Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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yartemidoro Natura Viva photoset artemidoro Natura Viva Arte Grafica
venerdì, 03 luglio 2009
Nel silenzio di una notte che appare senza fine cerco gli occhi che non conosco ancora e la Tua voce che, tra le sue sfumature, nasconde tanti segreti.
Non voglio innaffiare la mia angoscia come ho fatto con l'orto ma le cose, appaiono così immobili mentre sento il tempo scorrere come sabbia fra le dita.
Amiche lucciole in questa oscurità brillate e vi moltiplicate come mie antichi sogni che, nonostante tutto, non vogliono spegnersi.
Avrei dovuto, avrei voluto...dire,fare, sapere, essere....ma come tutti nei binari dell'esistenza sono scivolato, a volte anche lasciandomi andare....
Non sono altro che un onda che cerca una spiaggia che non trova, non sono altro che un soffio di vento che piega un ramo antico che si potrebbe spezzare....
Nelle stelle in cielo cercavo gli antichi Spiriti guida, come da bimbo i volti cari che non c'erano più e ora, più terrestre, mi piace pensare che le lucciole siano gli Spiriti del Bosco, le anime che ancora rivivono, finalmente nella luce e per la Luce.
Sì avrei dovuto, avrei saputo...se....avessi potuto,forse.....
Ma non sono altro che l'abbozzo di un sorriso, una carezza non data e mai ricevuta, un sospiro che nella notte silenziosa pare un boato.....
Fino a dove giungeranno i miei messaggi in bottiglia? E ' un oceano scuro quest'esistenza, dove si presumono acque o spazi infiniti.....Intanto il Tempo scorre, al ritmo di un orologio, una ruga, una piega che è solo una ferita del rimpianto.
Oh sapessi dirti meglio tutto ciò forse mi avresti aspettato, solo me, solo me, forse non avrei bisogno di cercare parole e invece di coltivare l'assenza e il silenzio.
Mi ritraggo dalla vita come una mano dalle spine, scivolo nella notte come un'ombra nera.
Laggiù le luci della valle sono un mondo lontano, irreale.....
Avrei potuto? Ho voluto? Di certo non so nulla di ciò che presumevo sapere e ora molti sogni sono un ripetitivo incubo che mi riporta a colpe vere o immaginate.
Questo apparente vasto mondo è piccolo, ma neppure qui ci si ritrova mentre scorrono veloci le stazioni e temi la fermata....
E vai nella notte, nel silenzio, restando piegato in Te mentre un uccello notturno ti ricorda che anche la Notte è popolata.E' forse vuoto il mio cuore?
Ogni istante io comunico il mio amore per Te.

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postato da: artemidoro alle ore luglio 03, 2009 00:12 | Link | commenti (4)
categoria:amore, riflessioni, oltre, notte
venerdì, 26 giugno 2009

I nuovi filosofi pensano il mondo e gli artisti lo fotografano.

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postato da: artemidoro alle ore giugno 26, 2009 19:25 | Link | commenti (9)
categoria:natura, riflessioni, arte
giovedì, 25 giugno 2009
Percorro la strada che diviene sentiero nel Bosco. E' notte e camminare è come affondare nel silenzio. La strada ora non è più illuminata e la luce diminuisce passo dopo passo. La sensazione è strana è come  sprofondare nella notte, come se corpo e immagine svanissero nel buio. Non vedo quasi più e sono circondato da ponti e ripidi pendii, piccoli abissi.
Terrore di precipitarvi  e l'inquietante pensiero di svanire, si mescolano a una sottile sensazione di fusione con la notte, il Bosco, la montagna.
Si scoprono istinti antichi, si annusa, il tatto diviene più importante,l'equilibrio dei passi, l'udito..... Ogni gesto ha un senso, corpo e mente è come fossero meno separati.
Non è poi così brutto sparire.... purché avvenga lentamente e la coscienza si adegui . Antichi Spiriti del Bosco osservano e non sono ostili, anche se stupiti di quell'umano che di notte cammina con tali pensieri.....
Poi, un fiume di stelle in terra.... Una curva dove sono concentrate tantissime lucciole.... appare ancora il piccolo sentiero e la strada che invoglia a salire, sempre più in alto, nel cuore del Bosco e della Notte.
Pensando a Te penso di viaggiare verso il Tuo cuore ed è come se un soffio di vento sfiorasse l'anima.
Presenza assenza, nella Notte, nel Bosco, fra spiriti antichi, guidato dalle Lucciole, il Cielo in Terra, seguo il Sentiero.


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postato da: artemidoro alle ore giugno 25, 2009 11:17 | Link | commenti (5)
categoria:natura, letteratura, oltre, notte
giovedì, 18 giugno 2009
Non so se ti capita mai di non avere nulla da dire e inoltre di non sapere neppure come farlo.
S'aggirano nella realtà pallidi fantasmi che sono solo ombre del tuo sogno.
Incontrarsi a volte nel sogno con altre sembianze, in altri luoghi non ben identificabili, in un altro tempo.
Tutto ciò ti ricorda solo l'assenza e la lontananza.... Nel tempo sfumano anche i bisogni e i desideri e rimane una sopravvivenza  simile a un treno a vapore che percorra binari non più collegati ad una rete.Non sono binari che vanno in qualche luogo (non ci sono neppure più le stazioni, da tempo pure i personaggi delle fermate sono stati sostituiti).
Abbiamo dato un nome alle cose agli esseri,ai luoghi e ci arrocchiamo su questi nomi come per avere in un mondo di labilità ed inconsistenza delle certezze.... Ma a che serve? I codici di comunicazione mutano come in  un'antica Babele hanno poco di simile. Ognuno vede e sente e crede quello che vuole, quasi mai in una maniera originale ma come riflesso (condizionato) degli altri.
C'è chi si nasconde, chi urla forte chi si dibatte come un pesce pescato..... chi si abbandona...chi vuole sapere chi non vuole sapere, chi vuole dimenticare, chi vive solo nel ricordo. Un ricordo che, a sua volta è un'inconsistente costruzione, un compromesso fra sogno e realtà, fra desiderio e nostalgia di non desiderio, in mezzo gli imbroglioni, coloro che spacciano a caro prezzo scampoli di verità, cercando consenso e potere.
S'aggirano anche nel sogno pallidi fantasmi ma almeno hanno il pregio di appartenere al non-essere, di essere considerati utopie. Nel tempo si pensa di più a ciò che si perde ogni giorno, invece a ciò che si potrebbe avere.
Intanto sbuffando il treno (che importase è a vapore) percorre i percorsi della coscienza cercando paesaggi comuni e almeno una stazione di incontro.
Lucciole intanto trasmettono messaggi d'amore, per te indecifrabili (girano orbitali in orbite prestabilite negli atomi) per dare almeno una consistenza alla materia, per conservare energia. E' nato anche oggi, nel mio, nel tuo giardino un fiore, si chiama: "Non ti scordar di me".

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postato da: artemidoro alle ore giugno 18, 2009 00:07 | Link | commenti (5)
categoria:amore, riflessioni, letteratura, oltre, notte, maschere, io
giovedì, 11 giugno 2009
A volte mi pare così povera e piccina l'umanità, labile, immersa nel dolore e nella precarietà, fisica ed esistenziale, che mi fa vedere tutte le ambizioni, le pretese, le meschinità, le lotte, come una cosa assurda e da pazzi.
Così per ogni fede, ideologia, credenza, presunta forma di conoscenza o sapere.
Ogni uomo è un pollo che non sa volare e vive compresso e prigioniero nelle gabbie che si costruisce, sguazza male nel fango, un gallo che fa chicchirichì, riversando in quel suono tutta la sua intelligenza e poesia e crede che gli risponda l'universo e ogni donna una gallina che cerca vermi nel pollaio (e li collezionia come conquiste d'amore) e mitizzi quello stesso gallo di prima che altezzoso promette ambiziosi voli e fantascientifiche libertà.

Ciò che dico non dovrebbe far disprezzare la vita, la società....ma amarla di più, intenderla come un unione di esseri indifesi e angosciati che anziché nascondersi cercano di sostenersi..... Invece....è tutto un reciproco sfruttarsi che sottintende il vuoto, il nulla per tutti.....
Questa visione del nulla, del vuoto che dovrebbe essere il movente per, nel breve tempo concesso, fare qualcosa di bello per se e per gli altri...diviene l'alibi o lo strumento per giustificare il potere, la sopraffazione, l'accumulo, il dominio fino alla soppressione dell'altro.

Naturalmente sto scherzando e certo sono questi discorsi adolescenziali perché  in verità non mi stupisco di ciò e se proprio non ho imparato a riderne almeno una piega nel viso cerca di mitigare la compassione.
Buonanotte e...a tutti chicchirichì.

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postato da: artemidoro alle ore giugno 11, 2009 23:45 | Link | commenti (7)
categoria:riflessioni, letteratura, vivendo, pensieronotte
lunedì, 08 giugno 2009
La pagina rimase bianca e vuota e lui si guardò nello specchio .... Era dell'acqua ghiacciata con riflessi di Sole.
Bianco e assente e con un sguardo un po' strano si sorprese e pensò ai passati giorni, quando andava oltre, senza cercare il riflesso o riflettere sull'Ombra.
Andava oltre il Sogno, passando attraverso la realtà, come un sassolino lanciato che rimbalza nel lago.... e assorbiva come una foglia il calore, s'accontentava di poco come un cucciolo, dell'erba, del vento, degli odori....
Ogni salto dieci anni..... Le piccole piante da palude e le rive molto ripide e gli abitanti delle acque guardavano il suo leggero passare pensando:

-"Affonderà....."-

La pagina non si voltava e non una macchia d'inchiostro, non un carattere a stampa....solo sottili righe come binari e qualche quadrettino, in un altro foglio, come una finestrella di una prigione da dove non spuntava la luce di un sorriso.
Dimenticato, sì era dimenticato.....Abbandonato sì......anche.....
Ma gli abitanti dell' acque scuotevano la testa dicendo:

-"E' già affondato-"

Non occorreva parlare, scrivere.... dipingere, suonare......
C'era uno spazio infinito nel suo cuore e un tempo..... dove il sassolino avrebbe rimbalzato all'infinito, generando nuovi mondi all'incontro con l'onda ....e il lago era l'universo, il cielo un suo prolungamento, la terra la meta alla quale approdare.....
Qualche volta, la Notte, gli parlava di Lei che Lui dipingeva con  colori così trasparenti e con contorni così diafani che sussultava per strada ad ogni incontro. (perché in ogni forma ognuno proietta i suoi sogni o cerca di ritrovarli, come per continuare senza risveglio a camminare sospeso).
 E rimbalzava incredibilmente ancora, senza mai arrivare alle rive.....
Gli abitanti delle acque ostili all'umano lo presero in simpatia....

-"Gli mostreremo noi la riva?"....Gli diremo la Verità che il Lago è circolare e dovunque arrivi non importa....Purchè non affondi.

La pagina lentamente si popolò di lettere, erano le voci antiche che salivano come bolle d'aria nel lago. Un varco nel gelo lasciava entrare il Sole.
Nella nebbia che saliva, una mattina vide quell'immagine diafana, trasparente ..... O era solo una visione?
Si posò il sasso, dopo aver saltellato per quel piccolo cosmo di acqua.
Quanto tempo è passato?
La goccia scava la pietra.....
Lei lo ha raccolto, là sulla riva....come un oggetto strano, un uomo...e gli abitanti del  Lago, questa volta con un sorriso:

- "Purché non affondi,..... nel suo cuore"-

Arturo Ferrara ©
dedicato ai visibii e invisibili  Abitanti del Blog.

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postato da: artemidoro alle ore giugno 08, 2009 18:22 | Link | commenti (6)
categoria:natura, amore, letteratura, oltre, notte, vivendo, io
martedì, 02 giugno 2009
Con un dito nelle mie condizioni non posso suonare ,non sono le mie mani, ma l'anima che improvvisa nel grande Organo tra i tasti bianchi e neri che sono i giorni della mia vita.
Non ci sono spartiti, non c'è pubblico, non c'è nessuno. Le note risuonano nel silenzio del sogno in una dimensione dove sono una inconsistente ombra, a volte trasparente, altre oscura....
Non sentiresti suono, non vedresti la tastiera né me, se potessi guardare nella caverna antica del mio cuore che Ti pensa con un 'intensità che è fulmine e tempesta e risacca marina, lucida roccia di montagna, sentiero nel Bosco, sabbia morbida e calda e scogliera....
C'è una grande immaginaria Chiesa, con bellissimi quadri e il suono (ma sono stato io a generarlo?) ritorna rimbalzando fra echi che lo colorano .E' come se si incontrassero il Cielo e la Terra, Io e Te..... Poi la volta si apre ed è come se, ad una ad una entrassero le stelle illuminando l' Altare vuoto.
Si colma di tristezza il cuore perché la musica parla di assenza, di lontananza e già non penso più si tratti di un sogno. Una vetrata (la stessa che guarda sulla valle sulla realtà) mi fa vedere il mio volto ,in esso vedo tutti gli anni passati, come proiettati in un'immaginaria tela vuota, tutta la storia dell'umanità, una sintesi perfetta in pochi caratteristici atteggiamenti e pose.
Ma continuo a suonare con una piega strana ora
nel viso, (sembrerebbe compassione) la tristezza sfuma, dalla volta scoperta e si perde nella Notte.
Non ci sono più stelle, c'è solo una Luna che spunta fra nubi strane . Vedo il Tuo volto nei Suoi riflessi sulla Terra. Suono ora ad occhi chiusi, cercando una memoria antica e mi accorgo che le mani sulla tastiera sono quattro, sei accanto a me.
La musica è finita.... già è un sogno, ma la vita è cominciata  mai?

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postato da: artemidoro alle ore giugno 02, 2009 10:25 | Link | commenti (12)
categoria:amore, letteratura, oltre, notte, sognando, io
mercoledì, 27 maggio 2009
Parco Senza Bambiniopera di Arturo Ferrara

Safe in their Alabaster Chambers -
Untouched by Morning
And untouched by Noon -
Sleep the meek members of the Resurrection -
Rafter of satin,
And Roof of stone.

Light laughs the breeze
In her Castle above them -
Babbles the Bee in a stolid Ear,
Pipe the Sweet Birds in ignorant cadence -
Ah, what sagacity perished here!

    Sicuri nelle loro Camere di Alabastro -
Non toccati dal Mattino
E non toccati dal Meriggio -
Dormono i miti membri della Resurrezione -
Trave di raso,
E Tetto di pietra.

Lieve ride la brezza
Nel suo Castello sopra di loro -
Borbotta l'Ape a uno stolido Orecchio,
Zufolano i Dolci Uccelli ignare cadenze -
Ah, quanta sagacia si spense qui!

Emily Dickinson


Vide un fiume quasi in piena e l'acqua che scorreva veloce.
Vide riflesso in una roccia il profilo dell'Amore sognato. Sentiva il respiro delle foglie che dicevano all'Albero:
-Fammi restare ancora un poco-"
Il Sole ascoltava e diceva....
-" E' già l'ora della mia amica Notte".-
 Poi furono soltanto pensieri sparsi....come gridi di gabbiani e nella Notte un agitarsi di Ombre.... evanescenti come il tempo passato. L'acqua non si vedeva più ma scorreva, veloce.
Il riflesso era divenuto roccia stessa e nell'Ombra pareva dire:
 -"Ho trovato la mia identità"-
"Ho freddo e ho paura diceva la foglia all'Albero",
il Vento ascoltava, quasi in agguato promettendo viaggi e una vita lontana.... Sentiva la sua tristezza gonfiarsi come una vela amara per mari impossibili. E sognava ancora il Suo Amore che non era poi neppure suo e forse non era neppure.... La Luna, solo la Luna poteva comprenderlo ma una nuvola scura la nascondeva a tratti. Pensieri come gatti in amore s'inseguivano nel cielo cercando forse stelle in cui rifugiarsi.
Poche lucciole ripetevano il loro richiamo e i grilli, gli uccelli notturni....i rospi, le rane....tutti dicevano :
"-Amami e sarai amato-"
 E proprio perché lo dicevano tutti insieme nessuno ascoltava l'altro....
Si sarebbero comunque trovati perché la Natura a queste commedie è abituata e provvede....
Il Sole ascoltava e sorrideva pensando tra se:
-"Non vedono la mia Luce che pure c'è sempre!"-
E la Luna confermava con il Suo riflesso....
 Il riflesso di Lei nel suo cuore diveniva da Ombra Realtà.... e cominciava il Sogno o forse, forse la Vita.

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postato da: artemidoro alle ore maggio 27, 2009 20:47 | Link | commenti (7)
categoria:natura, amore, oltre, notte, vivendo, sognando, pensieronotte
sabato, 23 maggio 2009



Senza sorriso le stelle sono mute
al Tuo viso che guarda
e cerca l'eco di una vita antica
i giorni parlarono di assenza
e nelle notti capitò di varcare
un confine dal difficile  ritorno
Ma poi perché tornare
quando le stelle sono lontane
e non distingui quelle
che non ci sono più ?
Senza pensieri scorre il vento
e porta le voci assai lontano
per chi nel silenzio guarda
le ore e i giorni e i secoli passare.
(Arturo Ferrara)

Senza parole, sono rimasto senza parole... eppure ti dovrei dire il mio amore. Non ho un indirizzo su face book perché dovrei trovare qualcuno se l'ho perso?  Avrei dovuto fare attenzione...perchè rivedere vecchi amori, semmai vorrei vederne di nuovi e giovani, ma sono ancora registrati, esposti, catalogati....
Il Castello dei Tarocchi è abitato da pupazzi di carta e figurine di principesse ritagliate da fotoromanzi. Perché dovrei comprare i tuoi libri di poesia se non ne hai tu mai acquistato uno?
Cancella che ti cancella probabilmente vorresti evidenziare la tua vita, anche con l'assenza.... Ma è inutile. Senza parole, sei rimasta senza parole e ti tuffi nella realtà come un palombaro in uno stagno.
Eppure dovresti dirmi il tuo amore, quello che fa rima con cuore e anche un po' con dolore.... Il mio numero di telefono è immutato nei secoli ma ha il difetto di non essere sempre in linea.....
Senza parole, siamo rimasti senza parole e, invece di dire :
"Meno male"
e passare ai fatti, le cerchiamo..... ovunque e le scriviamo pure in ogni maniera e dappertutto.

Ma chi, chi si ferma a leggere,ascoltare, vivere guardare?
Cerca ...solo si può dire che cerchi.

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postato da: artemidoro alle ore maggio 23, 2009 22:44 | Link | commenti (8)
categoria:amore, letteratura, maschere, io
mercoledì, 20 maggio 2009
Veloci passano in bicicletta , portando con loro il tempo della gioventù.
Da sempre ho amato e praticato il ciclismo anche a livello agonistico e ieri ero sul colle Pra Martino nel Pinerolese, in bicicletta ad assistere al passaggio del giro.
Nonostante il mio attuale scarso stato di allenamento (e, non dovrei dirlo,l'età che avanza) sono salito abbastanza tranquillo nell'impegnativa e lunga salita, certo a velocità ridotta ma costante e senza pause.
Il colle era chiuso all'auto e (in teoria) persino alla bici ma molti, come me hanno aggirato gli sbarramenti cercando altre stradine nel Bosco e c'erano un gran numero di persone, tanto da riempire ogni angolo della strada. Fa bene pensare che accanto all'Italia delle scemenze televisive e ideologiche di quel falso popolare costruito per ragioni commerciali e di asservimento ci sia questo spirito ingenuo, da Italia ancora povera, di valori legati alla fatica, alla semplice pedalata, al sudore.
Vicino ad una bicicletta si beve una sorsata d'acqua, si mangia un panino, si parla di cose vere e reali, si ritrova quasi quell'atmosfera di campagna e da focolare che è portatrice di forti legami e valori in una società che si disgrega e si degrada nel pettegolezzo, nell'arrivismo nel continuo ricatto sociale legato ad una situazione tenuta ad arte precaria in ogni campo.
Pedalando si attraversa il mondo basta avere quel tempo che ci è sottratto ogni giorno da un'ignobile burocrazia, pedalando si fa respirare la mente e il cuore e si trova una solidarietà antica fatta di necessità e bisogni comuni.
Pedalando si sincronizzano i pensieri con la natura e con il proprio respiro interiore e si scaricano tutte le inutili tensioni derivate dai falsi desideri che sono stati creati per renderci soli e infelici sempre in lotta e in competizione con tutti.
Veloci sono passati in bicicletta ed è passato un tempo, un'età, un sogno....
Ritorno a casa e mi aspettano ancora in fondo alla discesa del colle due chilometri di salita molto dura.

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postato da: artemidoro alle ore maggio 20, 2009 14:04 | Link | commenti (7)
categoria:vivendo, bicicletta