Artemidoro

Utente: artemidoro
Nome: Artemidoro
Ho fatto un sogno: io che dormivo nel divano, solo stanco e sconfortato..... E nel sogno qualcosa mi diceva: questa è la realtà. Sì ho sognato la realtà. e ora che sogno di essermi svegliato dormo l'ingiusto sonno dei mie sogni.....

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domenica, 15 novembre 2009
un anno fa..... Il Nostro Cielo

a_spasso_con_BaluIo (invisibile) Baloo e il Bosco
Non posso essere sola,
mi viene a visitare
una schiera di ospiti,
non sono registrati,
non usano la chiave,
non han né vesti, né nomi,
né climi, né almanacchi,
ma dimore comuni,
proprio come gli gnomi,
messaggeri interiori
ne annunciano l'arrivo,
invece la partenza
non è annunciata, infatti
non sono mai partiti.

E.Dickinson

Chi tiene un guinzaglio in un certo senso è “tenuto” da lui. Camminando invisibile alla macchina fotografica, in sottile equilibrio nella mano rimasta libera ,con Baloo che tira in ogni direzione, passo nel Bosco e scatto qualche fotografia.
Certo io non sento gli odori che percepisce Lui ma, con un altro senso, mi accorgo di qualcosa di sospeso nell’aria. Sarà che il vento si è fermato e le foglie cadono ugualmente, sarà che il panorama appare limpido ma un sottile velo notturno sta scendendo ….
 Forse sono i colori, così particolari, o forse i miei pensieri che sembrano cadere, come le foglie, in ogni angolo ….  Questo Autunno è stato preparato dai sogni impetuosi della primavera e questa vegetazione dalla calda e piovosa estate  .... ora camminiamo verso un inverno che immagino dal freddo secco. Le montagne intorno sono innevate ma intorno a me gli alberi sembrano voler resistere ancora in un po’ di verde ….  Proseguire un' Estate, non abbandonarsi al tardo  Autunno. Così la notte ancora non vuole sostituirsi al giorno e la realtà ai miei sogni.

Intanto Baloo annusa tutto, s’intrufola in ogni luogo e alza la zampina, lasciando segno di sé.  Io non vorrei lasciare nulla, neppure la traccia del mio passaggio … ma ho un guinzaglio in mano , ho un corpo,un ruolo, dei doveri …. Ho la mia carta d’identità che dice il mio nome e la targhetta nel portone e la mia invisibilità è in fondo solo apparente.  Estraneo in ogni luogo sono condannato a essere presente,  non così nel Tuo cuore che non mi è estraneo e nel quale  non c'è posto per me.

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postato da: artemidoro alle ore novembre 15, 2009 14:33 | Link | commenti (13)
categoria:natura, amore, riflessioni, letteratura, colori, vivendo, sognando, io
martedì, 10 novembre 2009
Autunno. Già lo sentimmo venire
nel vento d’agosto,
nelle piogge di settembre
torrenziali e piangenti,
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora passa e declina,
in quest’autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo nella nostra vita
e lungamente ci dice addio.

(Vincenzo Cardarelli- Autunno)

Mentre i pianeti, in prescritte orbite, compiono il loro destino..... Mentre le foglie cadono, ad una ad una colorate nel Bosco..... Mentre i sogni bussano alla Tua anima addormentata, raccontandoti ciò che sai e non vuoi sapere.....
Scorre il tempo, giocando a dadi con la Tua anima fanciulla.
Dicono che non passerà la stessa acqua nel grande fiume, dicono che non sarai mai lo stesso di questo momento, dicono che l'amore è un sogno del sogno e che le ombre, la notte, scivolano nel muro,  aspettando l'alba alla parete....
Sai tu forse quale strada c'è laggiù dietro la montagna e dove porta la via del cuore, conosci forse cosa fanno i suoi occhi scuri quando non li guardi, esiste forse una espressone uguale in ogni volto che possa andare oltre il Mistero della Conoscenza?
Ci troveremo insieme ad inseguire farfalle blu, non per catturarle ma per esplorare il loro mondo, passeggeremo tra i grilli ed i fiori o lanceremo i nostri colorati messaggi  come lucciole nella vasta notte che ci circonda.
Ci siamo trovati, ci ritroveremo? Agiamo come la mela matura che cade dal ramo, agiamo come il serpente che ha visto la mela, agiamo come il bruco mirando a venire alla Luce.... inseguiamo terrene illusioni per vivere stellari realtà, possibilità nuove di mondi, spazi e dimensioni.
Più semplicemente, amore mio.... passiamo e non ci curiamo di noi, nessuno si cura di noi.
Pianeti in prescritte orbite esercitano le loro attrazioni che sono il motivo del loro perpetuo moto, cadono le foglie nel Bosco come le stelle nel cielo...finché vi saranno sogni per il risveglio delle nostre anime, mentre io penso ancora a Te che scorri nel grande fiume con la Tua barchetta di carta che è tutta la tua vita, scorri aspettando l'alba alla parete...come un'ombra che si nasconda.

Arturo Ferrara
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postato da: artemidoro alle ore novembre 10, 2009 22:42 | Link | commenti (9)
categoria:amore, letteratura, oltre, notte, sognando, maschere
mercoledì, 04 novembre 2009
 
A qualcuno fa ancora paura la Croce, forse perché ricorda che, da quando nasciamo la portiamo a volte un po' tutti, forse perché c'è chi tenta di far portare la sua agli altri. Strano, perché se per qualcuno non significa nulla dovrebbe essere irrilevante e, se per altri invece vuol dire qualcosa, dovrebbe sempre tenerla presente. Ma siamo in un Europa (direi anche mondo) sempre più burocratico dove , seduti su una comoda poltrona, ben pagati e pieni di presunzione e orgoglio per il potere che si ha (e si pensa di avere ancor maggiore) si vuole pontificare, sentenziare, interferire su tutto e tutti parlando di modernità e progresso, quando  certi atteggiamenti dittatoriali sono proprio la manifestazione  contraria e rappresentano una sorta di "assolutismo" "para", "pseudo"  democratico.
Sempre più gente "parla per altri" e  si fa portavoce invece di sordidi interessi mercanteggiando armi, permettendo schiavitù di ogni tipo e favorendo ogni forma di degradazione e dissoluzione dell'umano..... Complice la comune indifferenza e l'abbrutimento derivato dai problemi lavorativi e sociali provocati ad arte.
Certo è fastidioso pensare che la Croce ricordi sempre e ovunque anche ciò....


Pensavo all'arcobaleno visto questa mattina e al colore degli alberi nelle montagne, a quel punto dove si incontrano ill Cielo e la Terra, ad antichi sogni che cercavo di recuperare dalla memoria, pensavo a Te.
Mi attendeva il solito viaggio.... in compagnia della radio, le varie notizie di un mondo che era ancora, per me, dietro le montagne.
L'arcobaleno restava, sembrava ormai parte del panorama e lo lasciavo a malincuore per andare verso la nebbia.
Mi muovevo nello spazio e nel tempo come un'ombra e tutto intorno sembrava irreale....
Chiusi nelle nostre auto cerchiamo di conciliare il nostro mondo interiore con quella che chiamiamo "realtà" e ogni incontro speriamo sia un arcobaleno che porti un po' di pace, serenità, ci faccia ritrovare e vivere un antico sogno che non ricordiamo bene ma che sentiamo, percepiamo ci possa salvare dal grigiore, dallo scivolare nel pendiio delle solite azioni alle quali corrispondono reazioni, quasi riflessi di comportamenti che ci allontanano da noi.
Ma poi in qualche modo si arriva, forse dove non si vorrebbe arrivare e le case, le cose, gli esseri nascondono l'Arcobaleno.

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postato da: artemidoro alle ore novembre 04, 2009 23:10 | Link | commenti (13)
categoria:natura, amore, oltre, vivendo
domenica, 01 novembre 2009
foto di Arturo Ferrara diritti riservati

La verità è sempre quella,
la cattiveria degli uomini
che ti abbassa
e ti costruisce un santuario di odio
dietro la porta socchiusa.
Ma l'amore della povera gente
brilla più di una qualsiasi filosofia.
Alda Merini
Un pensiero e un ricordo per Lei....

Attraverso il Bosco, tra le foglie.... passavano ieri notte, cercando ancora i colori, gli odori, i suoni, le voci.

Un uccello notturno Li salutava e un piccolo ruscello, sullo sfondo, intonava il benvenuto.
La nebbia nascondeva la valle, là, in basso, dove vivono gli uomini e gli Spiriti vogliono stare lontani.... Lontani ma non troppo, perché il ricordo della vita è ancora fresco.
"Lei" cercava un ragazzo bruno con gli occhi azzurri... questa notte sarebbe entrata nel suo sogno....la "Mamma" il Suo bimbo ormai cresciuto, visto con gli occhi che fermano il tempo, e "Lui" la donna amata da sempre, ancora i suoi capelli, il profumo della sua pelle, il suo profondissimo sguardo...chissà, forse, forse avrebbe potuto vederlo anche ora, che non ha un corpo..... "L'Anziano Contadino" contemplava ancora la sua piccola casa e i suoi terreni vedendo soddisfatto che non sono stati abbandonati.... e che molti bambini dormivano al caldo....
La notte ascoltava i sospiri e qualche lacrima, non grida forse ora l'uccello notturno?
"Voi venite a trovarci in quei luoghi dove avete messo una lapide, una foto ma noi siamo qui, non troppo lontano da voi, solo un po' più in alto perché il rivedere i nostri errori da vicino, sentire scorrere ancora violente le passioni, ci fa ora male.... Ma ancora pensiamo a voi e vorremmo che, ad uno ad uno,finalmente soli con voi stessi, con il cuore in mano, veniste qui  per stare con noi, attraverso il vento, la roccia lucida della montagna, e i rami, le foglie...in quest'Autunno tardivo che è stata la nostra breve esistenza...No, non è che vorremmo, non vogliamo più..... ora soltanto sospiriamo perché tra poco andrà via la Luna, calerà nuovamente la Notte profonda, le porte si chiuderanno come speso si sono chiusi a noi i vostri pensieri.
Soltanto nel cuore di ancora ama e crede all'Amore vivremo in quello che voi chiamate sogno ma che è, ora, la nostra vita."

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postato da: artemidoro alle ore novembre 01, 2009 11:08 | Link | commenti (6)
categoria:natura, amore, oltre, notte, sognando
lunedì, 26 ottobre 2009
In questi momenti in cui non sto bene e non ho le forze né l'energia per scrivere nuovi post, la priorità per me è sempre quella di rispondere ai commenti e leggere, quando possibile i post di coloro che passano di qua, consiglio, a chi ha ancora la voglia di leggere il mio blog di andare nel passato.
Il mio blog non è costruito in fondo con struttura di diario, anche se ovviamente le date dei post tendono a dare questa idea, tratto di solito argomenti generali, potrei averli scritti, scriverli ora o ancora scriverli in futuro.
Sotto questo aspetto quando leggo un commento a un mio "vecchio" post, o mi accorgo che qualcuno li legge ancora, come fa Enzas, ad esempio, apprezzo molto la cosa e trovo occasione per rileggerlo anche io, rifletterci alla luce di oggi (il tempo che lo vogliamo o no scorre, anche se certe "strutture" rimangono.)
A questo riguardo, anche in occasione delle ricorrenze che si stanno per avvicinare invito a ri leggere questo post:

"Tra poco anche noi...."
Che è appunto una riflessione appunto, un po' lirica, sui giorni a venire...

Sollecitato infine da Fantasia972 che in un commento al  post precedente "Languido Blog" dichiara di non capire (molti altri magari non lo dicono ma lo pensano...)provo (ed è un esperimento un po' nuovo) a fornire qualche traccia, una piccola analisi critica che vuol essere ovvio solo una via di lettura, non la "via" che come è sempre "libera" (il bello della letteratura rispetto allo scritto scientifico è proprio questo)

"Languido blog" nasce da una presa di coscienza della mia fragilità.... la condizione fisica e quella del blog, poche visite, pochi commenti, vista quasi in parallelo,ovviamente con la puntina di ironia che quasi sempre c'è nei mie scritti, ironia che è soprattutto auto-ironia.....
Poi, come in un esperimento linguistico nel quale mi abbandono ai suoni della parola "languido" gioco con essa con varie assonanze che cerco di collocare in un ambiguo (mai assurdo però contesto e significato) "inguine"..."langue" "linguine".... campo abbastanza di pertinenza della poesia dove il significante quasi musicalmente gioca con il significato per tentare di creare forme nuove di comunicazione, se non svincolate dalla logica, più intuitive, concise....."allontanare per unire"..."estraniare" per vedere meglio....
In questo caso lo scrittore si abbandona un po' cerca di uscire dalle strutture razionali, dalla fretta di comunicare, dire, dimostrare..... Questo non significa che una forma di filosofia dell'estraneazione, dello svanire..."languide ombre", ripercorra un tema che in questo blog è abbastanza trattato....quello della labilità dei confini fra sogno e realtà, ombra e reale, sogno e realtà.....Anche questo "tentativo" non vuole dimostrare nulla, è condotto abbastanza frammentariamente , per piccoli aforismi..... quasi a voler lasciare al lettore le sue eventuali suggestioni, ma anche se possibile "liberarlo" dal desiderio latente di interpretazione....traduzione.... Già in troppi ci dicono come siamo, come dovremmo essere, altrettanti profetizzano come saremo, "leggono" ciò che siamo stati....
Pur in questo piccolo spazio, con tutti i miei limiti.....libertà vo' cercando e invoco.... (e spero di evocare)... Anche solo non disprezzando il dubbio...né relativisticamente esaltarlo....
Ancora una cosa.... siete tutti, lettori occasionali o no. nella mia mente e nel mio cuore, anche se ciò può sembrare retorico, ci tengo a dirlo,  penso spesso a voi, a quello che percepisco dalle vostre vite, che leggo nei vostri scritti e la cosa spesso mi fa sentire vicino chi è lontano, fornisce anche quelle forze che ho trovato ad esempio per scrivere queste righe....

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postato da: artemidoro alle ore ottobre 26, 2009 20:04 | Link | commenti (9)
categoria:amore, letteratura, editoriali, oltre, pensieronotte
venerdì, 23 ottobre 2009
Il mio blog langue: è un languido blog.
Artemidoro langue: è un languido artemidoro.
L'inguine langue... linguine languono.... in guani iguana languono.....
Sono languidi iguana....

Ombre scivolano nel muro cercando porte e finestre...... Sono chiuse al sentimento. Languide porte e finestre che non fanno vedere il mondo. Meglio non vederlo, forse,.... languido mondo di linguine che parlano, parlano raccontando in guani esistenziali di iguana e di qualche coccodrillo.
Io guido, in languide strade esistenziali di iguana, non in Guinea..... né in altra terra...Ma le ombre nel muro continuano a passare di dimensione in dimensione, di tempo in tempo..... Languide Ombre.

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postato da: artemidoro alle ore ottobre 23, 2009 21:17 | Link | commenti (9)
categoria:letteratura, oltre, pensieronotte, giochi di parole
sabato, 17 ottobre 2009
Solo nel silenzio
nel silenzio
solo
non è restare
non è uno scivolare
non è
eppure si trasforma
rimanendo se stesso

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©Arturo Ferrara in QDA Torino
postato da: artemidoro alle ore ottobre 17, 2009 20:20 | Link | commenti (14)
categoria:poesia, oltre
martedì, 13 ottobre 2009
Quando il cielo è così scuro....

ascolta la mia lettura del post

Quando il cielo è così scuro e le stelle così luminose e la luce della Luna entra anche nei posti più oscuri della stanza, mi sento come sospinto nel Giardino, esco di corsa fuori emozionato  e, guardando con timidezza, il Cielo vorrei uscire da me stesso, dal mio corpo, i passi che scivolano nell'erba umida,  per arrivare da Te, in quella stella più luminosa delle altre che so, io lo so, stai fissando.
Non ho ali, razzolo nel giardino cercando di spiccare il volo e poi, sopraffatto dal sentimento che mi unisce a Te, immagino allora che Le abbia Tu, che possa venire da me....
Sì, immagino che al fondo della via scura si stagli la Tua ombra e che la Luna poi la illumini da dietro, quasi guidandola con dolcezza  a me.
Come ho potuto vivere senza di Te accanto, come hai potuto Tu essere in altro luogo, in altro tempo che qui accanto  a me?
Sarà la Luce, lo Spazio, il Tempo che fanno di questi scherzi....Non  ci siamo mai visti ma ci conosciamo da sempre . Sarà stato Platone che si è sbagliato e nella caverna delle idee ci ha separati, mettendoci ai poli opposti dello spazio tempo.... Saranno prove che ci sono state assegnate che ci han fatto navigare in età, porti diversi...tra eventi che a volte abbiamo subito e altre ci hanno fatto sentire estranei a tutto.....
Sì ci siamo sentiti sperduti tante volte...abbandonati in un universo  di solitudine dove intorno a noi accadevano le cose più terribili, al di là di noi, "oltre" noi.... E tutti intorno ci volevano coinvolgere, farci sentire complici, legarci, imprigionarci per sempre, legarci, imbavagliarci, limitarci.
Ma noi conoscevamo la Libertà, pur vivendo umilmente nello stesso luogo, noi sentivamo, anche se non ci bastava il profumo delle praterie dei cieli e sapevamo che ogni nuvola che cambia è un essere diverso che viene al mondo, conoscevamo il segreto delle notti più oscure....ed era nelle stelle lassù che ora ci appaiono così luminose.
Ogni cucciolo che nasceva, ogni foglia ci diceva :
-"Io sono in Te e Tu sei in me"-
Abbiamo visto fiumi scorrere e andare al mare, un mare senza fine a volte di noia, altre di dolore, altre volte abbiamo bevuto a limpide sorgenti, altre ancora con la nostra barchetta di carta abbiamo navigato pieni di speranza per incontrarci.
Il mare, il cielo.....no non c'erano differenze per noi... le stelle erano a volte i piccoli segnali che antiche esistenze avevano lasciato per noi....
Abbiamo anche conosciuto la rassegnazione e l'angoscia e abbiamo lottato con ogni forza per non cadere nei loro gorghi di disperazione....
Noi eravamo il filo che unisce i puntini sparsi nella vita e creano magiche figure che il vento porterà con sé.... noi eravamo i nostri pensieri solitari scritti sulla sabbia che scorreva tra le dita con i nostri anni.....
Noi eravamo noi, soli tra quattro mura, quando il mondo intorno faceva chiasso e qualcuno, sempre qualcuno ci chiamava rimproverando la nostra assenza.
Si avremmo potuto, forse potremo vivere sempre separati..... ma nessuno potrà mai, neppure così, separarci.... Avremmo potuto, ma come si fa a stare lontani quando il freddo di un'antica notte di oblio e di terrore sta per calare intorno a noi, come si fa quando la mancanza d'amore intorno rende grigi persino i fiori ed i sorrisi?
Non si può, non si potrebbe.... non si deve, quando il cielo è così scuro e le stelle così vicine.

Arturo Ferrara
per artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino
postato da: artemidoro alle ore ottobre 13, 2009 20:49 | Link | commenti (8)
categoria:natura, amore, letteratura, oltre, notte, maschere, io
giovedì, 08 ottobre 2009
La lettera d'amore
fotografia di Arturo Ferrara diritti riservati lab artfer Torino

fotografia di Arturo Ferrara (diritti riservati lab artfer Torino)


Echi della Memoria
(da me composta ed eseguita)
dedicata ai lettori e commentatori del blog

Sulla sabbia della spiaggia aveva scritto la sua prima lettera d'amore.... e, non ancora finita, fu cancellata da un'onda  curiosa che l'aveva letta...
Poi ne scrisse un'altra sull'acqua di un torrente di montagna che sembrava tranquilla, limpida, immobile ma, non ancora finita la portò via con sé. Le parole scivolavano via, ad una ad una, insinuandosi sotto i piccoli sassi, tra le rocce e nelle innocenti anse  del fiume.
Provò ancora a pensarne un' altra e, non appena la lettera fu definita e sviluppata, la disegnò nell'aria, in un pacifico pomeriggio di sole.... Venne, improvviso il vento e catturò la lettera portandola in alto, in alto come un palloncino e poi, lentamente scomparve all'orizzonte, dietro una nuvola.....
Forse occorreva essere più "materiali"...prese  un bel foglio di carta e cominciò a scrivere, parole leggere e splendenti che facevano cantare la penna che le scriveva.Era proprio bella la lettera e, per contemplarla meglio, usò una lente.... Belli i caratteri, le curve...persino i puntini sulle " i " aveva.... ma, a furia di mettere a fuoco.... la lettera s'incendiò rapidamente e del foglio rimase solo carta abbrustolita....
Tutto passa e va, pensò, senza arrabbiarsi.... tanto la lettera questa volta la ricordo.... la declamerò a voce alla prima fanciulla che passa.
Vide da lontano una bella ragazza che veniva nella sua direzione, con un ampio sorriso, capelli lunghi e castani...occhi verdi....
Non appena fu vicina  cominciò a declamare la sua lettera, si commosse anche, da solo....
non appena finito guardò la donna che disse qualcosa in una lingua incomprensibile e vedendo la sua strana espressione.... si allontanò rapidamente un po' impaurita.....
Forse per l'emozione o per la rabbia aveva dimenticato la lettera d'amore, doveva ripensarla, riscriverla, ridisegnarla, leggerla di nuovo.....
Ma tutto ciò che pensava gli sembrava inferiore alla lettera precedente che  come in una visione, poteva rivedere ma senza più poterla esprimere, tradurre, comprendere....
Così non scrisse più, non disegnò, non declamò...vagò per il mondo cercando di ricordare..... e così attento al ricordo non vide più le bellezze intorno a sé, i mari, i fiumi di montagna, il vento...le belle fanciulle....
In una pozza d'acqua vide il suo stanco viso e disperato s'accorse della vanità della sua esistenza e dei suoi sogni.....
Abbandonarsi, al nulla, cadere in un dirupo....gettarsi in un fiume.... lasciarsi spingere dal vento laggiù dove finisce la valle?
Mentre pensava queste cose sentì vicino come un fruscio.... un alito di vento, una carezza di un'onda, una timida goccia di pioggia, il calore di una fiammella dal facolare..... Poi una voce che era come il sussurrare del vento fra gli alberi del bosco, come il suono della risacca, o il cristallino zampillare di una fontana:

-La Tua lettera d'amore è bellissima ed è da tempo che Ti cerco per dirtelo, ma tu sei sempre così frettoloso, distratto...assente.....

In un istante sen
tii, comprese un nuovo senso e significato delle cose e degli eventi. Serviva dare un nome a chi aveva fianco, fare domande? Sapeva ( ma sentiva che era già in lui questa sensazione) che era  stato amato e lo sarebbe stato per sempre  e non avrebbe più dovuto fare sforzi per esprimere i suoi sentimenti"oltre" il tempo, il luogo e, senza dire una parola si lasciò condurre...non importa dove ..... quando finisce la realtà...comincia il sogno.

Arturo Ferrara
per artemidoro blog fnfpvcbmpsvec lab artfer Torino

postato da: artemidoro alle ore ottobre 08, 2009 22:03 | Link | commenti (15)
categoria:natura, amore, letteratura, oltre, io
giovedì, 01 ottobre 2009
Verso di Te in forma di Vento

fotografia di Arturo Ferrara diritti riservati

fotografia di Arturo Ferrara (diritti riservati lab artfer Torino)


Nel Xanadu alza Kubla Khan
dimora di delizie un duomo
dove Alf, il fiume sacro, scorre
per caverne vietate all'uomo
a un mare senza sole.
Dieci miglia di fertile campagna
con mura e torri furono recinte:
e c'era nel giardino un luccichio di rivi
e l'albero d'incenso era fiorito
e v'erano foreste antiche come i clivi
che abbracciavano il verde agro assolato....

da Kubla Khan di S.T.Coleridge

C'era soltanto il grande cuneo di vento che prendeva la moto da ogni lato.
Veloce, nella strada rettilinea, di notte, sentivo il mutare delle temperature a seconda dei luoghi.
Veloce. Così era stata la mia vita. Avevo scelto l'oscurità, le tenebre, la strada rettilinea e solitaria che però portava alla montagna.
Le compagne ombre si proiettavano con strani giochi della Luna nei monti che sentivo vigili e presenti al mio passaggio.
Il vento, il vento...che, come la Notte, ha portato via tutto di me, sussurrandomi solo di abbandonarmi, di non cercare l'impossibile equilibrio che ancora mi teneva quasi dritto sulla strada....
-"Vieni, vieni..... mi diceva... perché ancora ti attacchi e cammini su ciò che già più non è? Vai avanti eppure nel Tuo cuore porti sempre il passato, vivi nella realtà ma nella tua mente hai sempre il sogno..... l'Ombra."
Da ogni lato soffiava forte, sempre più forte...ora sembrava dietro la moto ad aumentare la velocità ora davanti a frenarla ..altre con forti folate a destra e a sinistra che, insieme alla velocità contribuivano quasi a farmi sentire in volo.
Sì in volo, verso la luna quell'unica grande nube bianca, dai mutevoli aspetti, come una vivente storia dell'umanità, con strani riflessi di luce.... Lassù verso quelle cime luminose anche al buio.... o forse laggiù in quei precipizi misteriosi a fianco della strada di montagna.
Nella memoria ritornavano piccoli episodi della mia vita che sembravano dimenticati...si mescolavano a sogni ricorrenti, luoghi in cui avevo vissuto rivissuti due volte, una nella mia storia e l'altra nel sogno.
C'erano solo i miei pensieri...non una qualsiasi Lei, uno di quei volti di donna per i quali sembrava dirigere la mia anima..
Neppure la loro voce,(l'avevo cercata nel vento) era distinguibile. Legioni di Spiriti e di ombre sentivo accanto, ma silenziosi e vigili, quasi stupiti li potessi percepire.
E in qualche modo sapevo di comunicare anche se non so con quali mezzi perché ero silenzioso,  rintanato nel mio giubbetto e casco.
Sentii il vento più amico e non lottai più per restare in equilibrio. Il motore si intonava con il concerto del vento e mi venne improvviso un desiderio di urlare.
-"Iemaleiiii, Iemaleiiii...."
con quanto fiato potevo, nella notte, in piena velocità.
E allora ve lo garantisco vidi il sorriso del vento, ancor prima del suo volto e pensai a Te, sapendo che ora il mio amico ti avrebbe portato in dono il mio pensiero, la mia stessa ,ventosa ormai. presenza.....
Ma forse ero già arrivato a casa, forse sognavo perché ora ero io vento, sopra la casa, tra i grandi alberi volavo..... verso di Te.

Arturo Ferrara in QDA per
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postato da: artemidoro alle ore ottobre 01, 2009 22:48 | Link | commenti (11)
categoria:natura, amore, letteratura, notte, vivendo, sognando, io
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