Di fronte ai drammi, i problemi, le ingiustizie dell'esistenza, la miseria, fisica, esistenziale, mentale che si vedono ogni giorno, pensando al dolore, al male in tutte le sue manifestazioni l'uomo ha pensato, di immaginare o una "necessità" o una "continuità" quasi per "giustificare la realtà.
Nel primo caso "la necessità" si vede la propria vita come un'espiazione progressiva, i problemi, il dolore come una forma di "conoscenza" per poi, in successive "reincarnazioni", "rinascere"...liberarsi dal fardello delle passioni, dopo averle vissute, provate, constatata l'illusione dei nostri desideri e accadimenti stessi, quasi delle possibilità combinatorie nelle quali si bruci un certo pernicioso istinto ad esistere e tutti alla fine, come nella fisica legge dell'Entropia tutto poi si consumi da sè, nel massimo disordine, nell'indistinto, nella perdita di ogni moto. Tradotta la cosa poi in sistemi politici organizzati è stata terribile..."incapsulati" in caste, vite deterministiche le ingiustizia non solo si sono perpetuate ma sono divenuite quasi normalizzate, necessarie, soprattutto per chi non le vive personalmente e impiega il suo tempo a gestire quello degli altri che,"naturalmente" dovrebbero lavorare anche per chi pensa per loro.....
Nel secondo caso quello che definisco la "continuità" si immaginano proseguimenti di mondi con premi, punizioni e purgazioni sempre a fini migliorativi. Lo spauracchio dell' Inferno (ahimé spesso troppo simile ad alcuni aspetti della realtà) la via "purgativa" del Purgatorio e quella concettualmente meno spiegabile del Paradiso (c'è chi lo immagina a sua misura con premi materiali, donne,cibi ecc. o chi un po' "etereamente" (viene scomodata la "luce") con premi spirituali (provate un po a descriverli e poi ad ascoltarvi, se siete capaci, che darebbero pace, gioia...ecc.ecc.... tradotta politicamente in strutture organizzate con questa base sono passate le ingiustizie più assurde, sono state "giustificate"uccisioni, guerre e condizioni di vita degradate e terribili ,sempre con la prospettiva di premi , quasi a punti, per chi nasce povero, disgraziato, soffre e accetta questa sua condizione, senza turbare troppo chi a volte, gliela procura e alimenta.
Io come tutti vorrei, desidererei, sogno, anelo aspiro a una qualsiasi "idea" che sia anche "spiegazione" che allevi le pene, anche solo della "percezione" dell'infelicità, del dolore, dell'ingiustizia ma so anche che , qualunque siano le mie condizioni (e vi assicuro che, al di la dell'impronta di questo post, necessariamente limitato e parziale, che sembra un po' cinica e ironica, non disprezzo affatto, anzi studio qualunque forma di religiosità) devo far qualcosa di umano, terreno, pratico, morale ,spirituale, per migliorarle. La cosa più sensata, il punto di partenza mi sembra sempre la frase ama il prossimo tuo come te stesso e la prima cosa amare e rispettare un po' di più noi stessi, non degradando il corpo o svilendo la ragione, sviluppando gli eventuali talenti nostri e di tutti quelli con i quali comunichiamo.
Tutto qui...scusate l'approssimazione del discorso (vi sono state nella storia dell'umanità, e vi sono attualmente, tantissimi altri modi o vie, tentativi di "spiegazione" che ovviamente andrebbero ( e non rinuncerò mai a farlo comunque) conosciuti, studiati, approfonditi,discussi confrontati, liberamente..... ma mi sentivo di dover in qualche modo sviluppare ora concetti che da alcuni commenti erano nati per vie trasversali ai temi di qualche post.
Purtroppo però bisogna stare attenti a non confondere i nostri desideri e aspirazioni (speranze, sogni) con possibilità e realtà che tutti i giorni ci sono di fronte.Pensare, a volte soffrire ,lottare questo sì che è necessario e qualsiasi forma di religiosità dovrebbe solo riportarci nei termini del rispetto riciproco e della non violenza non della rassegnazione o conformazione a canoni, regole, dogmi forse un po' troppo lontani ed esterni a noi.
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