Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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domenica, 27 febbraio 2005

 Perciò non vantarti di nessuna dottrina o arte, ma piuttosto abbi paura di tutto il sapere che t'è stato affidato. Se tu credi di saper molto e hai facilità a capire, pensa che molto di più è ciò che ti resta da conoscere. Non insuperbire, ma, con più ragione, confessa la tua ignoranza.
da L'Imitazione di Cristo (trad.Francesco Fochi)- Libro I-paragrafo 2

Nota:
anni fa per trovare questa traduzione (il libro a Torino era esaurito) andai sino a Milano, dove avevo saputo che una libreria specializzata  ne aveva una copia. Ora, più che allora,so che ne è valsa la pena

postato da: artemidoro alle ore febbraio 27, 2005 18:31 | Link | commenti (5)
categoria:pensieronotte
sabato, 26 febbraio 2005

Molti anni fa.
Un  tempo che non voglio più calcolare.Tutti i giorni passeggiavo guardando a Quella finestra. C'era una ragazza che m'interessava. Anche ora, quando passo nel parco, (prima c'erano soltanto prati incolti, di fronte alla finestra) guardo. La casa è uguale ma, da quell'appartamento sono transitati altri sconosciuti . Chi ha portato via il Tempo? Tutto continua ma non è come prima eppure , anche se Lei non c'è più, io ancora la rivedo. Succede la stessa cosa nella mia mente per alcune scrittori e scrittrici di blog.Non li conosco, non li ho mai visti (a volte non aggiornano più i loro blog) ma io passo e ripasso. Scopro che sono ormai presenti nel mio cuore.Non ha importanza la loro età, il loro aspetto...io ho fermato il tempo in qualcosa di loro che mi ha colpito.(anche scomparisse il blog so che rimarrà).Ho percepito (ma,chissà forse è un'illusione) qualcosa di profondo ed eterno che niente e nessuno potrà mai portare via.
Così posso rivedere Luciana ben sapendo che non la rivedrò più, sostare sotto la sua finestra (che non è più sua) e pensare ad un suo sorriso, un gesto gentile, un pensiero o magari un moto di rabbia, stizza.
Molte più cose di quelle che credo lasciano un segno in me e credo in tutti.Perchè c'è intorno a noi quasi un'educazione a dare importanza a ciò che non conta e a buttare, sospingere giù nel profondo ciò che forse potrebbe darci  un attimo di respiro nella frenesia quotidiana?
Non so voi ma io tornerò alle mie "finestre" e ne scoprirò ancora qualcuna....nella mia memoria....


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postato da: artemidoro alle ore febbraio 26, 2005 19:21 | Link | commenti (3)
categoria:oltre, pensieronotte
lunedì, 21 febbraio 2005
Chi l'aveva costruito, chi era stato il modello, quale folle e solitario artista di strada gli aveva dato la vita?All'improvviso, alla fine della strada, era comparso il pupazzo di neve. Un'espressione indecifrabile nel viso.Si poteva dire una maschera dell'umanità,dove pianto e riso erano fissati dal gelo in una smorfia.Aveva una scopa in mano e una vecchia sciarpa rossa. Guardava con i suoi strani occhi. Cosa erano le pupille? Sembravano due pietroline luccicanti, ma erano solo piccole fessure. Tutti, passando provavano uno strano brivido ma anche una sensazione di tenerezza a guardarlo.Rappresentava nello stesso tempo la fanciullezza con i suoi sogni e la vecchiaia con il suo disfacimento.Aveva freddo il pupazzo.Viveva del e per il freddo ma si capiva in  qualche modo che lo pativa.Non aveva compagnia il pupazzo.Al fondo della strada,dove finisce la via e comincia quel viale che si perde nella nebbia, dove nessuno immagina cosa ci possa essere.
Cosa, chi aspetta il pupazzo? No, freddo e neve non più. Il caldo? No,sa che sarebbe  la sua fine. Vorrebbe forse fermare il tempo. Ma non può farlo perchè fisserebbe, insieme, in eterno, quel dolore che non riesce a nascondere a nessuno.Vorrebbe correre, fuggire lontano ma non gli hanno fatto le gambe.Potresti aggiungere qualcosa alle sue sembianze oppure togliere un po' di neve e cambiargli identità.A che servirebbe,un pupazzo è un' immagine di un'immagine . Allora cammini più veloce.Ma non riesci a cambiare strada, ti avvicini. Anche tu,  percorri il viale che lui segnala e,in fondo, come lui, vedi solo nebbia e ghiaccio.Ecco, pensi forse è solo un segnale che ti indica la strada.Un segno. Non mi accarezzare, se no mi sciogli.

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postato da: artemidoro alle ore febbraio 21, 2005 23:07 | Link | commenti (6)
categoria:letteratura, oltre
domenica, 20 febbraio 2005

Stai camminando sui capelli di una bella fanciulla. Attento! Passeggi nel viale.....
Rideva,i suoi giovani sogni rendevano il mondo eterno.Tutti coloro che la guardavano si innamoravano. Ora sono tutti intorno a Lei (tragica somiglianza della frase con la pubblicità)  , polvere nella polvere. Soffia il vento e ha portato qualche generazione più in là i sogni. Succede. Ad un certo punto della vita ti guardi intorno e, non riconoscendo il tuo invecchiamento, non vedi più nessuno, ti senti invisibile. (o forse scopri solo di esserlo).
Afferrare il passato è come fermare il vento nel palmo della mano. Sei semplicemente scivolato fra la pioggia, cercando di non bagnarti, hai cercato di evitare le tempeste più pericolose, gli assembramenti, la confusione.... L'Amore? Era qualche isolato più in là, sempre lontano dal ristretto panorama della tua finestra. Ma è passato. Nessuno potrà reggere il confronto con l'immagine che hai nel tuo cuore, con la voce che continui ad ascoltare e con tutte le qualità che proietti in Lei. I suoi pensieri sono la eco dei tuoi e viceversa. Chi e cosa potrà mai mettersi in mezzo? Il tempo, il nulla, altri? Poca cosa. non potrai mai calpestare la sua polvere, né Lei la tua e nessuno la vostra insieme....
Semplicemente NON ESISTE, NON C'E'. E neppure tu, ora, lo credi. Puoi portare la tua forma in giro, cosa importa se muta ogni giorno. Puoi parlare, lo sai NON SONO i tuoi pensieri è la tua voce, un mormorio che si mescola e confonde nello spazio e nel tempo, un rumore di fondo dell'umanità.Puoi vedere, sentire, toccare....tutto un'illusione, poco diversa dai sogni consolatori che un giorno facevi.Però continui ad ascoltare, cercare e la sua voce nessuno potrà dirti che non è vera.
Ogni giorno viene la notte, anche qui tra le terribili luci della città che ogni giorno rubano un pezzo di cielo. Ma nel momento più buio, nel sonno più cupo, quando tutto svanisce senza perchè, trovi la tua assente identità. (La Sua non la pensi così lontana e impossibile).E per fortuna non potrai, non saprai mai raccontare nulla.Vuoi, veramente rinchiudere l'immensità in un cassetto?
Solo....come potrai domani mattina, ancora, ricominciare?

 

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postato da: artemidoro alle ore febbraio 20, 2005 12:48 | Link | commenti (2)
categoria:riflessioni, filosofeggiando, oltre
venerdì, 18 febbraio 2005

Non è necessario che tu esca di casa.Rimani al tuo tavolo e ascolta.Non ascoltare neppure, aspetta soltanto.Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine.Il mondo ti si offrirà per essere smascherato. non se ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te.
Franz Kafka (aforismi di Zürau a cura di R.Calasso- ctz.)
 


Intorno, nei luoghi più densi di ogni tipo di umanità che lotta per l'esistenza, spinta da una bruta e cieca forza alla vita si può apprendere qualcosa sull'esistenza. Poi, soltanto nella ricostruzione nel proprio silenzio, all'interno del cerchio protettivo e limitato delle proprie povere cose si può ricordare. Perchè vedere è troppo poco,sentire non basta, immaginare è fuorviante, sognare è alienante....Nulla di queste cose da sole basta.Esprimere e comunicare sono ancora altre cose. Tutto può esistere soltanto in una straordinaria catena di comprensione-comunicazione.Tu esisti perchè io ti osservo e così anch'io, noi due entriamo in relazione se io parlo di te o tu di me, ma solo se entrambi ci incontriamo e ci ascoltiamo.In questo cerchio, senz'altro magico, in una marea di eventi e codici,sempre di difficile interpretazione  (per chi non ne accetti una già fatta, comoda o assurda che sia).
La circonferenza è più ampia se altri leggono, osservano e diventano da osservatori protagonisti o riconoscendosi in ciò che si dice o sentendosene in qualche modo "provocati" o ancora, semplicemente venendo stimolati a sviluppare in altre direzioni la storia o l'argomento.
Intorno però c'è tanta sofferenza per una prigionia che parte dalla paura, dalla difficoltà di uscire da strade terribili e obbligate, a volte dalla mancanza di mezzi, (di ogni tipo) anche solo per sostenere un libero pensiero. Molti bisogni, poche opportunità e limiti che vengono sottolineati e amplificati a volte per non fare partire il  processo di comunicazione.(Sempre temuto da chi strumentalizza "l' ignoranza" di ogni tipo. Perchè chi comunica veramente tende alla libertà, allo "smascheramento" persino all'accettazione non passiva e vile dei propri limiti che diventano anzichè vincoli, punti di partenza per migliorarsi.
Ma forse occorre essere umili e poco creduloni nello stesso tempo, partire da se stessi , "verificare" ciò che viene detto e soprattutto "ascoltare" la sua eco in noi.Prima di tutto dubitare delle "certificazioni", di ogni genere.Diffidare poi  di ciò che si contorce in se stesso, tra complicazioni incredibili, si autocelelebra o si autoflagella....e,senz'altro anche di queste parole.


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postato da: artemidoro alle ore febbraio 18, 2005 21:54 | Link | commenti
categoria:vivendo
mercoledì, 16 febbraio 2005

 I cattivi i laidi di ogni genere in letteratura mi sono sempre piaciuti, proprio perchè nella vita mi fanno ribrezzo.Sempre di più li apprezzo. Ah Franti, com'eri simpatico a dissacrare tutto ciò che, senza pudore, si dichiarava " consacrato "e poi a ridere sordidamente su tutto e tutti  in particolare sulla punizione inflitta, rendendo ancor più infami e abbietti gli interlocutori...Ah caro Lucignolo il tuo paese dei balocchi valeva bene due orecchie d'asino. Non fare nulla, mangiare e bere, giocare, ridere a crepapelle che altri puoi immaginare di meglio? Fare ciò che si vuole quanto si vuole, non appena si può, parlare come e quando e con chi si desidera, non ridere o piangere a comando, travolti da un'ondata di buonismo e ipocrisia che riuscirebbero a farti sembrare il fiele miele e l'escremento zucchero.  Sublime De Sade che come premio alla donna che salva il cavaliere da una  bella  bastonata la attacchi al giogo, indegna sostituta dell'asino morto a prendere le botte che merita....E Tu Sancio dal cuore canagliescamente tenero, vittima di quel folle visionario che ti promette regni e denari e ti dona amarezze ,fame e bastonate.... Non tornare alla tua vita quotidiana, schiavo della moglie, del lavoro, del padrone,delle tasse...del primo che passa ....Tutti si credono migliori di Te, perchè citano a memoria quattro sciocchezze, consolidate dalla scuola, rafforzate dall'imposizione "certificate" dal bisogno.... E' facile con le minacce di ogni genere, l'inclusione, l'esclusione...... far passare tutto per buono, persino cattive favole che, oltre a guastarti l"'al di qua" ti prenotano a noie anche per quel che riguarda "l'al di là" ......Non dimentichiamoci , per favore, di Peter  chiuso fuori dalla finestra....amate quel naso lungo di legno che è un glorioso premio ad ogni bugia.... (L'ultimo simbolo di un qualcosa di duro in una marea svenevole di panna e cedimenti....).E quell'Aretino Pietro  che mette il "becco" in ogni (r)osa.....Perchè avete fatto uscire Alice dallo specchio? Liberate in letteratura i cattivi di ogni genere .....Che bell'ambientino le Malebolge...Ricordate: "E del cul fece trombetta"...Versi sublimi ormai dimenticati in un delirante incubo di sms tvb,tvtb,tat,.. (telesondaggi, opinioni a un euro al secondo).... Innamorati, assassini potenziali. e impuniti.....toglietevi dalle scatole, fatevi furbi ora prima di diventare più che mostruosi(già lo siete) anche noiosi... . Guardatevi in faccia  e ditevi un solo istante una verità, confessate che non siete, non provate nulla.....Lamentosi di ogni genere ve la mai detto nessuno che portate sfiga ( e non solo a voi stessi)? E ditelo che state bene, troppo bene se ancora avete le forze per lamentarvi.....Fuori, lontano, via.... vi accompagni un liberatorio calcio nel deretano .(e da subito una complice stretta di mano).Caro  Gargamella ti regalo una collezione di puffi (tutti con un ruolo apparentemente diverso) per i tuoi poveri svaghi inappagati.....fa di loro ciò che vuoi Tu solo che Sei e Sai.....

 

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postato da: artemidoro alle ore febbraio 16, 2005 19:45 | Link | commenti (8)
categoria:letteratura, editoriali, oltre, pensieronotte
lunedì, 14 febbraio 2005

Donne di pietra, davanti al portone
dove 'era scritto "N.E.P.I."
Vecchie leonesse arrugginite
inacidite dai troppi sogni
Sorvegliavano il tempo
all'ombra delle rughe
Le impossibili fughe
erano ormai un velo
di smog e polvere sul cielo.

Tutte, tutte quelle cose
ormai volgari e  lontane
cioccolatini e rose
da dare il vomito
e ogni mossa consumata
ogni parola sussurrata
La faccia di bronzo
come specchio rimandava,
Volto di cento uomini in castigo,
poeti sotterrati al primo rigo

Angeli, topi del cortile,
tra  taciti squallidi sfondi
di smog e  cartapesta
dipingevano mondi,
senza riuscire a segnar festa,
non facevano sconti o regali
chi al giorno d'oggi, in verità,
può barattare le sue ali?

 Tratta da "Parole" in Guerra" di Arturo Ferrara

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postato da: artemidoro alle ore febbraio 14, 2005 21:33 | Link | commenti (5)
categoria:poesia
sabato, 12 febbraio 2005

Vi sono dei luoghi che ognuno si porta nella mente, nel cuore e chissà in quale parte di sè. Non ha importanza neppure se uno vi sia stato o come e dove abbia avuto informazioni sulla località. Avviene anche con alcune rarissime persone. Esse sono presenti ancora prima di conoscerle, pensarle. Forse, in entrambi i casi si mettono insieme una serie di sogni, sensazioni, (forse ricordi ancestrali), il risultato, come in un'equazione è che prima o poi ci si chiama, ci si ri-conosce e, in qualche caso....ci si vede pure.Accade allora che tutto non sia nuovo ma quasi il proseguimento di una storia, una trama, una funzione.Sei a casa tua, nel luogo, con la persona. A me è successo in alcuni monasteri, dove non ero mai stato o piccoli paesi medievali e, per gli esseri, con alcune persone .Ogni cosa che dicevamo parlava direttamente al nostro io profondo (chi vuole può chiamarlo anima, "spirito") e non alle orecchie o alla ragione. Riconosci queste cose perchè nessun altro, tranne l'essere che le condivide.... le capisce. Si crea subito una dimensione esclusiva, dagli altri percepita a volte come una barriera, persino invidiata. Non va confusa questa cosa con l'innamoramento, (anche se vi possono essere segni e sintomi comuni) ma è ancora qualcosa di più perché sai che durerà per sempre ..... persino oltre gli eventi e la vita stessa.
(nel post precedente parlavo di maschere....con una fotografia un po' avventurosa (con il cellulare,quindi non di grande qualità) nella colonna dov' è già appesa ed esposta, appena all'ingresso....la foto dell'ultima arrivata.... -per gentile concessione dell'Autore).

 

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postato da: artemidoro alle ore febbraio 12, 2005 20:05 | Link | commenti (1)
categoria:pensieronotte
venerdì, 11 febbraio 2005

 Ogni fiore che calpesti sono i capelli di una bellissima fanciulla.E quel terreno sporco che si è appiccicato alle tue scarpe è il volto di una donna amata da centinaia di uomini.Caro poeta persiano, tutto il mondo è un groviglio di seni, membri, corpi attorcigliati che parlavano di eternità. E tu facevi bene a far scorrere il rosso spirito nelle tue vene (anche se mai ti donò l'oblio e ti ha condannato a raccontare la tua storia al vento, lo stesso che ora mi tormenta).... Anche quei pensatori immortali ormai sono tra le radici degli alberi che hanno succhiato tutti i loro sogni.Anch'essi, presto, molto presto, saranno polvere che si mescolerà con lo smog che ogni giorni produciamo.....Ecco perchè sono dalla parte di Sancio Pancia, nonostante il mio nome (Artemidoro). Cerco soltanto di fissare (malissimo) sulla carta, sulla tela, con la stessa polvere di cui ho parlato qualche fantasma della memoria collettiva che, disumanamente implora un'impossibile vita. Ma l'aria è plumbea, l'influenza sembra debba durare in eterno. Chiamiamo tutto ciò che non conosciamo "virus" e se lo troviamo facciamo pure un vaccino.... Ma tutto muta, rapidamente, più della nostra percezione e....."il pover 'uomo non se n'e accorto, credendo d'esser vivo combatteva , ed era già morto...." E c' è sempre il vento:

 

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postato da: artemidoro alle ore febbraio 11, 2005 19:55 | Link | commenti (5)
categoria:poesia, letteratura, vivendo, maschere
lunedì, 07 febbraio 2005

 Con una luce fortissima si può dissolvere il mondo. Davanti ad occhi deboli si solidifica, davanti a occhi ancora più deboli ha i pugni, davanti a occhi ancora più deboli diventa pudico e sfracella colui che osa guardarlo.
Franz Kafka
Da aforismi di Zürau a cura di R.Calasso

La luce di una maschera.L'opaca verità che si nasconde, orribile a vedersi, ancora di più della smorfia fissata per una vita, la parte che ti sei scelto o, peggio ancora hai passivamente accettato.
Ieri sentivo definire il Carnevale la festa della vita. Io non amo il Carnevale, in nessuna forma o parvenza. Amo invece moltissimo le maschere i burattini, i manichini (Ho fatto molti servizi fotografici su oggetti statici, in vetrina,o riposti negli angoli più strani delle nostre case). La cosa non è in contraddizione. Non mi piace il movimento del Carnevale. Un movimento che non è trasformazione ma, troppo spesso, volgarità pura. Le maschere esigono rispetto.Hanno una loro vita.Noi siamo le maschere. Le maschere hanno una loro identità autonoma. Non devono, non possono riprodurre nulla. Diventano altrimenti sinonimo di tragedia, impossibilità. Il Carnevale è riproduzione, non finzione. E' vero che in quasi tutte le società ha avuto funzione liberatoria, dissacrante. Ma è la consolazione del povero, del perdente, di colui che dovrà poi fare lo schiavo, tutta la vita.Una volta all'anno gli sarà concesso il degrado-liberazione, il ritorno al Kaos dove le sue primordiali forze potrebbero esprimersi. Una specie di "sballo" dove il sabato sera è ormai un tragico esempio.
La maschera, invece, vuota,opaca, appesa a un muro (ne ho creata un'altra ieri) o dimenticata dopo l'incauto uso, da qualche parte, s'impossessa del profondo.Porta l'esterno dentro, non il contrario. E' una funzione divenuta simbolo, un simbolo  che si fa metafora.... Sei tu, sono io.... fissato appunto in un istante di verità, nel nostro assurdo e inconsistente dinamismo (anche di pensiero).

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postato da: artemidoro alle ore febbraio 07, 2005 19:35 | Link | commenti (2)
categoria:pensieronotte