Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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yartemidoro Natura Viva photoset artemidoro Natura Viva Arte Grafica
venerdì, 31 dicembre 2004

Ogni struttura celebrale è diversa.Esprime e decodifica in maniera diversa ogni cosa. Che tutto sia comune è una finzione, spesso forzata.Se è assurdo pensare di capirsi lo è anche semplicemente pensare di comunicare. Eppure si fa questo tentativo che è vano quanto quello di fermare il tempo.Si vive d'illusione .Illusione di piccole cose, messaggi giunti a destinazione, interpretazioni che abbiamo fatto e ci sembrano corrette....Fino quando, eventi, fatti e persone ti riprecipitano nel buio, dove ogni cosa avviene quasi al di là di te.E ti accorgi che non sai, non sanno, non hanno saputo (a volte colpevolmente altre meno)....E ti chiedi chi sei, chi sono loro,ti vedi andare avanti con uno sguardo più stupito dei compagni di viaggio e osservi loro quando non si fingono estranei a se stessi .... Poi verrà l'assenza, il silenzio....(La temi e la cerchi nello stesso tempo).Molti tentano, credono di  esprimere qualcosa, di appartenere ad un'idea, un pensiero, un modo di vita. La loro incoerenza assurda che ti è manifesta (e pensi, con un brivido alla possibile tua, che magari non percepisci) fingi di non vederla, non per convenienza, ma perchè ormai hai pena di queste finzioni che sono dei veri orrori esistenziali, pessime maschere del vuoto, a volte anche l'anticamera del pregiudizio.E poi, poi...quale alternativa....se non giocare consapevoli, un ruolo, un'identità in questo teatrino dove presto i figuranti cambieranno.
Eppure sai che ogni parola detta o  sentita, ogni immagine odore e suono ti cambierà e che ancora cercherai l'ebbrezza di un istante di comunione con qualcuno . Non riesce a non commuoverti la precarietà del tutto e la ricerca di un minimo di dignità ed onestà,  materiale, intellettuale.
 



postato da: artemidoro alle ore dicembre 31, 2004 03:14 | Link | commenti (1)
categoria:filosofeggiando, pensieronotte
martedì, 28 dicembre 2004

Vorrei che mi pensassi come se fossi uno di quei corpi gonfi, travolti da un NON IMPROVVISA onda,e catalogati dagli stessi, multimediali, occhi indifferenti e occidentali, da quegli stessi giornali che danno le notizie sempre DOPO, al sicuro, chiedendo per rimediare ai guasti che ha provocato il loro sistema, nuove collette per alimentarlo.
Vorrei che mi pensassi come un nulla, e non credessi ad una mia qualsiasi identità, appiccicata socialmente dal mio ruolo o posizione o dalla stessa parte che fingo d'essermi scelto, vorrei pensassi che la mia venuta è stata un gioco come lo sarà la mia dipartita e sapessi vedere il tragico in tutto ciò senza disperazione o sorriso.
Ecco solo comprendere l'Abisso di Vuoto che ci circonda , per vedere il niente in ogni posa o atteggiamento e che capisca che dietro le mie opere e scritti non c'è un'identità, una che non mi confonda con lo Spirito che è passato su di me, a volte cogliendomi estraneo, quasi sempre impreparato a tradurlo.
A pensarci bene una donna che non mi pensi, semplicemente perchè non ne ha bisogno, perchè è con me, quando il dolore e cocente, non DOPO, a rimescolare l'impossibile, l'inutile, per fare un reciproco, massacro di ricordi, immagini e sensazioni, per maniacalmente catalogarle, magari anche scriverle......chiamandole al colmo dell'ipocrisia, esperienza.
Ma in fondo l'Amore è come la neve,sempre attesa, bella a vedersi....luminosa e silenziosa e....dopo poco sporca, fangosa, o ghiacciata, pericolosa e, lenta, molto lenta a sciogliersi.....





postato da: artemidoro alle ore dicembre 28, 2004 22:39 | Link | commenti (11)
categoria:sognando, pensieronotte
lunedì, 27 dicembre 2004

Principio di ogni opera è la ragione
prima di ogni azione è bene riflettere.
Radice dei pensieri è il cuore,
queste quattro parti ne derivano:
bene e male, vita e morte.
Ma su tutto domina sempre la lingua.
C'è l'uomo esperto maestro di molti,
ma inutile a sè stesso.
C'è chi posa a saggio nei discorsi ed è odioso......
Siracide (37-16)

Quello che è successo, le migliaia di morti sono un fallimento della scienza e soprattutto della coscienza.Ricordiamocelo....Le comunicazioni viaggiano a velocità della luce....  (In tempo reale ci bombardano pubblicità, promozioni, campagne politiche e catene di ogni tipo) le  onde (anche se chiamate "anomale")no.Purtroppo nel mondo e per alcuni vi sono persone che contano, altre di meno, altre ancora sono solo considerate un "parco buoi" per il consumo...o una componente etnica del paesaggio per turisti. Tutto qui, penso che  ogni cosa in più sia inutile e vergognosa.










postato da: artemidoro alle ore dicembre 27, 2004 19:47 | Link | commenti
categoria:vivendo, pensieronotte
domenica, 26 dicembre 2004

Non posso vivere se non faccio lavorare il cervello.Quale altro scopo c'è nella vita? Venga qui alla finestra. Ha mai veduto un mondo così grigio, deprimente, inutile? Guardi come la nebbia giallastra turbina nella strada e si sposta lentamente attraverso le case di un bruno grigiastro. Cosa ci può essere di più disperatamente prosaico e materiale? A che serve possedere delle facoltà(...) se non si ha modo di esercitarle?
da Conan Doyle "Il segno dei quattro"-cap.II

Posso dire io, ora qualcosa di più? Oggi no. Buonanotte e ...Magico Risveglio da.....Artemidoro


postato da: artemidoro alle ore dicembre 26, 2004 01:56 | Link | commenti (2)
categoria:vivendo, pensieronotte
sabato, 25 dicembre 2004

Il nulla si rivela in quella situazione affettiva fondamentale che è l'angoscia.
Nell'angoscia infatti è in atto il sentimento della più completa "insignificanza" di tutti e ogni essere vivente che "spaesato" in quel mondo che pure gli è essenziale e quindi esso stesso vacilla nei suoi presunti fondamenti, che, in realtà, non fondano nulla.
dall' "Introduzione" di M.Crescini a Martin Heidegger-"Umanesimo e scienza nell'era atomica"

Soprattutto a chi conosce il peso dell'angoscia e ha sogni e speranze da troppo tempo in attesa di realizzazione gli Auguri di Artemidoro. Un grazie veramente di cuore non solo ai lettori e ai commentatori dei vari post ma anche a tutti coloro che, anche per il passaggio in questo sito, hanno potuto segnalare i loro blog. Commento spesso gli scritti interessanti, perchè per me la cosa più importante è il dialogo che si instaura tra persone sensibili, intelligenti e creative... che, anche se sono lontane, anonime, per me sono presenti.... vicine, all'apertura della loro pagina...e ben venga l'abitudine (che sempre tutti temiamo) di seguire e di "vivere insieme" l'evoluzione del loro pensiero, anche attraverso la lettura dei loro scritti.
Arturo




postato da: artemidoro alle ore dicembre 25, 2004 00:31 | Link | commenti (2)
categoria:sognando, pensieronotte
venerdì, 24 dicembre 2004

Mo' vene Natale
Nun tengo denari
me leggo u' giornale
e me vaco a curcà

Arriva il Natale
son senza soldi
mi leggo il giornale
e vado a dormire

1 variante
Mo' vene Natale
nun tengo denari
me faccio una pip(p)a
e me vaco a curcà

Arriva il Natale
son senza soldi
mi fumo una pipa *
e vado a dormire

* traduttore bacchettone ma "politicamente corretto"

filastrocca popolare da racconto orale.....anche cantato in osteria dopo: Viva Noè. /Grande Patriarca/Inventore dell'Arca/ indovinate perchè/ perchè fu l'inventore/ di questo liquore...... (da ripetere finché, come al buon Gargantua il vino non esce dagli stivali.)
raccolta da arte e letteratura

ah dimenticavo: il nonno mi ha lasciato in eredità anche quest'altra filastrocca da osteria (dei suoi tempi) a me piace molto:
il General Badoglio
ha detto alla Regina
se vuoi veder Trieste
tira su le veste....
(naturalmente era in Piemontese e io ho abbozzato una traduzione)




















postato da: artemidoro alle ore dicembre 24, 2004 00:48 | Link | commenti (3)
categoria:poesia, pensieronotte
giovedì, 23 dicembre 2004

Asteroidi, ora frammenti
di stelle un tempo brillanti,
lasciano, dopo la caduta,
segno di sé in deserti
di solitudine e polveri.
Pianeti ormai spenti
di occhi e ricordi
e piccoli gesti divenuti miti.
Ho consumato sogni
e scarpe e molte parole per cercarli.
Erano nella memoria
volti di donne amate
che cercavo di ritrovare
in un solo grande viso: la Luna.

Perchè ognuno di noi
prima di scomparire
vorrebbe almeno immaginare
un legge comune
o almeno una causa
se non proprio  uno scopo.

Volano gabbiani dalle mie tasche
o forse sono pipistrelli mascherati,
come i miei pensieri in Euro
che sembrano saggi e, in verità,
sono prigionieri. Poveri e sperduti
cercano nuovi mondi e cuori
e non s'accorgono di non averne uno

-cit.Arturo Ferrara-
c.2004 Torino da Arte e Letteratura






























postato da: artemidoro alle ore dicembre 23, 2004 00:20 | Link | commenti (2)
categoria:
mercoledì, 22 dicembre 2004

Qui non c'è nessuno. Inutile bussare.Cercare il nome della targhetta, o sotto l'etichetta. Non c'è nessuno, niente.Un nome vuoto, una forma anonima, una voce presa in prestito.....Un corpo che è pura apparenza, dove ognuno vede quello che vuole, di solito la propria cattiva coscienza.E poi, pensieri vecchi, stanchi..che tornano noiosamente alla memoria.Può esserci il sole, oppure una notte ventosa e trasparente come questa.Non c'è nessuno.La Luna è nascosta da tempo. Ma cosa vuoi da Lei, è già stata violata da piedi enormi, americani....Il silenzio della presenza è più pesante di quello della mancanza....La tastiera è nuova e luminosa.Tra poco scriverà da sola, autospedendosi (il virus della parola è contagioso) sempre lo stesso messaggio. Non c'è più. Ma io, che sono già un po' più in là, dove comincia il tuo cono d'ombra, mi chiedo: C'è mai stato? La segreteria lancia un adescante invito: Lasciare un messaggio dopo il segnale acustico...Era una pernacchia e non l'hai riconosciuto.Hai aspettato....poi hai biascicato le solite cose....Quasi tutto s'è perso...poco male...Tanto non lo avrebbe ascoltato nessuno.....Perché, e sarebbe ora lo comprendessi: Nulla e niente qui sono la regola.

postato da: artemidoro alle ore dicembre 22, 2004 00:37 | Link | commenti (4)
categoria:vivendo, sognando
martedì, 21 dicembre 2004

Chi definice il Leopardi "pessimista" non lo ha capito. Come chi fa risalire alla sua condizione "umana" e "fisica" i suoi scritti, quasi cercando una spiegazione, come dovesse essere "giustificato" .Ma da cosa, dalla sua non religiosità, dalla sua sfiducia nell'uomo, nella Natura' O per il fatto che non propone "rivoluzionarie" soluzioni, anzi sembra deriderle, senza cinismo ma con una razionalità ironica, dove persino la caratteristica punta di cattiveria", in fondo è detta con malcelata amarezza. E' che la gioia di vivere del Leopardi è potenzialmente immensa, il desiderio di amare, godere, odorare, vedere, sentire.... percepire.... Immensa come la consapevolezza che è soltanto un illusione, lo stesso desiderio....inappagato proprio e soprattutto se venisse realizzato... Aveva un vero è proprio terrore di ciò....Era già andato oltre con la mente, superato il corpo.... Era stato punito dalla stessa "materialità" che sembrava cercare ed esaltare e, in verità aveva sempre fuggito....in bilico tra Apollo e Dioniso, (amava entrambi) non aveva potuto e voluto scegliere e aveva lasciato il corpo farlo per lui, il tempo, le ore, la mente..... Coltivando (questa sì per tutti, anche oggi, è una "vera" (?) colpa, i sogni, gli studi, l'osservazione naturale, la scienza, la filosofia... preferendoli all'apparenza ,alla "socialità, al successo, la "carriera"tutta quella superficie brulicante di nulla che, oggi più che mai sembra la cultura "ufficiale".... Dice Maupassant in uno dei suoi meravigliosi racconti (da me tradotti, ormai molti anni fa, quando l'entusiasmo era inversamente proporzionale alla capacità )" Tutto ciò che si ama con violenza. finisce per uccidervi".La vita stessa di Guy è un esempio....vittima del suo appassionato, galante e sensuale amore per le avventurette, le donne allegre e disponibili, sempre nuove, diverse, di sfondo il grande fiume, le gite, la canoa..... Così Leopardi, ucciso dal suo desiderio di solitudine (che cercava di negare)da la sua colta, raffinata, sensibile e fiera "diversità" che ben conosceva e coltivava da un lato sentendo però, nello stesso tempo, e cito ancora il Qoelet che "Molta sapienza, molto affanno:/chi accresce il sapere,/aumenta il dolore/ . Ma la loro "uccisione" in fondo non era altro che un "fondersi panico" con ciò che amavano di più, quella Natura che chiamavano "matrigna", quella forza magmatica che rigenerava la vita quella Natura Naturans che si può osservare misteriosa nei paesaggi di sfondo di Leonardo.Una vera e propria ansia di dissolversi, svanire, per Maupassant nell'amato "fuoco" per Leopardi nella desiderata "terra."(vedi il suo frammento  "Imitazione",   (puoi ascoltare la mia lettura nelle Risorse Letterarie  <c°>.del mio sito)....

postato da: artemidoro alle ore dicembre 21, 2004 00:59 | Link | commenti (1)
categoria:poesia, pensieronotte
domenica, 19 dicembre 2004

Appollaiato nella torre, ormai troppo oscura, così nera da essere invisibile nella notte che lo circonda.Qualcuno l'aveva chiamata la Torre del Ragno pensava.... e gli venivano in mente questi versi:Vanità delle vanità, tutto è vanità/ Quale utilità ricava l'uomo da tutto l'affanno/ per cui fatica sotto il sole?.../ * Già, quel sole che da tempo più non vedeva. Ricordava però la luce ed il suo giocare con ogni cosa...il suo essere non essere...trasmettendo sempre qualcosa che già non era più, come un lontano pianeta, una stella o, tutta la sua vita che sapeva, era già passata....

*Qoelet(vers.4-6)

postato da: artemidoro alle ore dicembre 19, 2004 00:24 | Link | commenti (4)
categoria:poesia, pensieronotte