Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

commenti recenti

archivio
categorie
links
* ART Lab Fotografia e Grafica
**** ARTEMIDORO HOME
**** S C R I V I M I ° new e-mail ___________
*AUDIOLETTURE "Canzone"
*AUDIOLETTURE Da Straniera a se stessa
*AUDIOLETTURE Giochi di Luna nella notte
*AUDIOLETTURE Il Corvo di E.A.Poe
*AUDIOLETTURE Il Lampo
*AUDIOLETTURE Il silenzio delle cose
*AUDIOLETTURE il volto di Lei
*AUDIOLETTURE l'Albero Magico
*AUDIOLETTURE L'Amore Mancato
*AUDIOLETTURE La morte di Tantalo
*AUDIOLETTURE Nebbia e Silenzio
*AUDIOLETTURE Pensandoti
*AUDIOLETTURE Spesso il male di vivere
*AUDIOLETTURE-Cenere
*AUDIOLETTURE-Notte Magica (Nuovo!)
*AUDIOLETTURE: Il Viandante
*AUDIOLETTURE: La Chimera
A I U O L A
ABARTHUR
ABATON (da Abarthur)
AliceyDulcinea
Antologia Il Nostro Cielo
Art in English
Art. in MSN
Art. perché?
ARTE E LETTERATURA
ARTE MEDIABLOG
ARTEMIDORO Alias
ARTEMIDORO in Opera
ARTHUR ALIAS (sonoro)
balsamo di carta scritta
Biblioteca di Babele
bohemien
Bosco parlante
briciole notturne
Brugnols
canzonipoesie
Caos Hypnos & Oneiros
casa sulle nuvole
Chat ed MSN Messenger
Chissà
dalla Stazione di Milano
Diritti Umani per tutti (appello di Marina Cometto)
Domani è Natale
Fantasia
Fanteria d'Arresto
Festa della Luna
Fiato Corto
fine della Verità (alla)
flaviablog
Fogliadivite
foto di Montagna
Fotografia
Gail
Gattanerabo
Giuseppe Merico
gli orti della mente
igoogle
il totano riflessivo
in un' altra vita
Iperspazio Poesia
Iperspazio Racconti
Italia Medievale
L'Acchiappasogni
L'Angelo e Tobia
L'Isola che c'è
La Torre del Ragno
lachambrequimanque
Lettere a nessuno
Locanda dei Girasoli
Medioevo
miskin
mrsmollymou
Mucchio Selvaggio
nonna abelarda
Opera al nero
pearl55
Persona intorno (una)
persona intorno (upi) striscia
realevanescence
Simpmlymum
sono uno sblilf
spherikamente
Splinder Nuovo
Splinder Utenti on-line
Splinder, problemi e soluzioni
VIDEO di ARTEMIDORO (You Tube)
Video You Tube L'infinito Di Leopardi
Video You Tube Parole per sognare l'Amore
Video You Tube Spesso il male di vivere
Video You Tube:Notte Magica
Skype Me™!
opere di Arturo Ferrara
foto, opere e testi sono dell'Autore, hanno diritti riservati e non possono esseri riportati o riprodotti in nessuna forma

creazioni recenti
bottoni
Firefox 2
contatore
è stato visitato *loading* volte
Testi e opere del blog sono coperti da diritti d'Autore, non è consentito nessun uso e per nessun fine, senza autorizzazione. Il blog non è aggiornato periodicamente e, ai fini delle vigenti leggi, non vuole essere ne è testata giornalistica. I commenti a fini pubblicitari, non pertinenti o offensivi nei confronti di chiunque verranno cancellati.Il blog è sottoposto a sindacazione, e rilevamento statistico delle visite.Ognuno si assume la responsabilità dei propri commenti, quelli anonimi verranno cancellati se non riconosciuti.Il blog non ha carattere commerciale,né informativo, esclusivamente culturale, ogni citazione o riferimento può essere rimosso a richiesta degli interessati.Per informazioni o approfondimenti o ogni altro chiarimento, scrivere alla casella postale artfer@tiscali.it Artemidoro è anche in Msn messenger e in Skype con possibilità di collegamento audiovisivo.
Page copy protected against web site content infringement by Copyscape
www.flickr.com
yartemidoro Natura Viva photoset artemidoro Natura Viva Arte Grafica
domenica, 26 giugno 2005

Preferirei di no..... Per comprendere il titolo di questo post invito a leggere lo sconvolgente racconto di Melville "Bartleby, lo scrivano".Tutto un parallelo mondo di sofferenza e alienazione che tendiamo ogni giorno a non vedere, rimuovere, ci appare in tutta la sua drammaticità. Ora che, lentamente, le città si svuoteranno per "l'ora d'aria" delle ferie, non si potrà fare a meno di notare, con più attenzione, tutta la grande schiera di poveri, barboni, "birboni", alienati di ogni genere, che, prima nascosti dalla folla, saranno più nudi ai nostri occhi. Sono il prodotto del nostro tipo di vita, lo specchio dei nostri fallimenti.Vedremo, con occhi disillusi, anche solo gli anziani abbandonati, che riempiranno gli ospedali e,nei casi  migliori i parchi.Porteranno il loro corpo, i loro ricordi, i loro sogni un po' più in là, sempre un po' più in là di noi che passeremo veloci, forse un po' spaventati dalla nostra ombra che si riconosce in loro. Vedremo (si stanno già riempendo i canili) gli animali abbandonati o i loro cadaveri ai bordi delle strade, dove il calore e la nostra fretta fornirà loro una rapida ed insepolta degradazione....Già partire, lasciare tutto, tutto ciò che pesa, trattiene...dimenticare il lavoro, i problemi, la realtà..... Andare, caldo, sole,stordimento..... Cosa importano le enormi code, i prezzi raddoppiati, la squallida e volgare tristezza dei luoghi di vacanza.Si sa si vive in ogni caso di illusioni e speranze.(e non me la sento proprio di dire che ciò sia male)
Per quel  che mi riguarda "Preferirei di no...." Vi prego leggete il racconto segnalato che va ben oltre la triste retorica del mio post, se volete, se potete....PRIMA di partire, andare....ad inseguire i vostri sogni. Riflettete un attimo e, (sogno anch'io), mi piacerebbe   leggere, sentire,le le vostre riflessioni.

artemidoro blog fnfpvcbmpsvec artfer

postato da: artemidoro alle ore giugno 26, 2005 23:08 | Link | commenti (8)
categoria:riflessioni, letteratura, oltre
mercoledì, 22 giugno 2005

Lentamente sprofondare nel silenzio,nell'assenza e nel nulla.Percorrere la strada che si stringe, che ascende vanamente verso il cielo o scende perdutamente verso la deriva di perdute spiagge o fiumi quasi in secca che, tuttavia, scorrono ancora, attendendo la marea, il diluvio, l'inondazione.
Lentamente e non puoi avermi dimenticato perchè non mi hai mai conosciuto e ricordato. Camminare su sassi aguzzi a piedi nudi,finalmente o sfiorare solo il tappeto erboso per non lasciare traccia.
Nell'acqua, nell'acqua che prenderà la forma del tuo corpo, quasi un'ombra di un contenitore che si svuoterà.
E poi (questo è il mio elemento) in un cuneo d'aria, diventare una solo cosa con la moto che  disegna cunicoli di luce, o, vicino a un dirupo, farsi sostenere e appoggiarsi solo al forte e sicuro vento di montagna.
Sì, nel vento dove il mio pensiero per te viene subito rapito e il non sapere se arriverà a destinazione è già cosa magica, territorio del sogno.

postato da: artemidoro alle ore giugno 22, 2005 23:15 | Link | commenti (1)
categoria:pensieronotte, maschere
lunedì, 20 giugno 2005

Comme je descendais des Fleuves impassibles,
Je ne me sentais plus tiré par les haleurs :
Des Peaux-Rouges criards les avaient pris pour cibles
Les ayant cloués nus aux poteaux de couleurs.

J'étais insoucieux de tous les équipages,
Porteur de blés flamands et de cotons anglais.
Quand avec mes haleurs ont fini ces tapages
Les Fleuves m'ont laissé descendre où je voulais.

Dans les clapotements furieux des marées,
Moi, l'autre hiver, plus sourd que les cerveaux d'enfants,
Je courus ! Et les Péninsules démarrées
N'ont pas subi tohu-bohus plus triomphants.

La tempête a béni mes éveils maritimes.
Plus léger qu'un bouchon j'ai dansé sur les flots
Qu'on appelle rouleurs éternels de victimes,
Dix nuits, sans regretter l'oeil niais des falots !

Plus douce qu'aux enfants la chair des pommes sûres,
L'eau verte pénétra ma coque de sapin
Et des taches de vins bleus et des vomissures
Me lava, dispersant gouvernail et grappin.

Et dès lors, je me suis baigné dans le Poème
De la Mer, infusé d'astres, et lactescent,
Dévorant les azurs verts ; où, flottaison blême
Et ravie, un noyé pensif parfois descend ;

Où, teignant tout à coup les bleuités, délires
Et rythmes lents sous les rutilements du jour,
Plus fortes que l'alcool, plus vastes que nos lyres,
Fermentent les rousseurs amères de l'amour !

Je sais les cieux crevant en éclairs, et les trombes
Et les ressacs et les courants : Je sais le soir,
L'aube exaltée ainsi qu'un peuple de colombes,
Et j'ai vu quelques fois ce que l'homme a cru voir !

J'ai vu le soleil bas, taché d'horreurs mystiques,
Illuminant de longs figements violets,
Pareils à des acteurs de drames très-antiques
Les flots roulant au loin leurs frissons de volets !

J'ai rêvé la nuit verte aux neiges éblouies,
Baiser montant aux yeux des mers avec lenteurs,
La circulation des sèves inouïes
Et l'éveil jaune et bleu des phosphores chanteurs !

J'ai suivi, des mois pleins, pareilles aux vacheries
Hystériques, la houle à l'assaut des récifs,
Sans songer que les pieds lumineux des Maries
Pussent forcer le mufle aux Océans poussifs !

J'ai heurté, savez-vous, d'incroyables Florides
Mêlant aux fleurs des yeux des panthères à peaux
D'hommes ! Des arcs-en-ciel tendus comme des brides
Sous l'horizon des mers, à de glauques troupeaux !

J'ai vu fermenter les marais énormes, nasses
Où pourrit dans les joncs tout un Léviathan !
Des écroulement d'eau au milieu des bonacees,
Et les lointains vers les gouffres cataractant !

Glaciers, soleils d'argent, flots nacreux, cieux de braises !
Échouages hideux au fond des golfes bruns
Où les serpents géants dévorés de punaises
Choient, des arbres tordus, avec de noirs parfums !

J'aurais voulu montrer aux enfants ces dorades
Du flot bleu, ces poissons d'or, ces poissons chantants.
- Des écumes de fleurs ont bercé mes dérades
Et d'ineffables vents m'ont ailé par instant.

Parfois, martyr lassé des pôles et des zones,
La mer dont le sanglot faisait mon roulis doux
Montait vers moi ses fleurs d'ombres aux ventouses jaunes
Et je restais, ainsi qu'une femme à genoux...

Presque île, balottant sur mes bords les querelles
Et les fientes d'oiseaux clabotteurs aux yeux blonds.
Et je voguais lorsqu'à travers mes liens frêles
Des noyés descendaient dormir à reculons !

Or moi, bateau perdu sous les cheveux des anses,
Jeté par l'ouragan dans l'éther sans oiseau,
Moi dont les Monitors et les voiliers des Hanses
N'auraient pas repéché la carcasse ivre d'eau ;

Libre, fumant, monté de brumes violettes,
Moi qui trouais le ciel rougeoyant comme un mur
Qui porte, confiture exquise aux bons poètes,
Des lichens de soleil et des morves d'azur ;

Qui courais, taché de lunules électriques,
Planche folle, escorté des hippocampes noirs,
Quand les juillets faisaient couler à coups de trique
Les cieux ultramarins aux ardents entonnoirs ;

Moi qui tremblais, sentant geindre à cinquante lieues
Le rut des Béhémots et les Maelstroms épais,
Fileur éternel des immobilités bleues,
Je regrette l'Europe aux anciens parapets !

J'ai vu des archipels sidéraux ! et des îles
Dont les cieux délirants sont ouverts au vogueur :
- Est-ce en ces nuits sans fond que tu dors et t'exiles,
Million d'oiseaux d'or, ô future vigueur ? -

Mais, vrai, j'ai trop pleuré ! Les Aubes sont navrantes.
Toute lune est atroce et tout soleil amer :
L'âcre amour m'a gonflé de torpeurs enivrantes.
Ô que ma quille éclate ! Ô que j'aille à la mer !

Si je désire une eau d'Europe, c'est la flache
Noire et froide où vers le crépuscule embaumé
Un enfant accroupi plein de tristesses, lâche
Un bateau frêle comme un papillon de mai.

Je ne puis plus, baigné de vos langueurs, ô lames,
Enlever leurs sillages aux porteurs de cotons,
Ni traverser l'orgueil des drapeaux et des flammes,
Ni nager sous les yeux horribles des pontons.


Arthur Rimbaud

vedi note post precedente

 

postato da: artemidoro alle ore giugno 20, 2005 20:20 | Link | commenti
categoria:poesia
domenica, 19 giugno 2005

Quand Don Juan descendit vers l'onde souterraine
Et lorsqu'il eut donné son obole à Charon,
Un sombre mendiant, l'oeil fier comme Antisthène,
D'un bras vengeur et fort saisit chaque aviron.

Montrant leurs seins pendants et leurs robes ouvertes,
Des femmes se tordaient sous le noir firmament,
Et, comme un grand troupeau de victimes offertes,
Derrière lui traînaient un long mugissement.

Sganarelle en riant lui réclamait ses gages,
Tandis que Don Luis avec un doigt tremblant
Montrait à tous les morts errant sur les rivages
Le fils audacieux qui railla son front blanc.

Frissonnant sous son deuil, la chaste et maigre Elvire,
Près de l'époux perfide et qui fut son amant,
Semblait lui réclamer un suprême sourire
Où brillât la douceur de son premier serment.

Tout droit dans son armure, un grand homme de pierre
Se tenait à la barre et coupait le flot noir;
Mais le calme héros, courbé sur sa rapière,
Regardait le sillage et ne daignait rien voir.
C.Baudelaire dai Fiori del Male

come sempre, nella poesia in particolare, ritengo che QUALSIASI traduzione guasti la bellezza del testo.(Le migliori sono un' ALTRA opera).Tuttavia per chi non conosce il francese ed è interessato alla lettura, se mi scrive,
arteeletteratura@hotmail.com
gli invio la mia. Artemidoro 
(I versi che ho messo in grassetto desidererei fossero oggi lo spunto della nostra riflessione.Mi colpiscono profondamente perchè ritengo esprimano un'immagine diversa (almeno dall'immaginario popolare) di Don Juan e, probabilmente, racchiudano  il segreto del fascino esercitato verso le donne e del suo carisma in generale.(Casanova al confronto diviene quasi patetico).

 

postato da: artemidoro alle ore giugno 19, 2005 00:18 | Link | commenti (2)
categoria:poesia, letteratura
giovedì, 16 giugno 2005

Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l'un l'altro
La testa piena di paglia. Ahimè!
Le nostre voci secche, quando noi
Insieme mormoriamo
Sono quiete e senza senso
Come vento nell'erba rinsecchita ....
......... (da gli uomini vuoti di T.S. Elliot)

Per strada, nel lavoro, ovunque, la sensazione è di trovare delle maschere;ognuno condannato da chissà quale "coazione a ripetere" in un ruolo, un'identità , a volte addirittura compiaciute della propria limitata miseria espressiva.... ma, il più delle volte tristi, annoiate, assenti,"estraniate" alla parte, più o meno consapevole, che stanno vivendo.
Neppure attori perchè non conosciamo il copione.Certo, sappiamo la Fine, ma coincide troppo con la nostra per avere importanza nel contesto e non assumere solo i contorni di un indefinibile orrore, un'angoscia che è nel contempo desiderio di "nullificazione".
Il mormorio di fondo sono i pensieri, le ideologie, le frasi fatte.... e poi le opinioni, le saccenti dispute, le presunzioni le stupidiggini, metropolitane o no, che si propagano.
Ma potessimo essere veramente, essenzialmente "vuoti", probabilmente saremmo pronti per passare ai "contenuti" o per "essere contenuti" o forse per "contenere".
In verità ci riempie solo il rumore di fondo, la presunta identità che si rafforza nel contrasto con gli altri e si certifica nell'uguaglianza, quell'ipocrita e neutra ipocrisia che ci vorrebbe persone "per bene" solidali con noi stessi e con gli altri. Pesanti furori, infantili e mai appagate passioni ci trascinano nel mondo civilizzato (che chiamiamo così) e il nostro vuoto non è vera assenza ma soltanto gelatinosa inconsistenza, vigliaccheria dell'essere e dell'esistere che paghiamo con ogni interiore ed esteriore male.

postato da: artemidoro alle ore giugno 16, 2005 00:51 | Link | commenti (2)
categoria:riflessioni, vivendo, pensieronotte
lunedì, 13 giugno 2005

Questa volta del cielo in cui noi ci troviamo smarriti
ci appare a somiglianza di una lanterna magica.
Il sole è una candela, il mondo la Lanterna,
e noi siamo come le immagini che ci vanno intorno, rotando.
(Omar Khayyàm)


                    SENTIAMO IL BISOGNO
di Silvana Pagella ©
diritti riservati(per gentile concessione)

Sentiamo il bisogno
di varcare
i confini del mondo
per conoscere l'ignoto,
ma ci rendiamo conto
di navigare in un mare
sprofondato nel silenzio
dove tutto è solo:
il cielo,
le nubi,
i pianeti.
Siamo navigatori
dell’universo,
crediamo d’avvistare
in lontananza
il punto più luminoso
d’un altro pianeta,
ma c’accorgiamo
che è, soltanto,
un’oasi
irraggiata
dal sole
                        
Allora sentiamo
che avremo,
sempre,
bisogno di sognare

Grazie Silvana della poesia che mi hai inviato e che desidero far conoscere ai mie lettori. (altre poesie dell'Autrice e cenni della sua biografia, potranno essere lette in
Arte e Letteratura-sez. Iperspazio poesia )  


fnfpvcbmpsvec artemidoro blog torino 2005

postato da: artemidoro alle ore giugno 13, 2005 02:00 | Link | commenti
categoria:fiori, poesia
giovedì, 09 giugno 2005

Svanire, svenire..... Guardandosi intorno sembra che sempre più persone, a volte in maniera fragorosa, tendano a rivendicare, manifestare, imporre la loro presenza, le loro presunte idee.... Anche in occasione dei referendum le contrapposizioni si esaltano. Passioni.In ogni campo, nel lavoro, nell'amore.... nella vita, in società a casa, negli scritti, nelle concitate parole ed espressioni,con se stessi.... (forse alla vana ricerca di un'identità).Passioni, pensieri che vorrebbero essere, divenire quasi materia, qualcosa di reale, concreto, mentre dovrebbero subito essere consapevoli della loro povertà.Ma come si può immaginare ciò? Tutto cade e decade in una continua trasformazione. E se nell'Ecclesiaste viene detto che tutto è Vanità, non occorre, per me vedere in senso negativo la cosa, anzi.
I post che mi piacciono di più (e mi stupisco sempre della cosa)sono quelli meno letti e commentati, non solo nel mio sito, perchè, molto bene rappresentano la "vanità", la labilità di questi brevi contatti epistolari..... Quello che rimane è proprio (almeno in me) la "rarefazione" della presenza.... Perchè l'individuo diviene tale proprio quando non si impone, quando non contraddice o afferma.
Ad esempio per un Credente non dovrebbe essere difficile pensare ad un Dio che vigila su tutto, attraverso lo Spirito sulle scelte dell'uomo (soprattutto per quelle sbagliate).....perchè allora fa Crociate, si inquieta, scalpita, condanna, ammonisce? Per chi è più portato alla Filosofia Naturale, non dovrebbe essere difficile pensare che la Natura ha i suoi meccanismi di regolazione, non è abbandonata a se stessa.... e infine per chi non crede in nulla e tantomeno dell'uomo..perchè dovrebbe farsi assalire da preoccupazioni? Se domina il caos esso obbedisce ad imperscrutabili leggi probabilistiche e la creazione e la distruzione ne fanno parte,anzi ne sono la meta, svuotata finalmente da ogni morale. Bisognerebbe soltanto vigilare sulla felicità o infelicità contingente  dell'essere,sulla sua ignoranza, sballottato dalle sue passioni, travolto da forze (in questo caso, sociali ed economiche che tendono ad asservirlo, uniformarlo. Vigilare sulla salute dei corpi, dell'ambiente.
In questo senso in NON esserci non significa NON partecipare ma non essere complici....Svanire .... (lentamente, quasi per cenni e simboli),allontanarsi per quel poco che si può dal contingente per trovare in sè quell'umanità che è differenza e non separazione dagli altri, quel sentimento che fa riconoscere il dolore anche nella diversità (spesso del tutto apparente) di opinioni e idee.... (anzi fa riconoscere le opinioni e le idee come aspetti, a volte  ingannevoli della personalità).Smascheri più facilmente i tuoi difetti se capovolgi le tue passioni....
Lo svanire porta sempre ai confini del "venir meno". Il venir meno ti ricorda la tragica fatalità e fragilità dell'esistenza e il tempo sprecato a rinchiuderla in prigioni, confini, limiti . Svanire è essere pericolosamente ai "confini" del non poter più tornare indietro quindi è anche (sembra strano) responsabilità, ricerca.O forse è soltanto prepararsi al più naturale compito della carne.

artemidoro blog fnfpvcbmpsvec torino 2005

postato da: artemidoro alle ore giugno 09, 2005 01:32 | Link | commenti (1)
categoria:letteratura, filosofeggiando, oltre, pensieronotte
martedì, 07 giugno 2005

Il giardino del silenzio ha un muro intorno e tanti piccoli sentieri costeggiati da fiori.Una panchina e un tavolino di pietra, un piccolo pozzo.E' circolare, molto piccolo, ma costruito in maniera tale da costruire un mondo che,percorrendolo a piccoli passi,è sempre diverso.LORO s'aggirano invisibili , solo percepisci, non sai come l'antica presenza. I piccoli alberi lasciano passare qualche raggio di sole.La notte, da qualche parte, fa capolino la Luna, grande e silenziosa. Qualche lucciola ricorda che il cielo con le sue stelle può essere anche in terra. Perchè LORO non ti dicono nulla? Anche un tuo solo dubbio potrebbe essere chiarito alleviando qualche pena. In quella panchina c'è sempre seduto qualcuno di LORO, al tuo fianco... Lo immagini guardare il cielo, oppure il piccolo fiore che spunta dal prato. L'acqua nel pozzo è fresca e LORO ogni tanto la bevono.Solo allora è come se la loro invisibilità si facesse un po' più opaca e un soffio di vento li rivelasse. Ma è ancora illusione.Una lucertola smarrita, corre veloce a nascondersi.... E Tu passi, solo un'istante senti quel soffio di spirito che ti passa vicino. E io penso a Te.... Non vedo il mio viso specchiarsi nel pozzo. Solo oscurità. Se puoi, proprio ora pensami anche Tu.E' bello il Giardino del Silenzio, ma alla sera un lungo brivido mi percorre tutto ed è difficile pensare che passerà al primo sole del mattino,  domani, se ancora per me sorgerà.

artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino

postato da: artemidoro alle ore giugno 07, 2005 02:33 | Link | commenti (2)
categoria:letteratura, oltre, scelto progetto
sabato, 04 giugno 2005

-Toc...toc...posso entrare?
-No, vattene...se facevi tuc.... tuc...allora era un'altra cosa....

-Tuc... Tuc... Posso entrare....
-No vattene....

-Ma Tu, prima avevi detto....
-Io sono bugiardo. certo che se facevi tac... tac....

-Tac.... Tac.... posso entrare....
-No, vattene e smettila di scocciare.... soprattutto di credere in ciò che dico..... Non hai ancora capito che NON ci sono, e che stai parlando con uno specchio?

-Tic.... tic.... posso entrare?
-Perchè lo domandi se fin dall'inizio già c'eri? Ti riconosco mascherina, Tu sei il Tempo e mi hai preso in giro sin dalla prima domanda.....

-E' vero ma sei così patetico quando fai il "solitario", "L'arrabbiato" Stai tranquillo ,al momento giusto reclamerò ciò che mi spetta cioè TUTTO.
- Bravo, ora che ti sei rivelato, facciamoci due chiacchiere....

-Inutile ...tempo perso....

artblog fnfpvcb torino 2005

postato da: artemidoro alle ore giugno 04, 2005 18:31 | Link | commenti (2)
categoria:letteratura, esercizi, filosofeggiando, oltre, sognando
giovedì, 02 giugno 2005

In ogni essere, tutti i viventi, cerco un segno dello Spirito. Ma mi confonde spesso il tipo, il genere,le qualità che abbiamo per convenzione già stabilito per tutti. Grave cosa è poi il nome, l'identità, sia quella che si crede di avere, sia quella che si accetta passivamente o controvoglia.
Confondere i problemi di comunicazione o di memoria universale, mascherarli con simboli o pseudo catalogazioni scientifiche non porta lontano. (anche se è comodo per stupirsi e stordirsi nella meccanica funzionale).
Dove andare poi.... se qualcosa esiste, non esiste solo per sè, in un limitato spazio di tempo e spazio ma in una inspiegabile dimensione dove ogni cosa è una parte del tutto, un tutto che non muore o nasce ma solo muta continuamente forma, aspetto.
Un gioco di luce e di materia.Un gioco di pensiero.Cercare complici è un pericoloso gioco di specchi.
Triste, solitario....un po' assente guardo le immagini e le ombre delle immagini e le ombre delle ombre confondersi, accoppiarsi, moltiplicarsi...Non ho quasi passioni, quasi non esisto , è questo pensiero quello più presente e forte di me.
Attendo che il tempo (come con tutto e tutti) mi uccida...per non uccidere il tempo..... So che è un'illusione, non si può uccidere ciò che non è mai nato o non esiste....
Ombre,luci,colori, passioni, come nuvole nel cielo intanto passano.
Se vuoi partecipare al gioco cerca in te la mia identità ,non dimenticando mai che è un'illusione,ma amala meglio che sai, più di come faccio ora io, per volerti un po' di bene.

artblog fnfpvcb-torino-2005

postato da: artemidoro alle ore giugno 02, 2005 21:28 | Link | commenti (2)
categoria:riflessioni, filosofeggiando, oltre, pensieronotte