Artemidoro

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Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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yartemidoro Natura Viva photoset artemidoro Natura Viva Arte Grafica
giovedì, 31 marzo 2005

Guarda, appesa al muro. E' quasi un prolungamento della parete. Quegli occhi, un tempo, videro cose che non sanno narrare. Come ricordare? Tutto è di creta: Una sottile patina di colore, rigorosamente opaca non nasconde la propria identità. Eppure è una finzione sia ciò che vedi, sia ciò che rappresenti. E' ardito anche solo il pensare di andare "oltre".
Storie, tante storie rappresentate da un simbolo. Un simbolo che ognuno interpreta come vuole e che forse sarebbe meglio non interpretare.
Passano di fronte, assenti, distratti e soli. Non vedono.Nulla, niente o nessuno che non sia il loro specchio.
Non sono la Tua maschera eppure ti ricordo le  tue identità perdute, anzi mai avute: E sono proprio ciò che vedi:il nulla.

leggi anche il mio articolo"La maschera e l'io" in "mucchio selvaggio".

postato da: artemidoro alle ore marzo 31, 2005 02:55 | Link | commenti (2)
categoria:maschere
sabato, 26 marzo 2005

Se avete la pazienza di aspettare il caricamento (se non avete una connessione ADSL, come me, non è velocissimo) e la voglia (magari leggendo nell'attesa qualche post) di scorrere il blog a destra, in fondo vedrete in una sequenza di dettagli la mia opera "Forze della Natura" reduce da un recentissimo restauro. Ha una storia molto travagliata.Nata da un tronco bruciato, raccolto in un bosco, la lavorazione con la creta ha presentato parecchi problemi, la colorazione ancor di più. Problemi che però sono l'intima vita dell'opera che è destinata a sfaldarsi in tempi non so quanto brevi per una certa Natura organica viva (il legno) all'interno e per la labilità della preparazione. Finchè potrò (o vorrò) interverrò (come ho già fatto ) a riassestare l'opera.... poi chissà.... Ogni volta che intervengo ne muto l'aspetto, cambio il colore, provo nuovi preparati.(faccio esperimenti).
Si può quindi definire un opera in continuo divenire.Ha subito, nella sua storia diversi "incidenti", cadute, rotture, danneggiamenti durante l'esposizione.... Sono intervenuto, non sempre celermente, come sempre, quando ne avevo voglia, quando me la sentivo.... Chi ha visto più volte l'opera mi dice che non è mai  finita.... io lo rassicuro ma dentro me so che non sarà mai finita (proprio perchè è finita, dalla sua nascita, in fondo come me.)

UN AUGURIO DI BUONA PASQUA A TUTTI

postato da: artemidoro alle ore marzo 26, 2005 21:55 | Link | commenti (2)
categoria:arte
sabato, 26 marzo 2005

Oggetti
perché li dite
inanimati oggetti
esistono la loro forma
sostiene il mondo
il mio il tuo
il tempo
è un cavallo a dondolo
lo spazio
un burattino di legno
stoffa o cera come vuoi
colori forme
finzioni e funzioni
come quelle
che ci sostengono
oltre e dentro
ci siamo Noi
i nostri pensieri
colorano i miti
ordinano un universo
disordinato
certo è un gioco
con connotati a volte
drammatici tristi
sottilmente malati
ma lo sfondo
non è di cartapesta
in quel teatrino
si sviluppano le nostre vite
nulla in fondo
ma se degli oggetti
comprendi la parte
e ascolti la voce
sarai della compagnia  

postato da: artemidoro alle ore marzo 26, 2005 01:32 | Link | commenti
categoria:poesia
giovedì, 24 marzo 2005

Guardavo il Suo viso:
centinaia di volti
erano nei suoi occhi
e tante storie .....
capelli sempre scuri e ricci.
Non riuscivo a fermare nulla
quindi non sapevo chi fosse
e non avevo nessuno da amare
non un volto,
non un sorriso.
Iperturbabile, Lei guardava il cielo
finché io, guardandola,
vidi calare la notte
l'oscurità su di me
e sulla mia buia vita
Chissà se Lei sapeva....
il mio sguardo è come se
andasse oltre....
oltre, ben al di là
delle prime stelle

postato da: artemidoro alle ore marzo 24, 2005 23:08 | Link | commenti
categoria:fiori, poesia
martedì, 22 marzo 2005

Resta nella sua casella il pedone. Cosa lo differenzia dall'avversario? Lui è di un colore l'altro di un altro, sono di fronte aspettano solo un cenno, un pensiero,una mano che li muova.E' vero la prima mossa possono fare un passo in più poi, avanti....su linee obbligate, un passo alla volta vanno verso un probabile sacrificio.
Si tratta di conquistare il centro.E' forte chi si attesta al centro, anche se probabilmente sarà il primo ad essere "mangiato".Tutto si fa per un fine.Il Re avversario sorride:Lui non potrà mai essere "mangiato" eventualmente solo "bloccato": non avrà perso inesorabilmente la partita, tutti gli altri sì.La condanna del Re è sopravvivere a se stesso, allo scacco.
Eppure il pedone sogna una promozione. se arriverà in fondo, ma molto in fondo, ai confini della vita e della scacchiera potrà diventare Donna. Perchè scegliere di essere una Torre, un Cavallo, un Alfiere...se potrà essere Donna (carpirne la sua oscura potenza e segreti) e incutere terrore per la scacchiera con i suoi repentini e non più limitati movimenti?
Sogna ...ma la partita non è ancora cominciata.Il giocatore, la mano sul mento, guarda nel vuoto.Lo stesso vuoto che angoscia tutti i pezzi, usciti da poco dalla scatola di legno, disposti ad arte. Si fa per dire...ad arte.... tutti s'accorgono di qualcosa che non funziona: Il nero non è sinistra della scacchiera. Chissà a cosa pensava il giocatore, forse a una Donna, da conquistare.
Giocatore...pedone anche se si pensano protagonisti, qual è la differenza nella partita della vita?
artemidoro 

postato da: artemidoro alle ore marzo 22, 2005 20:16 | Link | commenti (3)
categoria:scacchi
domenica, 20 marzo 2005

C'è un fiore, il primo che è spuntato.
Una farfalla sta aspettando che sbocci.
Tu guardi il fiore e la farfalla.
Qualcuno (non so bene chi sia) mi chiede:
" Tu cosa vedi?"
Io?
Io non vedo nessuna differenza.
(dedicato a...... Lei lo sa)
 

postato da: artemidoro alle ore marzo 20, 2005 14:09 | Link | commenti (7)
categoria:fiori, poesia
venerdì, 18 marzo 2005

 -Da molto tempo ti sono a  fianco.
-Non riesco neanche a fingere di non saperlo.
-A che ti serve?
-Non è il momento di giocare la partita.ho solo sfiorato un pedone e mi sono accorto che è mal disposta la scacchiera.La Donna è al posto del Re.
-L'ho messa io così, non è ancora il tuo momento.  E poi ti voglio sconsigliare di giocare questa partita.
-Non penserai mica che giochi per vincere? E' che non voglio perdere per abbandono.
-Vincere... perdere....bisogna avere qualcosa da giocarsi e ciò che tu hai, senza offese al momento non è così interessante e, anche se come sai sono invisibile, ormai mi conosci troppo bene per considerarmi "attraente".
-Sinceramente devo dire che un antico, tragico fascino sempre Ti appartiene....ma hai ragione, se non mi consideri un vigliacco, non comincerò questa partita. E poi non riesco a giocare con la scacchiera così combinata. Meno male che gli alfieri sono al loro posto e le pedine sono ancora bianche e nere.
-Non ti preoccupare, quando sarà il momento, farò partire uno dei tuoi orologi: Solo che ne hai tanti, qualcuno fermo, nessuno poi segna la stessa ora:In verità la cosa mi dà fastidio, come a Te la Donna al posto del Re.
- Un altro motivo per rimandare, però quest'attesa ti assicuro è terribile.....

postato da: artemidoro alle ore marzo 18, 2005 20:33 | Link | commenti (4)
categoria:scacchi
martedì, 15 marzo 2005

Il mio pensiero per il ramo che si spezza
e per l'uovo che cade
e nessuno saprà mai ricostruire
Il mio pensiero per Te
che scivoli nel piano inclinato
dell'esistenza
La mia immagine la mia immagine
catturata da un telefonino
in fondo a destra
(come si dice indicando il  bagno)
e quello che conta poi
è lo sfondo
solo fra le mie opere
che mi guardano sempre dall'alto
con il loro inquietante alone
di estraneità
è il senso di questo giorno che passa
La mia immagine
non mi riconosce
a me sembra di ricordare qualcosa
guardandola
ma c'è un io sempre uno dei tanti
che si ribella
La mia immagine la mia immagine
che nessuno può fermare
dietro se guardi bene
vedi già il teschio
(un teschio di cristallo che riflette il tuo)
La sua forma comprime l'universo
assurdamente decide il tempo
ma quello che conta
quello che NON CONTA è lo sfondo
sfumato che si vede poco

(dedicata a Artemidoro.... in fondo a destra e..
tirate  l'acqua e..centrate il buco buona notte!)
 

postato da: artemidoro alle ore marzo 15, 2005 22:22 | Link | commenti (2)
categoria:poesia
lunedì, 14 marzo 2005

Sogno. A volte il confine con quella che comunemente chiamiamo "realtà".... sembra così lontano.Il sogno come pattumiera dell'io.... come fonte di conoscenza.... come ricerca dell'incoscio.... come desiderio non realizzato. Il sogno, le speranze, le paure.... un mondo simbolico che raccoglie le parti dimenticate dalla realtà. Un meccanismo fisiologico di aggiustamento.... Una necessità.... Una possibilità.... si possono dare tante interpretazioni, si può negare tutto. Le prospettive  sono diverse per ognuno, diverse anche nello stesso individuo, a seconda dei periodi, degli eventi, dell'evoluzione del pensiero, forse della fisiologia dell'invecchiare.
Ma, qualche volta si ha l'impressione che il sogno sia un'altra forma di vita....ci si accorge che in esso si continuano trame, vicende, storie già cominciate che diventano talmente vere e reali da confondersi con il vissuto, quel passato che, proprio quando lo si ripensa diviene sogno.
Avviene anche che la vita vissuta, la propria piccola individuale storia sembri un sogno.Ecco un sogno nel sogno. Paure, pensieri, riflessioni tutto diventa quasi inconsistente, un po' labile e vano.... Immagine oniriche che non si riesce a definire.Si perdono i nessi logici i contorni.... Allora quasi si perde una qualsiasi identità, cosa se non il nome che ci è stato dato, la funzione che ci siamo o ci è attribuita (sono spesso molto diverse e contrastanti) ci caratterizza?
Sogno e realtà.... linea d'ombra al confine della follia.Una follia che però ci appare a volte più saggia della normalità, di tutte quelle banalità spacciate come fondamenti del nostro sapere, credere, reputare, considerare. Se il metro di misura (ma ne esiste uno di riferimento che non subisca la contrazione spazio temporale delle nostre percezioni?) ci garantisce l'omogenità, la standardizzazione? in verità la società è costruita su dei "protocolli" che non funzionano (è chiaro che è così):Come può un bambino accendere una candella votiva e subire i danni di una esplosione? Come si può "celebrare" quest'evento, trasformandolo in un film, una storia?
Ecco il passaggio dal reale all'incubo e più rapido che  dal sogno all'incubo.Basta una sirena, una corsa in un ospedale dove ti iniettano una sostanza mortale, basta perdere un posto di lavoro che si riteneva "sicuro", una persona cara, un affetto.E non si può neppure svegliare. Ma ci si domanda quando, come e perchè caduto il grande sonno su di noi.... e si spera che questo sonno sia stato sua volta un sogno....
Si continua, fino alla prossima illusione.....

postato da: artemidoro alle ore marzo 14, 2005 20:03 | Link | commenti (6)
categoria:vivendo, sognando
sabato, 12 marzo 2005

dopo un buon bicchiere (il quarto)Giovannino,(fine dicitore di taverna) al quale avevo fatto conoscere il mondo dei blog, con una navigazione nel mio computer  mi ha dato la sua dotta opinione:

Per piasì pisé pi curt.Le fumne a venta che (prima) tiru giu le mutande e duertun le chambe.Li omu ca tirun l' curdin per nen pisese an tei pé.(***)
Tuti andè a pisè da un'autra part.
Giuanin dl'a Piola

traduzione di Artemidoro
per piacere pisciate più corto .*Occorre che le donne (prima)si tirino giù le mutande e aprano le gambe.**Gli uomini devono alzare il cordino per non pisciarsi nei piedi.
Tutti andate a pisciare da un'altra parte.
Giovanni della Taverna

alcuni significati correlati in piemontese
*(vantatevi meno, contate meno balle)
** (tiratevela meno)
***(facciano meno i "superdotati")

postato da: artemidoro alle ore marzo 12, 2005 00:16 | Link | commenti (2)
categoria:pensieronotte