Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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domenica, 30 gennaio 2005

Ombra dell'ombra riflessa
Ieri guardavo la mia ombra scura.
Non più la stessa.
Non so perchè ancora mi seguisse,
forse perchè un tempo
l'avevo accolta  e amata
mentre vagava disperata
donandole un pretesto di luce
in un mondo di tenebre.

Perchè i soli sono caduti?
Ho consumato  scarpe
e parole di libri ormai perduti.
Ad uno ad uno,  volti di donne amate
son divenuti  pigiami a striscie
e sempre alta nel cielo si rifletteva,
in un solo grande viso, la Luna.

Volano gabbiani dalle mie tasche
o forse sono pipistrelli mascherati,
come i miei pensieri in Euro
che sembrano saggi e, in verità,
sono violenti e stupidi:
Capt-ivi cercano nuovi mondi e cuori
e non s'accorgono di non averne uno.

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postato da: artemidoro alle ore gennaio 30, 2005 19:24 | Link | commenti (3)
categoria:poesia
giovedì, 27 gennaio 2005

La "Scuola" di Artemidoro non è una scuola...non ci sono allievi, anche se troppi professori.
Artemidoro è l'Asino (quello di Giordano Bruno) con il cappello in testa, nell'angolo più freddo dell'aula che non è la stanza ma un'oscura caverna .(E purtroppo non quella Platonica).
Vorrebbe ridere,ma produce solo smorfie, orribili a  vedersi, che tenta di trasformare in sberleffi, in mala maniera. E' "captivo" Artemidoro, cioè prigioniero, del suo fisico, della sua mente, dell'età, della condizione, del lavoro, della vita e soprattutto dei suoi sogni, quindi poco affidabile. A metà ciarlatano che si maschera da saggio... e a metà un ciarlatano che è soltanto tale.... ma non vende nulla e neppure ha i mezzi per comprare ...anche se come i bambini curiosi, vorrebbe tutto e tutti.... è probabilmente un presuntuoso narcisista che per non soffrire troppo,chiacchiera, a sproposito, su tutto, con tutti e....ascolta,anche nel frastuono della non-classe indisciplinata. Nella "non scuola" i bocciati sono promossi e i primi della classe sono sempre graditi, perchè sono i giullari degli altri ...comici e tragici esempi da seguire....
Chi gli vuole bene gli tolga almeno il cappello e lo faccia sedere un attimo nel suo banco....vicino....se gli vuole male,gli tiri una pallina , di carta, magari stropicciata,ma con qualcosa di scritto dentro....è certo lo leggerà....per divenire ancora più insicuro e asino....
Uomini grigi stanno per arrivare: è un'ispezione e allora tremano tutti, gli indisciplinanti partecipanti del cenacolo....Uomini grigi alla ricerca di errori, deviazioni dalla Legge, imprecisioni....Sono armati di citazioni, erette come membri di ferro, moderni bastoni per  battere tutti o...per fare di peggio...per chi si inchina al loro presunto Potere. Ma Artemidoro resta là, nell'angolo...con il suo cappello d'Asino, lui la patente di asinità ce l'ha già, come tutte le non-certificazioni e non-attestati di sapienza, non si rifugia neppure dietro il nome di "artista" o"filosofo" che qualcuno gli appiccicato, come pesce d'aprile, su di dietro..... E che altro può fare quel disgraziato...E' appena tornato da un dentista che lo ha massacrato....A martellate per smantellare un ponte....e poi con rostri, trapani e lime.... non vi basta? Artemidoro se volete confessa tutto.E' stato lui, tutto è colpevole di ogni cosa ma, per piacere, basta  con queste martellate nel cervello: non fatti   o più sostanza ma, lontano da qui, fuori, una bella danza....

postato da: artemidoro alle ore gennaio 27, 2005 22:34 | Link | commenti (3)
categoria:filosofeggiando, pensieronotte
martedì, 25 gennaio 2005

 Dopo aver elucubrato (anche a sproposito) ora vorrei farvi una domanda, sono molto interessato alla risposta.
Voi, quando viaggiate in treno vi sedete (ovviamente quando potete scegliere) rivolti alla direzione di marcia, oppure al contrario, rivolti al percorso che state lasciando, oppure, ancora, indifferentemente nell'una o nell'altra direzione?
Ancora avete mai pensato alla cosa.... e..se lo avete fatto avete una spiegazione?
Se a qualcuno poi interessa poi dirò la mia risposta....anzi vorrei vedere se qualcuno mi conosce un po' e la indovina.
non è un gioco, ci ho riflettuto molto e sono arrivato ad interessanti conclusioni che, se non annoieranno, riferirò, magari scopriremo che sono le stesse vostre.

postato da: artemidoro alle ore gennaio 25, 2005 20:44 | Link | commenti (8)
categoria:filosofeggiando, vivendo
lunedì, 24 gennaio 2005

 Ho fatto un giro nei blog: tristezza, sempre tristezza. mi è passata la voglia di essere triste, un lusso che si può permettere chi ha tempo per pensarci. Ci attendono tante altre più significative cose. Dietro ad un computer, rannichiati nella penombra di una scrivania....non è questo il nostro mondo: Chi è che ha inclinato la strada della nostra vita e l'ha trasformata in uno scivolo, dove cadiamo,giù, senza ritegno? Eppure un tempo dopo aver fatto con una cassetta uno slittino scivolevamo su questo pendio....il futuro era possibilità, movimento. E  chi ci pensava poi al futuro, si viveva qui e ora. Fa freddo, troppo freddo, tra poco farà caldo, troppo  caldo...Abbiamo trasformato il tempo in alibi come ogni altra cosa. Cosa desideriamo  veramente, il principe azzurro, la principessa, denaro....sicurezza....magari viaggiare? . Vogliamo andare in uno di quei paradisi per turisti dove tutto è programmato.? Sesso, sesso magari a profusione.Sappiamo bene che tutte quelle pose, quei corpi nudi sono ai nostri occhi già patetici, quasi manichini composti in artificiali posture,posizioni, varianti del nulla. Vorremmo forse fuggire la solitudine....Ma siamo noi ad emanarla....Vorremmo essere amati ma non amiamo che l'idea dell'amore e fingiamo di sapere tutto sulla cosa mentre navighiamo in abissi di complessi, paure.... Basta dovere essere,voler apparire come crediamo gli altri ci vogliono, misurarsi con dei modelli che, se ci fermassimo un attimo a riflettere, ci farebbero orrore.Non c'è nessuno che non pensi di poter essere migliore e non si senta inidoneo, inadatto...troppo stupido sarebbe il contrario. E allora....Fuori, fuori di qui, da questa tristezza....riscopriamo una passeggiata, guardiamo un istante intorno a noi con occhi meno solitari e avidi.Una cioccolata calda ci attende, un sorriso, un gesto d'intesa, un aroma.... Scriviamo una lettera a mano, andiamo a trovare una persona cara....Qualunque cosa, purchè sia un gesto, un azione dove il pensiero non si raggomitoli su stesso per cortocircuitarsi nel dolore. Se mi pensi sono con Te e se ti penso tu sei presente e vicina, ti raggiungerò presto o...lo farai Tu. non credi?

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postato da: artemidoro alle ore gennaio 24, 2005 20:03 | Link | commenti (4)
categoria:pensieronotte
giovedì, 20 gennaio 2005

Sei una persona libera.Naturalmente libera di confermare ciò che penso. Se non è così, sei libero di stare zitto. Parla come vuoi e quando vuoi, ma dopo me, e non sopra di me, ascolta il mio monologo e chiamalo, credilo, dialogo.Non mi importa se fingi, basta che non lo dici. Cosa ti lamenti sei libero di prendere o andartene.Dove? Per strada, ovviamente, ma non ci stare troppo, c'è un codice, vi sono leggi. Non restare, non è cosa e casa tua, non vagabondare (proibito) . Non comprare, non si può, non vendere, ci vuole il permesso.
Sei più libero in fondo di altri. perchè ti lamenti...sei libero di lamentarti, ma non lo fare insieme ad altri, in maniera organizzata, fallo nei corridoi, nell'ombra...Piangi, piangi pure, ti fa bene, ti conviene, ma non ti far sentire o vedere...fallo a casa tua, se ce l'hai. Brontola, brontola che va bene, nei corridoi,con i sofferenti come te, ma non mi disturbare.Perchè lamentarsi poi , sei libero. Libero di lavorare (naturalmente a tempo  a scadenza in continua formazione) Libero di andare in pensione però quando te lo dico io. Cosa ci vai a fare, ancora, ancora un poco....poi...vedrai..ci penserà la Natura e non ne avrai più bisogno.
 Sei libero di fare ciò che io voglio e libero di credere che è quello che vuoi tu.Libero di dirlo agli altri e di diffondere la mia libera voce. Sei libero di non lavorare...Cosa lo cerchi a fare un lavoro? Sei troppo giovane , ti devi formare.... ancora una ventina d'anni, prendi specializzazioni, certificazioni, master, mister.....Sei troppo vecchio, non sai l'inglese, il francese, il tedesco, il lituano l'arabo e l'italiano, come la metti con l'italiano.... sei vecchio, non sei formato, titolato, conformato.... Sai troppo, i tuoi titoli sono, liberamemente scaduti....Liberi, liberi siamo tutti liberi: c'è nonno Libero e nonna Libertà...e nessuno vi ha liberati se non io. Liberi di essere liberi. Siete liberi di farlo o di non farlo....ma...andate a.... farlo da un'altra parte.........

(istruzioni per la danza: un passo a destra, una sinistra, fermi e al centro(un cinquantennio almeno) e poi tutti in circolo, girotondo e, un inversione di tendenza  e...si ricomincia..... liberamente .
(accompagnare con una passacaglia, e con molti applausi e inchini)

postato da: artemidoro alle ore gennaio 20, 2005 21:21 | Link | commenti (11)
categoria:vivendo, pensieronotte
martedì, 18 gennaio 2005

 Sono vecchio, ignorante.....a volte presuntuoso, velleitario.....tremendamente noioso a volte e scontato, retorico, nella scrittura, nei contenuti.... volete aggiungere altro. Nulla che non sappia già, leggendo i miei post. Ah, se li commentassi...cosa potrei difendere, farei vergognare quel tipo "Artemidoro" di scriverli.
Ma ....vedete, non ho nulla da dimostrare e provare e ho anche pena di chi si colloca al gradini superiori credendo di essere in salvo dall'onda di indifferenza e incultura che ci ha già travolti e che, insieme al tempo e a nostra ogni follia ci travolgerà..
Ci provo....semino qualche dubbio, credo in buona fede, più folle che saggio,leggo, rispondo con i limitati mezzi che possiedo. 
Cerco di metterci anche un po' di ironia...ma viene male come quei sorrisi da zitello...un po' inacidito..un po' rimbecillito semplicemente dalla vita.... Siate seri, per cortesia, ma non prendetemi, non prendetevi troppo sul serio.L'ho detto per me conta il dialogo...Ciò che scrivo potrebbe essere stupido assurdo, ma allora se lo avete smascherato, ditelo, pensateci  voi, scrivete di meglio...fatelo per me, (leggerò penitente) per voi stessi, non state come topi di fogna rinchiusi nelle vostre non comode tane a sbranarvi, gonfi della vostra casta o della certificata (da chi poi?) patente di intellettuali o nemici del pensiero e testimoni dell'azione, o a commiserarvi,  per dolore dell'estraneità o dell'incomprensione, provateci, anche se sarete criticati dagli inerti.
E comunque sappiatelo, per me:

VELLEITA' ORMAI UNICA VOLUTTA'

per voi, non so :

postato da: artemidoro alle ore gennaio 18, 2005 21:45 | Link | commenti (9)
categoria:vivendo, pensieronotte
lunedì, 17 gennaio 2005

Comparsa dal nulla.Salita forse a una delle tante fermate dell'autobus, molti anni fa.Capelli neri, mossi, non lunghissimi ma un po' arricciati, occhi scuri e profondi, terribili, vestita di nero....Nero l'abito, la gonna , le calze e, non ricordo cosa, qualcosa di rosso intenso.Un solo sguardo ed è come se la città di Dite mostrasse le sue porte infuocate, il cielo fosse coperto da una nube nera e nella mente, nel cuore sprofondassero mondi e pianeti in un vortice, in abisso senza fine di inquietudine. Emozione fortissima, così misteriosa, torbidamente inquieta. Uno sguardo d'invito, secco e sfuggente, non complice ma imperioso, da signora delle tenebre. Volevo pensare, volevo dire non sono un tuo adepto, ma un uomo,un libero uomo....Io sono il sole del mattino e l'arcobaleno dopo il temporale. Ma come il colore nero in una tela rende tutto grigio e poi s'impossessa torbidamente di ogni sfondo o figura ....lei,che non mi guardava più, aveva annullato ogni cosa intorno a me, e dentro me.Non più meta del viaggio, un compito, una funzione...solo Lei, lei che invitava non si sa bene dove.
Lo sapevo,sarebbe scesa alla prima fermata,di quella linea che prendevo ogni giorno senza averla mai vista.... Sarebbe scesa.Le gambe mi tremavano.Forte era il desiderio di avvicinarmi, parlarle, vedere ancora una volta i suoi occhi misteriosi, provare ancora quel lungo brivido che mi avevo percorso guardandola.Ancora uno sguardo.Era seduta davanti a me, le gambe accavallate.Le aprì con provocatorio e repentino movimento....Lunghe gambe nere...e una promessa di nero in fondo, nero fra le sue gambe, di fronte a me.Ora il brivido era una vampata di fiamma. Immediatamente,turbato e colpevole avevo volto lo sguardo. Come un adolescente,confuso,smarrito....ma turbato da incontrollabili e passionali istinti che erano solo una promessa, di qualcosa di infinitamente grande,oscuro,terribile....
Si alzo di scatto, si aprì la portiera, scese.Un istante e dovevo decidere la mia vita. Un ultimo invito, questa volta complice e poi giù, chissà dove e perchè in una fermata qualunque di un zona sconosciuta e non prevista.
NON SONO SCESO, NO.Un attimo e la porta si è richiusa, Lei si è allontanata veloce e terribilmente nera, in una città colorata e confusa.
Ecco, da alllora continuo a percorrere la stessa linea, alla stessa ora.....Ma Lei non c'è più.So che è stato un bene per me. Ma so che ho perso tutto. Bene e male poi..... che sono?


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postato da: artemidoro alle ore gennaio 17, 2005 23:28 | Link | commenti (3)
categoria:letteratura, oltre
domenica, 16 gennaio 2005

Poche immagini come quella del film "Morte a Venezia" di Visconti, dove il trucco del protagonista si scioglie e lui ,dopo poco, muore, già ignorato da tutti e da se stesso, abbandonatosi quasi con voluttà al contagio, esprimono la vana ricerca della bellezza e l'inesorabile avanzare del tempo che nessuno può fermare. Una tale intensità si evidenzia anche anche nell' "Angelo Azzurro", quando  il vecchio professore  ritorna dopo un lento e patetico processo di degradazione (nel vano tentativo di fuggire dalla solitudine e  di dare un senso alla sua vita, (rincorrendo un irraggiungibile ideale di donna, che si presenta in tutto il suo realismo esistenziale e sociale) alla sua scuola, per morire,estraneo, assente, nella sua cattedra dove aveva vissuto e creduto la finzione del ruolo occupato nella società. Guai a chi un certo giorno, magari all'improvviso s'accorge dell'assurdità e della falsità della maschera che indossa. Ancora peggio se la toglie e ne scopre un'altra, un'altra ancora.....Nella maschera della Morte Rossa di E.A.Poe (consiglio caldamente la sua lettura) in fondo a tutto c'è un'orribile morte , il vuoto, il silenzio,la desolazione, il nulla....che nè la fuga, nè la sua negazione possono arrestare. 
E, come in Quarto Potere di Welles nessuno saprà mai che ogni bene accumulato, ricchezze, esperienze, palazzi non valgano una piccola slittina, (Rosebud) avuta in dono da bambino.(Nel finale bruciata da uomini brutali, venali e inconsapevoli come tutti gli altri oggetti ritenuti non di valore).
Ben avverte l'autore, nel suo capolavoro, straniante e misterico dove l'ombra di Kafka  si estende su tutto, all'inizio (lunga sequenza ) e alla fine    inquadrando il non innocente cartello che  invita a " Non oltrepassare". Si entra, cari lettori come nel "Processo" di Kafka o nel "Castello" o nell' "Inferno" Dantesco, all'ingresso di Dite, (anche Dante avverte del pericolo) in una città infernale che è la coscienza dell'uomo.... dove avvengono i peggiori tradimenti perpetuati ai danni della nostra persona.
 Di sfondo c'è sempre una società amorfa,complice dell'abbrutimento, (palude dei migliori pensieri) che non comprende, volgare, arretrata, salottiera, assurdamente frenetica nella sua continua degradazione. Una società che uccide per non essere giudicata, per perpetuare il suo stato, quasi per mantenere l'inconsapevolezza,l'inerzia, l'ignavia, la paura che alimenta tutte le peggiore e ignobili speculazioni umane (materiali e di pensiero). I Catari direbbero per mantenere e sviluppare il male nel mondo.... Protagonista drammatico è sempre l'individuo che si scopre, lentamente o all'improvviso, parte di quella realtà che lo uccide. Per liberarsi non sa fare altro  che precipitare ancora di più nel suo nulla.Troppo grande gli pare l'Abisso di incomunicabilità e solitudine in cui vive. (Irrimediabile la colpa di aver vissuto fino ad allora inconsapevolmente).
Ma tutto ciò mi chiedo:- " è una necessità, una condanna"? E ancora come si collochi l'Arte in questa prospettiva.

postato da: artemidoro alle ore gennaio 16, 2005 03:16 | Link | commenti (8)
categoria:cinema, letteratura, arte, pensieronotte
venerdì, 14 gennaio 2005

 E' partita la caccia al commento. Ma come si fa? Bisogna strizzare l'occhio (sguercio) al lettore.Cosa si guadagna: Nulla! Ma vuoi mettere, ogni commento è una medaglia, ogni visita una battaglia vinta e allora....Di cosa parlare? Il sesso tira sempre, in ogni senso.... ma non ci sono molto portato....
Allora andrei sul patetico.Tuttavia se sono sincero mi riesce comico e se no si capisce subito che è più patetico in sè lo scrittore che il suo testo. Buttarsi sull'insulto a tutto a tutti... A volte funziona.Però il settore è un po inflazionato. E se provassi a fare "il diverso", naturalmente quello di maniera....cioè il banale.Funziona, funziona...ma non per chi non ha bisogno di finzioni.Potrei andare sul racconto personale, non quello mascherato e simbolico sempre sincero e presente, ma quello esplicito, retorico, amplificato.....Ma a chi gliene frega qualcosa.? A guardare dal buco della serratura della mia vita si vede la stessa cosa che se mi si guarda di fronte, non c'è gusto.
Potrei parlare delle centinaia di donne che ho avuto (Ma prima avrei dovuto averle) oppure di quelle che desidero (Ma prima dovrebbero esistere) .
Perchè no, di quelle che sogno ( ma sono tutte lontane nel tempo...lontane in una dimensione così diversa che, per raggiungerle....dovrei lasciare questa..... per  ora lasciamo perdere).
E allora? Allora cercasi commento, ora, in ogni luogo.... offresi le stesse cose di sempre:l' attenzione e nel caso la risposta.Vi sembra poco? Linkiamoci tutti, belli e brutti.   Comunque dato che quel che conta è apparire, esserci (anche numericamente)  cercasi commento!

postato da: artemidoro alle ore gennaio 14, 2005 21:35 | Link | commenti (7)
categoria:vivendo
martedì, 11 gennaio 2005

Quel sol che pria d'amor mi scaldò 'l petto,
di belle verità m'avea scoverto,
provando e riprovando, il dolce aspetto;
e io, per confessar corretto e certo
me stesso, tanto quanto si convenne
leva' il capo a proferer più erto;
ma visione apparve che ritenne
a sè me tanto stretto ,per vedersi,
che di mia confession non mi sovvenne.
Dante (Purgatorio III 1-9)

Lo immagino un cielo di sospiri: io che penso a Te, come non sei , come non sei mai stata se non nella mia mente che, nonostante tutto ancora Ti vede e crede.Lo immagino come un cielo di rimpianti, come i miei e i tuoi che non sai né potrai mai sapere. Il  cielo della Luna, i tuoi occhi...i tuoi capelli che ad uno ad uno diventano bianchi e le tua mani un tempo così dolci, ora stanche.
In questa notte nera  solo il bianco  cielo della Luna, comunque sia e dovunque tu lo possa pensare è il riflesso dei tuoi pensieri e dei miei che ti stan pensando. Un pensiero che é un'ombra riflessa di un immagine apparente e rovesciata.Un cerchio  di fuoco da attraversare, l'onda e la  sua eco :  una pietra che un bimbo, per gioco, ha scagliato nel lago del nulla, solo per contare i salti.(ingnorando il tempo dell'attesa e della caduta).
Lo penso e lo vivo come la mia età....una linea d'ombra che ho già attraversato ,dove non contano più i sogni e la realtà è una moneta fuori corso. Lo sento oggi, ora, tra questa sorda disperazione del tempo che trascina: il Cielo della Luna e non è speranza nè confessione ma solo nostalgia, non di qualcosa di concreto o ideale, ma solo di  possibilità, la mia, la tua. 

postato da: artemidoro alle ore gennaio 11, 2005 21:42 | Link | commenti (2)
categoria:poesia, letteratura, sognando