Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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yartemidoro Natura Viva photoset artemidoro Natura Viva Arte Grafica
sabato, 30 aprile 2005

foto artfer Meglio che alla scrivania, a scrivere ,dipingere.... Sempre sui bordi di un crepaccio, da solo. Però intorno la rassicurante montagna che amo, il ghiacciaio, la neve. Sempre ai bordi, ai confini del crepaccio, ugualmente in bilico, come quando si pensa, si crea. Meno incertezze, lassù.Per me è come essere a casa, con me stesso, con il vento ed il cielo così vicino. Meglio che in basso, dove si è più vicini alla terra, al calore, chiusi nei loculi delle nostre abitazioni o dei nostri corpi, dove ogni titolo è un epigrafe e ogni immagine una foto ricordo di ciò che ormai non c'è più, portato via dal tempo.... Mentre pensavi, scrivevi e gli altri vivevano.Forse un giorno mi confoderò con il ghiaccio (se non si scioglierà prima per i nostri barbari inquinamenti). forse un giorno sarò soltanto vento o magari, un raggio di luce che ha passato la barriera dell'ozono. Crepacci.troppo interessante l'Abisso per restare a lungo vicino. Troppo. Meglio tornare o magari, ancora salire,su, più sù....respirando l'ultima visione da ossigeno rarefatto perchè tutto è sogno.Forse inconsistente è vero....ma la realtà (quella che tutti chiamano così)non mi piace.

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postato da: artemidoro alle ore aprile 30, 2005 21:11 | Link | commenti (6)
categoria:riflessioni
venerdì, 29 aprile 2005

Qualcosa oggi da Te e di Te
rischiarava l'universo
non erano Tuoi occhi...eppure...
non era il Tuo viso, eppure...
né le Tue sottili mani
catturavano qualcosa....

Oggi, qualcosa da Te e di Te
mostrava la vastità del cielo
annunciava la forza del vento
parlava dello scorrere del tempo
paragonandolo al movimento
delle acque verso il mare....

Non erano i i tuoi pensieri....tacevi
non era la tua espressione,assente.
Camminavi leggera
e sembrava sorvolassi le cose
gli esseri e ogni evento
eppure eri vigile,vicina,presente....

Ricordo brillava la luna
nella tua fronte
il sole era rimasto nei tuoi capelli
ma non era quello, non era quello....
Oggi il tuo essere
filtrava l'universo
depurando le ombre oscure
e tutto usciva limpido, chiaro....

Ma non eri Tu.

(arturo 29 aprile 2005 Torino)

artemidoro fnfpvcbmpsvec ©artfer Torino

postato da: artemidoro alle ore aprile 29, 2005 03:30 | Link | commenti
categoria:fiori, poesia, amore
mercoledì, 27 aprile 2005

Incidente d'auto...oggi, senza particolari conseguenze se non per il portafoglio....Mal di testa tremendo che non va via con nulla (neanche battendo il testone contro il muro.
Un po' di nausea (non da incidente)...da lavoro sempre più ossessivo ..... Dietro un cielo cupo (forse) la Luna Piena....  Angoscia.... e la gatta che comincia monologhi (vorrebbe fossero dialoghi) lunghi e modulati (certo continueranno nel cuore della notte). Inquietudine ovunque...macchine che corrono e riempiono ogni spazio, senza perchè, ognuna con il suo povero carico umano e dietro il suo buon contributo all'inquinamento. Io tra loro....oggi 400 chilometri domani forse un po' di meno, controvoglia, senza senso..... Non dico costretto ma ..ho poi molte alternative.....
Eppure ho visto paesaggi molto belli (peccati non potersi fermare)...Eppure ho conosciuto gente strana e simpatica (peccato non essere restato con loro, un giorno, un anno)....Giovani ragazze passavano come miraggi e poi donne, mature con un  fascino particolarissimo.... Un sorriso di chi sa.... Una mi ha regalato la talea di una piantina.... L'ho portata con me....Ricorderà Lei, il suo paese.... Le sue robuste ,esperte mani paesane..... Il giorno regala sempre qualcosa......
La gatta miagola ancora...... che vuole? La testa...la testa..... potessi posarla in qualche luogo.....

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postato da: artemidoro alle ore aprile 27, 2005 21:46 | Link | commenti (6)
categoria:pensieronotte
lunedì, 25 aprile 2005

Farewell, farewell! but this I tell 
To thee, thou Wedding-Guest,
He prayeth well, who loveth well
Both man and bird and beast.

He prayeth best, who loveth best
All things both great and small;
For the dear Good who loveth us
He made and loveth all.»

The Mariner, whose eye is bright,
Whose beard with age is hoar,
Is gone: and now the Wedding-Guest
Turned from the bridgeroom’s door. 

He went like one that hath been stunned, 
And is of sense forlorn: 
A sadder and a wiser man, 
He rose the morrow morn.


dalla  "La leggenda del vecchio marinaro"
 di  Samuel Taylor Coleridge

postato da: artemidoro alle ore aprile 25, 2005 23:37 | Link | commenti (1)
categoria:poesia, letteratura
domenica, 24 aprile 2005

opera di Arturo FerraraUna maschera contiene sempre un'altra maschera che, a sua volta, ne contiene altre. Sono stratificate e, alcune consapevoli, altre no, forse eredità genetiche, persino lontane nel tempo.Capita spesso che ciò che vorremmo far vedere di noi , riveli proprio ciò che cerchiamo nascondere. Come negli scritti e in ogni opera della nostra mente,
"Saper guardare" presuppone una certa "malandrina" complicità con l'interlocutore.Infatti si può percepire solo ciò che in parte si è conosciuto, provato, sentito.
L'esperienza che tutti vantano e celebrano, in fondo non è che una perdita più che un acquisto, come  l'invecchiamento. Perchè più si prova e conosce, più crescono i rottami ed i rifiuti nel solaio della nostra mente o nelle cantine della memoria. Uno strato, s'aggiunge, sedimentazioni che impediscono di "veder lontano" in quella continuità storica e simbolica che è lo spirito, qualunque sia la concezione ideologica di ognuno, senza proiettarsi nel campo della metafisica.
Portiamo in giro le nostre maschere.Le facciamo comunicare e la comunicazione ci sfugge perchè, nell'apparente uguaglianza ognuna è diversa (nasconde strati e substrati).
Nell'amore  graffiamo, ci strappiamo ,  nei casi più appassionati qualcuno di questi strati e la maschera sanguina, lo spirito liberandosi in parte dalla prigionia, si espande con impeto, fino a confondere la ragione (troppo abituata dalla "prudenza" sociale alla calma) perché, costretti dalle ferite a guardare in noi e nell'essere che ci ha "manipolati", troviamo qualcosa di più profondo e comune, meno falso e insensibile che, tuttavia, ci spaventa. Il ritorno alla normalità e alla ristrutturazione ipocrita della maschera spesso è conseguente. Ci penserà la società a volgarizzarla, nel suo teatro dell'assurdo a far finta non sia successo niente, a "codificare", esprimere,"catalogare" la cosa, con la retorica dei sentimenti, la "superficialità" che puoi trovare ovunque.La banalità del quotidiano e lo sgangherato copione,aggiungerà maschere alle maschere e dolore al dolore , rancore al rancore.

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postato da: artemidoro alle ore aprile 24, 2005 03:44 | Link | commenti (6)
categoria:oltre, maschere
venerdì, 22 aprile 2005

Come ci sono piante che non solo producono utili frutti, ma, oltre a questo, purificano e migliorano il terreno dove crescono, dunque,lungi dallo sfruttare la loro forza lo migliorano, così accade con ogni buono sforzo, esso non solo produce i suoi frutti, ma purifica anche il terreno dello Spirito.
Kierkegaard S.(da Aforismi e Pensieri- Newton editore a cura  di M.Baldini)

Purtroppo è il concetto di "buono" il punto debole. Perché se è vero che forse un concetto assoluto di "buono"  tutti percepiamo possa esistere, quando scendiamo nella definizione e nei  particolari, il buono diviene soggettivo e spesso dannoso ad altri e persino a noi stessi.
Definire un concetto di "buono" è certo non cosa buona quindi....come dire "buono" ciò che ci fa star bene può essere ingannevole ( sarebbe forse meglio aggiungere ci fa star bene e continua .....).Questa seconda frase non attiene alla sfera umana per il fattore "tempo"....

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postato da: artemidoro alle ore aprile 22, 2005 20:30 | Link | commenti (1)
categoria:riflessioni
venerdì, 22 aprile 2005

Siete una gran bella ventata di spirito in giornate dure, frenetiche tanto da farmi sentire stranamente sospeso fra diverse realtà.... ed estraneo a tutte.
Ma qui un po' di fresco.... pur nel dubbio.... nel comune dolore di esistere.(un piccolo-grande riscatto al nulla, l'assenza, la percezione vana dello scorrere del tempo, la dimenticanza dei sogni...la lontananza dalla mete (il credere anche non vi siano più).
non so come farlo senza questa misera retorica:
grazie, sinceramente....di esserci....

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postato da: artemidoro alle ore aprile 22, 2005 00:01 | Link | commenti (3)
categoria:editoriali, pensieronotte
mercoledì, 20 aprile 2005

Nella mia serietà sono leggero.
Nella leggerezza è tutta la mia serietà.
Perchè, a volte, sono come l'acqua che s'adatta al contenitore. Altre come il vento che non ha forma.
Da dove venga il fuoco (da me, da te, da entrambi.....) non lo so bene. So però che la terra, ricoprirà tutto.

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postato da: artemidoro alle ore aprile 20, 2005 21:23 | Link | commenti (9)
categoria:riflessioni, pensieronotte
martedì, 19 aprile 2005

Sarebbe ora che diventassi anch'io un uomo.
-E lo diventerai, se saprai meritartelo.
-Davvero? E che posso fare per meritarmelo?
-Una cosa facilissima: avvezzarti a essere un ragazzino perbene.
-O che forse non sono?
-Tutt'altro! I ragazzi perbene sono ubbidienti, e tu invece....
-E io non ubbidisco mai.
-I ragazzi perbene prendono amore allo studio e al lavoro, e tu....
-E io, invece faccio il bighellone e il vagabondo tutto  l'anno.
- I ragazzi per bene dicono sempre la verità....
-E io sempre le bugie.
.......................................
Ma da oggi in poi voglio mutar vita....


conosco poche persone così perbene come Pinocchio "prima" di quest'assurda  promessa che gli viene strappata (con un ignobile ricatto)e nessuno più "uomo" che abbia oggi anche solo il coraggio di sostenere un dialogo del genere,  non dico con una Fata ma con qualunque autorità.
(il testo citato è sempre il mitico "avventure di Pinocchio n.93 della NUE Einaudi Torino)

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postato da: artemidoro alle ore aprile 19, 2005 22:39 | Link | commenti (3)
categoria:letteratura, pensieronotte
sabato, 16 aprile 2005

opera di Arturo Ferrara diritti riservati proprietà privata (per gentile concessione)Amo la notte con passione.La amo come si ama il proprio paese o la propria amante, d'un amore istintivo, profondo, invincibile.La amo con tutti i sensi, con gli occhi che la vedono, l'odorato che  la respira, le orecchie che ne ascoltano il silenzio, con tutta la carne che le tenebre accarezzano.......

....Un freddo glaciale saliva dal fiume. La Senna scorreva ancora?
Volevo saperlo, trovai la scalinata, scesi.... Non sentivo la corrente gorgogliare sotto gli archi del ponte....Ancora dei passi.... Poi la sabbia.... della melma... acqua.... Ci immersi il braccio.... Scorreva.... scorreva... fredda...fredda... quasi gelata...quasi prosciugata.... quasi morta.
ed io sentivo bene che non avrei mai più avuto la forza di risalire...e che sarei morto là...anch'io, di fame, di fatica e di freddo....
Guy de Maupassant (libera traduzione di Arturo Ferrara) questo racconto apparve nel Gaulois il 14 giugno 1887

Ho riportato l'inizio e la fine perchè oggi posso pensare che questo racconto (purtroppo non è più edita la traduzione citata) in un certo senso possa essere considerata la metafora di una discesa nel proprio io e credo riguardi molto la mia attuale vita.
(spesso ho percorso le rive del Po....di notte, pensandoci anche se il degrado notturno di Torino ha più ha vedere con la vita sociale che quella interiore e il reale pericolo è di esservi spinto dentro, magari per un portafoglio)

artemidoro

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postato da: artemidoro alle ore aprile 16, 2005 23:19 | Link | commenti (7)
categoria:riflessioni, letteratura, arte