in questo caso è applicato all'Orso,a sua volta simbolo di un simbolo....C'è veramente da perdersi.Ma non è forse il perdersi stesso il fine di ogni religione.Il perdere la condizione del tempo che scorre,apparentemente senza significato, corrompendoci.Perdere quello spazio limitato nel quale viviamo,tra assurdi limiti oltre che fisici, materiali,sociali. Perdere l'associazione tra ciò che vediamo,sentiamo e definiamo... l'automatica attribuzione mentale a categorie,generi....
Perdersi per svanire..annullare i propri limiti o anche.... proprio nel nulla fuggirli.
Allora Ri-nascere o non nascere più (e non parlo di un possibile "al di là," ma anche già della vita di domani, o del "lasciarsi andare") sono due diverse forme della possibile evoluzione.Però, anche qui, a seconda della personalità possono apparire premi,possibilità o addirittura punizioni. Spesso m'interrogo su quale sia la mia posizione, la mia scelta....e la tua?
Ma possiamo,poi, veramente scegliere?
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